venerdì 12 aprile 2019

Vergognoso il PD regala altri milioni agli immigrati...


A questo giro è la Regione Lazio, guidata dal segretario piddì Nicola Zingaretti, a staccare un assegno da 1,2 milioni di euro "per interventi di integrazione sociale dei titolari di protezione internazionale e dei beneficiari di permesso di soggiorno per motivi umanitari, usciti dalla strutture residenziali". Una mossa politica, fatta a ridosso delle elezioni europee, per andare contro Matteo Salvini e la linea dura per contrastare l'immigrazione clandestina. "Vogliamo aiutare i tanti invisibili creati dal decreto Sicurezza approvato dal governo".
Con lo stanziamento di oggi Zingaretti e la sua Giunta hanno voluto mandare un segnale chiaro al governo gialloverde e, in modo particolare, a Salvini. "In questo modo - ha spiegato il governatore della Regione Lazio - vogliamo restituire l'umanità perduta alle persone in difficoltà". I soldi finiranno direttamente nelle casse di quei Comuni che hanno attivato "percorsi di accoglienza e di integrazione""Quello che fino ad oggi è stato fatto in diverse realtà locali - ha continuato - è la dimostrazione che è possibile un altro approccio nella gestione dei flussi migratori". E così a Roma Capitale saranno erogati 362.109 euro, mentre al restante territorio laziale saranno destinati 837.890 euro. Di questi ventimila euro finiranno a Castelnuovo di Porto dove è stato chiuso il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara). Per poter accedere ai fondi, gli enti titolari di un progetto di accoglienza ex Sprar dovranno presentare "una proposta volta all'inclusione sociale dei migranti, con particolare riferimento alle situazioni di fragilità e vulnerabilità".
"Lo scopo della Regione - ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli - è sostenere i Comuni che hanno scelto di aderire al Siproimi per l'inserimento socio-economico e la promozione della partecipazione attiva degli stranieriall'interno della comunità che li ospita". I progetti dovranno intervenire su queste linee di azione: percorsi per la realizzazione della piena autonomia, con particolare riferimento alle famiglie fragili con minori e ai nuclei familiari monoparentali, nonchè a donne a rischio tratta o sfruttamento; interventi rivolti ai neomaggiorenni, arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati e ora usciti dall'accoglienza; rafforzamento della collaborazione tra pubblico e privato sociale del settore per rafforzare i servizi a livello locale. "Il nostro intervento è rivolto a coloro che, terminato il percorso di accoglienza di primo livello, restano sul territorio laziale in carico ai servizi sociali - ha, poi, concluso la Troncarelli - lo facciamo consapevoli che l'integrazione è la chiave per garantire la convivenza civile nella comunità".
"Zingaretti pensa ai migranti invece che ai cittadini del Lazio". L'accusa viene dal capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Orlando Angelo Tripodi. "Lo stanziamento regionale di 1,2 milioni di euro - spiega all'agenzia Adnkronos - è uno schiaffo agli italiani in difficoltà. Oltre un milione di euro che poteva essere investito sulla sanità, le cui condizioni sono abbastanza evidenti, o sulla casa, costruendo nuovi alloggi popolari". Secondo l'esponente del Carroccio, Zingaretti starebbe utilizzando la Regione Lazio per "contrastare il governo del buonsenso che sull'immigrazione, grazie a Salvini, ha raggiunto dei risultati eccellenti".

mercoledì 10 aprile 2019

SQUALLIDO ATTACCO CONTRO IL M5S. 1 MILIONE DI CONDIVISIONI PER AIUTARLI!



Oggi il Fuffington Post ha fabbricato una fake news ai danni del M5S, per la gioia dei militonti del Pd.
Gli antibufalari, statene certi, non si strapperanno le vesti stavolta, perciò dobbiamo metterci al lavoro anche la domenica sera e smascherare questi buffoni.
Questa mattina vi abbiamo raccontato come i giornaloni hanno nascosto la notizia della Marcia per il Reddito di Cittadinanza del M5S, dando priorità nei loro titoloni al corteo a sostegno dei migranti di Milano.

Come se questo non bastasse a disinformare l’opinione pubblica, l’Huff Post (quotidiano online edito in collaborazione col Gruppo Espresso della tessera n. 1 del Pd Carlo De Benedetti) ha rincarato la dose cambiando il significato delle dichiarazioni del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.
L’Huff Post ha titolato “Parolin ‘scomunica’ Grillo: ‘Nessuno può paragonarsi a San Francesco. O dire: Noi siamo i nuovi francescani’“.
Limitandoci a leggere il titolo siamo tratti in inganno: potremmo credere che Parolin abbia lanciato una frecciatina a Beppe Grillo e ai 5 Stelle, che a San Francesco si ispirano (Il M5S è stato fondato, non a caso, il 4 ottobre, giorno in cui festeggia, per l’appunto, San Francesco).
E invece no. Scorrendo l’articolo scopriamo che il segretario di Stato Vaticano ha detto il contrario di quanto l’Huff Post vorrebbe farci credere.
Alla domanda se esiste un partito che oggi può identificarsi con San Francesco, Parolin ha risposto:
“Direi di no. Io non vedo nessun partito, questa è la mia umile considerazione, che possa identificarsi con il messaggio di San Francesco. Forse mai nessuno potrà dire ‘mi identifico con San Francesco’. È un modello talmente alto, non irraggiungibile ma talmente alto che sfugge sempre a qualsiasi identificazione.”
Ma, attenzione, ha aggiunto Parolin:
“Io sono contento se ci sono partiti o persone dentro i partiti che hanno questa attenzione verso la povertà. Questo è positivo e anche che si faccia riferimento alla figura di San Francesco, ora dire ‘ci siamo identificati con lui’…stiamo attenti anche a non manipolare queste cose”.
Nessuna “scomunica” quindi. Anzi, il cardinale ha speso anche parole d’elogio per la proposta per il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle. Di seguito le sue dichiarazioni in merito:
“è giusto che la Santa Sede non entri in queste questioni molto tecniche. Certo, tutto quello che va nel senso della valorizzazione della dignità della persona lo appoggiamo, ci sentiamo di sostenerlo. Però sulle concrete iniziative non voglio pronunciarmi”.
La fake news del Fuffington Post è stata ripresa anche da Rai News, ovvero dal sito di notizie della televisione pubblica che paghiamo con i nostri soldi.
Una vergogna, che non possiamo tollerare. E allora condividiamo su Facebook questo articolo e commentiamo su Twitter usando l’hashtag #SmascheriamoQuestiBuffoni

Matteo Salvini cade il reato di arresto illegale. Guardate e informate tutti e' stato inventato tutto...


Matteo Salvini “perde” un reato. Trasmettendo gli atti a Palermo, infatti, la procura di Agrigento ha fatto cadere l’ipotesi di arresto illegale, prevista dall’articolo 606 del codice penale. Nel fascicolo arrivato sul tavolo del procuratore aggiunto Marzia Sabella restano quindi l’abuso d’ufficio, l’omissione di atti d’ufficio, il sequestro di persona e il sequestro di persona a scopo di coazione. Questi due ultimi reati, tra l’altro, tendono a escludersi tra loro. Le indagini sul ministro dell’Interno per il caso della Diciotti, lasciata al porto di Catania per cinque giorni con 177 migranti a bordo, infatti, potrebbero non essere finite.
Come racconta Repubblica, il ragionamento degli investigatori si gioca tutto sul filo dell’interpretazione del diritto. Le indagini spettano esclusivamente al tribunale dei ministri, al quale i pm palermitani devono consegnare il fascicolo entro quindici giorni. Prima dovranno iscrivere nel registro degli indagati il ministro dell’Interno e il suo capo di gabinetto, Matteo Piantedosi, per i reati che riterranno opportuni. Ma gli inquirenti guidati da Franco Lo Voi ragionano anche sulla competenza, ipotizzando anche un trasferimento del fascicolo a Catania. Sembrerebbe esclusa, invece, al momento l’archiviazione. Semmai, bisogna capire se al reato principale contestato a Salvini – il sequestro a scopo di coazione – non abbiano collaborato altri ministri. Secondo il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, i migranti sarebbero rimasti bloccati sul pattugliatore della Guardia Costiera per costringere l’Unione Europea a effettuare i ricollocamenti. In questo senso le dichiarazioni di altri esponenti dell’esecutivo hanno rafforzato o no il messaggio lanciato dal leader della Lega a Bruxelles? Su questo ragionano i magistrati siciliani.

Ultima Ora: PD Emiliano INDAGATO per le primarie 2017.

(ANSA) - BARI, 10 APR - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è indagato con il suo capo di gabinetto, Claudio Stefanazzi, e tre imprenditori dalla Procura di Bari per una vicenda che riguarda una fattura da 65.000 euro pagata da due imprenditori baresi ad una agenzia di comunicazione che ha curato la sua campagna elettorale per le primarie del Pd del 2017. I reati contestati a vario titolo sono induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso di ufficio e false fatture.    "Ho denunciato ieri alla Procura della Repubblica una violazione del segreto istruttorio", ha annunciato Emiliano: "Lunedì 8 aprile sono infatti venuto a conoscenza che giovedì 11 sarei stato oggetto di una attività di acquisizione di documenti e dati da parte della GdF in relazione ai finanziamenti percepiti in occasione della mia campagna per le primarie del Pd del 2017. La fuga di notizie in piena violazione del segreto istruttorio precisava ulteriori fatti e circostanze".    

giovedì 4 aprile 2019

ULTIMA ORA: MULTATO ROUSSEAU, IL GARANTE: IL VOTO NON È SICURO. COSA NE PENSATE?

Gli aspetti di sicurezza della piattaforma Rousseau sono stati "migliorati in modo significativo" ma "residuano alcune importanti vulnerabilità rispetto alle quali l'Autorità è tenuta ad intervenire". È uno dei passaggi chiave del 'provvedimento su data breach' adottato dall'Autorità garante per la protezione dei dati personali al termine di una lunga istruttoria. L'Associazione Rousseau, responsabile del trattamento, dovrà pagare una sanzione di 50 mila euro.
"La piattaforma Rousseau non gode delle proprietà richieste a un sistema di evoting, che prevedono la protezione delle schede elettroniche e l'anonimato dei votanti in tutte le fasi del procedimento elettorale elettronico": essa "non appare in grado, tra l'altro, né' di prevenire gli eventuali abusi commessi da addetti interni, non essendo stati in essa previsti accorgimenti per partizionare il loro dominio d'azione né di consentire l'accertamento a posteriori dei comportamenti da questi tenuti, stante la limitata efficacia degli strumenti di tracciamento delle attività".
È quanto scrive l'Autorità garante per la protezione dei dati personali nel 'provvedimento su data breach" varato oggi. Per il Garante, "le misure adottate, consistenti in procedure organizzative o comunque non basate su automatismi informatici, lasciando esposti i risultati delle votazioni (per un'ampia finestra temporale che si estende dall'istante di apertura delle urne fino alla successiva cosiddetta 'certificazione' dei risultati, che può avvenire a distanza di diversi giorni dalla chiusura delle operazioni di voto) ad accessi ed elaborazioni di vario tipo (che vanno dalla mera consultazione a possibili alterazioni o soppressioni all'estrazione di copie anche offline), non garantiscono l'adeguata protezione dei dati personali relativi alle votazioni online". 

ULTIMA ORA: GRANDE VITTORIA PER LA RAGGI E TUTTA ROMA! GUARDATE E DIFFONDETE!

Raggi, fine gestione commissariale debito
Annuncio sindaca Roma e Castelli, 'chiudiamo conti con passato'
Nel 2021 chiuderà la gestione commissariale per il piano di rientro del debito progresso di Roma Capitale, "una sorta di bad company", come l'ha definita la sindaca Virginia Raggi, in cui "nel 2008 sono stati inseriti miliardi di debiti, arrivati attualmente a oltre 12. Oggi - annuncia Raggi insieme al viceministro all'economia Laura Castelli - chiudiamo i conti con il passato. Questa attività consente di mettere in sicurezza i conti da qui al 2048" poichè "libererà risorse per 2,5 miliardi" e "ci consentirà dal 2021, se tutto procede da programma, di ridurre l'Irpef. I romani pagano l'Irpef più alta di Italia e inizieremo a ridurla. Si inverte la rotta". Nel 2021 cesserà di esistere la struttura che fa capo alla presidenza del Consiglio dei Ministri e che era stata istituire per definire e rimborsare i debiti contratti dal Comune di Roma fino al 28 aprile 2008. La sindaca ha ringraziato per la collaborazione oltre al viceministro Laura Castelli anche il premier Giuseppe Conte

ULTIMA ORA IL GOVERNO E' COMPATTO, STA FACENDO DI TUTTO PER RISOLLEVARE I CITTADINI ITALIANI...


Il Governo è "compatto" e i retroscena secondo i quali il Movimento cinque stelle avrebbe offerto la poltrona del ministro dell'Economia Tria alla Lega sono "miti e leggende": così il vicepremier Luigi Di Maio a Mattino Cinque chiedendo di "lasciare stare" Tria. Il Governo nel pomeriggio, ha confermato, approverà il decreto per la crescita.
"Non ci sarà nessuna manovra correttiva e nessuna patrimoniale", ha assicurato Di Maio aggiungendo che il Governo sta invece lavorando sul salario minimo orario.
Di Maio ha ribadito anche l'intenzione di mettere a punto sconti per le famiglie a partire da quelli sui pannolini, sulle rette dell'asilo nido oltre a interventi per le giovani coppie che intendono acquistare una casa.
E il premier Conte, parlando alla seconda edizione del Sustainable Economy Forum nella comunità di San Patrignano, ha detto: "Immagino e confido che approveremo il decreto crescita questo pomeriggio". Poi sulle banche: "L'ho già dichiarato, stiamo lavorando alacremente. C'è una forte unità d'intenti da parte del Governo nel procedere rapidamente e assicurare liquidazioni a tutti i risparmiatori dei risarcimenti dei danni quanto prima possibile. È un problema tecnico. Oggi ci troviamo nel Cdm, confidiamo di poter risolvere anche questo", ha spiegato il presidente del Consiglio. 

LA BELLA VITA E' FINITA: ECCO COSA HANNO DECISO M5S E LEGA...


Il ministro della Giustizia Alessandro Bonafede, con un post sulla sua pagina Facebook, ha informato che è stata approvata in via definitiva la legge che prevede l’inapplicabilità del giudizio abbreviato e quindi degli sconti di pena per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo.
Il ministro si è detto “orgoglioso” di poter dire che la certezza della pena in Italia non è più un’utopia.
“Un segnale forte a tutti i cittadini onesti: con noi al governo, chi sbaglia, paga” ha affermato Bonafede.
Il ministro della giustizia ha poi continuato affermando che “l’approvazione di questa legge è un tassello molto importante in questa direzione ed è anche un altro punto del contratto di governo che diventa legge”.

mercoledì 3 aprile 2019

COLPO DI STATO PER FAR CADERE IL GOVERNO CONTE. LANCIATO L ALLARME. CI STANNO PROVANDO IN TUTTI I MODI.

Ci hanno provato con lo spread e poi con la magistratura. Ora tentano la via dell’Ocse, noto portavoce dell’interesse del turbocapitale. Obiettivo? Far cadere il governo nazionale-popolare, attribuendogli la responsabilità di quella mancata crescita che dipende dalla austerity”
Questo è il tweet con cui il filosofo Diego Fusaro ha detto la sua riguardo il tentativo dell’Ocse e di riflesso della classe dominante turbocapitalistica di destabilizzare per l’ennesima volta il governo italiano. Questa volta il tentativo di destabilizzazione si è verificato dando un pessimo giudizio e bocciando preventivamente le manovre economiche effettuate dal governo Giallo-Verde come Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, senza prima assistere agli effetti che queste potranno effettivamente avere sul tessuto economico e sociale Italiano.
Il filosofo sostiene che l’Unione Europea è un progetto “nato per volere della classe dominante turbocapitalistica per massacrare le classi lavoratrici d’Europa e per riplebeizzare il vecchio continente, azzerando ogni conquista sociale e imponendo la volontà sovrana dei Mercati”.
Anche il tentativo di processare Salvini per il caso relativo alla nave Diciotti- secondo Fusaro- è “un tentativo di colpo di Stato giudiziario per rovesciare un governo che ha un suo evidente mandato democratico ma che è, in maniera altrettanto evidente, sgradito ai Signori del globalcapitalismo sans frontières”.

Di Maio umilia Landini: mai una patrimoniale con il M5S al Governo, approveremo il SALARIO minimo anche senza il PD.

Oggi apro i giornali e leggo che tra i sindacati, in particolare uno, c’è chi chiede l’introduzione di una patrimoniale. La stessa patrimoniale tanto cara al Pd. È sorprendente: questi qui dicono di aver cambiato volto e le prime due cose che fanno quali sono? Una legge per alzarsi gli stipendi e la proposta di una patrimoniale! E poi dicono no al salario minimo…”.
Il vicepremier Luigi Di Maio commenta così le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un’intervista a “Repubblica”.
Secondo Landini “occorre un piano straordinario di investimenti pubblici e privati che si inserisca in un’idea di sistema Paese basata su un nuovo modello di sviluppo centrato sulla sostenibilità ambientale, partendo dalla manutenzione del territorio, dalle infrastrutture sociali, materiali e digitali”. Con interventi “dalla mobilità alla rigenerazione delle aree urbane; dalle energie rinnovabili alla cosiddetta economia circolare; dalla ricerca e innovazione alla cultura, la formazione e l’istruzione”.
Questo piano sarebbe finanziato attraverso un cosiddetto “tributo di equità contro le diseguaglianze”.
Per trovare le risorse, ha detto Landini “serve, finalmente, una riforma fiscale degna di questo nome. È stato un errore gigantesco non averla fatta finora. Non deve riguardare solo le detrazioni sui redditi da lavoro e dei pensionati che sono comunque necessarie, bisogna intervenire sulle ricchezze per una lotta contro le diseguaglianze”.
Landini ha anche criticato lo lo sblocca cantieri, che a suo giudizio “rischia di essere una liberalizzazione selvaggia degli appalti, un ritorno alla legge Lunardi del governo Berlusconi. Ci troveremo di fronte al fatto che i progettisti e gli esecutori sono anche i controllori. È un film già visto: più illegalità e più corruzione. Insisto: bisogna avere un’idea di Paese”.
Di Maio assicura che non ci sarà “mai una patrimoniale, mai fino a quando il MoVimento 5 Stelle è al governo!” e che arriverà “subito il salario minimo, lo approviamo presto, con o senza il Pd!”.

Renzi la spara grossa: Di Maio e Salvini hanno portato in recessione l Italia. Cosa ne pensate?

Dico da italiano che in questo periodo gira anche un po’, non sta soltanto in Italia, la situazione economica per responsabilità di Salvini e Di Maio è al limite, stiamo rischiando veramente grosso e non è che lo risolvi dando la colpa all’Ocse, lo risolvi facendo le misure che servono. Questi hanno mandato il paese in recessione e rischiano di mandarlo in crisi nera pesante quindi l’unica mia preoccupazione e insistenza è solo su questo tema: che succede il primo giugno?”.
Così l’ex premier e senatore Pd Matteo Renzi, parlando alla Camera dopo una conferenza stampa.
Il governo, ha detto, “non si rende conto della gravità della situazione. Dopo le Europee c’è o la patrimoniale o l’aumento dell’Iva o tutt’e due, può darsi che eliminino gli 80 euro. Qualsiasi cosa faranno sarà comunque sbagliata e troppo tardi” e “sta sottovalutando i dati economici in modo clamoroso, a me colpisce che quasi non se ne rendano conto. Stiamo a discutere di tutta una serie di questioni incomprensibili quando il paese sta andando contro il muro”.
“Non faccio il menabo dei giornali quindi non sono interessato a capire ‘oggi apriamo con…’. Tria, ieri con il codice rosso, l’altro giorno con le fidanzate dei vicepremier…non sono interessato al chiacchiericcio quotidiano,” ha aggiunto.
Alla domanda se ci sarà una crisi politica dopo le elezioni europee, Renzi ha risposto: “Vedo una crisi economica nelle tasche degli italiani i cui responsabili sono Salvini e Di Maio per cui alla fine Salvini e Di Maio pagheranno il conto. E per essere chiaro ed esplicito su questo la settimana scorsa ero nel Nord Est, la settimana prossima ci tornerò perché è bene che sopratutto nelle aree produttive del paese arrivi forte e chiaro il messaggio che Salvini sta fermando l’economia italiana, è un errore tragico”

Grande vittoria del M5S: Adesso la certezza della pena in Italia non è più un utopia.

  1. Approvata la legge che prevede l’inapplicabilità del giudizio abbreviato, Bonafede: ‘la certezza della pena in Italia non è più un’utopia’
Il ministro della Giustizia Alessandro Bonafede, con un post sulla sua pagina Facebook, ha informato che è stata approvata in via definitiva la legge che prevede l’inapplicabilità del giudizio abbreviato e quindi degli sconti di pena per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo.
Il ministro si è detto “orgoglioso” di poter dire che la certezza della pena in Italia non è più un’utopia.
Un segnale forte a tutti i cittadini onesti: con noi al governo, chi sbaglia, paga” ha affermato Bonafede.
Il ministro della giustizia ha poi continuato affermando che “l’approvazione di questa legge è un tassello molto importante in questa direzione ed è anche un altro punto del contratto di governo che diventa legge”.

È FINITA PER JUNKER E I SUOI COMPARI. GRAZIE AL M5S DIREMO ADDIO AGLI EUROCRATI.

Il Movimento 5 Stelle ha divulgato il proprio programma elettorale in vista delle prossime elezioni europee che si terranno tra il 23 e il 26 Maggio.
Diversi i temi toccati dal Movimento, la maggior parte dei quali volti a ridurre il deficit democratico presente nelle istituzioni europee. I 5 Stelle sostengono che all’interno dei palazzi di potere europei “la voce dei cittadini viene ignorata o addirittura calpestata”, il tutto è facilmente dimostrabile informandosi sugli esiti delle petizioni riguardanti argomenti come quello del copyright, firmata da cinque milioni di cittadini, o quello fatto alla commissione europea relativo al vietare l’utilizzo del Glifosato, firmato da un milione di cittadini. Il volere delle persone non è stato ascoltato: legge sul copyright approvata e uso del Glifosato rinnovato di ben cinque anni.
I 5 Stelle intendono rafforzare le iniziative che coinvolgono i cittadini e modificare i Trattati con l’obiettivo di introdurre i referendum europei.
Qui elencate le proposte del Movimento 5 Stelle:
-La trasformazione dell’ Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) in Iniziativa Legislativa dei Cittadini Europei, con la possibilità per i cittadini di presentare delle vere e proprie proposte legislative le quali, una volta superato il controllo di conformità ai Trattati della Corte di Giustizia, devono essere calendarizzate obbligatoriamente dal Parlamento Europeo entro un anno.
-Istituzione di Referendum Europeo Consultivo, a riguardo i 5 stelle affermano: “I Trattati assegnano oggi alla Commissione il potere di fare delle proposte legislative. Noi chiediamo che, qualora il Parlamento europeo le ritenga divisive, nocive e contrarie agli interessi superiori dei cittadini europei, può con un voto dei due terzi dell’assemblea indire un referendum europeo. Così facendo 500 milioni di cittadini dell’Unione stabilirebbero la posizione del Parlamento sulla proposta della Commissione”.
-Referendum Europeo Abrogativo, il Movimento motivano così l’introduzione di questo istituto: “Possibilità che i cittadini hanno di rimediare agli errori degli euroburocrati. Ecco i requisiti per indire questa consultazione: 5 milioni di cittadini, provenienti da almeno un terzo degli Stati membri, firmano una petizione per richiedere una consultazione che abroga un atto giuridico (o una sua parte) dell’Unione europea che abbia un effetto vincolante (e quindi un regolamento, una direttiva o una decisione). Per rendere legittimo il risultato del referendum si potrebbe prevedere un quorum minimo partecipativo del raggiungimento del 25% dei partecipanti in almeno tre quarti dei Paesi membri ed un controllo amministrativo della Corte di Giustizia. Con questa proposta daremmo ai cittadini il potere di veto, per esempio, sulle assurde politiche di austerity che bloccano crescita e investimenti”. Sui costi del Referendum aggiungono: “I costi dell’organizzazione dei referendum europei sono a carico del bilancio dell’Unione europea. Il controllo sull’ammissibilità del quesito dovrebbe essere fatto dalla Corte di Giustizia e dovrebbe essere stabilito un periodo adatto per lo svolgimento della consultazione”.
-Voto Elettronico, i Pentastellati prendono come esempio l’Estonia, paese dove il 99% dei servizi della pubblica amministrazione sono online e dove dal 2005 sono state già effettuate ben 9 votazioni con il sistema di voto online, e motivano l’introduzione del voto elettronico con l’abbattimento dei costi per l’allestimento dei seggi per gli eventuali referendum europei.

L'Europa adesso blocca le Ong. Arriva la "trappola" per le navi



Le Ong adesso fanno i conti con le nuover regole. Di fatto dall'Olanda alla Spagna arriva la stretta sulle navi umanitarie che nel Mediterraneo salvano i migranti portandoli poi in Europa.
La Sea Watch deve rispettare le nuove norme varata dall'Aja che vietano alla nave dell'ong tedesca di battere bandiera olandese. E così scatta il blocco alla navigazione. La decisione è stata presa dal ministero delle Infrastrutture. "Ci sono gravi conseguenze per Sea Watch e per tutte le altre ong che operano navi battenti con la medesima bandiera. Si tratta di un intervento frettoloso che non lascia un periodo di transizione. Mostra la volontà del governo di impedire agli attori della società civile di svolgere le loro operazioni di soccorso", ha accusato la ong. La stessa sorte è toccata all'Aquarius. Dopo la revoca della bandiera da parte di Gibilterra, l'ong Sos Mediterranèe ha dovuto incassare pure il "no" per una nuova bandiera da parte di Ankara. Non cambia la musica se si guarda a Open Arms. La nave è ferma da tempo nel porto spagnolo di Barcellona e da circa due mesi non torna in mare.
A questo quadro va aggiunta anche la Mare Jonio di Mediterranea che di fatto adesso è nel porto di Marsala ma ha già annunciato una nuova missione nelle prossime settimane. Per il momento l'unica nave operativa e presente nel Mediterraneo è la Sea Eye che con la Alan Kurdi presidia le coste davanti la Libia. In Europa dunque si registra una stretta netta sulle autorizzazioni alla navigazione per le navi umanitarie. L'accogliente Spagna di Sanchez ha già tirato i remi in barca, l'Olanda l'ha seguita sullo stesso sentiero. L'Italia resta coi porti chiusi. La stagione delle ong forse si avvia al tramonto?

martedì 2 aprile 2019

Milano, gli arabi padroni della piazza: "Gli italiani sono prigionieri"


E piuttosto di andarmene mi faccio uccidere". Elisabetta vive a piazzale Selinunte, a San Siro, dall'89. La sua vita in zona, come quella di tanti altri, è scandita da minacce, intimidazioni e offese gratuite lungo la strada. "Era un bel quartiere. Residenziale, non è periferia. Ma adesso non è più nulla", racconta al Giornale.it. "Qualche giorno fa un signore rientrava dal lavoro e, senza nessuna ragione di fondo, l'hanno picchiato e poi gli hanno spaccato la testa. Ormai neanche al pomeriggio siamo più sicuri a uscire". (GUARDA IL VIDEO)
In questo quadrilatero della paura tappezzato da case popolari, è raro sentire parlare una parola di italiano. E basta farsi un giro tra queste vie per rendersi conto che la situazione è fuori controllo. Ad ammetterlo è anche Federico Botteli, consigliere Pd del municipio 7: "A San Siro c'è un numero di reati per spaccio, prostituzione e altro che è superiore rispetto alla media di altri quartieri milanesi. Questo è dato anche dal fatto che c'è un'alta percentuale di stranieri ed è oggettivo", spiega.
I pochi negozi italiani rimasti vengono rapinati di continuo. Un negoziante - che per motivi di sicurezza preferisce restare anonimo - ci racconta la sua esperienza. "Sapete quante volte mi hanno minacciato di morte? Questi entrano e ti dicono 'dammi questo e quello'. E finché non gli dai ciò che vogliono rimangono lì. Ormai è un continuo", ci racconta. "Io giro armato, non sto scherzando. Ormai non ho alternative". Gli chiediamo chi sono queste persone che minacciano e rubano. "Sono tutti immigrati. E sapete perché? Per il semplice fatto che qui, di italiani, non ce ne sono più".
Poco più avanti, entriamo nella farmacia che si affaccia sulla piazza. Non appena vede la telecamera, però, la signora dietro il bancone ci anticipa: "Non voglio rilasciare alcuna dichiarazione per motivi che potete immaginare". Anche lei, come tanti altri che abbiamo incontrato, preferisce non farsi intervistare. Sono cittadini esasperati, e non vogliono rischiare ulteriormente. Ma, soprattutto, sono cittadini che si sentono ormai stranieri a casa propria. Come Paola, nome di fantasia, che lavora in un bar in zona. "Voglio parlare, ma non voglio essere riconoscibile", premette. "La maggior parte dei nomadi che vivono qui hanno in mano la prostituzione minorile. Io vedo sempre molte ragazze che si prostituiscono. Questo avviene dentro ad alcuni alloggi occupati", afferma. "Inoltre, ho diverse amiche italiane che stanno con degli arabi. E da questi prendono anche una manica di botte. All'inizio è tutto rose e fiori, poi, una volta che sanno di averle in pugno, inziano a picchiarle. E loro non si possono più ribellare".
In una via che si affaccia sulla piazza ci imbattiamo poi in una signora anziana. Cammina a fatica, lentamente. Ci racconta che vive qua da una ventina d'anni, in una casa popolare. Ora è sola, e malata. "Siamo arrivati al punto che è il carcere non è San Vittore - afferma - ma sono le nostre case. Perché dobbiamo essere blindati dentro. Sembriamo tutti agli arresti domiciliari". E poi conclude: "Io non ne ho la possibilità economica, altrimenti me ne sarei andata".

Vergognoso Juncker: “Alcuni ministri italiani sono bugiardi, non rivelano le somme destinate all’Italia dall’Unione europea”




Martedì mattina, durante il colloquio con il premier Giuseppe Conte, si è limitato ad esprimere preoccupazione per i conti italiani e auspicare che il governo gialloverde faccia di più per la crescita, ma sostenendo che tra Roma e Bruxelles c’è “grande amore”. Nel pomeriggio però, parlando in un’intervista a EuranetPlus citata sul profilo Twitter della radio, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha mollato gli ormeggi e attaccato “alcuni ministri italiani” che, ha detto, “sono dei bugiardi, quando non rivelano le somme destinate all’Italia dall’Unione europea“. Si profila dunque un nuovo scontro dopo la durissima polemica dello scorso autunno, in corrispondenza con la preparazione della legge di Bilancioquando il lussemburghese si era detto convinto che con l’Italia serviva rigore per evitare una crisi simile a quella della Grecia
“Abbiamo dato 130 miliardi all’Italia. Il piano Juncker ha creato investimenti nell’ordine di 63,3 miliardi”, ha detto Juncker. “C’è un italiano, uno solo, che lo sa? No, perché un certo numero di ministri italiani dicono il contrario. Sono dei bugiardi, dei bugiardi”.
Il presunto squilibrio tra contributo italiano all’Ue e fondi ricevuti è stato uno dei cavalli di battaglia del vicepremier Matteo Salvini, fatto proprio anche dall’omologo Luigi Di Maio. Entrambi hanno affermato che l’Italia dà circa 20 miliardi di euro ogni anno ma ne riceve solo 12: ci sarebbe quindi uno squilibrio di 8 miliardi. Nel 2016 in realtà il contributo dell’Italia al bilancio Ue è ammontato a 14,8 miliardi e i fondi Ue assegnati all’Italia sono stati 11,6 miliardi.


lunedì 25 marzo 2019

Salvini: "La cittadinanza è cosa seria, non un biglietto per il Luna Park"...



Matteo Salvini mette una pietra sopra alla demagogia della sinistra che, sfruttando i ragazzini che hanno sventato l'attenato sullo scuolabus, prova a riportare in parlamento il dibattito sullo ius soli.
"Non se ne parla nemmeno", taglia corto il ministro dell'Interno rispendendo al mittente le pressioni dei notabili piddì che, in crisi di voti, provano a ricompattare il centrosinistra intorno alla battaglia per riformare le normative che regolano la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati.
Da Graziano Del Rio a Nicola Zingaretti, passando per Walter Veltroni a Matteo Orfini, i bigdem stanno cavalcando la storia di Ramy, il 13enne egiziano che con una telefonata ha allertato i carabinieri sventando così il folle piano del senegalese Ousseynou Sy, per rimettere al centro del dibattito politico la battaglia sullo ius soli. Una battaglia che, quando Paolo Gentiloni sedeva a Palazzo Chigi, il Partito democratico aveva disertato per mancanza di voti in parlamento e per paura di perdere consensi nel Paese. "Sappiamo benissimo che con i numeri di questa legislatura sarà quasi impossibile portarlo a casa - ammette Orfini in un post su facebook - l'occasione vera l'abbiamo persa in quella precedente". Eppure, al quartier generale del Pd, nessuno vuole guardare in faccia alla realtà. E così corrono a inviare lettere a Repubblica per spronare il popolo di centrosinistra a rimboccarsi le maniche. "Non abbiamo bisogno di odio generato a volte dal rancore e dalla discriminazione - scrive Zingaretti - ma di un'Italia che dia opportunità a tutti e tutte". E Veltroni dietro a fargli l'eco: "Il Pd deve saper declinare i suoi valori in questo tempo della storia - pontifica in una intervista su Repubblica - vengono oggi messi in discussione valori fondamentali, sociali, civili e umani".
Il dibattito, però, è solo interno alla sinistra. In parlamento, infatti, nessuno vuole rimettere mano a una riforma osteggiata dalla maggioranza degli italiani. "L’Italia è già oggi il Paese che concede più cittadinanze ogni anno, non serve una nuova legge", ha tagliato corto Salvini. Che ha poi messo in guardia la sinistra buonista: "La cittadinanza è una cosa seria e arriva alla fine di un percorso di integrazione, non è un biglietto per il Luna Park". Certo, in singoli casi eccezionali, come appunto quello di Ramy, il governo può concederla anche prima del tempo. "Ma - ha messo in chiaro il vice premier leghista - la legge non cambierà".
Anche fuori dalla maggioranza sono in molti a pensarla come Salvini. Da Forza Italia è arrivato un secco "no" allo ius soli. "Se siamo riusciti a bloccare l'assurda proposta dello ius soli in un Parlamento in cui la sinistra era più forte - ha commentato Maurizio Gasparri - figuriamoci che fine farebbe oggi una sortita del genere nell'attuale Parlamento". Per il senatore azzurro è "vergognoso sfruttare fatti di cronaca per alimentare una campagna pro immigrazione. Riemergono registi falliti, come Veltroni che dovrebbe piuttosto parlarci del flop del suo film, non dello ius soli""Ci si occupi piuttosto di espellere seicentomila stranieriche continuano illegalmente a rimanere in Italia", ha concluso.

giovedì 21 marzo 2019

Scoperta loggia segreta: Arrestati politici e professionisti.

Ventisette ordinanze di custodia cautelare. Ai domiciliari Francesco Cascio. Indagini anche al ministero dall'Interno.
Una loggia segreta capace di condizionare la politica e la burocrazia.Ne avrebbero fatto parte, a Castelvetrano, massoni, politici e professionisti. È un blitz che fa rumore quello dei carabinieri del Nucleo investigativo di Trapani. Ventisette le persone arrestate e dieci indagate a piede libero. 
La mente dell'associazione a delinquere segreta sarebbe l’ex onorevole regionale di Forza Italia Giovanni Lo Sciuto. Ai domiciliari finiscono l'ex deputato di Forza Italia Francesco Cascio e l'ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore Alfredo Morvillo, dall’aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani e ruota attorno alla figura di Lo Sciuto, in passato indagato - ma arrivò un'archiviazione - per avere finanziato la latitanza di Matteo Messina Denaro. Era il 1998, poi la scalata politica con l'approdo alla commissione parlamentare Antimafia.
Le indagini recenti lo indicano come l'uomo chiave del sistema corruttivo che condizionava la vita politica di Castelvetrano (piazzando assessore massoni a Castelvetrano) e quella amministrativa all'Inps di Trapani (controllando l'erogazione delle pensioni di invalidità grazie al medico dell'Istituto Rosario Orlando). Si indaga anche su nomine politiche e finanziamenti regionali. Un filone dell'inchiesta arriva fino al ministero dell'Interno per una fuga di notizie.
Sarebbe stato Cascio a rivelare l'esistenza dell'inchiesta trapanese, dopo averlo appreso da Giovannatonio Macchiarola, allora segretario del ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Un avviso di garanzia ha ricevuto l'ex rettore dell'Università di Palermo Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all'Istruzione: avrebbe favorito la figlia di Orlando nell'aggiudicazione di una borsa di studio.
Del gruppo segreto avrebbero fatto parte anche Giuseppe Berlino (ex consigliere comunale di Castelvetrano e componente della segreteria tecnica dell'assessorato regionale ai Beni culturali) e Gaspare Magro (commercialista), mentre i domiciliari sono stati concessi al vice sindaco di Castelvetrano, Lo Sciuto avrebbe controllato pure finanziamenti regionali e soprattutto un fiume di pensioni di invalidità, sono 70 quelle al vaglio degli inquirenti.
Nella macchina del consenso di Lo Sciuto trovava posto anche Paolo Genco, presidente dell'Anfe, colosso della formazione giù travolto dagli scandali,: è stato arrestato perché avrebbe fornito soldi e posti di lavoro a Lo Sciuto che in cambio avrebbe sponsorizzato delibere e progetti di legge riguardanti l'Anfe.
Tra gli arrestati anche i poliziotti Salvatore Passannante, Salvatore Virgilio e Salvatore Giacobbe

mercoledì 20 marzo 2019

Saviano ora finisce alla sbarra: "Tutta colpa del ministro Salvini"



Roberto Saviano andarà a giudizio per aver definito Matteo Salvini "Ministro della Mala Vita".
E così l'autore di Gomorra su Repubblica punta il dito ancora una volta contro il titolare del Viminale e va ancora all'attacco: "Sì, confermo la notizia. Verrò processato. Verrò processato per aver definito il ministro dell'Interno "ministro della Mala Vita". Ribadisco pienamente la mia definizione, ne difendo la legittimità e vado con serenità e con certa fierezza a farmi processare. Io, cittadino come tanti, come tutti, sarò processato; il ministro, invece, ha deciso di sottrarsi al processo, seriamente e giustamente spaventato dal fatto che la sua condotta nel caso Diciotti possa farlo condannare".
Parole pesanti che riaprono lo scontro tra lo scrittore e il leader della Lega. Poi rincara la dose: "Questo processo che mi vedrà imputato, se non altro, costringerà Matteo Salvini a dire la verità o, quantomeno, a pronunciare sotto giuramento, dinanzi a uno spazio di verificabilità, le sue affermazioni, cosa che fino a oggi non è mai accaduta, trovandosi nel più agevole ambito della propaganda, dove ogni menzogna è manipolata, costruita, seminata sul terreno della bile, della frustrazione di un Paese disorientato da cui sta, per ora, e solo per ora, ricavando consenso". Ma alle parole dello scrittore aveva già risposto ieri il ministro con un tweet: "Noi lavoriamo per gli italiani, lui insulta dandomi del Ministro della Mala Vita e del buffone. Che dite, oltre al bacione gli regaliamo anche una bella querela???".

Arrestato Marcello De Vito (m5s). Vergognati, fai perdere la faccia a tutti!

De Vito è stato arrestato nell'ambito di una operazione del Comando Provinciale di Roma che ha portato ad altri tre arresti e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori. I reati ipotizzati, a seconda delle posizioni, sono di corruzione e traffico di influenze illecite. L'indagine riguarda, oltre alle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma, anche la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense. L'indagine ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l'intermediazione di un avvocato ed un uomo d'affari, che fungono da raccordo con De Vito al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.
Ribollono le chat dei consiglieri M5S di Roma dopo la notizia dell'arresto del presidente dell'Aula Giulio Cesare, Marcello De Vito. Nessuna reazione ufficiale dal gruppo per ora, ma sono i singoli a raccontare il loro sconcerto. "Sono scioccata. Aspetto di capire meglio. Nelle chat la reazione è univoca. Tutti dicono 'impossibile che sia successo'", afferma la consigliera Eleonora Guadagno. "Siamo annichiliti", le fa eco, interpellata in merito, la collega Teresa Zotta. Che, a chi le chiede se si riuscirà ad andare avanti, risponde: "Vediamo, questa è dura. Ci incontreremo sicuramente, non posso credere ad una cosa del genere". Anche il pentastellato Angelo Diario si dice sorpreso: "Se andremo avanti? E' uno su 28. Sono più dispiaciuto a livello personale, conoscendolo mi sembra strano".
"Non abbiamo nulla da dichiarare sulla vicenda giudiziaria che riguarda il presidente del consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito. Fiducia nella magistratura. Se daremo un giudizio, lo daremo alla fine dell'iter processuale. Lo dico ai 5Stelle: noi siamo garantisti sempre. Non a secondo delle convenienze e delle persone che vengono indagate". Così Marco Miccoli, coordinatore nazionale della comunicazione del Pd.
"Mi auguro che la vicenda possa chiarirsi, perché Roma e i romani si meritano trasparenza, onestà e capacità, si meritano una amministrazione e una politica che possano valorizzarli e valorizzare le straordinarie qualità della nostra capitale. Ma per la Giunta Raggi oggi è il tempo della riflessione sul proprio futuro, perché non è da escludere un passo indietro". Così, sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti.

domenica 17 marzo 2019

LA GRANDE TRUFFA DELL’UNICEF: I SOLDI DELLE OFFERTE? IL GROSSO E’ DESTINATO A STIPENDI FARAONICI, VIAGGI E VILLE DI LUSSO E SONTUOSE CAMPAGNE PUBBLICITAIRE



I dati che ci arrivano sono davvero spaventosi, e se confermati, potremmo quasi osare dire di trovarci davanti ad una vera e propria truffa.
In Italia, solo per gli stipendi e le campagne promozionali si brucia quasi la metà dei soldi raccolti.
Per non parlare dei costi delle strutture, che proprio in Italia sono tra i più elevati, basti pensare solo alle megaville che Unicef possiede a Roma.
Altra stranezza riguarda il fatto che, in Italia, Unicef non destini nemmeno un euro dei suoi soldi ai piccoli profughi che giungono sulle nostre coste. Eppure in altri parti del Mondo Unicef è molto attivo in tal senso.
Il punto è che i soldi di Unicef Italia, nel nostro paese, finiscono quasi tutti bruciati tra costi dell’associazione e burocrazia.
Senza dimenticare che il comitato centrale di Ginevra gestisce quest’associazione mondiale senza dare conto a nessuno, senza lasciare libertà di scelta ai singoli comitati nazionali.
Basti pensare che, un paio di anni fa, alcuni consiglieri Unicef proposero a Ginevra di destinare almeno il 5% dei soldi raccolti ai bambini indigenti italiani. Ma da Ginevra non è mai giunta nessuna risposta!
In pratica la filiale italiana viene semplicemente usata come “cassa” alla quale attingere per finanziare i progetti nel Terzo Mondo.
E intanto i donatori italiani continuano a subire una vera e propria truffa!
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Unicef: fondi destinati a campagne pubblicitarie, ville e stipendi dei dirigenti
La filiale italiana dell’Unicef viene usata dai vertici di Ginevra come se fosse un bancomat. Si prelevano soldi per la realizzazione di vari e svariati progetti, ovunque, tranne che in Italia.
Non si è mai vista una bandiera Unicef in nessuno tra le migliaia di sbarchi in Sicilia, Calabria e Sardegna. Oltre mezzo milione di bambini, spesso non accompagnati, accolti dai volontari e da altre associazioni non governative. Dove è l’Unicef così attivo in qualsiasi emergenza umanitaria in qualsiasi parte del mondo?
Dagli anni ’70 ad oggi sono stati raccolti dal Comitato italiano Unicef oltre 2 miliardi di euro, ma per l’assistenza ai bambini italiani o ai figli degli immigrati sbarcati sulle nostre coste non è stato speso neanche un centesimo.
Tra l’altro, la povera Italia non ha neanche mai alzato la cresta, né preteso alcunchè dai vertici Ginevra. Per paura di vedersi revocato lo status, forse, ma comunque si è sempre limitata ad eseguire gli ordini senza partecipare ai comitati e senza proporre propri progetti. Perciò solo raccolta fondi senza alcun benefit, questo fa la sede italiana.
Ma allora i soldi dove vanno a finire se i bimbi italiani e quelli italiani acquisiti muoiono di fame? Negli stra-stipendi, nelle mega-ville e nelle super-campagne. Sì, superlativi, perché superlative sono le somme di danaro di cui stiamo parlando. Nel 2015 sono stati spesi in campagne promozionali e strutture circa 20 milioni di euro, su 55 ricavati. La sede centrale di Roma è un complesso di due enormi ville collegate tra loro da un ponticello pedonale, con una tecnologicissima sala conferenze e dei sotterranei con tanto di scavi archeologici dell’età imperiale annessi e connessi.
L’analisi della dinastia dei presidenti del comitato italiano di certo non giova alla situazione. A predisporre il restauro fu il Presidente Giovanni Micali, costretto alle dimissioni poco dopo per una strana manovra di Palazzo. A lui subentrò Antonio Sclavi, consigliere del Monte dei Paschi di Siena e proprietario di varie panetterie in Toscana. Poi ci fu Vincenzo Spadafora, pupillo di Micali, poi quello che era stato vice presidente amministrativo dell’ente, Giacomo Guerrera, detto lo “sparagnino”, eletto per il rotto della cuffia. A Guerrera piace così tanto la poltrona che ha fatto di tutto per allungare il suo mandato di un anno, modificando uno statuto considerato intoccabile fino ad oggi.
Che in quest’anno in più riesca a destinare qualche soldo ai bambini che muoiono di fame sul nostro territorio, oppure vogliamo fare altri lavori alla villa?

sabato 16 marzo 2019

Guai per Berlusconi: Imane Fadil, Silvio Berlusconi: “Non l’ho mai conosciuta”. Ma per i giudici è stata ad Arcore 6 volte ed era teste “credibile”



Lui nega di averla conosciuta, lei è morta. Ma a smentire Silvio Berlusconi – che ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’avvelenamento di Imane Fadil, la modella marocchina parte civile nel processo Ruby bis (quello contro Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora) e teste in quelli contro il leader di Forza Italia, dichiara: “Non l’ho mai conosciuta”, ci sono le indagini e le motivazioni delle sentenze dei processi. Sia quelle contro l’ex direttore del Tg4, dell’ex agente dei vip e dell’ex igienista dentale poi diventata consigliera regionale, sia quelle che hanno portato all’assoluzione definitiva dell’ex Cavaliere.
L’allora 25enne è stata sei volte ad Arcore, una volta si era esibita nella danza del ventre e in una occasione aveva rifiutato di restare a dormire a Villa San Martino con l’offerta di 5mila euro. Secondo i giudici del processo d’appello a Fede&co la testimone è sempre stata attendibile. La vittima ha incontrato altre due volte Berlusconi: il 29 agosto 2019 nel ristorante milanese “Da Giannino” e anche a Villa Campari, a Lesa, sul lago Maggiore il 4 settembre. “Spiace sempre che muoia qualcuno di giovane. Quello che ho letto delle sue dichiarazioni mi ha sempre fatto pensare che possano essere tutte cose inventate e assurde” ha detto. Ma per tutti i magistrati, che si sono occupati del caso, Imane Fadil non solo era credibile, ma quando riferì anche “dettagli vantaggiosi per l’imputato” come sostengono le toghe, che in secondo grado, hanno assolto Berlusconi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. 
I giudici: “Teste credibile, racconti riscontrati”
A pagina 33 delle motivazioni della IV Corte d’appello di Milano
 – nel processo contro Mora, Minetti e Fede – si legge che “Imane Fadil era stata ad Arcore più volte”: la prima nel febbraio del 2010 portata dall’ex agente dei vip e la “serata era stata connotata da attività prostitutiva estrinsecatasi nel consueto format”. Una secondo volta la ragazza era stata attirata nella residenza dell’allora premier da Fede. Imane aveva un impegno a Montecarlo, ma l’allora direttore del Tg4 aveva insistito e aveva continuato a chiamarla per dirle di fare presto perché c’era in ballo un’opportunità di lavoro. La modella, che era in difficoltà economica, era tornata indietro.
Quella sera, stando al suo racconto, aveva visto tra le altre cose Iris Berardi fare uno spogliarello. Agli inquirenti, di quella sera, aveva riferito della gentilezza di Berlusconi che non le aveva fatto nessuna proposta e non le aveva regalato nulla. L’aspirante giornalista sportiva torna ad Arcore il 25 agosto, sempre su invito di Fede. Dopo lo streep tease della Berardi, lei aveva eseguito una danza del ventre su richiesta dell’onorevole Maria Rosaria Rossi. Il presidente del Consiglio, si legge nelle motivazioni, “aveva apprezzato la sua esibizione e le aveva regalato un piccolo anello”. Un racconto, riscontrato stando ai giudici, da alcune conversazioni intercettate quello stesso giorno prima della “cena elegante”. Ad Arcore Fadil era tornata il 26 e il 27 agosto. In quelle due serate non c’erano stati momenti erotici o esibizioni, la prima sera la ragazza aveva visto una partita di calcio e quella successiva un film satirico su Fini fatto produrre dall’ex premier. Il riscontro della presenza ad Arcore – scrivono i magistrati – è dato dalle telefonate in cui prendeva con Fede per avere il passaggio in auto e dalla telefonata del 28 agosto intercettata in cui Mora e Fede parlavano della presenza della giovane la sera precedente.
I 5mila euro donati dopo la richiesta di rimanere ad Arcore
Anche il 29 agosto la modella era stata invitata. Questa volta l’appuntamento era nel ristorante “Da Giannino”, locale in passato molto frequentato dal leader di Forza Italia. In quell’occasione a Fadil, secondo il suo racconto, era stato presentato Adriano Galliani, l’allora ad del Milan. Anche questo, scrivono i giudici, “risulta riscontrato dal contenuto” di una telefonata. Il 4 settembre era stata invitata, a Lesa, a Villa Campari dove Imane veniva accompagnata dall’autista dello stesso Fede insieme ad altre due olgettine tra cui Nicole Minetti. È ancora una telefonata che riscontra il racconto: “In questa telefonata Giorgio Puricelli (ex fisioterapista del Milan ed ex consigliere regionale, ndr) confermava a Fede che avrebbe accompagnato sul lago Fadil oltre a Nicole e Barbara (Faggioli, nd)”. La sera del 5 settembre invece a Villa San Martino era arrivata in taxi: quella sera si festeggiava il compleanno di una delle olgettine, Aris Espinoza. Durante il solito bunga bunga Fadil era stata coinvolta in una “danza erotica” proprio dalla Espinoza, ma si era rifiutata. Quella sera l’allora premier l’aveva ricevuta nel suo studio e le aveva detto che aveva saputo da Fede che si trovava in una situazione di particolare difficoltà economica: le aveva dato 5mila euro in una busta e l’aveva invitata a rimanereper la notte. Ma lei era andata via e aveva preso il denaro. Anche su questo racconto i giudici scrivono che quanto riferito da Fadil “trova riscontro”: in ben tre telefonate. Nella prima si evince che Fadil e Fede era d’accordo di vedersi nel corso della serata, nella seconda che era stato chiesto alla modella di ballare ancora la danza del ventre ma che non aveva potuto perché non aveva trovato un abbigliamento adatto. Nella terza c’è la conferma della presenza alla serata di un ballerino cubano e che la ragazza aveva ricevuto un compenso: i 5mila euro comunque donati da Berlusconi anche se non si era fermata a dormire.
La credibilità di Fadil è riscontrata – scrivono i giudici – dalla descrizione precisa e dettagliata del diverso contenuto delle serate a cui ha preso parte. La teste ha indicato con estrema precisione le diverse attività compiute nelle diverse serate, tutte puntualmente collocate temporalmente. Inoltre anche lei ha riferito, in alcune di esse, lo svolgimento dell’attività prostitutiva secondo il cosiddetto format trifasico, descrivendolo in modo identico alle altre testimoni già citate che non conosceva. Ulteriormente plurimi e puntuali riscontri al contenuto delle sue dichiarazioni che derivano da intercettazioni telefoniche. La pluralità e la precisione di tali riscontri esclude qualsiasi dubbio in ordine alla credibilità di quanto narrato da Fadil”. Sicuramente non si tratta di “cose inventate e assurde” come oggi dice il candidato alle elezioni europee.
Anche i giudici che assolsero Berlusconi: “Fadil credibile”
Ma non ci sono solo i giudici del processo contro Minetti, Mora e Fede a stabilire che la marocchina, morta a 34 anni dopo oltre un mese di agonia, ha sempre detto la verità. Anche i giudici del Tribunale di Milanoche condannarono Berlusconi, e i giudici d’appello che invece lo assolsero, scrivono nelle motivazioni che le dichiarazioni della modella era vere. I magistrati di primo grado – a pagina 228 dopo aver riportato le dichiarazioni e i riscontri – scrivono: “In conclusione la deposizione di Fadil Imane, in sé credibile e coerente, nonché debitamente riscontrata dalla risultanze delle attività tecniche … risulta del tutto concorde” con quello di altre testi. Anche i magistrati dell’appello parlano del “racconto” della modella come “intrinsecamente coerente, privo di accentuazioni che possano tradire intenti calunniosi”. Anzi la teste “è ben attenta a riferire dettagli anche vantaggiosi all’imputato…“.