giovedì 28 febbraio 2019

FLORIS DENUNCIATO! IL CONDUTTORE ADESSO È NEI GUAI!

Il giornalista Giovanni Floris finisce denunciato alla Procura della Repubblica per la fattispecie di induzione al gioco d’azzardo.

A presentare l’esposto il Codacons, a seguito di un servizio trasmesso nella puntata di ieri del programma di La7 “Dimartedì”.

Nel corso della trasmissione Giovanni Floris ha proposto un servizio sulle modalità per aggirare i paletti fissati dalla misura governativa in tema di reddito di cittadinanza, in particolare illustrando le possibilità per eludere il divieto di utilizzo del sussidio per il gioco d’azzardo – spiega il Codacons nell’esposto .

lunedì 25 febbraio 2019

Ultima ora: Mafia Capitale, Alemanno condannato a 6 anni per corruzione



L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato condannato a sei anni di carcere per corruzione e finanziamento illecito nell'ambito di un filone del processo di "Mafia Capitale".
Lo hanno deciso i giudici della II sezione penale del Tribunale di Roma. Il pm Luca Tescaroli aveva chiesto cinque anni. A mandare sotto processo Alemanno un finanziamento di oltre 200mila euro, buona parte dei quali attraverso la fondazione Nuova Italia da lui presieduta. Alemanno fa sapere che "è una sentenza sbagliata. Ricorreremo sicuramente in Appello dopo aver letto le motivazioni. Io sono innocente, l'ho detto sempre e lo ribadirò anche davanti ai giudici di Appello".
I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2012 e il 2014: Alemanno avrebbe ricevuto dall'imprenditore Salvatore Buzzi, in accordo con Massimo Carminati, e tramite soggetti a loro legati, 223.500 euro attraverso pagamenti alla fondazione e al suo mandatario elettorale e diecimila euro in contanti. Il tutto con l'aiuto e l'intermediazione dell'ex amministratore dell'azienda romana dei rifiuti (Ama), Franco Panzironi, suo stretto collaboratore.
Alemanno è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e per due anni non potrà contrattare con la pubblica amministrazione. Il tribunale ha anche disposto l’interdizione legale per tutta la durata della pena. L’ex sindaco è stato condannato a risarcire sia Ama che Roma Capitale in separata sede e a versare una provvisionale di 50mila euro per entrambe le parti civili. Tra le pene accessorie c'è anche la confisca di 298.500 euro. Il pm aveva chiesto la confisca di 223 mila euro.
L’avvocato Pietro Pomanti, che in aula aveva insistito per l’assoluzione con la formula più ampia per il proprio assistito, ha spiegato che "Alemanno non ha preso soldi e non è un corrotto. La circostanza non emerge da nessun atto del procedimento principale di 'Mafia Capitale' che, tra l’altro, ancora attende il vaglio della Cassazione". E il finanziamento di 10mila euro "rappresenta un regolare versamento tramite bonifico che riguarda la Fondazione Nuova Italia che non era certo il salvadanaio dell’allora sindaco".

sabato 23 febbraio 2019

Professore di Harvard elogia il M5S: "Piano piano sta cambiando l'Italia



Così sulla propria pagina Facebook Francesco Erspamer, professore di studi italiani e romanzi a Harvard e blogger.

“No,” precisa il professore – il M5S “non sta facendo ‘la’ rivoluzione, quella che i massimalisti considerano l’obiettivo minimo, ovviamente irraggiungibile nell’attuale contingenza e che dunque li esenta da qualsiasi azione concreta, preservando la loro astratta purezza: molto più modestamente il M5S sta ristabilendo le basi che potranno, in seguito, consentire il ritorno della politica e di una democrazia attiva, vitale, e con esse l’opportunità (solo l’opportunità, non la certezza) di una maturazione sociale e civile (detesto la parola “crescita”, mantra dei vincenti) dopo due decenni e mezzo di deriva liberista”. 

“Che poi” prosegue “questa maturazione abbia luogo non dipende dal M5S né da alcun singolo partito; dipende dalla volontà e dall’impegno degli italiani, almeno di buona parte di essi; non ci sono ancora le condizioni per questo sforzo collettivo ma apprezzo i pentastellati perché invece di rassegnarsi al destino manifesto di individualismo e avidità proclamato dal neocapitalismo, stanno tentando di resistergli, fra mille difficoltà e fronteggiando la strenua ostilità di chi teme di perdere qualche privilegio, spesso immaginario”.

“Il condominio con la Lega” osserva “comporta dei compromessi, dei ritardi e anche delle rinunce, ma l’importante è che il processo vada avanti e che la rete di connivenze istituzionali che ha reso possibile il regime berlusconiano-piddino venga smantellato. Ovvio, come ho detto, che si incontri opposizione: sarà anzi sempre più scomposta, scorretta e violenta man mano che una casta nata e cresciuta nel benessere e convinta che non esistano alternative a sé stessa, sentirà che la sua presa sul potere si sta affievolendo. Ovvio anche ci siano state e saranno delusioni, qualcuna grave, e probabilmente errori. Si potrà rimediare a essi: ma solo se si useranno i quattro anni che restano a questa legislatura per trasformare e sanare il paese e restituire allo Stato la fiducia dei cittadini, intenzionalmente erosa con la complicità della stampa e degli intellettuali per far accettare alla gente la privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici e la svendita della nostra economia agli stranieri. Fra quattro anni farò una valutazione: può darsi che allora l’esperienza pentastellata mi sembrerà conclusa, può darsi che una nuova sinistra sarà pronta a continuarne il lavoro politico; può darsi invece che il M5S sarà diventato quella sinistra”.

“Comunque sia, se il M5S terrà duro e andrà avanti con il suo programma non potrò che essergli grato, tutti i cittadini dovrebbero essergli grati, per aver provato a dar vita a un nuovo risorgimento italiano. Che non significa, come dicevo all’inizio, l’improvvisa realizzazione di una società ideale o semplicemente giusta: solo delle condizioni che permettano alla prossima generazione di sognarla con un minimo di plausibilità,” conclude.

M5S: Niente reddito di cittadinanza ai condannati per mafia. Cosa ne pensate?

"Niente reddito di cittadinanza ai condannati per mafia"
dito ai condannati per mafia: Il reddito di cittadinanza sarà revocato in caso di condanna definitiva per i reati di stampo terroristico e mafioso. E' una delle modifiche approvate in Commissione Lavoro a riguardo del reddito di cittadinanza, mentre prosegue il percorso del "decretone" in Parlamento sulla via della conversione in legge. E' infatti arrivato il via libera della commissione Lavoro del Senato che ha dato mandato ai relatori di presentare il testo a Palazzo Madama.
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Il provvedimento da lunedì sarà all'esame del Senato. Dopo una partenza rinviata più volte, a causa del voto sull'autorizzazione a procedere nei confronti del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, sul caso Diciotti, i lavori hanno subito un'accelerazione. Poche le modifiche approvate, che non cambiano il provvedimento nella sostanza.
Oltre alla voce che riguarda i condannati per mafia c'è da segnalare anche la stretta sui migranti, che dovranno munirsi di certificati del paese d'origine tradotti in italiano; controlli per separati o divorziati dopo 1 settembre 2018; esclusione dei condannati per diversi reati, che vanno dal terrorismo alle truffe; maxi sanzione per i datori di lavoro che assumono persone in nero beneficiarie del reddito; attenzione maggiore alle famiglie con figli e disabili ma non risorse in più.
Sanzioni per lavoro nero e finti divorzi: le sanzioni ai datori di lavoro che impiegano in nero stranieri o minori saranno estese a chi fa lavorare illegalmente i beneficiari del reddito di cittadinanza.
Attenzione anche sui cambi di residenza: se una separazione o un divorzio sono avvenuti dopo il 1° settembre 2019, per poter ottenere il reddito il cambio di residenza deve essere certificato da un verbale della polizia locale. Novità anche per chi assume un beneficiario del reddito di cittadinanza: chi licenzia i percettori del reddito prima di 3 anni dall'assunzione dovrà restituire il bonus maggiorato delle sanzioni civili, a meno che il licenziamento avvenga per giusta causa.
Prima i disabili. I datori di lavoro non in regola con le quote di assunzione dei lavoratori con disabilità, appartenenti alle categorie protette, non potranno ottenere gli incentivi previsti dall'assunzione dei beneficiari.
Regole più rigide per gli stranieri. I cittadini extra Ue senza lo status di rifugiati devono produrre una certificazione rilasciata dalla propria ambasciata e tradotta in italiano per comprovare la composizione del nucleo familiare.
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Tutele per papà e mamme. In caso di presenza di un minore nel nucleo familiare - anche in caso di coppia separata - i beneficiari di reddito di cittadinanza potranno ricevere offerte di lavoro in un raggio massimo di 250 chilometri.

venerdì 22 febbraio 2019

ECCO TUTTI NOMI DEI POLITICI CHE HANNO DETTO NO ALL’ABOLIZIONE DEL VITALIZIO CHE DA POCO SONO RIMASTI SENZA!



Ecco i nomi dei 337 deputati che hanno bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle che avrebbe tagliato le pensioni d’oro e aumentato le pensioni minime: 1 Adornato Ferdinando UDC 2 Agostini Luciano PD 3 Agostini Roberta PD 4 Albanella Luisella PD 5 Alfreider Daniel SVP 6 Allasia Stefano LEGA NORD 7 Alli Paolo NCD 8 Amato Maria PD 9 Amendola Vincenzo PD 10 Amici Sesa PD 11 Amoddio Sofia PD 12 Antezza Maria PD 13 Anzaldi Michele PD 14 Argentin Ileana PD 15 Arlotti Tiziano PD 16 Attaguile Angelo NCD 17 Balduzzi Renato SCELTA CIVICA 18 Bargero Cristina PD 19 Baruffi Davide PD 20 Basso Lorenzo PD 21 Bazoli Alfredo PD 22 Bellanova Teresa PD 23 Benamati Gianluca PD 24 Beni Paolo PD 25 Berlinghieri Marina PD 26 Bianchi Dorina NCD 27 Bianchi Mariastella PD 28 Biffoni Matteo PD 29 Binetti Paola UDC 30 Bini Caterina PD 31 Biondelli Franca PD 32 Blazina Tamara PD 33 Bobba Luigi PD 34 Boccuzzi Antonio PD 35 Bolognesi Paolo PD 36 Boldrini Laura SEL 37 Bonaccorsi Lorenza PD 38 Bonavitacola Fulvio PD 39 Bonifazi Francesco PD 40 Bonomo Francesca PD 41 Bordo Michele PD 42 Borghesi Stefano LEGA NORD 43 Borghi Enrico PD 44 Bosco Antonino NCD 45 Bossa Luisa PD 46 Bossi Umberto LEGA NORD 47 Braga Chiara PD 48 Bragantini Matteo PD 49 Bragantini Paola LEGA NORD 50 Brandolin Giorgio PD 51 Bratti Alessandro PD 52 Bressa Gianclaudio PD 53 Bruno Bossio Vincenza PD 54 Bruno Franco CENTRO DEMOCRATICO 55 Bueno Renata USEI 56 Bombassei Alberto SCELTA CIVICA 57 Burtone Giovanni Mario Salvino PD 58 Busin Filippo LEGA NORD 59 Buttiglione Rocco UDC 60 Campana Micaela PD 61 Caon Roberto LEGA NORD 62 Capodicasa Angelo PD 63 Capone Salvatore PD 64 Capozzolo Sabrina PD 65 Capua Ilaria SCELTA CIVICA 66 Carbone Ernesto PD 67 Cardinale Daniela PD 68 Carella Renzo PD 69 Carnevali Elena PD 70 Carocci Mara PD 71 Carra Marco PD 72 Carrescia Piergiorgio PD 73 Caruso Mario UDC 74 Casati Ezio Primo PD 75 Casellato Floriana PD 76 Cassano Franco PD 77 Castricone Antonio PD 78 Catania Mario UDC 79 Causi Marco PD 80 Causin Andrea SCELTA CIVICA 81 Cenni Susanna PD 82 Censore Bruno PD 83 Cera Angelo UDC 84 Cesaro Antimo SCELTA CIVICA 85 Chaouki Khalid PD 86 Cimbro Eleonora PD 87 Cimmino Luciano SCELTA CIVICA 88 Cirielli Edmondo FRATELLI D’ITALIA 89 Civati Giuseppe PD 90 Coccia Laura PD 91 Colaninno Matteo PD 92 Cominelli Miriam PD 93 Coppola Paolo PD 94 Corsaro Massimo Enrico FRATELLI D’ITALIA 95 Coscia Maria PD 96 Cova Paolo PD 97 Covello Stefania PD 98 Crimi’ Filippo PD 99 Crivellari Diego PD 100 Culotta Magda PD 101 Cuperlo Giovanni PD 102 D’agostino Angelo Antonio SCELTA CIVICA 103 D’arienzo Vincenzo PD 104 D’attorre Alfredo PD 105 D’incecco Vittoria PD 106 Dal Moro Gian Pietro PD 107 Dallai Luigi PD 108 Dambruoso Stefano SCELTA CIVICA 109 Damiano Cesare PD 110 De Maria Andrea PD 111 De Menech Roger PD 112 De Mita Giuseppe UDC 113 Decaro Antonio PD 114 Del Basso De Caro Umberto PD 115 Di Lello Marco PD 116 Di Maio Marco PD 117 Donati Marco PD 118 Ermini David PD 119 Fabbri Marilena PD 120 Famiglietti Luigi PD 121 Fanucci Edoardo PD 122 Faraone Davide PD 123 Farina Gianni PD 124 Fauttilli Federico SCELTA CIVICA 125 Fedriga Massimiliano LEGA NORD 126 Ferranti Donatella PD 127 Ferrari Alan PD 128 Ferro Andrea PD 129 Fiano Emanuele PD 130 Fiorio Massimo PD 131 Fioroni Giuseppe PD 132 Fitzgerald Nissoli Fucsia SCELTA CIVICA 133 Folino Vincenzo PD 134 Fontana Cinzia Maria PD 135 Fontanelli Paolo PD 136 Fossati Filippo PD 137 Fragomeli Gian Mario PD 138 Fregolent Silvia PD 139 Gadda Maria Chiara PD 140 Galgano Adriana SCELTA CIVICA 141 Galli Carlo PD 142 Galli Giampaolo PD 143 Gandolfi Paolo PD 144 Garavini Laura PD 145 Garofani Francesco Saverio PD 146 Gasbarra Enrico PD 147 Gasparini Daniela Matilde Maria PD 148 Gebhard Renate SVP 149 Gelli Federico PD 150 Genovese Francantonio PD 151 Ghizzoni Manuela PD 152 Giacobbe Anna PD 153 Giacomelli Antonello PD 154 Gigli Gian Luigi SCELTA CIVICA 155 Ginefra Dario PD 156 Ginoble Tommaso PD 157 Giorgis Andrea PD 158 Giuliani Fabrizia PD 159 Giulietti Giampiero PD 160 Gnecchi Marialuisa PD 161 Gozi Sandro PD 162 Grassi Gero PD 163 Greco Maria Gaetana PD 164 Gribaudo Chiara PD 165 Guerini Giuseppe PD 166 Guerini Lorenzo PD 167 Guerra Mauro PD 168 Guidesi Guido LEGA NORD 169 Gullo Maria Tindara PD 170 Gutgeld Itzhak Yoram PD 171 Iacono Maria PD 172 Iannuzzi Tino PD 173 Impegno Leonardo PD 174 Incerti Antonella PD 175 Invernizzi Cristian LEGA NORD 176 Iori Vanna PD 177 Laforgia Francesco PD 178 Lattuca Enzo PD 179 Lauricella Giuseppe PD 180 Lenzi Donata PD 181 Leone Antonio NCD 182 Leva Danilo PD 183 Locatelli Pia Elda PD 184 Lodolini Emanuele PD 185 Losacco Alberto PD 186 Lotti Luca PD 187 Madia Maria Anna PD 188 Maestri Patrizia PD 189 Magorno Ernesto PD 190 Maietta Pasquale FRATELLI D’ITALIA 191 Malisani Gianna PD 192 Malpezzi Simona Flavia PD 193 Manciulli Andrea PD 194 Manfredi Massimiliano PD 195 Manzi Irene PD 196 Marantelli Daniele PD 197 Marazziti Mario SCELTA CIVICA 198 Marchetti Marco PD 199 Marchi Maino PD
200 Marcolin Marco LEGA NORD 201 Marguerettaz Rudi Franco VALLEE D’AOSTE 202 Mariani Raffaella PD 203 Mariano Elisa PD 204 Marroni Umberto PD 205 Martella Andrea PD 206 Martelli Giovanna PD 207 Martino Pierdomenico PD 208 Marzano Michela PD 209 Matarrese Salvatore SCELTA CIVICA 210 Mattiello Davide PD 211 Mauri Matteo PD 212 Mazziotti Di Celso Andrea SCELTA CIVICA 213 Mazzoli Alessandro PD 214 Melilli Fabio PD 215 Meloni Giorgia FRATELLI D’ITALIA 216 Meloni Marco PD 217 Merlo Ricardo Antonio MOV. ASS. IT. EST. 218 Miccoli Marco PD 219 Minardo Antonino NCD 220 Misiani Antonio PD 221 Misuraca Dore NCD 222 Molea Bruno SCELTA CIVICA 223 Molteni Nicola LEGA NORD 224 Monaco Francesco PD 225 Monchiero Giovanni SCELTA CIVICA 226 Mongiello Colomba PD 227 Montroni Daniele PD 228 Morani Alessia PD 229 Morassut Roberto PD 230 Moretti Alessandra PD 231 Moretto Sara PD 232 Mosca Alessia Maria PD 233 Moscatt Antonino PD 234 Mura Romina PD 235 Murer Delia PD 236 Naccarato Alessandro PD 237 Narduolo Giulia PD 238 Nastri Gaetano FRATELLI D’ITALIA 239 Nesi Edoardo SCELTA CIVICA 240 Nicoletti Michele PD 241 Oliaro Roberta SCELTA CIVICA 242 Oliverio Nicodemo Nazzareno PD 243 Orfini Matteo PD 244 Ottobre Mauro SVP 245 Pagani Alberto PD 246 Pagano Alessandro NCD 247 Palma Giovanna PD 248 Paolucci Massimo PD 249 Paris Valentina PD 250 Parrini Dario PD 251 Pastorelli Oreste PD 252 Pastorino Luca PD 253 Patriarca Edoardo PD 254 Pelillo Michele PD 255 Peluffo Vinicio Giuseppe Guido PD 256 Pes Caterina PD 257 Petitti Emma PD 258 Petrini Paolo PD 259 Piccione Teresa PD 260 Piccoli Nardelli Flavia PD 261 Piccolo Giorgio PD 262 Piccone Filippo NCD 263 Piepoli Gaetano SCELTA CIVICA 264 Pini Gianluca LEGA NORD 265 Pini Giuditta PD 266 Pisicchio Pino CENTRO DEMOCRATICO 267 Piso Vincenzo NCD 268 Pizzolante Sergio NCD 269 Pollastrini Barbara PD 270 Porta Fabio PD 271 Prataviera Emanuele LEGA NORD 272 Preziosi Ernesto PD 273 Quartapelle Procopio Lia PD 274 Rabino Mariano SCELTA CIVICA 275 Rampelli Fabio FRATELLI D’ITALIA 276 Rampi Roberto PD 277 Ribaudo Francesco PD 278 Richetti Matteo PD 279 Rigoni Andrea PD 280 Roccella Eugenia NCD 281 Rocchi Maria Grazia PD 282 Romano Andrea SCELTA CIVICA 283 Rondini Marco LEGA NORD 284 Rosato Ettore PD 285 Rossi Domenico SCELTA CIVICA 286 Rossomando Anna PD 287 Rostan Michela PD 288 Rotta Alessia PD 289 Rubinato Simonetta PD 290 Rughetti Angelo PD 291 Saltamartini Barbara NCD 292 Sanga Giovanni PD 293 Sani Luca PD 294 Sanna Francesco PD 295 Sanna Giovanna PD 296 Santerini Milena SCELTA CIVICA 297 Sberna Mario SCELTA CIVICA 298 Sbrollini Daniela PD 299 Scalfarotto Ivan PD 300 Scanu Gian Piero PD 301 Schiro’ Gea SCELTA CIVICA 302 Schullian Manfred SVP 303 Scopelliti Rosanna NCD 304 Scuvera Chiara PD 305 Senaldi Angelo PD 306 Simoni Elisa PD 307 Sottanelli Giulio Cesare SCELTA CIVICA 308 Speranza Roberto PD 309 Stumpo Nicola PD 310 Tabacci Bruno PD 311 Tancredi Paolo NCD 312 Taranto Luigi PD 313 Taricco Mino PD 314 Tartaglione Assunta PD 315 Tentori Veronica PD 316 Terrosi Alessandra PD 317 Tidei Marietta PD 318 Tinagli Irene SCELTA CIVICA 319 Totaro Achille FRATELLI D’ITALIA 320 Tullo Mario PD 321 Vaccaro Guglielmo PD 322 Valente Valeria PD 323 Valiante Simone PD 324 Vargiu Pierpaolo SCELTA CIVICA 325 Vazio Franco PD 326 Velo Silvia PD 327 Venittelli Laura PD 328 Ventricelli Liliana PD 329 Verini Walter PD 330 Vignali Raffaello NCD 331 Villecco Calipari Rosa Maria PD 332 Vitelli Paolo SCELTA CIVICA 333 Zampa Sandra PD 334 Zanetti Enrico SCELTA CIVICA 335 Zappulla Giuseppe PD 336 Zardini Diego PD 337 Zoggia Davide PD

giovedì 21 febbraio 2019

"Vi svelo i trucchi della sinistra per dare le case agli immigrati"



Il "percorso intrapreso" per ora ha portato i suoi frutti. I detrattori potranno chiamarlo razzismo, fascismo, discriminazione.
Ma per Claudio D'Amico gli "atti dissennati" li facevano i suoi predecessori, non lui. Da quando si è seduto sulla poltrona di assessore al Comune di Sesto San Giovanni, la situazione sull'assegnazione delle case popolari si è stravolta. In favore degli italiani.
A dimostrarlo ci sono i numeri. "Nel 2016 la sinistra aveva assegnato 32 alloggi, di cui 29 a stranieri", spiega al Giornale.it. Nel 2017, dopo la "caduta" della Staligrado d'Italia, la proporzione si è ribaltata: "Noi abbiamo consegnato più appartamenti di loro, ben 39, e solo due di questi sono finiti ad immigrati". Il cambio di passo è notevole.
Ma quello che a D'Amico preme sottolineare è il "sistema" delle case popolari nato a Sesto San Giovanni, una macchina che per anni ha "divorato" milioni di euro (pubblici). "Le giunte precedenti - rivela l'assessore - assegnavano gli immobili senza seguire i bandi e giustificando il tutto con la scusa dell'emergenza abitativa". Una sorta di "trucco". "Non tenevano conto delle graduatorie - aggiunge -, ma le attribuivano senza una logica. Bastava avere figli o una moglie incinta e il gioco era fatto". Quando poi non vi erano più alloggi liberi di proprietà del Comune o di Aler, Sesto "firmava una psudo-convenzione con una fondazione per affittare oltre 20 appartamenti al costo di 1.700 euro l'uno". Inoltre "affittava case a prezzi più alti del mercato e le dava in locazione a persone, in buona parte immigrati, che poi non pagavano il canone calmierato". Altre famiglie, infine, "le mettevano negli alberghi". Costo totale: "Un milione e mezzo di euro all'anno". Non proprio spiccioli.
Quando si sono trovati di fronte alle carte, il sindaco Roberto Di Stefano e la giunta hanno deciso di inviare tutti i documenti alla Corte dei Conti. Intanto, però, hanno provato a mettere in atto quella che definiscono una "rivoluzione". "In un anno - spiega D'Amico -, assegnando più case popolari di loro, siamo riusciti a ridurre le spese fino a 350mila euro l'anno".
Per centrare l'obiettivo, l'assessore ha solo preteso che venisse applicata la legge senza distinzioni. Gli alloggi possono essere assegnati solo a chi dimostra di non avere proprietà in altre regioni o Stati, ma mentre un italiano era costretto a presentare i documenti catastali, all'immigrato bastava allegare una semplice autocertificazione. Con il paradosso che un tunisino, magari proprietario di una villa a Tunisi, finiva con lo scavalcare il povero italiano. "Ho imposto che venisse controllata la sussistenza di un'abitazione all'estero", spiega D'Amico. "E ho dato indicazione di non considerare valida neppure l'autocertificazione". Un cavillo? "No, è la legge".
Il fatto è che molti Stati non hanno un catasto nazionale e per i cittadini stranieri diventa difficile, se non impossibile, produrre i documenti richiesti dal bando. "Che facciano rimostranze nel loro Paese - ribatte l'assessore - Se non lo portano, restano fuori". Una cittadina dell'Ecuador ha fatto ricorso, ma il Tar ha dato ragione al Comune: la normativa è questa e va applicata. Fine dei giochi.
"I risultati sono straordinari e finalmente riequilibrano ingiustizie portate avanti da troppo tempo", conclude D'Amico allontanando le accuse di razzismo o discriminazione. "Gli stranieri sono una minoranza: non possono pensare di incassare la maggioranza delle assegnazioni del welfare. Prima vengono gli italiani".

Migranti, le tv a rischio multe: arriva il regolamento guardate e diffondete tutti se siete d'accordo...



Ora l'AgCom mette le tv sul tema migranti: le emittenti, infatti, ora rischiano una multa "da 10 mila fino a 250 mila euro" nel caso in cui i loro programmi o tg si macchieranno di quello che viene definito un "reato d'odio".
Di cosa si tratta? Secondo quanto racconta Repubblica, l'AgCom avrebbe messo a punto un regolamento, una sorta di decalogo, per impedire che nei talk show o in un servizio giornalistico si arrivi a discriminare i migranti (o le donne vittime di violenze).
Il regolamento dovrebbe entrare in vigore il prossimo giugno, quando le reti televisive si troveranno a far fronte a nuove (e più stringenti) regole sul tema razzismo-discriminazione. Il garante per le Comunicazione, secondo quanto emerge, dovrebbe monitorare le trasmissioni di continuo. Se riscontrata una violazione, l'AgCom dovrebbe prima diffidare le emittenti, poi potrebbero ordinare la lettura di un "messaggio riparatorio" e - se le cose non cambiassero - potrebbe arrivare a imporre una (salata) multa. Il Garante, riporta Rep, dovrebbe tenere conto dello stile del giornalista (o presentatore), del titolo dei servizi, delle immagini e dei sottopancia; ma anche delle dichiarazioni di ospiti e opinionisti, delle reazioni degli ospiti e delle contromosse dei conduttori in caso di espressioni di odio pronunciate in diretta. Nel mirino dovrebbero finirci anche la condotta del pubblico (applausi o fischi), il contenuto degli sms inviati da casa e pubblicati in sovra-impressione e anche la presenza (o meno) in studio di migranti (o donne) a garantire il diritto di replica.
Per giustificare questo giro di vite, nell'introduzione al regolamento - scrive Rep - l'AgCom ricorda che sebbene gli immigrati in Italia siano solo il 7%, nella percezione degli italiani la percentuale sale al 25%. Secondo il Garante, "alcune emittenti private" hanno dedicato al "macro-tema" dell'immigrazione e della sicurezza fino al 33% dello spazio dei loro programmi o tg.
Resta una domanda: chi sarà a valutare quale titolo, espressione, condotta del pubblico o "stile di conduzione" sarà discriminante? E in base a quale parametro? Il rischio, fa notare qualcuno, è che - come nel caso delle fake news - il controllo per evitare la diffusione odio si possa trasformarsi in una forma di censura a chi, legittimamente, considera le migrazioni un fenomeno da arginare.

Cassazione, Formigoni condannato andraì in carcere...



Roberto Formigoni, per diciott'anni presidente della Lombardia, è stato condananto a cinque anni e dieci mesi con l'accusa di corruzione nell'ambito della vicenda dei fondi neri della fondazione Maugeri.
La sesta sezione penale della Cassazione, infatti, ha affrontato il ricorso del Celeste contro la sentenza con cui la Corte d'appello di Milano gli ha inflitto lo scorso settembre sette anni e mezzo di carcere per corruzione sulle delibere della Sanità made in Lombardia. Ora, la Cassazione ha confermato la condanna, ma riduce gli anni. L'ex governatore lombardo, infatti, dovrà scontare in carcere 5 anni e 10 mesi.
La decisione della Cassazione è arrivata dopo oltre quattro ore di camera di consiglio. La condanna definitiva per Roberto Formigoni è più bassa rispetto a quella inflittagli in appello perché è stato dichiarato prescritto il capo di imputazione di corruzione relativo al crac del San Raffaele.
L'ex governatore lombardo è il primo politico a dover affrontare il carcere con le nuove regole stabilite dal decreto "spazzacorrotti", che vieta la concessione di qualunque beneficio penitenziario ai colpevoli di corruzione, come finora accadeva solo per mafiosi e terroristi.
La Suprema Corte ha rigettato anche i ricorsi dell'ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino (condannato in appello a 7 anni e 7 mesi), dell'imprenditore Carlo Farina (3 anni e 4 mesi) e ha dichiarato inammissibile quello di Carla Vites, moglie dell'ex assessore Antonio Simone, che chiedeva di essere prosciolta con una formula più favorevole rispetto a quella pronunciata nei gradi di merito.

Il caso Maugeri

Roberto Formigoni avrebbe ricevuto da Pierangelo Daccò l'uso esclusivo di yacht, l'acquisto di parte di una villa e altri benefit per un valore totale di 6,6 milioni in cambio di vantaggi per due le strutture sanitarie che in un decennio si sono assicurate finanziamenti per 120 milioni, il San Raffaele, e 180 milioni, la Maugeri.

mercoledì 20 febbraio 2019

LUIGI DI MAIO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI ULTIMI! SOSTENIAMOLO TUTTI!



DI MAIO SALVA L'ILVA 10700 ASSUNZIONI E SENZA IL JOBS ACT
https://www.corriere.it/…/ilva-arcelormittal-assumeremo-esu…
DI MAIO SALVA WHIRLPOOL
Whirlpool, Di Maio ‘salva’ sito produttivo Carinaro-Teverola
Passione cinese. Con Di Maio il made in Italy vola a Shanghai!
Di Maio chiude le porte a olio e arance da Tunisia e Marocco
Dite quello che volete, ma finalmente un governo di onesti al servizio del popolo e delle imprese, difesa del made in Italy e più sicurezza.
Un abbraccio da Ferrari Daniele Attivista M5S

Caso Diciotti, la procura di Catania chiede l’archiviazione per Conte, Di Maio e Toninelli

Caso Diciotti, la procura di Catania chiede l’archiviazione per Conte, Di Maio e Toninelli
Questa mattina è stata notificata la richiesta di archiviazione sul caso Diciotti da parte della Procura di Catania per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per il vicepremierLuigi Di Maio e per il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi

Togliere la patente a chi usa il cellulare in auto. Cosa ne pensate?

La principale causa degli incidenti stradali "è la distrazione e l'uso improprio di smartphone e altri dispositivi è la prima causa di distrazione. Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all'esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo". Lo ha detto Santo Puccia, primo dirigente della Polizia stradale, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. Oggi c'è la sospensione della patente, solo in caso di recidiva, e "ciò si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza".
 "La modifica normativa che pone la possibilità di procedere alla sospensione e quindi contestualmente al ritiro della patente già alla prima violazione - ha sottolineato Puccia - è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione e per educare in maniera più efficace gli utenti della strada".
I dati dell'attività di contrasto a questo comportamento, ha proseguito il dirigente della Polizia stradale, "evidenziano un incremento delle violazioni. Purtroppo si tratta di una trasgressione diffusissima e difficile da contrastare. Per questo lo spauracchio del ritiro della patente alla prima violazione può essere efficace. Ormai - ha aggiunto - si trovano a buon mercato auricolari e dispositivi di viva voce. Ritengo si possa generare un effetto virtuoso come lo abbiamo registrato con il meccanismo della patente a punti".
Puccia ha poi invocato un'altra modifica al Codice "per contrastare più efficacemente l'abuso di sostanze stupefacenti" e cioè la "possibilità di perseguire chi è stato trovato positivo ma non in stato di alterazione alla guida in modo da sottoporlo a verifica da parte delle commissioni competenti". L'esponente della Polstrada ha inoltre chiesto una modifica per quanto riguarda i mille etilometri in forza agli organi di polizia. "Attualmente - ha ricordato - le visite periodiche per questi strumenti vengano fatte presso due soli centri del ministero dei Trasporti a Roma e Milano che non riescono a smaltire il gran numero di attrezzature da controllare, Accade così che per lunghi periodi le forze di polizia non possono usarli perchè fermi in attesa delle visite periodiche".
Omicidio stradale,ok pene ma paletti su revoca patente
Consulta, scatta solo in caso di ebbrezza e droga
Sì a pene più severe per l'omicidio stradale, ma revoca automatica della patente solo in caso di ebbrezza o droga. Lo ha deciso la Corte Costituzionale. La legge 41 del 2016, che ha introdotto il reato di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendo le sanzioni, ha superato infatti il vaglio di costituzionalità sul divieto di bilanciare aggravanti con attenuanti. Illegittimo invece l'articolo 222 del Codice della strada dove prevede l'automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. 

Arresto genitori Renzi, lunedì sentiti da gip. L’ex premier: “Da vigliacchi prendersela con i miei”



I genitori di Matteo Renzi, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, sono agli arresti domiciliari da due giorni nella loro abitazione di Rignano. Entrambi sono accusati di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. La notizia ha generato un vero e proprio terremoto politico e mediatico, soprattutto perché è arrivata nello stesso giorno delle votazioni online su Rousseau e, secondo quanto hanno detto i dem renziani, compatti in difesa dell'ex premier, l'inchiesta è riuscita a distogliere l'attenzione dal caso Diciotti, e dai problemi tecnici sulla piattaforma del M5S. "Se uno è pericoloso socialmente tanto da arrestarlo – spiegavano ieri parlamentari vicini a Renzi – non è che lo lasci in giro quattro mesi. E poi lo arresti alle sette di sera, mentre votano sulla Diciotti?".

I genitori di Renzi compariranno lunedì 25 febbraio davanti al gip Angela Fantechi, che ha motivato la misura cautelare spiegando che sussisteva il concreto, e attuale pericolo che gli indagati reiterassero i reati per cui sono indagati. La data dell'interrogatorio di garanzia, anticipata oggi da ‘La Nazione', è stata comunicata ieri nella tarda serata ai difensori e confermata stamani da fonti del palazzo di Giustizia. Non si sa ancora dove la coppia sarà sentita: possibile che venga scelto un luogo diverso dalla procura per evitare l'assalto di telecamere e giornalisti, che hanno già assediato l'abitazione dei due, una palazzina di tre piani in campagna. Da fuori si vedono porte e persiane chiuse, sul posto oggi c'è solo qualche cronista e cameraman.

Matteo Renzi non è andato a far visita ai suoi genitori, ma appresa la notizia ha telefonato alla madre. Quindi commenta così in un colloquio con il ‘Corriere della Sera': "L'arresto è un'assurdità totale e quindi è meglio tenere la partita sul piano giuridico. Faranno tanta fatica a giustificare quel provvedimento cautelativo" e "tanto di cappello per il capolavoro mediatico dell'arresto di due settantenni qualche minuto prima delle sette di sera e per l'oscuramento dell'esito del voto dei 5 Stelle, ma io non risponderò alle provocazioni, non farò nessun fallo di reazione".

E ancora: "Se anche i miei venissero condannati, e così non sarà, riceverebbero comunque una pena meno pesante dell'arresto, così dicono gli avvocati. E quindi perché metterli ai domiciliari? Solo per lo spettacolo mediatico" ma "tutta questa storia si rivelerà un boomerang".


Tiziano Renzi, “fatture false per 725mila euro”: tra imprenditori ignari e ditte fantasma. E pure soci a loro insaputa

Quando i finanzieri hanno cercato le sedi delle società a Cesano Maderno hanno trovato una casa, a Carapelle “un mero recapito“. Dei titolari, spesso stranieri, uno non sapeva nemmeno di esserlo: si è poi scoperto che non era lui a mentire, ma la ditta a essere un fake. Altri risultavano sconosciuti all’anagrafe del Comune in cui, in teoria, svolgevano la propria attività imprenditoriale. Per non parlare di chi, come Amir Sajiad, un imprenditore lo è a tutti gli effetti e promette di “denunciare” chi avrebbe effettuato la fattura a suo nome.  È la galassia di imprenditori ignari e ditte fantasma che la guardia di Finanza ha incontrato indagando sul “sistematico utilizzo” di fatture emesse per operazioni inesistenti a favore della cooperativa Marmodiv, di cui, secondo i magistrati di Firenze, Tiziano Renzi e Laura Bovolisono amministratori di fatto. Un elenco contenuto nell’ordinanza del gip Angela Fantechi che ha concesso l’arresto ai domiciliari per i genitori dell’ex premier, accusati di bancarotta fraudolenta e, appunto, false fatture. Il conto è presto fatto: 65 fattureper operazioni inesistenti o gonfiate con un valore complessivo di quasi 725mila euro.

I soci a loro insaputa – “Peculiare sono state anche le modalità di costituzione” della Delivery Service, scrive il gip. “Alcuni dei soci, sentiti nel corso delle indagini, hanno riferito di non conoscere neppure il nome della società cooperativa, ricordando solo di essersi recati da un notaio in Firenze ‘per apporre delle firme‘”. Circostanza che fa ritenere che “la cooperativa sia stata costituita per volontà di altri“. Uno schemache si ripete per la Marmodiv: “Vi sono indizi per ritenere che Tiziano Renzi e Laura Bovoli siano stati i promotori della cooperativa e si siano intromessi nell’amministrazione della stessa”, si legge nell’ordinanza.
“Fatture pagate con bonifici” – Uno su tutti la dichiarazione di Paolo Magherini, sentito dai pm Christine Von Borries e Luca Turco il 31 maggio scorso. La Procura gli contesta fatture per poco più di 4mila euro e lui svela il meccanismo: la Marmodiv “era amministrata da dei prestanome“, dice. “Tutti, nel settore, sanno che la cooperativa è riconducibile alla famiglia Renzi, in particolare a Tiziano e alla moglie”. Poi risponde alle accuse: “Le fatture che mi avete esibito, devo ammettere che sono false. Mi fu chiesto di aprire una partita iva ed emettere le fatture che mi avete mostrato”, dice ai pm. “Mi venivano pagate con bonifici effettuati presso la Banca Sella”, “Successivamente io restituivo indietro la somma in contanti per l’intero”
Le operazioni gonfiate – “Ce ne sono molti altri“, aggiunge Magherini. La sua ditta è una delle tante che ha emesso fatture nei confronti della Marmodiv per operazioni ritenute inesistenti. Il tutto comincia poco dopo l’inizio dell’attività commerciale, già nel 2013. L’anno dopo le fatture contestate dalla guardia di Finanza diventano subito 31, per un valore di 33mila euro. Le cifre vanno ingigantendosi: quasi 65mila euro nel 2015, 108mila euro nel 2016. Poi, secondo l’accusa, la strategia cambia: si passa a sei fatture gonfiate che la stessa Marmodiv emette, scrive il gip, “al fine di consentire alla Eventi6 l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto”. Nel 2017 le fatture sospette superano per importo i 310mila euro. Nel 2018 si arriva a 206mila europer cinque fatture ritenute gonfiate. Il totale fa appunto 724.946 euro in sei anni.
Le fatture “a sua insaputa” – Tra gli “altri” citati da Magherini e poi individuati dai finanzieri risultano esserci molto stranieri. Casi emblematici sono quelli di Muhammed Ilyas e Amir Sajiad. Il primo, stando a una fattura del giugno 2016 da 12.200 euro nei confronti della Marmodiv, risulta essere il titolare della ditta ‘Distribuzione Italia‘. Quando è stato raggiunto dalla guardia di Finanza di Brescia, Muhammed ha però negato di essere a conoscenza di tale società e anche di risiedere a Castano Primo, dove invece ha sede la ditta. Le successive verifiche hanno effettivamente comprovato l’inesistenza della ditta ‘Distribuzione Italia’. Amir Sajiad è invece il titolare dell’omonima ditta individuale, ma nega di aver mai effettuato una fattura da 15.398 euro a favore di Marmodiv. “Valuterò l’opportunità di denunciare chi ha in modo improprio utilizzato il mio nome e quello della mia impresa per attestare prestazioni che non ho mai effettuato. Non ho altro da aggiungere”, ha dichiarato l’8 giugno scorso.

Gli imprenditori fantasma – Un altro caso limite è quello di Mohammad Nazir, titolare di una ditta individuale per la spedizione di materiale propagandistico. Almeno secondo quattro fatture emesse per circa 40mila euro tra il 2016 e il 2017, sempre in favore di Marmodiv. Ma gli investigatori hanno scoperto che all’indirizzo della sede della ditta, a Cesano Maderno, c’è una casa e che la ditta non ha mai lavorato con la Marmodiv. Infine, hanno accertato che il signor Mohammed Nazir non è mai stato censito all’anagrafe del comune della Monza Brianza e che il documento di riconoscimento rinvenuto nello studio del depositario non è mai stato rilasciato dall’ente di Cesano Maderno. Risulta essere “sconosciuto all’indirizzo anagrafico” anche Ayesha Kabir, rappresentante legale dell’omonima ditta individuale che ha emesso nel 2016 una fattura da poco più di 3mila euro. Gli elementi raccolti “inducono a ritenere che le fatture in oggetto siano effettivamente relative a prestazioni inesistenti”, si legge nell’ordinanza.
Le due coop foggiane – I “campioni” di fatture per operazioni ritenute inesistenti sono invece due cooperative foggiane, la Quicke la Link di Carapelle. Intermediario dal 2013 al 2016 risulta essere Ruggiero Massimo Curci, scrive il gip, che aveva numerosi precedenti penali per reati tributari e societari. Le due coop emettono fatture in favore della Marmodiv rispettivamente per 42.443 euro e per 34.191 euro. Quando la guardia di Finanza di Foggia effettua un sopralluogo nelle sede dichiarata delle società, non trova nulla, se non “un mero recapito“.

I pakistani irregolari – Il 14 marzo scorso un’altra operazione dei finanzieri, questa volta di Casale Monferrato, permette di fermare un furgone con a bordo volantini pubblicitari e sei persone di nazionalità pakistana: tutti lavoratori della Bajwa Group srl, tutti irregolari. Le Fiamme Gialle di Corsicotorneranno poi negli uffici della società, la cui rappresentante legale risulta essere la pakistana Saima Choudhary, già denunciata appunto per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Quello che la guardia di Finanza scopre sono fatture per la Marmodiv, anche in questo caso per operazioni ritenute inesistenti.

martedì 19 febbraio 2019

"I pensionati italiani non hanno diritto ad un aumento della pensione" Dichiarazione vergognosa del giornalista del Corriere della Sera



Secondo il grande giornalista del Corriere della Sera Pierluigi Battista, i pensionati italiani non hanno diritto ad avere una pensione minima che sia superiore alla soglia di povertà, ossia quella che il MoVimento 5 Stelle ha chiamato PENSIONE DI CITTADINANZA.
Per me invece è il riconoscimento della dignità della persona. Secondo l'illustre giornalista se i tuoi nonni dopo la guerra e con l'Italia in macerie non hanno versato abbastanza contributi allora devono morire di fame anche oggi. La solidarietà verso i nostri concittadini più sfortunati per me è il primo dovere. Battista e tutto il sistema mediatico invece pensano solo a tutelare i loro interessi: ossia le pensioni d'oro senza aver versato i contributi. Quello sì che è vergognoso.

Vogliono impedirci di dare più soldi a chi fa la fame e costringerci a continuare a dare migliaia e migliaia di euro ogni mese ai loro amici privilegiati nonostante non abbiano assolutamente versato quei soldi, perché si sentono di una classe superiore. Non mi mettono paura: in legge di Bilancio aumenteremo le pensioni minime e poi elimineremo le pensioni d'oro. E questo è un bene per tutta la nostra comunità.

Per favore resistete al lavaggio di cervello dei giornali. Come diceva Malcolm X: "Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono."

lunedì 18 febbraio 2019

Ultima Ora: Arrestati i genitori di Matteo Renzi. Cosa ne pensate?

Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, padre e madre dell’ex premier Pd, sono agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. La notizia è stata confermata dall’agenzia Ansa, dopo l’anticipazione del Corriere della Sera. La misura cautelare è stata applicata nell’ambito dell’inchiesta per il fallimento di tre cooperative. Si tratta di aziende collegate alla società di famiglia “Eventi 6“. Arrestato anche il vicepresidente di una delle cooperative Gian Franco Massone. L’ordinanza è stata emessa dal gip di Firenze ed eseguita dalla Guardia di Finanza del capoluogo toscano. Secondo il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo c’era rischio di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Sempre stando a quanto riportato dal Corriere, sono indagate anche altre 5 persone. Tra queste c’è Roberto Bargilli, che divenne famoso nel 2012 per aver guidato il camper di Renzi durante le primarie 2012.
Secondo quanto emerso dall’indagine, condotta dal procuratore Creazzo, dall’aggiunto Luca Turco e dal pubblico ministero Christine Von Borries, i genitori dell’ex premier avrebbero provocato “dolosamente” il fallimento di tre cooperative dopo averne svuotato le casse ricavando così in maniera illecita svariati milioni di euro. Sono appunto aziende collegate alla “Eventi 6”, la società della famiglia Renzi. Le ipotesi di reato contestate riguardano da un lato l’emissione, tra il 2013 e il 2018, di fatture per operazioni inesistentiall’interno di una delle società e, dall’altro, un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata commessa per le due altre società cooperative tra il 2010 e il 2013.
A occuparsi per prima del caso era stata la Verità, che da novembre 2017 aveva parlato dell’inchiesta partita da Cuneo sulla chiusura della Delivery Service Italia, avvenuta nel 2015. L’ipotesi degli inquirenti era che fosse stata la Eventi 6 in realtà a gestire la cooperativa e per questo chiesero conto al padre dell’ex premier di una fattura da 130mila euro pagata a Tiziano Renzi da una società riconducibile a Luigi Dagostino, imprenditore a lui vicino. A ottobre 2018 invece, la procura di Cuneo aveva chiesto il rinvio a giudizio per Laura Bovoli: sotto accusa in questo caso i rapporti tra la Eventi 6 e la Direkta di Mirko Provenzano che prima di fallire nel 2014 avrebbe operato come subappaltante di Rignano restituendo una percentuale al committente.
Poco dopo la notizia degli arresti domiciliari per i genitori, Matteo Renzi ha annullato l’impegno pubblico per la presentazione del suo nuovo libro a Nichelino (Torino). In un post su Facebook ha parlato di un provvedimento “assurdo e sproporzionato”. “Se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona”, ha aggiunto l’ex premier. “Sono cose che in un paese civile non accadrebbero”, lo ha difeso Silvio Berlusconi a Quarta Repubblica su Rete 4. “Credo che” Renzi “umanamente sia molto addolorato e che pensi che se lui non avesse fatto politica questo non sarebbe accaduto”, ha aggiunto il leader di Forza Italia.
“Niente da festeggiare”, commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Così come il sottosegretario M5s agli Affari Regionali Stefano Buffagni: “I figli non devono mai pagare le colpe dei padri: Matteo Renzi ha fatto danni per la nostra amata Italia e i cittadini si sono già espressi su di lui. Sui genitori la giustizia farà il suo corso”. Sulla stessa linea anche un altro sottosegretario Cinquestelle, Carlo Sibilia: “Chi pensa che il M5s faccia festa per gli arresti dei genitori di un ex presidente del Consiglio si sbaglia di grosso. E’ sempre triste dover commentare presunte illegalità. Il primo pensiero è sempre per le forze dell’ordine che fanno un gran lavoro per portare a termine indagini così complicate”, ha scritto su Facebook. Bisogna “aspettare che la magistratura faccia il suo corso, noi abbiamo denunciatopiù volte che c’era qualcosa che non tornava, già quando Renzi era potente”, ha detto Giorgia Meloniospite di Tg2 Post. “Solidarietà” e “vicinanza” all’ex premier arrivano da Andrea Marcucci, capogruppo del Partito democratico in Senato: “La giustizia farà il suo corso”, scrive su twitter.