mercoledì 3 aprile 2019

L'Europa adesso blocca le Ong. Arriva la "trappola" per le navi



Le Ong adesso fanno i conti con le nuover regole. Di fatto dall'Olanda alla Spagna arriva la stretta sulle navi umanitarie che nel Mediterraneo salvano i migranti portandoli poi in Europa.
La Sea Watch deve rispettare le nuove norme varata dall'Aja che vietano alla nave dell'ong tedesca di battere bandiera olandese. E così scatta il blocco alla navigazione. La decisione è stata presa dal ministero delle Infrastrutture. "Ci sono gravi conseguenze per Sea Watch e per tutte le altre ong che operano navi battenti con la medesima bandiera. Si tratta di un intervento frettoloso che non lascia un periodo di transizione. Mostra la volontà del governo di impedire agli attori della società civile di svolgere le loro operazioni di soccorso", ha accusato la ong. La stessa sorte è toccata all'Aquarius. Dopo la revoca della bandiera da parte di Gibilterra, l'ong Sos Mediterranèe ha dovuto incassare pure il "no" per una nuova bandiera da parte di Ankara. Non cambia la musica se si guarda a Open Arms. La nave è ferma da tempo nel porto spagnolo di Barcellona e da circa due mesi non torna in mare.
A questo quadro va aggiunta anche la Mare Jonio di Mediterranea che di fatto adesso è nel porto di Marsala ma ha già annunciato una nuova missione nelle prossime settimane. Per il momento l'unica nave operativa e presente nel Mediterraneo è la Sea Eye che con la Alan Kurdi presidia le coste davanti la Libia. In Europa dunque si registra una stretta netta sulle autorizzazioni alla navigazione per le navi umanitarie. L'accogliente Spagna di Sanchez ha già tirato i remi in barca, l'Olanda l'ha seguita sullo stesso sentiero. L'Italia resta coi porti chiusi. La stagione delle ong forse si avvia al tramonto?

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