mercoledì 31 ottobre 2018

Sindacati usati come bancomat: sequestrati beni per 5 milioni, tra cui la Palmese calcio e alcuni Caf!



Con i soldi dei sindacati finanziavano viaggi all’estero, l’acquisto di gioielli, immobili e auto. Ma anche la squadra di calcio Palmese che milita in Serie D. La cricca è stata scoperta dalla guardia di finanza e dalla Procura di Palmi che ha chiesto e ottenuto dal gip un sequestro preventivo di beni per circa 5 milioni di euro. Oltre alla società sportiva, un terreno e due fabbricati, le Fiamme Gialle hanno applicato i sigilli a numerose attività commerciali, Caf e associazioni sindacali con sede in Calabria, a Milano e a Roma. Nella capitale è stata sequestrata anche la Federazione Lavoratori Agricoli Padani. Le accuse contestate dal procuratore Ottavio Sferlazza e dal pm Anna Pensabene sono truffa aggravata ai danni dello Stato, falso, impiego di denaro di provenienza illecita e autoriciclaggio.
Gli indagati sono dodici: Domenica Bagalà, Antonio e Giovanni Bonaccorso, Giuseppe Carbone, Aurelio e Vincenzo Cristofaro, Concetta Filippone, Rosanna Esposito, Salvatore Calabria, Francesco Lo Vecchio, Alessandro Taverna e Claudio Castaldo. In sostanza, attraverso i centri di assistenza fiscale, il sodalizio criminale distraeva grosse somme di denaro, pubblico e privato, che doveva, invece, per legge essere trattenuto dall’Inps ai soggetti iscritti ai sindacati. Stessa fine facevano le quote versate dagli associati. Soldi che, attraverso transazioni finanziarie, finivano nei conti correnti degli indagati.
Secondo la guardia di finanza, la cricca violava “sistematicamente il cosiddetto vincolo di destinazione del patrimonio”. I conti correnti dei sindacati erano diventati una sorta di “bancomat” che serviva a soddisfare le esigenze personali degli indagati che, stando all’inchiesta, avrebbero reiterato condotte di abusiva attività finanziaria. I soldi dei sindacati, infatti, venivano concessi in prestito a terzi soggetti e impiegati in attività economiche come un bar, un ristorante e un centro fisioterapico. I soldi delle trattenute Inps e delle quote degli iscritti servivano pure per la gestione della Palmese, il cui vicepresidente è l’indagato Giuseppe Carbone, fino a poche settimane fa presidente della squadra di calcio.

Il il presidente Micciche' sbattuto fuori dal parlamento europeo! Voleva tenersi le 2 poltrone ma l'hanno scoperto!



Che figura, ragazzi! Farsi buttare fuori dal Parlamento europeo dalla Corte di Cassazione. Succede al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, che ha provato – in barba alla Legge – a tenersi le due poltrone. Ma è stato malamente ‘sbarellato’…
Primo dei non eletti alle elezioni europee di quattro anni fa nel collegio Sicilia-Sardegna nelle file di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, presidente del Parlamento siciliano, pensava di essere diventato anche deputato europeo quando Salvo Pogliese, eurodeputato in carica, eletto anche lui tra i berlusconiani, si è dimesso dopo essere stato eletto sindaco di Catania.
Pogliese si è dimesso il 19 luglio e Miccichè pensava di essergli subentrato quattro giorni dopo. In realtà, visto che è già parlamentare regionale – e presidente del Parlamento dell’Isola – avrebbe dovuto dimettersi, perché tra le due cariche c’è incompatibilità. Il posto spetta al secondo dei non eletti, l’ex assessore regionale, Innocenzo Leontini, a meno che Micciché non si fosse dimesso da parlamentare regionale.
Ma Miccichè, che ha davanti altri quattro anni dorati di presidente dell’Ars, non ha alcuna intenzione di lasciare Palazzo Reale, sede del Parlamento siciliano. Contemporaneamente, ha provato a tenersi anche la poltrona (e l’indennità) di europarlamentare.
Con la sua solita faccia tosta, ha detto che si sarebbe dimesso a settembre, dopo aver ‘festeggiato’ a Strasburgo con i suoi amici che ha intruppato a Palazzo Reale. Parole, le sue, che denotano grande ‘stile’ e profondo senso delle istituzioni…
Del resto, il suo ‘capo’ – Berlusconi – non è forse quello delle olgettine?
Pensava, Miccichè, di essersi insediato anche al Parlamento europeo il 23 luglio. Ma, a questo punto, è stata la Cassazione, come ha ‘sgamato’ il quotidiano La Sicilia di Catania, a sbatterlo fuori dal Parlamento europeo senza tanti complimenti.
I giudici della Suprema Corte hanno stabilito che l’attuale presidente dell’Ars, non avendo esercitato il diritto di opzione, mantiene la carica pregressa (cioè quella di deputato regionale) e lascia libero il seggio a Strasburgo. Che va, per l’appunto, al già citato Leontini.
Con una puntualizzazione che, di certo, non farà piacere a Miccichè: Leontini subentra retroattivamente, cioè da luglio. Il presidente del Parlamento siciliano, come si direbbe dalle nostre parti, ha ‘accucchiato’ – cioè ha fatto – solo una pessima figura: la figura di chi avrebbe voluto tenersi, per qualche mese, magari per un paio di mesi e forse più, la doppia poltrona e che, invece, è stato malamente ‘sbarellato’.
La vicenda di Miccichè che si fa buttare fuori dal Parlamento europeo va vista per quella che è: l’ennesima manifestazione del degrado politico e istituzionale che contraddistingue la vecchia politica siciliana e, segnatamente, il centrodestra dell’Isola.
Miccichè messo alla porta dal Parlamento europeo con il pronunciamento della Cassazione fa il paio con le elezioni regionali vinte dal centrodestra con i ricorsi bloccati da cavilli e con i voti determinanti degli “impresentabili”: con l’attuale Governo regionale che è espressione di questo degrado politico e istituzionale (non utilizziamo la parola “morale”, perché questi signori del centrodestra siciliano non sanno nemmeno cosa sia…).
Quando c’era la vecchia lira si usava dire: “Figura da due lire…”.

LA CASTA E I VECCHI MEDIA HANNO DECISO DI ACCANIRSI SU LUIGI DI MAIO...



Luigi Di Maio
C'è un tentativo di "far cadere il nostro governo il prima possibile", dietro l'avviso di bocciatura della manovra M5s-Lega. Artefici: il "sistema europeo", il "sistema mediatico" e le opposizioni, che "tifano" per "lo spread e il default dell'Italia".
Come non bastasse, ora il nostro Luigi attaccato da tutti i media per via della TAP, un accordo Blindato dal PD che può costarci fino a 40 miliardi di risarcimenti, costi che manderebbero in fumo tutto il programma di governo e che siamo costretti a ultimare.
È ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPRENDERCI QUELLO CHE CI HANNO TOLTO 💪
Con la #ManovradelPopolo l'Italia riparte!
Reddito e Pensione di Cittadinanza porteranno risorse fresche nell'economia reale, rilanciando i consumi e creando un ambiente ideale per la crescita economica.
Le imprese faranno nuovi investimenti, e per quelle che assumeranno ci saranno sconti sull'Ires. Chi assumerà con contratto stabile avrà uno sconto anche maggiore.
 Le assunzioni saranno anche favorite dal ricambio generazionale che seguirà al superamento della legge Fornero: 400.000 posti di lavoro in più.
Posti di lavoro verso i quali verranno indirizzate le persone iscritte ai centri per l'impiego, che nel frattempo saranno state formate dallo Stato.
LUIGI DI MAIO
Reddito di cittadinanza, siamo pronti anche a garantire delle borse di studio a chi parteciperà alla formazione attraverso i Centri per l'impiego." Queste parole sono di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la principale banca italiana, uno che di economia reale se ne intende e che ha chiari i benefici che ci possono essere da questa misura. Quando le banche si occupano di economia reale svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle nostre piccole e medie imprese, per la nascita di nuove e per la creazione di posti di lavoro. Il Reddito di Cittadinanza è una politica attiva del lavoro, ma è anche una vera e propria manovra economica che finalmente farà circolare un po' di soldi perchè aumenta il potere d’acquisto di chi che ne ha più bisogno e ha una maggiore propensione al consumo, innescando un virtuoso processo di crescita di cui beneficeranno anche commercianti e artigiani. Ringrazio Messina per la disponibilità a supportare i centri per l'impiego che saranno il fulcro della rivoluzione per il lavoro: abbiamo stanziato un miliardo per rifarli da cima a fondo. Mi auguro che anche altre imprese partecipino a questo percorso. Abbiamo bisogno di sapere dagli imprenditori le competenze di cui hanno bisogno per poter intervenire nel processo di formazione al lavoro e andare incontro alle loro esigenze. Ci sono tanti nuovi lavori, tante nuove competenze richieste e tanti giovani che non vedono l'ora di dare il proprio supporto al Paese. Se camminiamo insieme con l'obbiettivo di dare un futuro all'Italia otterremo tanti successi!
📢 L’Italia è il paese più virtuoso in Europa, ed ora il fatto di andare da lei con una mazza da baseball e dire “Devi diminuire il tuo deficit affinché sia ‘sostenibile‘ secondo i criteri della Ue” va contro tutte le ragioni e le logiche politiche.

Fatto fuori anche Giordano da Mediaset. Ecco il regime di Berlusconi!



Belpietro, Del Debbio e ora Giordano. Detto in modo brutale cade la terza testa a Mediaset. Chiuso in largo anticipo il «Dalla vostra parte» di Belpietro, mandata in vacanza prima delle consuete ferie la «Quinta colonna» di Del Debbio, ora tocca a Mario Giordano. Le letture, come accade sempre in questi casi, sono diverse. Chi sottolinea il tono troppo populista dell’approfondimento di Mediaset che avrebbe favorito Lega e 5 Stelle; chi rimarca gli scarsi risultati dei programmi alla verifica dell’Auditel. Il risultato — al netto delle divergenze — è lo stesso: si cambia. Come riporta Tiscali news, il terzo nome a saltare è quello di Mario Giordano, sollevato dalla responsabilità della striscia quotidiana «Stasera Italia» in onda su Rete4.
Al termine di una riunione definita da chi c’era «burrascosa», Mauro Crippa, super plenipotenziario per l’informazione in casa Mediaset, ha tagliato la testa al toro, ovvero al direttore del Tg4: «A partire da ora, Mario Giordano non è più responsabile del programma. Il nuovo responsabile è Marcello Vinonuovo». Che fino a un attimo prima di Giordano era tecnicamente un sottoposto. Pare che la questione su cui la discussione si è accesa sia stata la linea editoriale del nuovo «Stasera Italia», il programma che ha sostituito «Dalla vostra parte» nella fascia di access prime time (quella dopo i tg delle 20.30). Nelle idee di Mediaset doveva essere un programma meno urlato e più ragionato, dunque meno populista, ma le prime puntate sono rimaste nel solco della tradizione piuttosto che della rivoluzione, concedendo ancora largo spazio di parola ai 5 Stelle. Insomma le intenzioni di Mediaset andavano in una direzione, le convinzioni di Giordano in quella opposta. Così visto che il direttore del Tg4 non si è voluto piegare alle richieste della nuova linea editoriale, Mediaset ha optato per la via più breve, indicandogli la porta, metafora di molte carriere. Serve per entrare ma anche per uscire.

GRANDISSIMO ELIO LANUTTI: QUESTA EUROPA STA AFFONDANDO STIAMO MOLTO ATTENTI...



In questo video il nostro Elio Lannutti ripercorre con spietata lucidità la storia del malgoverno italiano ed europeo. 
Un governo che ha lasciato soli e indifesi i cittadini e ha causato quella macelleria economica e sociale affrontata oggi dal nostro Movimento 5 Stelle.
Finalmente la #ManovraDelPopolo è realtà 🇮🇹
 Reddito di Cittadinanza
 Pensione di Cittadinanza
 Abolizione Legge Fornero
 Risarcimento ai truffati dalle Banche
 Abbassamento tasse alle imprese Flat tax
 Aiuti alle P.IVA
Decreto Sicurezza
DL Spazzacorrotti
Eliminazione criminalità e mafie
Lotta e pene severe per EVASORI
È ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPRENDERCI QUELLO CHE CI HANNO TOLTO 💪
Con la #ManovradelPopolo l'Italia riparte!
Reddito e Pensione di Cittadinanza porteranno risorse fresche nell'economia reale, rilanciando i consumi e creando un ambiente ideale per la crescita economica.
Le imprese faranno nuovi investimenti, e per quelle che assumeranno ci saranno sconti sull'Ires. Chi assumerà con contratto stabile avrà uno sconto anche maggiore.
 Le assunzioni saranno anche favorite dal ricambio generazionale che seguirà al superamento della legge Fornero: 400.000 posti di lavoro in più.
Posti di lavoro verso i quali verranno indirizzate le persone iscritte ai centri per l'impiego, che nel frattempo saranno state formate dallo Stato.
📢 L’Italia è il paese più virtuoso in Europa, ed ora il fatto di andare da lei con una mazza da baseball e dire “Devi diminuire il tuo deficit affinché sia ‘sostenibile‘ secondo i criteri della Ue” va contro tutte le ragioni e le logiche politiche.
Leggi le dichiarazioni di David Folkerts-Landau, capo economista di Deutsche Bank ⤵️




Miliardi di debiti ed Europa a pezzi Così Juncker ha affondato l’Europa...Guardate e diffondete


debiti si ereditano. E quelli che Jean-Claude Juncker lascerà all’Unione europea una volta finito il suo mandato, sono enormi. Economici e politici. I primi, come rivelato da L’Espresso, ammontano a circa mille miliardi di euro all’anno. Perché con il suo Paese, il Lussemburgo, a essere la capitale dell’elusione (o dell’evasione) fiscale nel continente europeo, il bilancio dell’Ue e dei 28 Stati membri è disastroso.
Una voragine di tasse non riscosse, multinazionali che fanno miliardi di profitti cercando di non pagare le imposte, con il contributo di Stati membri dell’Unione europea che fanno a gara per diventare il miglior luogo dove spostare i propri capitali.
In questo gioco sanguinario per le casse degli Stati più ligi al dovere, Juncker, con il suo Granducato, ha avuto un ruolo fondamentale. Essendo stato per anni il padre-padrone del Lussemburgo, il suo potere ha trasformato il piccolo Paese del Benelux un vero e proprio paradiso fiscale all’interno dell’Unione europea. Tanto è vero che l’inchiesta LuxLeaks del 2014, proprio quando Juncker si insediava a Bruxelles come presidente della Commissione europea, ha svelato 28mila documenti riservati con accordi fiscali fra Lussemburgo e 340 multinazionali che avrebbero pagato meno dell’1% di tasse.
Il Lussemburgo è solo la punta dell’iceberg di un sistema di elusione fiscale molto profondo. Un sistema ramificato che ha coinvolto non solo il Granducato di Juncker, ma anche Belgio, Olanda, Irlanda e Malta. Secondo l’Ue, questa concorrenza sleale costa mille miliardi di euro ogni anno di tasse non riscosse. Ma a quanto pare, il presidente della Commissione era più impegnato a dire agli altri come gestire i debiti pubblici piuttosto che a colpire questa vera e propria truffa ai danni di molti Stati membri e ai loro cittadini.  
Il quadro dipinto dalle inchieste è fatto di manovre politiche, pressioni sui singoli governi, accordi su come evitare riforme fiscali in seno all’Europa e vincoli di segretezza sui patti fra Stati e colossi dell’industria e del commercio. E quello che ne esce, è un vero e proprio incubo che dimostra, semmai ce ne fosse ancora bisogno, l’inadeguatezza (a dir poco) di Juncker come presidente della Commissione.
Un vero e proprio impresentabile, soprattutto dopo lo scandalo dei servizi segreti che aveva mostrato come l’allora premier lussemburghese avesse creato un sistema di schedatura illegale di tutti i cittadini del Granducato. E ovviamente l’Europa l’ha premiato con la carica più alta: la presidenza della Commissione.

A questi debiti economici, che sono poi la certificazione di una responsabilità, si aggiungono poi gli effetti politici, altrettanto disastrosi, sull’Europa. Come già scritto su questa testata, sembra un paradosso, ma Juncker in questi anni si è rivelato un vero e proprio alleato dei più ferventi euro-scettici. Incapace di comprendere l’Europa e i cittadini europei, impermeabile alle critiche, convinto sostenitore del fatto che l’Ue, così com’è, funziona benissimo, Juncker non ha mai voluto cambiare. Ed è stata proprio questa sua granitica certezza a fare sì che l’Unione europea diventasse intollerabile a molti cittadini dei Paesi membri.
Una stanchezza che poi ha condotto all’ascesa di quel mondo sovranista e cosiddetto populista, che adesso minaccia l’establishment europeo. E che ha già dato una sonora lezione all’uomo forte di Bruxelles punendo il suo partito proprio in Lussemburgo. Il voto di alcuni giorni fa nel Granducato ha certificato il risultato peggiore della storia del partito di Juncker (il Csv), con il 28% di consensi. 
Incredibile a dirsi, oggi è ancora Juncker a decidere le sorti del nostro continente. Ma l’impressione è che le elezioni europee caleranno come una mannaia su questa struttura. E Juncker non sarà solo vittima, ma direttamente complice di questa o addirittura responsabile di questa futura disfatta dei moderati europei. Si è mosso come un vero e proprio sicario, ha ucciso ambizioni, speranze e anche economie dei singoli Stati membri. E ora aspetta, sul trono di Bruxelles, l’arrivo della fine.

ECCO LA NUOVA RAI: TABULA RASA NEI TG, SPARISCONO I PORTAVOCE DEL PD

SVOLTA RAI, TABULA RASA NEI TG: SPARISCONO I PORTAVOCE DEL PD
I populisti iniziano a fare sul serio e a ripulire la Rai dalle incrostazioni Pd.
Secondo indiscrezioni i nuovi direttori dei telegiornali sarebbero Giuseppe Carboni al Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2, Giuseppina Parteniti al Tg3, Luca Mazzà alla Radio e Alessandro Casairn al Tgr.
Sono queste le proposte di nomina formulate dall’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, inviate ai consiglieri in vista del Cda di mercoledì. Cda che procederà alle nomine.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Agi, nel cda Rai del 31 ottobre ci saranno solo le nomine dei direttori dei tg e del Giornale Radio. Niente invece per le direzioni delle reti generaliste, per le quali è comunque prevedibile a brevissimo tempo – nel giro di qualche giorno, forse inizio della prossima settimana – un rimescolamento di carte. Anche perché sono molto più importanti le reti dei tg, ormai totalmente ininfluenti a livello di formazione del pensiero politico.
Era ora. Foa sta lavorando alla svolta epocale. E la sinistra è in fibrillazione: volevano continuare a controllare il servizio pubblico dall’alto del 15% dei voti.

martedì 30 ottobre 2018

LUIGI DI MAIO STA SALVANDO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO NEL TOTALE SILENZIO DEI MEDIA, CHE GRANDE LAVORO STA FACENDO PER L'ITALIA E I LAVORATORI!!



Lo hanno attaccato, infangato, definito un incapace...Luigi Di Maio ha chiuso l’accordo per il salvataggio dell’Ilva di Taranto ottenendo tutto ciò che come Governo ci eravamo prefissati e cioè un grande miglioramento del piano ambientale unito alla tutela occupazionale totale rispetto alla situazione attuale, accontentando anche in toto le richieste delle parti sindacali coinvolte.
E come se non bastasse i lavoratori saranno riassunti con articolo 18 e non soggetti a jobs act!!
È un risultato incredibile che chi c’era prima di Luigi non ha saputo ne immaginare e nemmeno raggiungere ma non solo...ha passato il tempo ad insultare su Twitter un ministro dal quale oggi sappiamo che ha solo da imparare.
Il cambiamento è arrivato ed è arrivato in meglio.
Ci avevano raccontato in questi anni che per creare lavoro era necessario svendere i diritti, abbiamo provato che non è così. Con la Manovra del Popolo aiutiamo le persone: lavoratori, imprenditori e professionisti. Per le imprese soggette ad Ires, prevediamo un taglio strutturale di 9 punti dell’imposta, con l’aliquota ordinaria del 24% che scende al 15% sugli utili che l'azienda reinveste per ricerca e sviluppo, macchinari e assunzioni stabili. Per le partite IVA estendiamo il regime forfettario del 15 per cento fino ai 65.000 euro di fatturato, con uno scaglione al 20% fino ai 100.000 euro.

Renzi, figuraccia a Di Martedì: viene decisivamente svergognato in diretta...Guardate e diffondete



Pesante botta e risposta, a DiMartedì, su La7, tra Matteo Renzi Massimo Franco. L’ex premier si è risentito per una frase attribuitagli dal giornalista del Corriere della Sera e ha attaccato: “Lei sta dicendo una balla: io non ho mai detto che prima di Capodanno il governo sarebbe caduto e noi saremmo tornati”. Franco ha dunque mostrato un tweet, letto da Giovanni Floris: “In una diretta Facebook, [Renzi] annuncia che ‘presto toccherà di nuovo a noi. A settembre-ottobre vedrete che ci sarà da divertirsi'”. “Temo che il senatore Renzi stia regalando altri voti ai Cinque Stelle“, ha ironizzato il cronista. Stizzita la replica dell’ex segretario del Pd: “Io temo che lei stia dicendo una cosa falsa e un giornalista che dice una cosa falsa deve vergognarsi per questo”.

Repubblica? Solo quest’anno ha spacciato un’infinità di notizie false: Travaglio si è preso la briga di catalogarle una per una



Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano
Hanno scritto di un’ intercettazione fra Rosario Crocetta che taceva divertito mentre un amico medico auspicava l’ assassinio di Lucia Borsellino come quello del padre Paolo, e non era vero. Hanno scritto di troll russi dietro la campagna web contro Mattarella, e non era vero. Hanno scritto che il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, nel caso Consip, era stato “smascherato come impostore e falsario di passaggi politicamente significativi dell’ inchiesta”; e aveva “consegnato a Marco Lillo la notizia del coinvolgimento di Del Sette”, insomma era lui “la mano che dà da mangiare al Fatto” per “far cadere Renzi” (fra l’ altro già caduto da solo), ma non era vero; e, quando la Cassazione scagionò Scafarto per i suoi “errori involontari”, si scordarono di informarne i lettori.
Hanno scritto che Di Maio situava Matera in Puglia anziché in Basilicata, e non era vero. Hanno scritto che l’ Italia, se rinunciasse al Tav Torino-Lione, dovrebbe pagare “penali” miliardarie, e non è vero (glielo fece notare l’ ex pm Livio Pepino in una lettera, ma non la pubblicarono). Hanno scritto che Marcello Foa, aspirante presidente Rai, è un fabbricante di fake news tant’ è che ha scritto un libro per “spiegare come si falsifica l’ informazione al servizio dei governi”, ma non è vero (il suo Gli stregoni della notizia, al contrario, smonta le fake news al servizio dei governi). Hanno scritto che c’ è la Russia di Putin dietro le fake news filo-M5S&Lega, e non era vero.
Hanno scritto che il premier Conte voleva trasferirsi dalla cattedra di Firenze a quella di Roma con un concorso “confezionato su misura”, e non era vero (il bando era standard). Hanno taciuto sulla tesi di dottorato in larghe parti copiata dalla Madia. Hanno nascosto la bocciatura del Jobs Act di Renzi dalla Corte costituzionale (“Lavoro, su Jobs Act e Cig si ritorna al passato”: nessun riferimento nella titolazione alla Consulta e all’ incostituzionalità).
Hanno nascosto, mentre tutti gli altri giornali ne parlavano, l’ inchiesta per la soffiata di Renzi a De Benedetti sul decreto Banche popolari, usata dall’ Ingegnere per guadagnare in Borsa 600 mila euro in due minuti, forse perché troppo impegnati a fare decine di titoli su “Spelacchio” (un albero di Natale). Hanno fatto il taglia e cuci dei messaggi di Di Maio alla Raggi per spacciarlo come “bugiardo” e “garante” di Raffaele Marra in Campidoglio, mentre ne sollecitava il trasferimento. Hanno taciuto per giorni il nome dei Benetton, primi azionisti della concessionaria Autostrade (sponsor de La Repubblica delle Idee), dopo il crollo del Ponte Morandi.
Hanno scritto che il ponte era crollato anche per il no del M5S alla Gronda, che però fu bloccata da chi governava città e regione (centrosinistra e centrodestra) e per giunta contemplava l’ uso del viadotto Morandi. Hanno scritto di probabili legami con la Casaleggio di tal Beatrice Di Maio e delle sue fake news anti-renziane e non si sono mai scusati quando si è scoperto che era la moglie di Brunetta.
Hanno accostato le leggi razziali del fascismo al decreto Sicurezza di Salvini. Hanno pubblicato una bozza apocrifa e superata del contratto di governo giallo-verde facendo credere che prevedesse l’ uscita dell’ Italia dall’ euro e scatenando spread e mercati. Hanno nascosto il sequestro di 150 milioni e di due giornali all’ amico editore-costruttore catanese Ciancio Sanfilippo. Hanno spacciato lo scandalo Parnasi come una storia di tangenti al M5S , mentre i partiti finanziati dal costruttore sono gli altri (Pd, Lega e FI ).
Hanno elogiato Monti quando ha ritirato la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 e massacrato la Raggi quando ha ritirato la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Hanno scritto che le polizze intestate dal dirigente Romeo all’ ignara Raggi celavano “tesoretti segreti” per “garantire un serbatoio di voti a destra”, dunque era “vicina” l’”accusa di corruzione”, ma non era vero.
Hanno dipinto l’ assessora Paola Muraro come infiltrata di Mafia Capitale e della “destraccia” nella giunta capitolina, salvo poi intervistarla dopo le dimissioni come grande esperta di rifiuti. Hanno nascosto l’ attacco di Rondolino, che sull’ Unità dava del “mafiosetto di quartiere” a Saviano, reo di aver criticato la Boschi, mentre il Fatto restò solo a difenderlo. Hanno minimizzato le epurazioni dalla Rai renziana di Gabanelli, Giannini e Giletti come ordinaria amministrazione.
Hanno fatto questo e altro, i giornali del gruppo Gedi (Repubblica-Espresso-Stampa), ma noi siamo solidali con loro per gli attacchi di Di Maio, per tre motivi. 1) Nessun politico deve permettersi di dare pagelle ai giornalisti, tantopiù se sta al vertice del governo. 2) Quando il Fatto subiva trattamenti anche peggiori da Renzi e dai suoi killer, non ci giunse alcuna solidarietà, ma noi non siamo come loro. 3) Finché usciamo tutti in edicola, la gente può notare la differenza.
Ps. Per la serie “Chiamate la neuro”, segnaliamo i delirii di Carlo Bonini (Repubblica) all’ autorevole Radio Cusano Campus: “Il Fatto Quotidiano specifica che non prende alcun finanziamento pubblico? È una furbizia. Siccome i lettori del Fatto sono in buona parte elettori del M5S , è un modo per raffigurare ai lettori del M5S che la terra è tonda e non quadrata, dopodiché la terra è tonda”. Il pover’ uomo ignora che il Fatto è nato prima del M5S e la nostra scelta di non ricevere finanziamenti pubblici prescinde dalle intenzioni di voto dei nostri lettori (peraltro note solo a lui).
Volendo, Bonini potrebbe raccontarci degli aiuti statali (o a spese degli altri giornalisti) ricevuti dal suo gruppo per contratti di solidarietà, prepensionamenti & affini. E regalarci una delle sue grandi inchieste sui vertici Gedi indagati per una truffa milionaria all’ Inps.

Rinaldi vs Gasparri: “Non mi faccio offendere da chi ha massacrato il Paese”. E abbandona lo studio



Duro scontro a L’aria che tira, su La7, tra Maurizio Gasparri e Antonio Maria Rinaldi. “Su pensioni e reddito di cittadinanza” – ha attaccato il senatore di Forza Italia – “il governo ha innescato un meccanismo di differimento tempi per arrivare alle Europee, evitare un tracollo ed ingannare la gente. Il ministro Savona ha un milione e 300mila euro in Svizzera. Faccia un gesto simbolico e compri dei titoli di Stato italiani”. “Ha ragione Gasparri”, gli ha fatto eco Myrta Merlino.
“Qui” – ha replicato l’economista, nonché allievo di Paolo Savona – “ve la suonate e ve la cantate. Il maestro delle promesse si chiama Silvio Berlusconi, ancora stiamo aspettando il milione di posti di lavoro. Gasparri dovrebbe sapere che chiunque può legalmente portare i soldi all’estero, basta inserirli nel modello RW. In Europa vigono normative di risoluzione bancaria(bail-in) per cui, in determinate situazioni, te li portano via. Portarli lì, se c’è una patrimoniale o un prelievo, è, fiscalmente parlando, come averli in banca sotto casa”.
“E perché non compra i BTP?”, ha ribattuto Gasparri. “Che ne sai che non li abbia comprati?”, è stata la replica di Rinaldi. Il forzista ha dunque insultato il professore: “Tanto glielo dico in Parlamento, non parlo con le controfigure“. Rinaldi si è alzato e ha abbandonato lo studio: “Me ne vado, io ho una dignità. Non mi faccio offendere da chi ha massacrato questo Paese. Siete arrivati alla frutta”.

Anche Claudio Gentile sta con il MoVimento 5 Stelle per cambiare l Italia!

di Claudio Gentile
I media hanno riportato in maniera fuorviante alcune mie dichiarazioni. Non ho accettato la proposta di fare il Ministro dello Sport, non certo perché non mi ritrovo nelle posizioni del MoVimento 5 Stelle, ma perché sono uno sportivo e tale voglio restare. Molto umilmente penso di non essere la persona adatta per ricoprire quel ruolo.
Per quanto riguarda Luigi Di Maio, ho parlato con lui e l'ho trovato molto preparato e molto serio nello svolgimento del ruolo che ricopre e la sua proposta mi ha onorato. E' bello che si pensi a persone estranee alle logiche dei partiti e delle spartizioni delle poltrone e sono convinto che troveranno le persone adatte per i ruoli di governo.
Voterò MoVimento 5 Stelle e il motivo è semplice: penso che siano gli unici in grado di fermare la corruzione e far partire il cambiamento del Paese. Con il gioco di squadra ci riusciranno. Io nel mio piccolo spero di poter contribuire e ognuno di noi ha la possibilità di partecipare e scegliere il cambiamento. E' ora di partire in contropiede!

Ecco l'annuncio del governo: Confisca di tutto ciò che hai rubato allo Stato!



Confisca di tutto ciò che hai rubato allo Stato. SEMPRE!
I soldi rubati attraverso la corruzione verranno confiscati, anche se il reato si prescrive o in caso di amnistia dopo la prima condanna. I cittadini hanno il diritto di riprendersi tutto quello che è loro!


Incredibile! Il ragazzo si alza dal pubblico e zittisce lo studio! Il reddito di cittadinanza aiutera tutti i giovani!

Vergogna: Arrestato presidente antiracket! Guardate e diffondete!

Il presidente dell'Associazione siciliana antiestorsione (Asia), Salvatore Campo, è stato arrestato e posto ai domiciliari dalla guardia di finanza di Catania per falso ideologico e peculato. E' indagato anche per estorsione continuata nei confronti di alcune vittime del racket che avevano richiesto accesso allo specifico fondo di solidarietà statale. Campo è stato posto ai domiciliari da militari delle Fiamme gialle in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip su richiesta della Procura distrettuale di Catania. Il Giudice delle indagini preliminari ha anche disposto il sequestro preventivo di circa 37 mila euro, pari a fondi pubblici erogati dalla Regione Siciliana a favore dell'associazione antiracket Asia di cui, secondo l'accusa, Campo si sarebbe "illecitamente appropriato, utilizzandoli per fini esclusivamente personali". L'associazione Asia ha sede ad Aci Castello, nel Catanese. Particolari sull'operazione 'My racket' saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 nella sede del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, in via dei Crociferi 2. 

TROVATO L'ACCORDO TRA IL GOVERNO GIALLOVERDE E L'UNIONE EUROPEA...



La "bomba" la sgancia Dagospia in tarda serata, quasi al termine di una giornata che sul piano politico ha visto il vertice a due sulla manovra tra i vicepremierMatteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader leghista e titolare del Viminale si sarebbe convinto che occorra dare un segnale all'Europa che l'Italia vuole sì fare una manovra espansiva attraverso una azione sul debito, ma non la guerra ai mercati che s'è tradotta in imbarcate della Borsa e in uno spread ormai costantemente sopra quota 300.
Per questo, nell'ottica di una dimostrazione di buona volontà, vuole proporre di abbassare di uno 0,1-0,2% il rapporto tra deficit e Pil, portandolo un poì più vicino al 2% rispetto all'attuale 2,4% fissato in manovra. Sarebbe, sempre secondo dagospia.com, il premier Giuseppe Conte ad annunciare la mossa al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker il prossimo 5 novembre.

lunedì 29 ottobre 2018

Il Governo Conte sta vincendo la guerra contro lo spread scatenato da Moscovici e Junker...



La buona notizia di oggi per il Governo Conte è che lo spread stamane è sceso sotto i 300 punti.
Dei giornaloni solo il Corriere della Sera dà evidenza a questo fatto, mentre gli altri ne danno notizia ma la derubricrano a una tra le tante: potete immaginare quale sarebbe stata la prima notizia nel caso contrario di innalzamento dello spread.
L’altra buona notizia per il Governo italiano – sottaciuta nei giorni scorsi dai giornaloni del cadente regime italiano, mentre sarebbe stata enfatizzata se fosse stata di segno opposto – è che l’agenzia di rating S&P non se l’è sentita questa volta di coartare la realtà ma ha dato un buon giudizio sulle prospettive dell’economia italiana, tanto che la Borsa di Milano stamattina ha aperto in forte rialzo.
A ulteriore conferma della fiducia degli investitori nel Governo Conte, nonostante l’azione mediatica, guastatrice e terroristica, degli italiani ‘che contano e pesano’, l’asta odierna dei BOT semestrali è stata collocata a un tasso inferiore rispetto a quello di settembre, in altre parole il costo dello Stato italiano per rifinanziare il debito è stato inferiore a quello del mese scorso, sintomo incontrovertibile di una accresciuta fiducia degli investitori.
E in effetti il Governo Conte è tutt’altro che isolato a livello internazionale, come piace, falsamente e ripetutamente dipingerlo dai giornaloni.
Settimane fa c’è stata la missione economica in Cina di Luigi Di Maio, coronata da successo sul piano dei risultati per le aziende italiane che operano nel paese asiatico.
Non son passati molti giorni da quando Bloomberg ha dato un buon giudizio, con qualche suggerimento correttivo, sulla Manovra economica del nostro Governo.
Prima ancora c’era stato l’apprezzamento di Putin per l’affidabilità dell’economia italiana.
Subito dopo sono arrivati i complimenti di Trump – che può piacere o no ma è pur sempre il Presidente in carica degli Stati Uniti destinato anche a rimanere per il secondo mandato – per la politica migratoria e soprattutto per la linea di politica economica adottata dal Governo 5Stelle-Lega presieduto da Giuseppe Conte.
Mentre quelli che combattono con violenza contro il nostro Governo a livello internazionale, i burocrati UE, Moscovici e Junker, stanno per lasciare tra qualche settimana la scena politica perché non verranno rieletti.
Il francese Macron nella sua patria è in caduta libera.
La Merkel nelle elezioni regionali svoltesi ieri in Assia, ha preso un’altra sonora batosta, portando alla disfatta il suo partito e trascinando anche la SPD, sua alleata di governo, verso una crisi che appare irreversibile.
E così la signora tedesca non ha potuto far altro che ammettere che il suo governo ha ‘perso credibilità’ e dichiarare apertamente che quello in corso è il ‘mio ultimo mandato da cancelliera, poi lascerò la politica’.
Gli anti-5Stelle stanno cadendo come birilli uno dopo l’altro in patria e all’estero.

Di Maio fa' tremare Renzi: Deve solo stare zitto...Guardate e diffondete tutti!



"Faremo altri controlli, Cecconi e Martelli intanto li ho già messi fuori. Noi abbiamo dimostrato che se c’è qualcuno che sbaglia viene messo fuori. Mi fa rabbrividire che Renzi pensi di poter fare la morale a noi. Restituisca gli stessi soldi che abbiamo restituito noi e poi inizi a parlare”. Lo ha detto Luigi Di Maio a margine dell’iniziativa di campagna elettorale prevista questa mattina a Napoli al teatro Sannazaro, commentando il caso dei rimborsi emerso da un’inchiesta de Le Iene che in questi giorni sta agitando le acqua nel Movimento 5 stelle.
Il candidato premier ha anche parlato di di Catello Vitiello: “Abbiamo inibito l’utilizzo del simbolo al nostro candidato iscritto ad una loggia massonica, non può stare nel movimento. I cittadini italiani sanno che nel movimento non si fanno sconti a nessuno. La notizia in un paese normale è che il movimento ha restituito 23 milioni e 100.000 euro e questo è certificato da tutti. Non sarà qualche mela marcia ad inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi.“.


BECCATA! Spunta il documento che accusa l'organizzatrice della manifestazione "indipendente" contro Virginia Raggi. Ecco cosa è emerso...


Emma Amiconi è una delle organizzatrici della manifestazione “Roma dice basta”, andata in scena lo scorso 27 ottobre in Campidoglio per protestare contro la giunta guidata da Virginia Raggi. Ma è anche la presidente di Fondaca, acronimo di “Fondazione per la cittadinanza attiva”.
Ospite di Lucia Annunziata a “1/2h in più” su Rai3, Amiconi ha replicato alla prima cittadina di Roma, che aveva parlato di “tutta la vecchia guardia del Pd” in piazza, “orfani di mafia Capitale” che vogliono “il ritorno di Buzzi e Carminati“: “Noi” – ha tenuto a precisare – “non siamo del Pd. Questa manifestazione è stata organizzata davvero da noi e da coloro che hanno collaborato con noi tramite Facebook, rinunciando chiaramente a qualunque supporto di partiti o di organizzazioni partitiche per rimarcare l’indipendenza dei cittadini. Avevamo un’amplificazione pessima, non si sentiva oltre i primi 50 metri proprio perché abbiamo lavorato solo con i nostri soldi”.
Ma a mettere in dubbio l’indipendenza e il disinteresse della portavoce di Tutti per Roma, Roma per tutti è l’utente Facebook Sabrina Martucci, che sul social pubblica un avviso di appalto aggiudicato con intestazione del Ministero dell’Interno. Segue descrizione della gara: “Procedura in economia (…) per l’affidamento del servizio di ‘Indagine sulla partecipazione delle associazioni di immigrati alle attività dei Consigli territoriali per l’immigrazione (…)’ a valere sul Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi”. Ad aggiudicarsi l’appalto, per un importo pari a 100.600 euro (iva esclusa), fu proprio Fondaca di Amiconi. Era il 28 Maggio 2014. Sullo scranno più alto di Palazzo Chigi sedeva Matteo Renzi, su quello del Viminale Angelino Alfano.