lunedì 18 febbraio 2019

Mussolini: Se ci tagliate lo stipendio ci ammazziamo! Cosa ne pensate?

E’ pronto il taglio ai vitalizi d’oro di Montecitorio. Il presidente della Camera Roberto Fico ha illustrato all’Ufficio di presidenza di Montecitorio il testo della delibera per il superamento dei vitalizi degli ex deputati. Il nuovo sistema previsto dalla delibera ricalcolerebbe tutti i vitalizi finora percepiti sulla base del sistema contributivo. Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta ed ex questore della Camera, che per mesi ha studiato la messa a punto della delibera, ha sottolineato come sia un passo avanti per dire “addio alla casta”. Ma non tutti sembrano aver gradito. Molti gli ex parlamentari ad aver giurato guerra, annunciando ricorsi. Tra questi, l’onorevole Mussolini che da molto tempo, anche nel corso dei precedenti governi, ha manifestato la sua contrarietà in tal senso.
Le dichiarazioni di Alessandra Mussolini
La feroce lotta degli onorevoli per salvarsi il vitalizio pullula di guerrieri combattivi e ostinati, desiderosi di trarre vantaggio dai privilegi della casta.
Dai toni drammatici il condottiero, Alessandra Mussolini. E’ lei che si è guadagnata la fascia del capitano in questa partita, con una linea di pensiero che non ha mutato nel corso degli ultimi anni.
“È come se ci mandassero nudi per strada”, ha sottolineato la Mussolini a suo tempo, alla proposta di abbassare le indennità a 5000 euro. “Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi…”, ha continuato la nipote del Duce. Per lei lo stop ai vitalizi sarebbe “un’istigazione al suicidio”. Lo ha raccontato a Tommaso Labate in un’intervista al settimanale “A”. “Per colpa di pochi, quelli che si sono arricchiti con la politica e i soldi sottobanco, paghiamo tutti”, ha sentenziato accanita. La Mussolini è apparsa inferocita, così ha proseguito: “Per i cittadini soffriamo ancora poco. Vogliono vederci soffrire ancora di più. Se abbassassero i nostri stipendi a 1. 000 euro al mese, la gente ci vorrebbe veder prendere 500 euro”.
Le cifre d’oro di Camera e Senato
I deputati hanno diritto a un’indennità lorda di 11.703 euro.
Al netto sono 5.346,54 euro mensili più una diaria di 3.503,11. Impossibile dimenticare il rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. A questi numeri che da sé fanno rabbrividire, si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti.
I senatori invece ricevono un’indennità mensile lorda di 11.555 euro. Al netto la cifra è di 5.304,89 euro, più una diaria di 3.500 euro cui si aggiungono un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro e 1.650 euro al mese come rimborsi forfettari fra telefoni e trasporti. Così, i componenti del Senato guadagnano ogni mese 14.634,89 euro contro i 13.971,35 euro percepiti dai deputati.

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