venerdì 31 agosto 2018

DI MAIO TUONA CONTRO L'UE: HANNO LE ORE CONTATE! GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE!

Botta e risposta governo italiano-Ue. “Secondo l’Europa il veto del governo italiano sul bilancio e sui contributi netti è una farsa. Questo la dice lunga sulla considerazione che hanno del nostro Paese. Evidentemente sono abituati a premier e ministri italiani che vanno a Bruxelles con il cappello in mano”. Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook. “Il commissario Ue Oettinger ammette che sui migranti siamo stati lasciati soli, e poi si accoda sulla scia del non si può fare. Una nota di Berlino parla ancora, nonostante tutto, dei sacri dogmi contenuti nei Trattati Ue. Una visione miope e a tratti folle che non è capace di fotografare la realtà. Specialmente perché, per loro, i sacri Trattati si possono interpretare; altrimenti dovrebbero pagare miliardi di euro per il loro eccessivo export che danneggia tutto il sistema economico comunitario”, aggiunge. “La musica in Europa è destinata a cambiare, il finanziamento non è un dogma e non lo sarà nemmeno quando si inizierà a parlare di una vera solidarietà, e non di vincoli insostenibili tanto dal punto di vista sociale quanto da quello economico. Soprattutto, non è un dogma l’approvazione del quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni, che vorrebbero far passare in fretta e furia prima delle prossime elezioni europee. Non glielo lasceremo fare, se la situazione sull’immigrazione non cambierà di qui a breve il veto sarà certo”, conclude Di Maio.
Di Maio: i pro invasione nella Ue hanno le ore contate
Il vice premier, sempre a proposito della Ue, ha incalzato: “Molti governi ci attaccano chiamandoci populisti, senza rendersi conto che hanno le ore contate. Alle prossime elezioni europee prenderanno una batosta memorabile”. Lo afferma in un’intervista a La Stampail vice premier Luigi Di Maio.”Anche in Francia, Germania o Spagna i cittadini che la pensano come noi sono la maggioranza. Persone che hanno problemi profondi. A cominciare dalla povertà”, aggiunge. “Non credo che” in Europa “ci detestino”, sottolinea, aggiungendo di credere che “i singoli Paesi europei si siano sempre fatti gli affari loro e che l’Italia sia sempre andata in soccorso di tutti. Ora il vento nella Ue è cambiato. Le contraddizioni stanno venendo fuori”. Il ministro dello Sviluppo economico cita la Spagna “che ci fa la morale ma ha rimandato i migranti in Marocco e ha chiesto aiuto all’Europa a pochi mesi dall’apertura dei suoi porti. Su questo tema l’Ue si gioca la propria credibilità”. E sull’approccio sui clandestini Di Maio respinge ogni parallelismo con l’Ungheria del premier Viktor Orban. “L’Ungheria di Orban alza muri di filo spinato e rifiuta i ricollocamenti. Per quello che mi riguarda chi non aderisce ai ricollocamenti non ha diritto ai finanziamenti europei. Noi le quote le accettiamo. Tanto è vero che i migranti della Diciotti sono arrivati perché Malta prima ci ha chiesto una mano, poi ci ha chiuso i porti. Non ci siamo tirati indietro, ma la solidarietà deve essere una missione europea. Non solo italiana”, conclude.

Di Maio tuona contro l' UE: Avete le ore contate! Guardate cosa ha detto e condividete se siete d'accordo con lui!

Botta e risposta governo italiano-Ue. “Secondo l’Europa il veto del governo italiano sul bilancio e sui contributi netti è una farsa. Questo la dice lunga sulla considerazione che hanno del nostro Paese. Evidentemente sono abituati a premier e ministri italiani che vanno a Bruxelles con il cappello in mano”. Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook. “Il commissario Ue Oettinger ammette che sui migranti siamo stati lasciati soli, e poi si accoda sulla scia del non si può fare. Una nota di Berlino parla ancora, nonostante tutto, dei sacri dogmi contenuti nei Trattati Ue. Una visione miope e a tratti folle che non è capace di fotografare la realtà. Specialmente perché, per loro, i sacri Trattati si possono interpretare; altrimenti dovrebbero pagare miliardi di euro per il loro eccessivo export che danneggia tutto il sistema economico comunitario”, aggiunge. “La musica in Europa è destinata a cambiare, il finanziamento non è un dogma e non lo sarà nemmeno quando si inizierà a parlare di una vera solidarietà, e non di vincoli insostenibili tanto dal punto di vista sociale quanto da quello economico. Soprattutto, non è un dogma l’approvazione del quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni, che vorrebbero far passare in fretta e furia prima delle prossime elezioni europee. Non glielo lasceremo fare, se la situazione sull’immigrazione non cambierà di qui a breve il veto sarà certo”, conclude Di Maio.
Di Maio: i pro invasione nella Ue hanno le ore contate
Il vice premier, sempre a proposito della Ue, ha incalzato: “Molti governi ci attaccano chiamandoci populisti, senza rendersi conto che hanno le ore contate. Alle prossime elezioni europee prenderanno una batosta memorabile”. Lo afferma in un’intervista a La Stampail vice premier Luigi Di Maio.”Anche in Francia, Germania o Spagna i cittadini che la pensano come noi sono la maggioranza. Persone che hanno problemi profondi. A cominciare dalla povertà”, aggiunge. “Non credo che” in Europa “ci detestino”, sottolinea, aggiungendo di credere che “i singoli Paesi europei si siano sempre fatti gli affari loro e che l’Italia sia sempre andata in soccorso di tutti. Ora il vento nella Ue è cambiato. Le contraddizioni stanno venendo fuori”. Il ministro dello Sviluppo economico cita la Spagna “che ci fa la morale ma ha rimandato i migranti in Marocco e ha chiesto aiuto all’Europa a pochi mesi dall’apertura dei suoi porti. Su questo tema l’Ue si gioca la propria credibilità”. E sull’approccio sui clandestini Di Maio respinge ogni parallelismo con l’Ungheria del premier Viktor Orban. “L’Ungheria di Orban alza muri di filo spinato e rifiuta i ricollocamenti. Per quello che mi riguarda chi non aderisce ai ricollocamenti non ha diritto ai finanziamenti europei. Noi le quote le accettiamo. Tanto è vero che i migranti della Diciotti sono arrivati perché Malta prima ci ha chiesto una mano, poi ci ha chiuso i porti. Non ci siamo tirati indietro, ma la solidarietà deve essere una missione europea. Non solo italiana”, conclude.

I cittadini stanno dalla parte di questo governo: Rita dalla Chiesa lascia tutti senza parole in diretta! Guardate e diffondete!

“Come semplice cittadina credo di aver capito che questo governo sia andato a toccare le corde che andavano toccate”.Così Rita Dalla Chiesa intervendo ad “Agorà Estate” su Raitre.La giornalista ha poi aggiunto: “Il successo di questo governo, che io non chiamo il successo in questo momento io lo chiamo successo se non altro perché io sono sui social dalla mattina alla sera quindi non vado solo in una direzione, ho tutta una serie di conferme di altre persone di varie persone di altri partiti, e mi sembra di capire che oggi i cittadini stiano seguendo questo governo con un’attenzione che non hanno usato nei governi precedenti, dai quali evidentemente si sono sentiti traditi, in qualche modo, non credo di sbagliare dicendolo. Perché poi le elezioni hanno dimostrato tutt’altro”.

APERTA INDAGINE SU MARIO DRAGHI: SI INCONTRAVA CON ASSOCIAZIONI SEGRETE! GUARDATE E DIFFONDETE!

Il Mediatore europeo ha aperto una inchiesta su Mario Draghi. Su sollecitazione di Corporate Europe Observatory (l’ONG che si occupa di monitorare le grandi lobby e i conflitti di interesse) è finita sotto torchio l’adesione del Presidente della BCE e il coinvolgimento di alti funzionari dell’Istituto al Gruppo dei Trenta, un gruppo internazionale privato avvolto da assoluta segretezza e opacità che si occupa di questioni economiche, monetarie e finanziarie. Secondo le accuse, la partecipazione di Draghi a questo gruppo mina i requisiti di indipendenza, reputazione e integrità della BCE.
Tra le fila del gruppo dei Trenta vi sono soprattutto le grandi banche di investimento, come JP Morgan, Goldman Sachs, Credit Suisse, Morgan Stanley, Deutsche Bank, Santander, UBS, e anche i fondi che speculano sui crediti deteriorati come Blackrock (qui la lista dei membri) In particolare, il forum si è occupato di individuare le riforme per mettere in sicurezza il sistema bancario e finanziario che ci ha trascinato nella crisi più profonda della storia recente.
La BCE minimizza e in una nota difende Draghi e i suoi funzionari dicendo che partecipano solo per “approfondire la conoscenza delle questioni economiche e finanziarie internazionali” e di non“influenzare il processo decisionale”.

Ma tutta la verità sta venendo a galla. Dietro alla mancata riforma della finanza globale, dietro al ritorno della speculazione finanziaria e al consolidamento delle grandi banche di investimento too-big-to-fail (anziché lo smantellamento che era stato promesso), c’è un enorme “regulatory capture”, ovvero quel fenomeno per cui le grandi banche private e la lobby finanziaria influenzano, secondo i propri interessi privati, gli orientamenti dei regolatori e frenano ogni tentativo di riforma. Siamo dentro un gigantesco conflitto di interessi tra regolatori e banche private che viene naturalmente coltivato e alimentato proprio grazie alla costante interazione degli appuntamenti informali e alla pericolosa contiguità dei controllori con i vigilanti.
Non possiamo quindi stupirci se la riforma della finanza realizzata in questi anni sia molto lontana da quanto era stato promessa dopo lo scoppio della crisi. Nessuna azione contro le mega-banche (la proposta di separazione bancaria è stata addirittura ritirata con il favore della BCE), nessuna misura efficace contro l’eccessiva accumulazione di rischi finanziari, le pericolose interconnessioni nel settore bancario, o contro il rischio sistemico legato alla crescita del sistema bancario ombra che minaccia la stabilità del sistema finanziario globale.
Si è andati invece nella direzione opposta.Le pressioni della vigilanza si sono concentrate in modo asfissiante sul rischio di credito e sul modello più sano e stabile di banca, quello delle banche tradizionali e territoriali concentrate sul finanziamento dell’economia reale. Un approccio che contribuisce all’obiettivo, dichiarato più volte dalla BCE: favorire il processo di consolidamento bancario, ovvero meno banche e più grandi. La BCE sta da tempo incoraggiando le fusioni bancarie e le svendite in massa dei crediti deteriorati a vantaggio dei fondi speculativi. Difficile non sentire l’odore di conflitto di interessi e non vedere dietro queste decisioni l’esigenza di accomodare aspettative e esigenze della potente lobby finanziaria.

QUALCUNO SI SARA’ CHIESTO: MA QUESTO MICCICHE’ E’ LO STESSO CHE SI FACEVA PORTARE LA COCAINA DIRETTAMENTE AL MINISTERO DOVE LUI ERA SOTTOSEGRETARIO? BEH, LA RISPOSTA E’ SI…



“Io non ti auguro un’indagine per sequestro di persona. Ti auguro di riuscire a provare vergogna”, inizia così il post che Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea Regionale siciliana, dedica al ministro Salvini sul caso Diciotti. Un messaggio molto forte che termina così: “Salvini, fattene una ragione, non sei razzista: sei solo stronzo”. QUALCUNO SI SARA’ CHIESTO: MA QUESTO MICCICHE’ E’ LO STESSO CHE SI FACEVA PORTARE LA COCAINA DIRETTAMENTE AL MINISTERO DOVE LUI ERA SOTTOSEGRETARIO? BEH, LA RISPOSTA E’ SI… ROMA – Poche righe scritte con lo stile burocratico delle carte giudiziarie per dire che la persona alla quale Alessandro Martello aveva consegnato la cocaina al ministero delle Finanze dovrebbe essere il viceministro Gianfranco Miccichè. Lo testimoniano anche le intercettazioni telefoniche. I carabinieri non hanno dubbi: quel giorno nel palazzo di via XX settembre il collaboratore nella campagna elettorale siciliana di Forza Italia, il “conoscente” (come lo ha sempre e solo definito Miccichè), l’uomo che entrava e usciva senza che nessuno lo fermasse stava portando droga al viceministro. Ecco le parole dell’informativa consegnata alla procura della Repubblica di Roma: “Circa l’individuazione della persona alla quale Alessandro Martello ha consegnato la cocaina, l’attività informativa posta in essere ha permesso di ipotizzare che questi possa identificarsi verosimilmente in Gianfranco Miccichè, nato il primo aprile del 1954, sottosegretario di Stato all’Economia e finanze. Comunque anche questa volta la consegna è avvenuta all’interno di un edificio e quindi si è stati impossibilitati ad assistere alla cessione”. Un’ipotesi che secondo gli investigatori sarebbe suffragata da un’intercettazione di un colloquio telefonico tra Luca Antinori e Massimo Galletti, due delle persone arrestate, che “è intercorso subito dopo che quest’ultimo ha consegnato la droga, che Antinori ha poi portato direttamente a Martello”. Nella conversazione riportata Antinori, facendo riferimento alla consegna fa un riferimento al “viceministro”. Miccichè, in un’intervista al Tg2, si è difeso attaccando: “Sicuramente all’interno di qualche organo di polizia c’è qualche persona deviata che sta puntando a ottenere risultati diversi da quelli che il suo contratto d’onore con l’Arma gli aveva fatto prendere”. Nella deposizione spontanea resa di fronte ai magistrati da Miccichè “non c’è stato assolutamente alcun riferimento” all’informativa, precisa lo stesso viceministro. “La procura, nell’ordinanza di custodia che aveva fatto per le persone implicate non aveva fatto praticamente riferimenti precisi proprio perché non li riteneva verosimili. Il comportamento della procura -osserva – mi sembra molto corretto”. Eppure i verbali dei carabinieri raccontano un’altra storia: “La conferma dell’avvenuta vendita di un congruo quantitativo di cocaina (verosimilmente 20 grammi), con il successivo passaggio alla “personalità”, si ha alle ore 22 e 27, dello stesso giorno quando Antinori cerca di contattare Martello che è però irreperibile”. Antinori cerca Martello per avere notizie sulla riscossione dei soldi della vendita. Una ricerca spasmodica che è dimostrata anche dal messaggio che Luca Antinori lascia sulla segreteria telefonica di Martello: “Alessà hai superato i limiti. Te li porto a casa e lui te sfonna il c… a te e agli amici tua!!!” I carabinieri spiegano: “Antinori è evidentemente preoccupato del fatto che, a sua volta, dovrà procedere in tempi ristretti al pagamento della partita di cocaina verso i suoi fornitori, che non ammettono evidentemente ritardi”. E in un altro messaggio, lasciato sempre sulla segreteria telefonica di Martello, sollecita: “Bisogna dare i soldi a quello che è incazzato!”. Il giorno successivo, i carabinieri annotano: “Molto probabilmente il pagamento da parte di Martello, nelle mani di Antinori, è avvenuto il giorno dopo…in un bar sito in piazza Campo dè Fiori…” Nel corso di un’altra conversazione intercettata tra Antinori e Martello del 12 aprile si torna a parlare del “capo” del giovane palermitano. Miccichè ha sempre ribadito che non ci sono rapporti professionali tra lui e Martello. Quest’ultimo risponde: “Non lo so perché e partito, sta a Palermo (la città di Miccichè ndr), infatti i soldi li ho dovuti mettere io”. I carabinieri commentano: “Si chiarisce, in tale dialogo, che la droga era destinata al ‘capo’ di Alessandro Martello. Si percepisce altresì che tale superiore in quei giorni si trova a Palermo e che il denaro è stato anticipato, per lui, dallo stesso Martello”. E ancora: “Il fatto che il giorno 10 aprile 2002 Martello è stato visto entrare all’interno del ministero dell’Economia e delle Finanze senza essere in alcun modo fermato per l’identificazione da parte del personale di servizio preposto, fa dedurre che in quel luogo questi è conosciuto”.

MASTELLA E IL VITALIZIO: “HO 3 FIGLI E 6 NIPOTI, SE ME LO TOLGONO VADO ALLA CARITAS”


“Ho rifiutato l’indennità da sindaco. I soldi che mi toccano come primo cittadino, che sono 4mila euro al mese, li do per un fondo a favore della povera gente”. Così Clemente Mastella, ai microfoni di ‘La Zanzara’, la trasmissione radiofonica di Radio24, ha commentato la sua elezione a sindaco di Benevento, sostenuta dal centrodestra e ottenuta con il 63% dei voti. “De Magistris quei soldi se li piglia – chiosa Mastella – Se ho 10 mila euro di vitalizio? Ho 6 nipoti, 3 figli, di cui una ragazza adottiva, mi volete togliere pure quelli? Così chiedo l’elemosina, vado alla Caritas pure io. Taglieranno i vitalizi? Se li tagliano, li tagliano”.*
fonte : http://ilgiorno.altervista.org/mastella-vitalizio-3-figli-6-nipoti-lo-tolgono-vado-alla-caritas/

DI MAIO : "IL VETO DI BILANCIO RESTA! QUESTI DELLA UE INTERESSANO SOLO I SOLDI, PER ITALIA NIENTE SOLIDARIETÀ PER AIUTO MIGRANTI"



Di Maio: il veto al Bilancio UE resta, si muovono solo sui soldi, ipocriti
“La nostra posizione sul veto al bilancio Ue resta”. Lo ha detto il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a margine di una missione in Egitto.
“Il commissario Oettinger continua a esternare ogni giorno, da quando gli abbiamo detto che non gli diamo i soldi – ha proseguito – non li abbiamo sentiti quando gli abbiamo chiesto una mano sull’immigrazione. Questo conferma che l’unica cosa che capisce l’Unione europea è quando cominci a togliergli i soldi.
Se poi nei prossimi giorni vorranno di nuovo riscoprire lo spirito di solidarietà con cui è stata fondata l’Ue allora forse ne parliamo. Per ora posso dire che le dichiarazioni di questi giorni sono ancora più ipocrite, perché non le avevamo sentite tutti i giorni della crisi Diciotti”.


Notiza vergognosa vitalizi, ecco il lungo elenco aggiornato di ex senatori e deputati che ricevono il vitalizio! Guarda i diffondi


Dagli avvocati ai giornalisti, dagli accademici agli imprenditori. In buona compagnia di magistrati, banchieri e sindacalisti. Oltre, ovviamente, ai politici e alle vecchie glorie della Prima e dellaSeconda RepubblicaMa negli elenchi dei vitalizi, aggiornati ad ottobre 2016, non mancano neppure nomi noti del cinema, dello spettacolo e della cultura. Un esercito, quello del privilegio più odiato e invidiato dagli italiani, che conta nei suoi ranghi oltre duemila ex parlamentari. E non è tutto. Perché in molti casi il ricco assegno a carico del contribuente finisce per cumularsi anche con altri trattamenti previdenziali.
La lista dei rottamati è lunga. E non risparmia neppure big e pezzi da novanta della politica italiana. Come l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, l’unico uomo capace di battere per due volte Silvio Berlusconi alle elezioni politiche. Tra i redditi del professore figurano i 2.996 euro netti al mese di vitalizio parlamentare. Certo, un assegno di tutto rispetto, ma ben poca cosa rispetto, ad esempio, ai 6.939 incassati dall’attuale sindaco di Benevento Clemente Mastella. Che proprio nel governo guidato dallo stesso Prodi ha occupato il ministero (pesante) della Gustizia. Non scherzano neppure i post comunisti. Dall’ex sindaco di Torino e segretario dei Ds Piero Fassino (5.296 euro) a Massimo D’Alema (5.523), già leader del Pds prima e dei Ds poi, primo ed unico esponente del vecchio Partito comunista italiano a ricoprire la carica di presidente del Consiglio. Completa la terna l’ex primo cittadino di Roma e fondatore del Pd Walter Veltroni (5.504). Nel centrosinistra si collocano pure un altro sindaco della Capitale del carico di Francesco Rutelli (6.408), convertitosi, sulla via dei Radicali, al culto della Margherita, partito confluito nel Pd. Quasi dei ‘dilettanti’ al cospetto dei 10.131 euro al mese che l’ex An e Dc Publio Fiori ha maturato nella sua lunga carriera parlamentare. Tra i volti noti della politica ci sono poi l’ultimo segretario del Partito popolare Pierluigi Castagnetti, (5.171) e l’ex ministro della Difesa e leader del dissolto partito de I Democratici Arturo Parisi (4.814). Ma anche l’ex sindaco di Catania e ministro dell’Interno Enzo Bianco (5.601) e il presidente emerito del Senato Nicola Mancino (6.939 euro). L’ex presidente del Consiglio Lamberto Dini si è assicurato un gruzzolo di 4.756 euro. Mentre il magistrato simbolo di Mani Pulite, fondatore e leader fino a qualche anno fa dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, deve accontentarsi, si fa per dire, di 4.002 euro. Nelle file della sinistra, non passano inosservati gli assegni dell’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, che può godersi un’agiata pensione grazie all’assegno da 4.852 euro. Lo supera di misura l’ex compagno Nichi Vendola, già governatore della Puglia, che ha messo insieme un mensile da 4.985 euro. Sul fronte opposto, un altro ex presidente di Montecitorio, l’ex An Gianfranco Fini (5.882). Con un altro ex missino del calibro di Gianni Alemanno (4.313), predecessore di Ignazio Marino alla guida del Campidoglio nei panni di sindaco della Capitale. Nel grande ‘partito’ del vitalizio c’è spazio anche per le donne. Dalla radicale doc Emma Bonino(6.715), alla pluriministra e prima cittadina di Napoli, Rosa Russo Jervolino (5.588) A colorare un po’ di verde gli elenchi del privilegio, ci pensano invece i leghisti Francesco Speroni (4.581) e il collega Giancarlo Pagliarini (5.011), entrambi ministri dei governi Berlusconi.

Prestati al mondo della politica, anche volti noti del mondo dello spettacolo. Come il cantante Gino Paoli (2.140), la ex pornostar Ilona Staller (2.231) e l’attrice Ombretta Colli (3.460). Altri arrivano, invece, dalla militanza sindacale. E’ il caso, tra gli altri, dell’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco (4.581), e degli ex segretari generali della Cisl Franco Marini (6.457), già presidente del Senato, Sergio D’Antoni (3.870) e Pierre Carniti (2.381). Persino i banchieri sono degnamente rappresentati: dall’attuale presidente dell’Abi Antonio Patuelli (3.011) e Nerio Nesi (2.984), già presidente della Bnl. Per non parlare dei magistrati: negli elenchi di Camera e Senato spiccano i nomi dell’ex ministro Enrico Ferri (2.139), Ferdinando Imposimato (4.581) e Giuseppe Ayala (5.692). Direttamente dalla cattedra universitaria arrivano invece Alberto Asor Rosa (2.123), Domenico Fisichella (5.692), Nicolò Lipari (3.408) e l’ex ministro Tiziano Treu (4.984).C’è persino chi ha deciso di appendere la penna al chiodo per intraprendere la strada della politica. Come i giornalisti Eugenio Scalfari (2.269), Jas Gawronski (2.381), Demetrio Volcic (2.934), Fabrizio Del Noce (2.962), Beppe Giulietti (5.303) e Fiamma Nirensztejn (1.604). L’ex presidente del Coni, Mario Pescante (3.891) e il fuoriclasse della Nazionale italiana Gianni Rivera (5.205) aggiungono al calderone dei vitalizi anche una nota di sport.
Ecco i vitalizi pagati dalla Camera dei deputati con gli importi mensili. Nel primo elenco sono riportati gli assegni liquidati con il vecchio sistema di calcolo. Il secondo elenco comprende invece i vitalizi maturati dai parlamentari in carica anche dopo il gennaio del 2012 e calcolati per il periodo successivo con il nuovo sistema introdotto con la riforma voluta dai vertici di Montecitorio.

CONTRO LA CORRUZIONE NON CI SONO MEZZE MISURE, E' LA STESSA COSA DELLA MAFIA...



Abbiamo spesso sostenuto che mafia e corruzione siano due facce della stessa medaglia. Ma non per una nostra convinzione personale. Le inchieste degli ultimi anni hanno mostrato come la corruzione sia sempre più il collante delle organizzazioni criminali, in luogo, ad esempio, del traffico di droga o altri ambiti criminali.
A seguito delle terribili stragi del 1992, lo Stato seppe dotarsi di strumenti investigativi e sanzionatori capaci di avviare la più grande stagione di lotta alla mafia dai tempi del prefetto Mori. Ecco, proprio come allora, oggi vogliamo che lo Stato dimostri di essere in grado di affrontare i suoi più grandi mali.
Come potete vedere in questo video, nel maggio del 2015, dai banchi dell’opposizione, affermavo che “siamo di fronte a un fenomeno di portata così elevata e ampia da non poterci permettere più mezze misure. E continuiamo a ribadire che chi non è assolutamente contro la corruzione, finisce con l’esserne complice”.
Ci hanno sempre raccontato che quando vai al governo non puoi fare le cose che sostenevi dall’opposizione. Proveremo che è vero il contrario: restiamo coerenti con quanto abbiamo sempre detto e lo dimostreremo.
Il grande male d’Italia oggi si chiama corruzione e non ci possiamo più permettere mezze misure.

TAGLIAMO LE GAMBE A CHI INGRASSA SULL'ACCOGLIENZA, ADESSO E ANCHE IL TURNO DELLE COOP E DEI LORO GUADAGNI...



Esulta Matteo Salvini, dopo la decisione della Spagna di accogliere i 629 migranti a bordo della Aquarius. Migranti che, secondo le Ong, sono allo stremo. Il premier Sanchez ha dato la disponibilità di Valencia per «ragioni umanitarie».. «Vittoria. 629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna. Primo obiettivo raggiunto – dice Salvini – evidentemente alzare garbatamente la voce paga, cosa che il governo italiano non faceva da tempo immemore. Abbiamo aperto un fronte di discussione a livello continentale, sicuramente non si chiude oggi la partita ma è un primo importante segnale che l’Italia non può sostenere questo peso da solo». Governo compatto. Sulla vicenda della Aquarius «il governo è rimasto sempre compatto, alla faccia di chi trovava spaccature tra Lega e Cinquestelle». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una conferenza stampa nella sede della Lega a Milano. Aquarius solo primo caso. «Poco cambia che la nave si chiami Aquarius o Sea Watch 3: vogliamo porre fine a questo traffico di esseri umani. E dunque come abbiamo sollevato problema per Aquarius lo faremo per tutte le altre navi». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini sottolineando che la soluzione della vicenda Acquarius «non è la fine di nulla»: «mi risulta che una nave di una Ong olandese si trovi a 28 miglia dalla Libia in attesa del suo ricco carico di esseri umani. Noi continueremo con la linea del buonsenso e della condivisione». Tagliare la spesa di 35 euro a migrante. «Stiamo lavorando come Ministero dell’Interno, siamo lì da 9 giorni e cerchiamo di recuperare anni di dormite altrui. Uno dei fronti è quello dei costi che gli italiani devono sostenere per esercito di finti profughi. Stiamo lavorando sulla cifra 35 euro» per ogni migrante, «voglio che rientri nella media europea, perché tutti i paese europei spendono di meno,e anche noi vogliamo spendere di meno. Sono curioso di vedere se tutti queste cooperative, questi solidali con meno di 35 euro continueranno a esserlo». Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.


ROBERTO FICO: DOBBIAMO ELIMINARE LA MAFIA, E' QUESTO IL PROBLEMA PRINCIPALE DELL'ITALIA...



Dichiarazioni del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, a margine di una visita a un bene confiscato alla criminalità ad Afragola, in provincia di Napoli.

ECCO IL VIDEO

giovedì 30 agosto 2018

DI CONSIP NON SI PARLA PIÙ? DI UNO SCANDALO DA 2,7 MILIARDI DI EURO!? GUARDATELO E DIFFONDETELO OVUNQUE!




Un dossier che potrebbe mandare in galera Matteo Renzi. Ipotesi estrema, ma non campata in aria perché la querela di decine di pagine presentata da Luigi Di Maio alla Procura di Napoli sui presunti appalti facili finiti all'imprenditore Massimo Pessina dopo l'acquisto del quotidiano del Pd L'Unità, sottolineava il Giornale, si basa su accuse pesantissime che chiamano in causa direttamente l'ex premier e segretario democratico.
Il premier del Movimento 5 Stelle individua reati come istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Il conto se accolte? Una decina di anni di carcere. La "segnalazione" di Di Maio rientra nell'inchiesta napoletana (e romana) sull'imprenditore Alfredo Romeo e Consip (con Tiziano Renzi, padre di Matteo, formalmente indagato insieme all'attuale ministro dello Sport ed ex sottosegretario Luca Lotti), ed è stata girata anche all'Anac del commissario Cantone. 
QUELLO CHE CON 15000 EURO IN BANCA STACCA 4 ASSEGNI DA 100MILA EURO PER COMPRARE UNA VILLA DA 1,3 MILIONI...
La «figuraccia dei Rolex» si consumò sul finire del 2015, nel corso di una visita di stato in Arabia Saudita, dove la nostra delegazione fu protagonista di un increscioso incidente. Si scatenò allora una lite furente tra i nostri rappresentanti, perché i sauditi avevano regalato a ciascun ospite un prezioso orologio, ma orologi diversi e di diverso valore.
VILLONE DA 1,3 MILIONI
RENZI ER CAZZARO! il 18 gennaio annunciava al mondo: “ho 15.859 euro nel conto corrente” però ha appena staccato 4 assegni da 100.000 euro l'uno come anticipo per una super villa in via Tacca, in uno dei posti più belli di Firenze
Siamo andati a vedere dove si trova la lussuosa casa per cui l'ex premier, come vi abbiamo raccontato, ha staccato quattro assegni da 100.000 euro l'uno come anticipo. Pagherà i restanti 900.000 con un mutuo (il quarto).
Leggi l'inchiesta di Giacomo Amadori
RENZI A MATRIX: ECCO IL MIO CONTO CORRENTE 15859 euro...La Verità: ‘#Renzi piange miseria ma si fa la villa da 1,3 milioni’
“Il 13 giugno scorso, Matteo Renzi, nello studio fiorentino del notaio Michele Santoro, ha firmato, insieme con la moglie Agnese Landini, un preliminare d’ acquisto per una villa situata in via Tacca”.
Lo scrivono Giacomo Amadori e Giorgio Gandola su La Verità in un articolo intitolato “Renzi piange miseria ma si fa la villa da 1,3 milioni“.
Via Tacca, spiega il giornalista, è “una delle più prestigiose strade di Firenze, immersa nella natura dei colli cittadini, a due passi dal belvedere di piazzale Michelangelo”.

P3 tutti condannati, fu un'associazione segreta! GUARDATE E DIFFONDETE!



La P3 fu un’associazione segreta“. La prima verità processuale sulla loggia è arrivata da Roma, dove al termine del procedimento di primo grado i giudici della IX. sezione penale hanno condannato a sei anni e sei mesi il faccendiere Flavio Carboni l’uomo d’affari condannato per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, e imputato ma assolto per l’omicidio del banchiere – e a quattro anni e nove mesi Arcangelo Martino. L’ex senatore di Forza Italia Denis Verdini, invece, è stato assolto dall’accusa di far parte dell’associazione, ma condannato a un anno e tre mesi (e a pagare una multa di 600mila euro) per il solo finanziamento illecito al partito, per lui la procura aveva chiesto una pena a 4 anni.
Otto condanne per violazione legge Anselmi e altri reati
In tutto sono state otto le condanne. Per i reati non legati all’associazione per delinquere condannato a 10 mesi per diffamazione e violenza privata per l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. Inflitti due anni all’ex presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, per il reato di abuso d’ufficio. Per le altre posizioni i giudici hanno riconosciuto una serie di prescrizioni tra cui quella dell’ex governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci. Diciotto, invece, le persone finite a processo nel 2013. Il procuratore aggiunto Rodolfo Sabellie il pm Mario Palazzi avevano chiesto diciotto condanne, tra le quali quella a nove anni e sei mesi di carcere per Carboni, quattro anni per Verdini, otto per Martino e otto anche per l’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi, deceduto la scorsa settimana. Erano loro, secondo gli inquirenti, i principali artefici dell’associazione segreta costituita in violazione della Legge Anselmi.
La maggior parte dei reati prescritti
Al gruppo veniva attribuita “la realizzazione di una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento dei partiti, diffamazione e violenze private”. Ma la maggior parte dei reati in questione sono oggi prescritti. Obiettivo della P3, secondo le accuse, era quello, “di condizionare il funzionamento degli organi costituzionali, nonché di apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali, con l’obiettivo di rafforzare sia la propria capacità di penetrazione negli apparati medesimi mediante il collocamento, in posizioni di rilievo, di persone a sé gradite, sia il proprio potere di influenza, sia la propria forza economico finanziaria”. Tra i presunti promotori del gruppo anche l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri il cui procedimento venne stralciato ed è ancora in corso.
Nella sentenza che ha riconosciuto l’esistenza di una associazione a delinquere con violazione della legge Anselmi sulle società segrete, i giudici, nel filone che riguardava l’eolico in Sardegna, hanno condannato per corruzione l’ex presidente Arpa Sardegna, Ignazio Farris ad un anno e dieci mesi. Stessa condanna per il presidente del consorzio Tea, Pinello Cossu. Nell’ambito del filone sulla diffamazione all’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, condannato a 10 mesi l’ex assessore regionale e sindaco di Pontecagnano Ernesto Sica. Per lui e l’ex sottosegretario Nicola Cosentino i giudici hanno disposto un risarcimento simbolico in favore di Caldoro, che si era costituito parte civile, di un euro. Accuse cadute, sia per prescrizione che per assoluzione piena, nei confronti dell’ex coordinatore toscano di Forza Italia Massimo Parisi e del direttore Unicredit di Iglesias Stefano Porcu..


Salvini, con M5S lavoriamo bene, stiamo facendo di tutto per migliorare questo paese per gli Italiani...



(ANSA) - ROMA, 30 AGO - "Stiamo lavorando bene, sono contento di questi quasi tre mesi di attività di Governo". Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini parlando a Venezia del rapporto con i ministri del M5S.

MARIO GIORDANO MASSACRA CAZZOLA SENATORE CAZZOLA DA DEI FASCISTI AL M5S E ALLA LEGA ! IL GOVERNO VUOLE SOLAMENTE CHE I MIGRANTI VENGANO RIDISTRIBUITI IN MANIERA EQUA IN TUTTA EUROPA.

                                         
                               
                                                                                             

Immigrazione Ok della Camera al Dl motovedette, 382 sì: la Camera dei deputati, dopo il Senato, dà il via libera al Dl motovedette con 382 sì. Il provvedimento è legge.
PD conferma ancora una volta che del nostro Paese non gli importa nulla.
Oggi alla Camera non vota il Dl Motovedette che incrementa la capacità operativa delle autorità costiere libiche. Assurdo!
BRAVO #GIORDANO
Dopo che 100 migranti della nave Diciotti, sono arrivati al centro di spiritualità "Mondo Migliore", la struttura di Rocca di Papa dove dentro sono già ospitati 350 richiedenti asilo, un centinaio di persone divise in due fazioni, da un lato un gruppo di persone con cartelli con scritto «welcome» rivolti ai rifugiati in arrivo, dall’altra militanti di CasaPound, tra cui il consigliere al Municipio X di Roma Luca Marsella e Davide Di Stefano, fratello del leader nazionale della formazione di estrema destra, si sono fronteggiati tra un cordone di polizia. Intato nello studio di In Onda su La7, il giuslavorista Giuliano Cazzola, mena fendenti contro il ministro dell'interno Salvini - "Mi sono vergognato di avere un ministro come lui, tra i fascisti di ieri e i fascisti di oggi" - Pronta la replica di Mario Giordano, il quale ricorda all'ex forzista che la maggioranza degli italiani sono con Salvini - "Mi sono svegliato in un paese fascista" - insulta Cazzola. Una frase che si sarebbe potuta risparmiare perchè indirizzata a tutto il paese - "No, è un paese esasperato" - ribatte il giornalista in un crescendo di nervosismo da parte di entrambi - "C'hanno fatto i soldi con i migranti"
I migranti oggi sono puro business
Abbiamo 7.500 centri di accoglienza temporanea (Cas), 15 centri governativi (exCara), 652 centri Sprar, 4 hot spot. Oggi ospitano complessivamente 183.000 migranti. Quando non bastano si invoca l’aiuto delle parrocchie, e si allestiscono tende. Sta di fatto che sempre più spesso li vedi dormire nei sottopassi, sotto i portici, nelle stazioni. La gestione è affidata dai prefetti a consorzi, cooperative, associazioni.Sono pagati per fare corsi di lingua, ma li fanno in tre; corsi di formazione che sono perlopiù sulla carta; di educazione alle regole europee invece se ne parla solo. Cosa «integri» se non capisci la lingua? Salvo rarissime eccezioni, gli immigrati sono puro business privato. Il risultato è che finiscono nel giro di caporalato, nei parcheggi o per strada a vendere calzini, o, peggio, nel giro dello spaccio. È un fenomeno ormai strutturale che non è gestito, e per farlo lo Stato deve prendersi in mano l’intera filiera dell’accoglienza, e utilizzare le associazioni solo per un lavoro di supporto.

IMPORTANTISSIMA NOTIZIA DIFFUSA POCO FA': ECCO COSA HA DECISO IL GOVERNO CONTE DECISIONE TOSTA...



“Oggi a Vienna, al vertice informale dei ministri della Difesa Ue, porterò a nome del governo italiano una proposta di modifica delle regole della missione Sophia che riguarda il porto di sbarco”.
Lo scrive il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in un post per il Blog delle Stelle.
“Come?” spiega “attraverso l’introduzione di un meccanismo di rotazione dei porti, perché non può essere più solo il nostro Paese a farsi carico di un’emergenza che chiama in causa tutta l’Unione Europea. E istituendo un’Unità di coordinamento assimilata a Frontex, che si occuperà proprio di assegnare il porto al Paese competente ogni qualvolta una nave della missione Sophia presterà soccorso in mare”.
“Abbiamo le idee chiare e le stiamo portando sui tavoli europei. Ora la palla passerà all’Ue: accettando la nostra proposta avrà l’occasione di mostrarsi una vera comunità, di valori e di intenti; rifiutandola, negherà i suoi stessi principi fondamentali,” conclude l’intervento del ministro.
In un post pubblicato su Facebook, Trenta ha annunciato che in giornata terrà una diretta per aggiornare i cittadini sulla proposta italiana per modificare le regole della missione.
“Chi ci ha preceduto” si legge nel post pubblicato oggi sul social network dal ministro Trenta – aveva fatto in modo che tutti i migranti soccorsi dalle navi Ue nel Mediterraneo venissero portati in Italia. Un principio che noi consideriamo inaccettabile e che vogliamo rivedere, introducendo un meccanismo di rotazione dei porti, perché non può essere più solo l’Italia a farsi carico di un’emergenza che chiama in causa tutta l’Unione Europea”.


.

VERGOGNOSO NUOVI ATTACCHI A SALVINI E AL GOVERNO M5S-LEGA! GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE QUESTO SCHIFO TUTTI DEVONO SAPERE!



Ogni giorno ne spunta una nuova. Parliamo delle accuse nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Salvini in merito al caso della nave Diciotti.
Al momento il leghista è accusato di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, insieme al suo capogabinetto. Ma secondo le ultime indiscrezioni, la procura di Agrigento ipotizza anche il reato di sequestro di persona a scopo di coazione, in quanto secondo i magistrati il titolare del Viminale avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull'Unione Europea in direzione della ridistribuzione dei migranti.
Ma non finisce qui. Tra le ipotesi di reato c'è anche l'omissione d'atti di ufficio poiché avrebbe ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico. Il procuratore Luigi Patronaggio sta effettuando ulteriori accertamenti e verifiche anche per quanto riguarda l'identificazione e la tutela dei diritti delle persone offese e per problemi di carattere tecnico-giuridico. L'intenzione è assicurare ai migranti che erano a bordo della Diciotti la la piena tutela legale e la possibilità di costituirsi in giudizio contro il ministro dell'Interno. Domani dovrebbero arrivare gli atti dell'inchiesta alla procura di Palermo. Gli uffici diretti da Francesco Lo Voi avranno 15 giorni per inviare tutto al Tribunale di ministri che avvierà la sua istruttoria decidendo entro 90 giorni (più eventuali sessanta) se archiviare o trasmettere nuovamente le carte al procuratore della Repubblica che dovrà inoltrare l'autorizzazione a procedere al Senato.
Intanto, è arrivata anche la risposta del ministro Matteo Salvini. Intervenendo a Venezia insieme al governatore Luca Zaia in occasione della firma del Protocollo di Legalità per la realizzazione della Superstrada Pedemontana veneta, ha commentato: "Oggi ho scoperto che ho altri due capi di imputazione, però per me sono medaglie".

VITTORIA DEL GOVERNO: LE BANCHE CANCELLANO I MUTUI DELLE CASE NON PIU' ABITABILI...



GENOVA - Le pressioni del governo iniziano a portare i primi frutti. Il gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di avviare una serie di interventi per venire incontro alla situazione di emergenza creatasi in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova. In particolare, la banca ha deciso di procedere con la remissione unilaterale dei mutui prima casa a favore di tutti coloro che si trovano a pagare un finanziamento per un immobile sito nella 'zona rossa' che verrà dichiarato inagibile e non più abitabile oppure abbattuto. A tale scopo, si legge in una nota, «è stato stanziato un plafond di 4,5 milioni di euro. A tale importo, si aggiunge l'attivazione della moratoria dei finanziamenti che prevede la sospensione di 12 mesi gratuita e volontaria dei finanziamenti a privati ed imprese». Il gruppo ha inoltre messo a disposizione di famiglie e imprese un plafond di 50 milioni di euro di finanziamenti dedicati alla ricostruzione e al ripristino delle strutture danneggiate: abitazioni, negozi, uffici, laboratori artigiani e aziende.
I risarcimenti
Non solo. Tutti i minori di età che nell'evento hanno perso uno o entrambi i genitori beneficeranno di una polizza vincolata fino al raggiungimento della maggiore età che prevede un capitale garantito di 100.000 euro nel caso di perdita di un genitore e di 200.000 euro se sono mancati entrambi i genitori. Inoltre, il capitale garantito verrà incrementato del 50% nel caso in cui il ragazzo completerà il percorso di studi fino al conseguimento della laurea, coerentemente fino a un massimo di 300.000 euro. Infine, sono state previste agevolazioni su prodotti e servizi per i clienti e non, al fine di supportare gli stessi in questo difficile momento. «La nostra Banca è legata in maniera profonda alla città di Genova e alle persone colpite dal crollo del ponte Morandi», ha spiegato Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. «Abbiamo riflettuto su quale tipo di intervento potevamo compiere per aiutare in modo concreto e diretto le famiglie e le imprese che vivono e operano nella cosiddetta 'zona rossa'. Cancellare completamente il debito residuo e gli interessi del mutuo acceso sulla propria abitazione resa ormai inagibile ci è sembrato il gesto più efficace per coloro che rischiano di perdere la propria abitazione. Noi siamo una banca e possiamo solo fare la banca, ma con la responsabilità di chi si sente vicino alle famiglie e a chi fa impresa».
Abi: «Sospesi i pagamenti dei mutui»
Il Direttore generale dell'Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, rende noto che è stata decisa la sospensione del rimborso dei mutui collegati al tragico evento del ponte di Genova, fino al perdurare dello stato di emergenza. La decisione - informa l'Abi in un comunicato - è stata assunta sia in via autonoma da alcune banche sia in termini più generali attraverso una apposta ordinanza della Protezione civile del 20 agosto, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 22 agosto. L'ordinanza dà attuazione all'accordo stipulato da Abi, dalle Associazioni dei consumatori e dalla Protezione civile nel 2015 proprio per contribuire far fronte tempestivamente ad eventi calamitosi. Le banche possono valutare l'adozione di ulteriori misure per venire incontro alle esigenze dei cittadini colpiti dal drammatico evento.
Anche Deutsche Bank sospende le rate dei mutui
A seguito del crollo del ponte Morandi a Genova, i clienti di Deutsche Bank (individui e famiglie) avranno a disposizione, oltre alla possibilità di richiedere una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui, una cassetta di sicurezza a titolo gratuito per un anno presso uno degli sportelli di Genova. Deutsche Bank, spiega una nota, ha deciso così di fornire un proprio contributo per aiutare le persone colpite dalla tragedia.

mercoledì 29 agosto 2018

BOMA RAI: COLPO DI SCENA ECCO COSA STA SUCCEDENDO MOMENTO AGITATISSIMO...



Momento agitatissimo a Viale Mazzini. Secondo Dagospia, Marcello Foa sarebbe pronto a un passo indietro alla guida della Rai mentre scalderebbe i motori, per la presidenza, Fabrizio Del Noce. Matteo Salvini potrebbe "concedere" a Berlusconi un nome gradito, Del Noce, al vertice dell'azienda. Resta da capire quale sarà la reazione dei grillini...

Fonte: https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13372679/presidenza-rai--dagospia--fabrizio-del-noce-pronto-per-la-guida--.html

TRAVAGLIO: BERLUSCONI E' COMPLETAMENTE RINCOGLIONITO! CONDIVIDETE SE SIETE D'ACCORDO

TRAVAGLIO: BERLUSCONI E' COMPLETAMENTE RINCOGLIONITO! CONDIVIDETE SE SIETE D'ACCORDO



MILENA GABANELLI SUPERLATIVA! SPIEGA IL PROBLEMA MIGRANTI. ITALIA SOLA IN EUROPA CON QUESTO GRAVE PROBLEMA



Abbiamo 7.500 centri di accoglienza temporanea (Cas), 15 centri governativi (exCara), 652 centri Sprar, 4 hot spot. Oggi ospitano complessivamente 183.000 migranti. Quando non bastano si invoca l’aiuto delle parrocchie, e si allestiscono tende. Sta di fatto che sempre più spesso li vedi dormire nei sottopassi, sotto i portici, nelle stazioni. La gestione è affidata dai prefetti a consorzi, cooperative, associazioni.Sono pagati per fare corsi di lingua, ma li fanno in tre; corsi di formazione che sono perlopiù sulla carta; di educazione alle regole europee invece se ne parla solo. Cosa «integri» se non capisci la lingua? Salvo rarissime eccezioni, gli immigrati sono puro business privato. Il risultato è che finiscono nel giro di caporalato, nei parcheggi o per strada a vendere calzini, o, peggio, nel giro dello spaccio. È un fenomeno ormai strutturale che non è gestito, e per farlo lo Stato deve prendersi in mano l’intera filiera dell’accoglienza, e utilizzare le associazioni solo per un lavoro di supporto.

Anche Claudio Gentile sta con il MoVimento 5 Stelle per cambiare l Italia!



di Claudio Gentile
I media hanno riportato in maniera fuorviante alcune mie dichiarazioni. Non ho accettato la proposta di fare il Ministro dello Sport, non certo perché non mi ritrovo nelle posizioni del MoVimento 5 Stelle, ma perché sono uno sportivo e tale voglio restare. Molto umilmente penso di non essere la persona adatta per ricoprire quel ruolo.
Per quanto riguarda Luigi Di Maio, ho parlato con lui e l'ho trovato molto preparato e molto serio nello svolgimento del ruolo che ricopre e la sua proposta mi ha onorato. E' bello che si pensi a persone estranee alle logiche dei partiti e delle spartizioni delle poltrone e sono convinto che troveranno le persone adatte per i ruoli di governo.
Voterò MoVimento 5 Stelle e il motivo è semplice: penso che siano gli unici in grado di fermare la corruzione e far partire il cambiamento del Paese. Con il gioco di squadra ci riusciranno. Io nel mio piccolo spero di poter contribuire e ognuno di noi ha la possibilità di partecipare e scegliere il cambiamento. E' ora di partire in contropiede!

BECCHI UMILA PESANTEMENTE IL PM CHE ACCUSATO SALVINI, ECCO PERCHE E' RIDICOLO...GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!



Nessuno dei tre reati contestati dal pubblico ministero di Agrigento, Luigi Patronaggio, al vicepremier Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti ha fondamento giuridico. Sequestro di persona, arresto illegale e abuso d' ufficio: ecco le tre accuse smontate a una a una.
Il sequestro di persona è la contestazione più assurda. Presupposto previsto dall' art. 605 del codice penale è la privazione della libertà personale. In tal caso il ministro non ha assunto alcun atto che mirasse a tale privazione, bensì ha soltanto evitato lo sbarco dei migranti per ragioni di sicurezza nazionale ed ordine pubblico, ragioni che trovano fondamento nel Testo Unico di Pubblica Sicurezza e, nel caso specifico, nell' emergenza immigrazione cui l' Italia è sottoposta ormai da diversi anni. In tal caso, secondo alcune ricostruzioni apparse sui giornali in questi giorni, a Salvini verrebbe contestato il fatto che il cosiddetto "fermo" si sia protratto per oltre 48 ore.
Contestazione del tutto priva di fondamento. Il "fermo" è un atto tipico delle forze di pubblica sicurezza, sul quale esercita un controllo ed una decisione a posteriori il magistrato ordinario. Nel caso Diciotti, invece, Salvini non ha posto in essere alcun "fermo" in senso tecnico, il quale tra l' altro non sarebbe neppure di sua competenza. Altra falla che questo capo di imputazione presenta è data dal fatto che Catania potrebbe essere considerato non porto di approdo, ma di transito nel qual caso l' accusa di sequestro di persona cadrebbe completamente per mancanza dell' elemento oggettivo del reato.
Seconda contestazione, del tutto risibile, è l' arresto illegale.
Qui c' è poco da dire. Il ministro dell' interno non ha posto in essere alcun atto che determinasse l' arresto dei migranti. L' art.
606 del codice penale punisce infatti il pubblico ufficiale che procede ad un arresto abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni. Ma qui non c' è stato proprio nessun arresto. Del resto, i due reati (arresto e sequestro) sono incompatibili, in quanto l' uno esclude l' altro.
Infine l' abuso d' ufficio, un reato quasi impossibile da dimostrare in quanto i ministri - nell' esercizio delle loro funzioni - godono di ampio potere discrezionale proprio perché il loro operato risponde all' obbligo di dover fare l' interesse esclusivo della Nazione, esattamente come recita la formula del giuramento prevista dalla legge per il Presidente del Consiglio e per i ministri. L' autorità giudiziaria, visto anche il principio della separazione tra i poteri dello Stato, non ha alcuna competenza nel determinare se una scelta di un ministro sia o meno conforme all' interesse nazionale.
LE COMPETENZE
Insomma, siamo di fronte ad un conflitto tra norme penali e norme amministrative. Da un lato il codice penale e dall' altro - in primis - il Testo Unico di Pubblica Sicurezza, da un lato l' agire comune e dall' altro l' agire del ministro dell' Interno che ha il compito di garantire l' ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Il problema si risolve facilmente. Il vicepremier Salvini ha agito in qualità di ministro della Repubblica, quindi dovrà rispondere di "reati ministeriali" e non di "reati comuni". I reati ministeriali sono definiti tali in quanto giudicati dal Tribunale dei Ministri, cioè da quella sezione specializzata della magistratura ordinaria che giudica il Presidente del Consiglio e i ministri per i reati commessi nell' esercizio delle loro funzioni, quindi la decisione non potrà che tenere conto del conflitto tra norme di cui si diceva sopra. Conflitto che determina l' estraneità del ministro Salvini ai reati che gli sono contestati in quanto ha agito sia per la tutela dell' ordine pubblico che per conseguire l' interesse esclusivo della Nazione, questioni - tutte - sulle quali nessun Tribunale ha competenza a giudicare.
COORDINAZIONE
Una cosa è però certa. La magistratura sta cercando di fermare il processo democratico del Paese. C' è, a nostro avviso, una coordinazione tra le dichiarazioni di Fico e il successivo intervento della magistratura. Si voleva far cadere questo governo, spaccando il M5s, per sostituirlo con un governo di "sinistrati" con l' appoggio di una frangia consistente di parlamentari pentastellati, ma non si sono fatti bene i conti e il colpo di mano è fallito. Vedrete, il caso ora verrà archiviato. L' obbiettivo era politico: far saltare il governo. Nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica la magistratura intervenne col sostegno popolare. Nel passaggio dalla Seconda alla Terza lo sta facendo contro il volere del popolo. La differenza non è da poco. Il caso verrà archiviato, perché è fallito l' obbiettivo politico che si intendeva perseguire. E invece di indebolire Salvini lo si è ulteriormente rafforzato. I cittadini italiani devono però sapere che il codice penale punisce il reato di "attentato contro i diritti politici del cittadino" (art. 294) e la "violenza o minaccia ad un corpo politico" (art. 338). Se è vero che la legge è uguale per tutti, anche i giudici dovrebbero esserne soggetti.
Fonte: https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13372671/salvini-indagato-paolo-becchi-incenerisce-magistrato-tre-siluri-indagine-ridicola.html

ULTIMA ORA RENZI E LA FINE DEL PD IN 5 ANNI SI E MASTICATO IL PARTITO! ECCO I NUMERI SPAVENTOSI!



Hanno reagito ai fischi ai funerali di Stato accusando Salvini e Di Maio di aver orchestrato il tutto per fargli fare una figuraccia in diretta davanti a tutta Italia. La verità è che le due forze cosiddette populiste hanno oggi secondo i sondaggi ben oltre il 50% delle preferenze. E loro, quelli del Pd, negli ultimi quattro anni hanno perso la bellezza di cinque milioni di voti. Tradotto: la gente non li vuole più, anche se loto fanno spallucce e danno la colpa agli altri.
I dati li mostra in m odo impietoso (per i piddini) il quotidiano Italia Oggi, che fa notare come dal 2013 all'inizio del 2017 il partito guidato dal segretario Matteo renzi sia crollato dal 25,4% del 2013 al 18,7 dello scorso 4 marzo (oggi è dato nei sondaggi sotto il 15%). Da allora (4 marzo), nulla è cambiato, se non il segretario, da Renzi allo scialbo Martina. "Il Pd esiste ancora solo perchè attacca gli altri" dice Matteo Salvini. In effetti, dargli torto pare difficile.

Clamoroso clandestino rimesso in libertà "Si mantiene con lo spaccio",ecco come fanno per sopravvivere nel nostro paese, ma tv e giornali non dicono nulla vergognoso!



Milano I giudici del Tribunale del riesame di Milano, concordando con l'avvocato difensore, il 18 luglio hanno fatto cadere le accuse a suo carico sentenziandone la scarcerazione per «assenza di gravi indizi».
Gli stessi indizi che, invece, il 27 giugno, dopo il giudizio per direttissima, avevano portato il gambiano 31enne Buba C. in cella a San Vittore, bollandolo come pusher recidivo e particolarmente operoso di una delle zone al momento più calde dello spaccio milanese quando, per la seconda volta in quattro giorni (la prima era stata il 23 giugno, ndr) era stato sorpreso a vendere ecstasy in via dei Transiti, periferia nord della città, dalla squadra investigava dei commissariati di polizia di «Greco Turro» e «Villa San Giovanni». Anzi, seppur assai discutibili, nelle motivazioni al rilascio il Riesame ha voluto trovare anche alcuni «alibi» alla condizione di fuorilegge del gambiano che, già in precedenza, gli era costata, sempre a Milano, due denunce per il medesimo reato (prima di quella del 23 giugno, infatti, ce n'era stata un'altra esattamente cinque mesi prima, il 23 gennaio) e un analogo arresto datato 19 novembre 2016. È così che l'africano - respinto dalla Svizzera come clandestino e fotosegnalato per la prima volta in Italia due anni fa a Como, con precedenti penali per spaccio, altre due denunce tra quest'anno e il 2017 rispettivamente per falsa attestazione sull'identità personale e per ricettazione - secondo i giudici milanesi che decidono per il rilascio dei detenuti, farebbe lo spacciatore perché, scrivono, non avendo «(...) alcun provento derivante da attività lavorativa, lo spaccio appare l'unico modo per mantenersi».
E non è tutto. I giudici del Tribunale del riesame ammettono che ci sia «un concreto e attuale pericolo di reiterazione di analoghi reati, tenuto conto dei precedenti specifici, l'ultimo dei quali risale a pochi giorni prima dell'arresto» (e qui elencano anche le denunce che avevano già colpito Buba C.). Così concludono: «Posto che il reato è stato commesso a Milano» e che le impronte sono tutte relative «a fatti commessi in questa città, va applicato il divieto di dimora nei territori del Comune di Milano, onde ad allontanare il ricorrente dal contesto territoriale in cui ha operato». Come se davvero fossero così ingenui da poter anche lontanamente sperare che un tipo del genere si possa fare degli scrupoli a tornare in un luogo che gli è stato precluso.
La parte più grave però è sicuramente la seguente. I giudici del Riesame accolgono il ricorso perché, anche se in direttissima si è deciso che Buba C. doveva andare in carcere, il tribunale ordinario a loro parere avrebbe ragionato in maniera errata. «Il dato ponderale» (cioè le 5 pastiglie di ecstasy, ndr) - infatti per questi magistrati - è molto contenuto». Scordando come anche una sola pastiglia di questa sostanza psicoattiva possa significare morte sicura.
Infine concludono le loro motivazioni al rilascio del gambiano cantandosela e suonandosela. «I limiti di pena previsti dall'articolo 73, comma 5 della legge 309 del 1990 (che parla proprio di reati di lieve entità, ndr) non consentono la custodia cautelare in carcere» scrivono i giudici. Che tradotto significa: «poiché per noi del Riesame si tratta proprio di un reato da nulla, il gambiano, come dice la legge a proposto dei crimini irrilevanti, in carcere non ci può stare». Ora un dato: solo le squadre investigative dei commissariati «Greco Turro» e «Villa San Giovanni» e nel solo nel mese di giugno in via dei Transiti hanno arrestato un gruppo di 10 gambiani, un sudanese e un giovane del Mali. Tutti pusher tra i 20 e i 25 anni. E, guarda un po', tutti richiedenti asilo.