domenica 1 luglio 2018

Ultima ora: Di Maio, le TV sono finite. Guardate cosa ha detto e condividete se siete d accordo!


“È tempo che in Italia si inizi ad anticipare il futuro e a fare investimenti che vanno nell’ottica delle nuove tecnologie e non di quelle vecchie. È fondamentale il 5G ad esempio, la banda larga, ma è anche fondamentale incentivare la fornitura di quei servizi che possono essere di supporto alle piattaforme di oggi e nel medio e lungo periodo investire in nuovi modelli di business e nuove tecnologie per sviluppare a casa nostra le piattaforme del futuro”. A scriverlo, sul blog delle Stelle, è il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, in un post intitolato Le tv tradizionali hanno i giorni contati, ma la prossima Netflix può essere italiana. In cui auspica che “anche le grandi aziende culturali del Paese, in primis Rai e Mediaset“, si “interroghino” su come “sviluppare delle piattaforme italiane che hanno successo mondiale”, cosa che garantirebbe “un ritorno incredibile su tantissimi fronti”.
Il leader M5s ricorda: “Noi del MoVimento è da anni che diciamo che con l’avvento della Rete sarebbe cambiato tutto e i media tradizionali ne avrebbero fatto le spese”. E  “venerdì Morgan Stanley ha pubblicato un report sul futuro della televisione con dati inequivocabili: in Italia al momento Netflix ha una penetrazione stimata attorno al 6%, ma cresce a un ritmo del 3% l’annoe quindi raggiungerà il 20% in 5 anni. Quello sarà il punto di non ritornoche in America ha coinciso con il declino del consumo della tv tradizionale“. Questo perché “una volta che Netflix entra in una casa, il consumo di tv tradizionale cade del 16-30%. Per di più è finita la crescita della pubblicità, che rappresenta tra il 50 e il 90% dei ricavi delle tv tradizionali. Se proiettate questi dati nel tempo è chiaro cosa succederà”.
“Davanti a questo scenario”, continua il ministro, “dico che è tempo che in Italia si inizi ad anticipare il futuro e a fare investimenti”. Nella banda larga, appunto, e incentivando “la fornitura di quei servizi che possono essere di supporto alle piattaforme”. Perché “se la prossima Netflix sarà italiana dipende dagli investimenti che facciamo oggi. Penso a dare un’opportunità alle giovani impreseche si occupano della creazione di nuovi format e di contenuti multimediali, a quelle che realizzano applicazioni in questo settore, a quelle che inventano da zero nuove tecnologie. In definitiva a stimolare creatività e competenzetecnologiche in questi ambiti”, aggiunge Di Maio.
“Un prodotto italiano di successo diffuso su Netflix o piattaforme simili, sarebbe un volano importante per far conoscere il nostro stile di vita e per far ripartire la nostra industria culturale“, secondo il ministro per lo sviluppo economico. Poi l’appello alla Rai, per la quale “il primo passo è la fine della lottizzazione“, e al Biscione, che punta da tempo a diventare pivot o partner di una pay tv di respiro europeo.

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