martedì 31 luglio 2018

Bomba Clamorosa! Forza Italia indebitata fino al collo 100 milioni di debiti. Al via i pignoramenti. Bloccati i conti




E dire che Forza Italia si candida trionfalmente a raggiungere il 40% alle prossime elezioni (è stato l'annuncio del leader Silvio Berlusconi). Ma senza un soldo in cassa. Già, perché stando a quanto ricostruisce il Fatto Quotidiano, il partito degli azzurri non paga i debitori e vanta un passivo di 100 milioni di euro, situazione che ha fatto scattare pure i pignoramenti per circa 2 milioni. Forza Italia rischia anche il blocco dei suoi conti bancari, come i 163 mila euro depositati presso Poste Italiane o i 194.491 mila in Banca Prossima.
Potranno essere pignorati anche i fondi pubblici, come i 394 mila euro che il ministero dell’Economia deve versare a Fi come quota del 2 per mille. Ma chi è che bussa alla porta del partito di Silvio Berlusconi per battere cassa? La lista è lunga. Ci sono decine di ex dipendenti a cui non è stato versato il tfr o che chiedono altre spettanze, come Claudio - ricostruisce sempre il Fatto - che deve avere 150 mila euro o Felicetta che deve averne altri 55 mila.
C'è pure un'ex segretaria dell'ex ministro Sandro Bondi che ha fatto causa per poco meno di 20 mila euro. I conti più salati sono quelli presentati al partito dalle imprese fornitrici. Fra le tante, ci sono Eginformativa Progetti speciali Srl, che ha gestito per anni il sistema informatico del partito nella storica sede romana di via dell’Anima e che vanta crediti per oltre 490 mila euro. Telecom Italia a cui spettano 356 mila euro; e la Immobiliare Matisse Srl che ha emesso fatture per altri 155 mila euro.
Ma cosa non ha funzionato nei bilanci del partito? Innanzitutto, pare che i parlamentari azzurri non abbiano versato la loro quota di indennità, ma è dal 2008 che Forza Italia ha chiuso tutti i bilanci in perdita: il passivo è passato da 6 ai 100 milioni del 2016 e deve 5,6 milioni ai fornitori.
Berlusconi ha dato una mano accollandosi i debiti con le banche come Unicredit e Mps e ora, con 90 milioni, è il più grane creditore del partito. E dire che il costo del lavoro è anche nullo. A fine 2015 sono stati licenziati gli 81 dipendenti. Ora in sede, sono rimasti in tre.
Il disastro nasce da lontano. Dal 2008 Forza Italia ha chiuso tutti i bilanci in perdita: il passivo è passato da 6 ai 100 milioni del 2016 e deve 5,6 milioni ai fornitori. Berlusconi ha dato una mano accollandosi i debiti con le banche (UnicreditMps etc.) e ora, con 90 milioni, è il più grande creditore del partito. A fine 2015 sono stati licenziati gli 81 dipendenti. La situazione è tragica. Non lo nega Alfredo Messina, tesoriere di Fi: “Soldi in cassa non ci sono – spiega al Fatto – Abbiamo già avviato solleciti ai parlamentari affinché versino la loro quota di indennità”. Pagherete gli ex dipendenti? “Ci impegniamo a pagare tutti. A oggi, a lavorare nel partito siamo rimasti in tre…”.

MOGLI, FRATELLI, CUGINI E PURE LA SUOCERA! IL VITALIZIO E’ DI FAMIGLIA DI VELTRONI!

La suocera di Veltroni, la figlia di Cossutta, il parente stretto di Crocetta. Va avanti l’inchiesta del “Giornale” sui vitalizi Roma – «Aggiungi un posto a tavola ché c’è un parente in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu». Garinei e Giovannini forse l’avrebbero scritta in questo modo se avessero saputo che, con il passare degli anni, Palazzo Madama (e anche la Camera) si sarebbe trasformato in un buen retiro per fratelli, cugini, figli e suocere. Perché il potere ha anche un tratto ereditario e, pur essendo l’Italia una repubblica, c’è sempre qualche cinghia di trasmissione che consente di estendere ai consanguinei (biologici o acquisiti) qualche benefit. Scorrendo l’elenco dei vitalizi erogati dal Senato, infatti, si scopre che dal 1992 al 2001 ha transitato sui banchi di Palazzo Madama Franca D’Alessandro Prisco. Si tratta della suocera di Walter Veltroni. Ex assessore nelle giunte comuniste del Comune di Roma con i sindaci Argan, Petroselli e Vetere, Franca D’Alessandro, moglie di Massimo Prisco, direttore della federazione statali della Cgil, compì il grande salto sulla scena nazionale. Nei quattordici anni trascorsi dal termine della propria esperienza al Senato, ha accumulato circa 770mila euro di vitalizi a fronte di una contribuzione di 238mila euro per uno sbilancio complessivo di 531mila euro circa. Una cifra leggermente inferiore a quella di Salvatore Crocetta (-586mila di «buco» previdenziale), fratello dell’attuale governatore siculo Rosario. Salvatore è un comunista vero e, dopo la Bolognina, se ne va con Rifondazione. Ma per quanto abbia avuto i suoi cinque minuti di visibilità con tre legislature da senatore, è a Rosario che è riuscito il colpo grosso di fare il sindaco del paese natio, Gela, e poi il potentissimo presidente (tra un rimpasto e l’altro) della Regione Sicilia. Ecco, la Sicilia appunto. Una terra nella quale i valori familiari sono sempre al primo posto. Basta spostarsi dalla siracusana Gela alla catanese Paternò per incontrare un’altra famiglia importante: quella dei La Russa. Tutti conoscono il simpaticissimo e focoso Ignazio, avvocato fondatore di An, ex ministro della Difesa con il Pdl e oggi difensore dei valori della Destra in Fratelli d’Italia. Un po’ meno noto al grande pubblico è il fatto che la famiglia La Russa abbia la politica nel sangue. Il padre di Ignazio era senatore dell’Msi, il fratello è stato invece senatore della Dc prima e del Ccd di Casini poi. Dal ’96 non è più parlamentare e così lo sbilancio della posizione è salito a circa 700mila euro. Non è un caso isolato. Prendiamo, ad esempio, Francesco Covello. Calabrese di Castrovillari, moroteo, ha seguito tutto il cursus honorum : consigliere comunale, assessore provinciale, consigliere regionale, amministratore unico delle Ferrovie della Calabria e, infine, senatore (-659mila euro). Poteva uscire di scena come un uomo qualunque? Certo che no! La figlia Stefania oggi è parlamentare Pd ed è componente della segreteria del partito di Matteo Renzi con delega ai fondi europei. Non è l’unica figlia d’arte: è accaduto a Maura Cossutta, figlia del rigoroso filosovietico Armando (-27.400 euro). È successo anche a Balda Di Vittorio, figlia del leader storico della Cgil e scomparsa all’inizio di quest’anno. La citazione non è casuale. Laddove il nome non sia garanzia di successo e di continuità della tradizione, spesso è venuto in soccorso proprio il ruolo svolto nella rappresentanza degli interessi delle «masse operaie». Il sindacato ha così traslato a Palazzo Madama figure importanti. L’ultimo in ordine di tempo è stato Franco Marini, ex numero uno della Cisl che, avendo terminato l’esperienza due anni fa, è ancora in attivo per quanto riguarda la posizione contributiva. In passivo (-256mila euro), invece, è già Antonio Pizzinato, il successore di Luciano Lama alla guida del sindacato di Via Po: un comunista duro e puro, educato a Mosca. In passivo anche Giorgio Benvenuto (-192mila euro) che con lo stesso Lama e Pierre Carniti (-378mila euro, la sua scheda è stata pubblicata lunedì) faceva tremare governi e Confindustria tra gli anni ’70 e ’80. Talvolta vale pure il processo inverso: un brand è talmente forte che lo si può anche declinare in politica. Ne sa qualcosa Luigi Biscardi (-531mila euro), al Senato dal 1992 al 2001 con il Pds-Ds. È il fratello del famosissimo Aldo, quello del Processo del lunedì . Entrambi avevano il cuore a sinistra da giovani. L’Aldo nazionale passò da Paese Sera al Tg3 in un sol colpo. Anche il partito aveva bisogno di uno sgub.


Vergognoso! La Meloni attacca senza freni Roberto Fico ecco come ha risposto lui...



Giorgia Meloni pubblica video e attacca Roberto Fico – “Indegno Presidente della Camera con mani in tasca durante l’inno” …Come dargli torto? Si può accettare tutto da un “Presidente”: evasione fiscale, frequentazioni con prostitute possibilmente minorenni, corruzione, mafia, ma le mani in tasca durante l’inno, questo proprio NO…Addirittura Indegno!!!!
Roberto Fico dal canto suo,un gran signore,scrive un lungo post sulla sua pagina per ricordare la giornata,vi riportiamo alcuni stralci:
“Non vi nascondo l’emozione di aver partecipato oggi alle iniziative commemorative delle stragi di Capaci e via d’Amelio, a partire dall’incontro di questa mattina con gli studenti arrivati a Palermo con la Nave della legalità.”
“Nell’ aria c’era un’ energia commovente, l’ energia meravigliosa di questi ragazzi e dei loro insegnanti, che a sua volta è l’ energia dell’ Italia che ogni giorno costruisce il proprio futuro, che porta avanti le idee di persone straordinarie come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
I ragazzi che ho incontrato stamattina sono il futuro, e al tempo stesso la testimonianza diretta che sconfiggere la mafia è possibile, che la mafia non durerà in eterno.”

“P.S. Il rispetto per il Paese passa da qui, da quello che noi facciamo ogni giorno, dalla dignità che con le nostre azioni diamo alle istituzioni. Ma capisco che faccia più notizia una mano tenuta in tasca per sei secondi mentre ero assorto da tutta quella energia e da quelle emozioni, piuttosto che tutto quanto detto e fatto in questa meravigliosa giornata. Preferisco una mano in tasca per qualche secondo alla mano sul cuore di chi poi tradisce lo Stato”.


Ultim'ora clamorosa: Air Force Renzi, sul contratto ora indaga la Corte dei conti



La procura del Lazio ha aperto un fascicolo e delegato la Finanza, che chiederà la documentazione sull’accordo con Etihad e le spese. La difesa di Matteo su Facebook : “Mai usato”.

Non c’è solo il governo ad aver puntato il famoso “Air Force Renzi”. Anche la magistratura contabile vuole vederci chiaro sul gigantesco Airbus che l’ex premier volle a tutti i costi nonostante gli aerei già in dotazione per i voli di Stato. Lo scorso nove luglio – risulta al Fatto – la Procura contabile del...
continua a leggere Qui

lunedì 30 luglio 2018

Ultima ora: peculato e falso, arrestato il sindaco di Guardia Piemontese...



Il primo cittadino del comune calabro è finito in manette insieme a un funzionario comunale. Avrebbero truccato le gare di assegnazione degli alloggi popolari
Il sindaco del comune calabrese di Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti, è stato arrestato dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Paola. Insieme a Rocchetti è stato arrestato il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune, del quale, al momento, non è stata resa nota l'identità. Ai due arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di peculato, falso ideologico e materiale ed abuso d'ufficio.

Assegnazione indebita di alloggi popolari

L'indagine che ha portato ai due arresti riguarda, secondo quanto riferiscono i carabinieri, la gestione delle procedure di assegnazione di abitazioni di edilizia popolare. In particolare il sindaco Rocchetti ed il funzionario si sarebbero resi responsabili, tra l'altro, di condotte di falso strumentali all'assegnazione indebita di alloggi popolari. Inoltre, avrebbero attinto a risorse pubbliche, inserite nella voce di bilancio dell'ente destinata a "Spese per opere pubbliche finanziate dalle concessioni edilizie", per pagare la bonifica di locali comunali che erano oggetto, riferiscono ancora i carabinieri in una nota, di intercettazioni ambientali disposte dalla Procura della Repubblica di Paola. Nel procedimento penale che ha portato ai due arresti risultano indagate altre persone sulle cui generalita' la Procura di Paola mantiene il più stretto riserbo.

Fonte: tg24.sky.it

Donna truffata dalla Banca fa rimanere di sasso Gennaro Migliore (PD)! Guardate cosa e' successo...



Donna truffata dalla Banca fa rimanere di sasso Gennaro Migliore (PD)! Guardate cosa e' successo e fateci sapere cosa ne pensate!




venerdì 27 luglio 2018

GOVERNO CONTE RIAPRE I DOSSIER SULLE BANCHE ADESSO TREMANO I BANCHIERI!

Era nell’aria, ora è certezza. Partono le prime picconate alle riforme dei governi Pd, premier Matteo Renzi in primis. Il governo pentaleghista ha intenzione di rivedere due delle riforme più importanti e contestate degli ultimi anni sul fronte bancario. Quella del credito cooperativo e delle banche popolari. Due provvedimenti, il primo datato 2016, il secondo 2015, giova ricordarlo, imposti al mercato a mezzo decreto legge, strumento normalmente utilizzato per questioni di carattere urgente e anche per questo motivo mai veramente digerito dal mondo delle Bcc e da quello delle popolari.

Tutto in poche frasi, contenute in un passaggio stringato della replica con cui il premier ha preceduto il voto di fiducia alla Camera, dopo quella di ieri al Senato (171 sì e 117 no). Ma quanto basta per rimettere in discussione un assetto ormai quasi consolidato. Per quanto riguarda infatti il riassetto del credito cooperativo (di cui Formiche.net, unitamente alla questione delle popolari, si è sovente occupata, qui l’ultimo focus), i due poli principali Cassa centrale e Iccrea hanno presentato istanza a Bce e Bankitalia già lo scorso marzo e ora attendono il bollino verde per poter attuare la riforma. Sempre che nel frattempo non arrivi un altro decreto legge, ma di stop, stavolta targato governo Conte. E anche sulle popolari tutto è compiuto o quasi. Mancano all’appello per la trasformazione in spa solo le popolari di Sondrio e Bari, che però hanno già messo in moto gli ingranaggi (qui l’articolo di Formiche.net sull’ultima assemblea della popolare pugliese). Facendo dui conti, non sarà facile per le banche cooperative ed ex popolari tornare alla propria natura originaria, fermano un meccanismo messosi in moto ormai tre anni fa, che per il mondo della finanza non sono pochi. “Sicuramente ci sarà una revisione dei provvedimenti sulle banche di credito cooperativo e banche popolari, soprattutto per quelle più integrate sul territorio: per recuperare la loro funzione che aiuta molto il tessuto produttivo”, ha annunciato Conte in Aula a Montecitorio. “Stiamo già maturando consapevolezza, che è nel contratto, e la valutazione che sia opportuno distinguere fra banche che erogano credito e soprattutto caratterizzate a livello territoriale e banche di investimento votate più alla speculazione”. Ora, è vero che non è dato sapere ancora se e quando il governo interverrà, ma il messaggio arrivato dal governo gialloverde è chiaro: qualcosa si farà, se non un vero e proprio ripristino, quasi. “Ho incontrato durante le consultazioni i risparmiatori, che sono in forte difficoltà. Ci interessa più il problema di sistema: stiamo maturando consapevolezza e la valutazione, che è nel contratto”. Chi non può non sorridere dinnanzi alla potenziale retromarcia sulle banche è il presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, uno dei combattenti di prima linea contro la riforma Renzi. In un suo recente intervento su Formiche.net, il banchiere piacentino ha ribadito la sua totale avversità a questa riforma. Raggiunto dal cronista di questa testata, Sforza Fogliani ha fatto delle puntualizzazioni. “Ancora non abbiamo capito come e quando vogliono intervenire, ma certo oggi è un bel giorno per le banche di territorio. Le riforma del governo Renzi si sono abbattute su entità profondamente legate all’economia locale, provando a cancellarle. A dirla tutta penso che le Bcc siano state letteralmente rovinate, molto più delle popolari, perché costrette ad aderire a questa o quella holding, che poi sono solo due, Iccrea e Cassa”, ha spiegato Sforza Fogliani. “Non potrei che vedere con favore un ritorno alle origini per queste banche, anche attraverso l’azzeramento totale della riforma. Certo, nel caso delle popolari, ad eccezione di Bari e Sondrio che non sono ancora spa, ci sarebbe una procedura complessa per tornare allo statuto originario. Ma vale la pena tentare”. Un chiarimento tecnico è arrivato dal senatore pentastellato Elio Lannutti, che come presidente dell’Adusbef ha seguito con attenzione i dossier bancari “la nostra linea è quella di ridare vigore alle banche del territorio ed evitare che con i risparmi sudati si possa fare speculazione ed investire in derivati e correre il pericolo che ora caratterizza grandi banche come Deutsche Bank, con molti derivati tossici in pancia. “Si cambia paradigma, le banche devono tornare a fare le banche e quelle del territorio non possono essere più scalabili. Questa riforma fatta sulle popolari è stato un grave danno per il sistema bancario italiano, le ha indebolite e rese più fragili. E in più c’è la riforma del credito cooperativo che farà ancora più male alle banche italiane”. Chi dorme sonni poco tranquilli, almeno da oggi, è sicuramente l’universo bancario delle Bcc. Che per bocca della sua federazione, Federcasse, fa sapere di “essere destano preoccupata” dalla dichiarazioni di Conte. “La riforma ha l’obiettivo di rafforzare le banche locali per assicurarne la capacità di sostenere le piccole e medie imprese e le famiglie nei territori. Il gruppo Iccrea ha già inviato l’istanza per la costituzione del gruppo bancario cooperativo agli organismi di vigilanza europei ed italiani, a valle di un lungo, complesso ed impegnativo percorso progettuale con l’impiego di importanti risorse economiche. In tal senso, chiediamo con urgenza un incontro con il presidente del consiglio affinché possa chiarirci meglio la posizione del governo, rappresentandogli al contempo i rischi per l’economia locale derivanti da uno slittamento dei tempi della riforma”.


Clamoroso dopo gli sgomberi i rom minacciano gli italiani: "Entreremo nelle vostre case"



Legalità. È questo che chiede Matteo Salvini"In Italia ci sono circa 150mila rom - spiega il ministro dell'Interno su Twitter - il problema riguarda solo quei 30mila che si ostinano a vivere nei campi, ai confini della legalità o nella piena illegalità".
Dopo aver fatto sgomberare il Camping River di Roma, il leader leghista si trova soltanto all'inizio dell'opera. "Fermare tutto questo mi pare solo una questione di buonsenso", chiosa sapendo però che la partita da giocare sarà molto dura. E proprio da Roma si levano le prime minacce della comunità rom. "Entreremo nelle case dei cittadini, da stasera, per fargli vedere cosa significa essere buttati in strada", confida al Messaggero Denis Stefan, 27enne del Kosovo.
Il Camping River ha chiuso. Le 256 persone rimaste nel campo nomadi sono state sgomberate dalle forze dell'ordine che hanno eseguito l'ordinanza firmata dal sindaco Virginia Raggi. Circa 130 tra donne e bambini sono stati sistemati (ma solo fino a settembre) in case famiglia, mentre per gli altri dovranno cercarsi altre soluzioni. "Legalità e ordine prima di tutto", ha messo in chiaro Salvini. Due parole che dovrebbero essere condivise da tutti, ma la vicenda del campo di via della Tenuta Piccirilli ha sollevato nuove polemiche. "Fino a ieri i cittadini di questa zona stavano bene con noi, ci salutavano, salve, buongiorno - tuonano i rom che vivevano nel Camping River - ora abbiamo sentito che sono felici che ci cacciano via". E già scattano le minacce contro i romani: "Allora noi abbiamo promesso che da stasera gli entreremo in casa. Una minaccia? No, bloccheremo tutta la via. Non sarà facile liberarsi di noi".
A fomentare l'odio dei rom ci pensa la sinistra che in queste ore sta gettando benzina sul fuoco. "Ci troviamo di fronte ad una gravissima violazione del governo italiano di fronte alla Corte di Strasburgo. Un precedente unico e gravissimo", ha commentato il presidente dell'Associazione 21 luglio Carlo Stasolla, che aveva presentato il ricorso in difesa di tre abitanti del campo che ha fatto scattare lo stop della Corte europea dei diritti dell'uomo"È inaccettabile continuare a finanziare luoghi come questi dove si favorisce la ghettizzazione - ha replicato la Raggi - e, soprattutto, dove le condizioni di vita non tutelano i diritti di bambini, donne e uomini". Ma i rom non sono disposti a mollare e, come riferisce il Messaggero, le forze dell'ordine sono state schierate davanti ai cancelli delle case che si trovano nelle vicinanze del campo nomadi per assicurarsi che i rom non provino a forzare gli ingressi. "I residenti sono preoccupati - rivela l'ex minisindaco del XV municipio, Daniele Torquati - temono che queste persone rimangano qui chissà per quanto".
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-i-rom-minacciano-italiani-entreremo-nelle-vostre-case-1558650.html
In Italia ci sono circa 150 mila Rom, il problema riguarda solo quei 30 mila che si ostinano a vivere nei campi, ai confini della legalità o nella piena illegalità. Fermare tutto questo mi pare solo una questione di BUONSENSO.

Notizia bomba! Contratto di governo: Chiusura per tutti i campi rom irregolare e' arrivato l'accordo tra Di Maio e Salvini!



La prima e la seconda bozza del contratto di governo tra M5S Lega parlavano chiaro: la chiusura dei campi rom c'era, ma solo a metà.
Perché l'accordo scritto dagli staff di Salvini e Di Maio prevedeva l'addio a quelli illegali, senza però dire nulla suigli accampamenti tecnicamente legali ma comunque spesso sacche di illegalità in cui lo Stato fatica ad entrare.
Bene. Secondo le ultime indiscrezioni, tra gli argomenti cari alla Lega che saranno rimessi sul tavolo oggi pomeriggio quando i due leader torneranno ad incontrarsi, ci sarà anche il tema della sicurezza. E - appunto - Salvini avrebbe inserito nel programma il progetto di chiudere tutti campi rom e non solo quelli irregolari. In fondo solo ieri un blitz della polizia locale di Roma, disposta dalla procura capitolina, ha permesso dirinvenire nelle baracche un vero e proprio arsenale fatto di spade, bastoni, mazze e accette. Oltre, ovviamente, a oggetti di valore, 20mila euro in contanti, orologi e via dicendo.
Matteo Salvini ha fatto della ruspa contro i nomadi il suo paradigma politico (e di possibile governo). E forse sono stati anche la sua fortuna. Più volte si è recato in "visita" in diversi campi rom, ricevendo spesso anche qualche urlo contro. In molti erano rimasti sopresi nel leggere nella bozza di contratto con il M5S il pugno duro solo con i campi irregolari. Nel documento si legge infatti che un esecutivo giallo-verde, a fronte dei @circa 40.000 Rom vivono nei campi nomadi, di cui 60% ha meno di 18 anni", vorrebbe mettere in campo le "necessarie azioni per arginare questo fenomeno". Ovvero: "chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori, pena allontanamento dalla famiglia o perdita della potestà genitoriale". Ora, forse, le cose cambieranno.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/contratto-governo-novit-sui-campi-rom-chiusi-anche-i-1528423.html

Rivelazioni shock: “L’azienda spieghi come si fa carriera al Tg1”! Guardate e informate tutti ecco cosa hanno scoperto...



Le nomine ai Tg, gli spostamenti nelle fasce orarie ambite, le conduzioni dei programmi: praticamente come si fa carriera in Rai. Uno dei grandi misteri italiani, su cui si rincorrono da sempre sospetti di amicizie influenti e raccomandazioni politiche, love story, parentadi e bustarelle, invidie e recriminazioni. Adesso sarà svelato in un documento in cui […] Continua a leggere qui Ilfattoquotidiano.it

giovedì 26 luglio 2018

Arriva la benedizione di Luttwak: “Salvini-Di Maio? Stanno facendo bene, stanno cercando di riportare l’Italia alla legalità. Perché se io arrivo a Fiumicino, esigono di vedere il mio passaporto. Per quale ragione se vengono in mille in barca non devono vedere il loro passaporto? “



ADESSO SI ALLARGA IL CONSENSO NEI CONFRONTI DI QUESTI RAGAZZI. SENTITE COSA HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE DINANZI ALLA STAMPA CHE REMA CONTRO DI LORO. ASSOLUTAMENTE DA VEDERE E DIFFONDERE, FORZA!

Da “la Zanzara – Radio 24” “Salvini? Sta facendo bene, sta cercando di riportare l’Italia alla legalità. Perché se io arrivo a Fiumicino, esigono di vedere il mio passaporto. Per quale ragione se vengono in mille in barca non devono vedere il loro passaporto? Non hanno il visto del consolato italiano del paese. L’unica ragione che è permessa dalla legge, è essere profugo di guerra. Il 90% di quelli venuti non sono profughi di guerra”. Lo dice il politologo americano Edward Luttwak a La Zanzara su Radio 24. Salvini viene accusato di essere disumano perché ha bloccato l’Aquarius: “Le Ong vanno ribattezzate Onc, cioè Organizzazioni Non Controllate, cioè un gruppo di scalmanati qualsiasi che si sono autoeletti e riescono a persuadere qualche vedova a dargli i soldi, questi si comprano una barca e poi fanno quello che vogliono. Queste persone non sono nella legalità. Il primo dovere di ogni governo è quello di applicare la legge”. Perché hanno vinto Cinque Stelle e Lega?: ”Perché i politici normali, professionisti, non ascoltano il popolo perché devono ascoltare George Clooney e il Papa, allora il popolo poi è costretto a rivolgersi ad altri. Il politico normale in Europa Occidentale oggi vuole essere ben visto da George Clooney e dal Papa. E quindi se ne infischia di ciò che vuole il popolo”. Come giudica Soros?: “E’ uno che dice che essere buonista è più importante della volontà del popolo. Lui vuole che i governi mandino a casa il popolo e ne eleggono uno nuovo”. “Quello che è importante – dice ancora Luttwak – è l’opinione di George Clooney e del Papa. Il Papa è un extracomunitario e naturalmente vuole riempire l’Italia di extracomunitari. Lo capisco, è normale. Ma nessuno ha diritto di violare la legge e nessuno ha diritto di sopprimere la voce del popolo. In nome dell’Euro, in nome di George Clooney o in nome del Papa. Molti preti sono contro Salvini perché il Vaticano è contro. Il Pontefice vuole che l’Italia apra le frontiere a tutti. Ma non ha il diritto di invitare gente in casa altrui”. Poi attacca Gino Strada e ancora le Ong: “Gino Strada dice che vuol andar via dall’Italia dei fascisti come Salvini? Giusto, dovrebbe andare in un paese che ha le opinioni di Gino Strada. Ha sempre pensato che il suo dovere personale fosse quello di aiutare tutti, meno che gli italiani. Lui è andato in Afghanistan, quando un talebano veniva ferito, andava in qualche ospedale sostenuto da Gino Strada per essere curato. Dobbiamo curarli anche se poi escono per andare a uccidere qualche ragazza che terribilmente va a scuola, è intollerabile, e va uccisa. Queste organizzazioni non controllate sono piene di gente, non lo so, magari nati in Norvegia che sono disposti ad aiutare chiunque, meno i norvegesi. E in Norvegia c’è un numero enorme di anziani abbandonati, che vivono da soli. E questi invece di andare a visitare gli anziani di fronte a casa loro, vogliono andare in Birmania per aiutare non so chi… Ma quello che vive di fronte a casa loro, non lo aiutano”. Attacca ancora il modo in cui viene trattato Trump in America: “In America se voi guardate il New York Times, il Washington Post, e tutti i media dell’èlite degli ultimi 100 giorni dicono che Trump è un ignorante e un cretino, ma non si accorgono che la disoccupazione è più bassa che mai. I negri non si accorgono del fatto che la disoccupazione fra i negri è la più bassa da quando le statistiche sono iniziate, loro sognano ancora di Obama che non ha fatto niente per i negri d’America, niente, zero, zero, mentre Trump è il diavolo”. “Trump? Merita due Nobel per la Pace, non uno. L’ultima vittoria – dice Luttwak – è il brillante successo a Singapore. Kim Jong Un ha promesso di portare fuori dalla Corea Del Nord le armi nucleari per essere eliminate. Quella in Corea non è una pacetta, una pacina, è una pace grande grande. A Obama il Nobel l’hanno dato quando era appena arrivato, aveva aperto le valigie e messo a posto le cose alla Casa Bianca. E i norvegesi erano emozionati perché non era bianco, veniva dopo Bush, era carino e prometteva di non affrontare nessun conflitto in politica estera”. E chiude con un elogio al nuovo governo: “Queste due persone, Salvini e Di Maio, sono comunque riusciti a fare un accordo per governare, hanno fatto un regolare contratto fra partiti. Non è una coalizione vaga per non fare nulla, quindi non sono da disprezzare. Hanno fatto un contratto forte, dove possono agire in maniera vigorosa su differenti fronti"

Giornalista tedesca umilia Mattarella: "Tutela risparmi? Peccato che i risparmiatori di Banca Etruria non se ne siano accorti"



Sul "golpe" di Mattarella è intervenuta la giornalista tedesca Petra Reski, che oltre a criticare i mass media del suo Paese ("Dicono missione compiuta, ma di cosa?") lancia una fiammata a Mattarella,
ecco cosa dice:"Scopro solo adesso che i risparmiatori italiani stanno così tanto al cuore di #Mattarella che per salvarli impedisce addirittura la nascita di un governo. Peccato che i risparmiatori della banca Etruria non se ne sono accorti. #savonaministro #SalviniDiMaio"





NON PAGAVA IL BOLLO E SI FACEVA CANCELLARE LE MULTE DA EQUITALIA: ECCO IL LADRO PD DEL GIORNO



Rischia grossi guai con la giustizia il parlamentare del Pd Marco Di Stefano e tutto per colpa del bollo auto. Secondo l’accusa del pm Attilio Pisani, due dipendenti pubblici avrebbero cancellato dai registri informatici i dati sulle imposte dovute dal parlamentare Dem e aver comunicato quindi a Equitalia l’assenza di debiti. Di Stefano è indagato per concorso in falso materiale commesso da pubblico ufficiale, ma lui è pronto ad andare dal pm per chiarire, come dice il suo avvocato riportato dal Fatto quotidiano: “Come emerge da una relazione della Lait – la società partecipata della Regione Lazio – i suoi sono dei debiti cancellati automaticamente perché non più esigibili”. FONTE: LIBERO

FINALMENTE TOGLIAMO LE MANI DELLA POLITICA DALLE INTERCETTAZIONI. GUARDATE E INFORMATE LA GENTE...



Un dossier che potrebbe mandare in galera Matteo Renzi. Ipotesi estrema, ma non campata in aria perché la querela di decine di pagine presentata da Luigi Di Maio alla Procura di Napoli sui presunti appalti facili finiti all'imprenditore Massimo Pessina dopo l'acquisto del quotidiano del Pd L'Unità, sottolineava il Giornale, si basa su accuse pesantissime che chiamano in causa direttamente l'ex premier e segretario democratico.
Il premier del Movimento 5 Stelle individua reati come istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Il conto se accolte? Una decina di anni di carcere. La "segnalazione" di Di Maio rientra nell'inchiesta napoletana (e romana) sull'imprenditore Alfredo Romeo e Consip (con Tiziano Renzi, padre di Matteo, formalmente indagato insieme all'attuale ministro dello Sport ed ex sottosegretario Luca Lotti), ed è stata girata anche all'Anac del commissario Cantone.
Fonte: Notizie in Movimento
QUELLO CHE CON 15000 EURO IN BANCA STACCA 4 ASSEGNI DA 100MILA EURO PER COMPRARE UNA VILLA DA 1,3 MILIONI...
DOVE HAI MESSO I ROLEX RENZI !?
DOVE SONO FINITI I ROLEX RICEVUTI DA RENZI? #MASSIMA#CONDIVISIONE
La «figuraccia dei Rolex» si consumò sul finire del 2015, nel corso di una visita di stato in Arabia Saudita, dove la nostra delegazione fu protagonista di un increscioso incidente. Si scatenò allora una lite furente tra i nostri rappresentanti, perché i sauditi avevano regalato a ciascun ospite un prezioso orologio, ma orologi diversi e di diverso valore.
DAI ROLEX AL VILLONE DA 1,3 MILIONI IL PASSO È STATO BREVE...
RENZI ER CAZZARO! il 18 gennaio annunciava al mondo: “ho 15.859 euro nel conto corrente” però ha appena staccato 4 assegni da 100.000 euro l'uno come anticipo per una super villa in via Tacca, in uno dei posti più belli di Firenze
Siamo andati a vedere dove si trova la lussuosa casa per cui l'ex premier, come vi abbiamo raccontato, ha staccato quattro assegni da 100.000 euro l'uno come anticipo. Pagherà i restanti 900.000 con un mutuo (il quarto).
Leggi l'inchiesta di Giacomo Amadori
RENZI A MATRIX: ECCO IL MIO CONTO CORRENTE 15859 euro...La Verità: ‘#Renzi piange miseria ma si fa la villa da 1,3 milioni’
“Il 13 giugno scorso, Matteo Renzi, nello studio fiorentino del notaio Michele Santoro, ha firmato, insieme con la moglie Agnese Landini, un preliminare d’ acquisto per una villa situata in via Tacca”.
Lo scrivono Giacomo Amadori e Giorgio Gandola su La Verità in un articolo intitolato “Renzi piange miseria ma si fa la villa da 1,3 milioni“.
Via Tacca, spiega il giornalista, è “una delle più prestigiose strade di Firenze, immersa nella natura dei colli cittadini, a due passi dal belvedere di piazzale Michelangelo”.

LUIGI DI MAIO QUERELA RENZI PER CORRUZIONE INTERNAZIONALE, INDUZIONE INDEBITA, TURBATIVA DELLA LIBERTÀ DEGLI INCANTI E TRAFFICO INFLUENZE ILLECITE!



I reati individuati da Luigi Di Maio #M5S nell'esposto sono istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Roba da una decina di anni di carcere.
Se ne occuperà la Procura di Napoli che su #Renzi (Tiziano) aveva già iniziato a indagare nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolto anche l'immobiliarista Alfredo Romeo, poi trasferitasi con tanto di mistero per le intercettazioni manomesse dai carabinieri per competenza territoriale nella Capitale. Analoga segnalazione è stata inviata anche all'Anac di Raffaele Cantone per la verifica della correttezza delle modalità di affidamento delle commesse pubbliche al Gruppo Pessina.
La storia, di cui si sono occupati anche i quotidiani nelle scorse settimane e, in particolare, la trasmissione Report, è una spina nel fianco dei dem tant'è che l'ex premier ha più volte bollato come fake news queste ricostruzioni. «Credo che il Pd abbia già querelato - ha detto l'ultima volta che è stato costretto a commentare - Siamo alla follia. Queste cose meritano solo la firma di una querela».
La querela, per ora, l'ha fatta il vicepresidente della Camera affidandola al suo legale di fiducia, il penalista napoletano Maurizio Lojacono. La procedura prevede che l'esposto venga affidato a un pubblico ministero che avvierà le attività istruttorie preliminari e aprirà un fascicolo. Non è escluso che, trattandosi dell'ex capo del governo, del procedimento possa occuparsi direttamente un procuratore aggiunto sotto la supervisione del procuratore reggente e di quello che sarà nominato, nelle prossime settimane, dal Consiglio superiore della magistratura. Certo è che sul caso ci sarà il massimo dell'attenzione da parte dell'ufficio inquirente partenopeo per impedire qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica (a favore o contro).
Ci sono indizi per un'attività investigativa che vada oltre le ipotesi dei cronisti? Secondo Di Maio c'è la necessità di un rigoroso accertamento. Lo spunto iniziale sono le critiche condizioni finanziarie in cui versa il gruppo Pessina prima di rilevare il giornale fondato da Antonio Gramsci. Il fatturato della holding, dal 2014, anno del passaggio della testata, esplode e nel giro di qualche anno, l'imprenditore Massimo Pessina mette in cassa appalti per 236 milioni di euro. Il Gruppo fa affari in Kazakistan attraverso l'Eni anche se il colosso energetico ha smentito partnership locali e prova a estendersi anche in Iran dove ottiene protocolli per lo sviluppo di 5 ospedali due in fase di avanzamento in project financing.
Un altro aspetto su cui potrebbe far leva l'indagine trae spunto proprio dal filone seguito, fino a qualche tempo fa dal pm Henry John Woodcock, sugli affari e gli agganci di Alfredo Romeo dalle parti del Nazareno. Carlo Russo, l'amico di babbo Renzi, viene intercettato dai militari del Noe, mentre suggerisce all'immobiliarista di Posillipo di fare un pensierino proprio sull'Unità. «Se lei riuscisse a fare l'operazione dice Russo a quel punto s'è fatto un amico per tutta la vita...». Chi era l'amico a cui si riferiva Russo? E perché Russo, che è molto vicino a Renzi senior, fa da advisor per l'acquisto di un quotidiano che, allo stato attuale, vende poco più di 7mila copie al giorno?


MENTRE IL GOVERNO M5S-LEGA RIDUCE GLI SBARCHI A -87% MILENA GABANELLI SPIEGA COME FUNZIONA L'ACCOGLIENZA AI MIGRANTI E DENUNCIA:"È PURO BUSINESS"



Il numero dei migranti arrivati in Italia attraverso il Mediterraneo Centrale a giugno è calato a circa 3mila, in ribasso dell’87% rispetto a giugno 2017. Nei primi sei mesi del 2018 il numero dei migranti rilevati su questa rotta è stato di circa 16.100, in calo dell’81% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Finora le nazionalità più rappresentate sono tunisini ed eritrei, che insieme rappresentano oltre un terzo delle persone rilevate su questa rotta. Lo comunica Frontex.
In totale nella prima metà del 2018 il numero totale degli attraversamenti illegali della frontiera in direzione dell’Ue si è quasi dimezzato rispetto all’anno precedente, a circa 60.430, principalmente a causa della più debole pressione migratoria nel Mediterraneo Centrale. A giugno gli attraversamenti illegali nell’Ue sono stati 13.100, in calo del 56% rispetto a giugno 2017.
Grazie al Governo Conte e al grande lavoro che sta portando avanti il nostro Premier, finalmente arriva la disponibilità di Germania, Francia, Portogallo, Malta e Spagna.
Lo abbiamo sempre detto e lo stiamo mettendo in pratica: le operazioni di salvataggio sono un obbligo morale prima ancora che giuridico, ma non è pensabile che l’Italia venga lasciata sola nelle responsabilità e negli oneri.
Sono 5 i Paesi che insieme all’Italia prenderanno in carico i migranti recuperati a largo di Lampedusa. Ed è su questa linea di condivisione di responsabilità che occorrerà proseguire nella revisione del Regolamento di Dublino e di tutto il sistema comune europeo di asilo, garantendo un meccanismo automatico ed obbligatorio di redistribuzione dei migranti tra tutti i Paesi dell’UE.


Ultima ora Finanziamento illecito ai partiti, Denis Verdini indagato...



Il nome dell'ex senatore compare nell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex giudice del Cga siciliano Giuseppe Mineo, arrestato per corruzione in atti giudiziari.

L'ex senatore di Ala Denis Verdini è indagato dalla Procura di Messina per illecito finanziamento ai partiti. I pm gli hanno notificato un avviso di garanzia e l'invito a comparire. Il nome dell'ex parlamentare compare nell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex giudice del Cga siciliano Giuseppe Mineo.

Secondo la Procura di Messina, attraverso una serie di passaggi societari, Verdini avrebbe ricevuto, a titolo di finanziamento del gruppo politico di cui era coordinatore, circa 300mila euro dall'avvocato Piero Amara, legale siracusano già coinvolto nell'inchiesta sul cosiddetto "Sistema Siracusa".

Il denaro sarebbe servito a indurre Verdini a sostenere la designazione di Mineo al Consiglio di Stato. In effetti Mineo venne indicato dal Consiglio dei Ministri del Governo Renzi tra i possibili neo magistrati del Cds, ma la nomina venne stoppata a causa del procedimento disciplinare a cui il giudice era sottoposto. La vicenda si inquadra nell'inchiesta per corruzione giudiziaria che ha coinvolto Mineo, accusato di essersi interessato perché fosse sovrastimato il danno chiesto, tramite ricorso amministrativo, da una ditta cliente di Amara, l'impresa Frontino "Open Land" impegnata in un contenzioso col Comune e la Sovrintendenza di Siracusa. Il giudice era magistrato relatore in una delle cause. In cambio Mineo avrebbe chiesto la nomina al Cds, poi fallita, e 115mila euro, somma che Amara girò a un amico dell'ex giudice, l'ex presidente della Regione Giuseppe Drago che aveva bisogno di soldi per cure mediche.

Una "promozione" che era stata assicurata a Mineo proprio dagli avvocati e Calafiore per "ringraziarlo" del suo lavoro, come giudice relatore,  a sostegno della decisione favorevole a due società, la Open Land e la Am Group, in una maxirichiesta di risarcimento che nel 2016 rischiò di mandare in default il comune di Siracusa. E proprio sulla vicenda Open Land, appena pochi giorni fa, si è ripronunciato il Cga: la somma che il Comune di Siracusa dovrà risarcire alla società per il ritardato rilascio della concessione edilizia necessaria alla realizzazione di un centro commerciale è adesso di 190mila euro. Una riduzione drastica rispetto al risarcimento chiesto che era di 40 milioni di euro.

Per il politico toscano è una nuova grana dopo la condanna in appello a 6 anni e 10 mesi per il crac del Credito cooperativo fiorentino. Un'altra condanna, in primo grado e sempre per finanziamento illecito, è arrivata invece a marzo: un anno e 3 mesi e una multa di 600mila euro nell'ambito del processo P3.

Fonte: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/07/26/news/finanziamento_illecito_ai_partiti_denis_verdini_indagato_a_messina-202692246/

RENZI VA PROCESSATO PER IL PATTO SUI MIGRANTI! DA DIFFONDERE ASSOLUTAMENTE...



IN UN PAESE A CRESCITA 0 OCCORRONO NUOVE POLITICHE PER LA FAMIGLIA
Gli Italiani non fanno più figli e il TurboCapitalismo ha bisogno di nuovi schiavi
GODETEVI IL VIDEO !
Secondo l’ex ministro degli Esteri del governo Letta, Emma Bonino, dal 2014 al 2016 il governo Renzi si sarebbe impegnato per conto dell’Italia, d’accordo con altri governi europei, ad accogliere tutti i migranti che giungevano in Europa.
E fin qui nulla di nuovo, visto che ciò è scritto nero su bianco sugli accordi relativi all’operazione Triton. Il problema sorge se, come ha lasciato velatamente intendere l’ex ministro della Difesa del governo Letta, Mario Mauro, ciò fosse avvenuto in cambio di una maggiore flessibilità da parte dell’Ue sui nostri conti pubblici, circostanza non scritta evidentemente da nessuna parte, ma tutto di un eventuale accordo segreto tra il governo Renzi e l’Ue.
In cambio di una flessibilità, che gli serviva a scopi politici, è possibile che Renzi abbia tradito il Paese, consentendo l’invasione migratoria, indirizzata unicamente sul nostro territorio? Le dichiarazioni della Bonino e di Mauro, se lette insieme, a tanto porterebbero. Molti ne hanno parlato, avanzando critiche anche dure, ma nessuno ha sottolineato un punto decisivo: se un accordo di quel tipo vi è stato, come l’accordo segreto di scambio tra petrolio e migranti a Malta (di cui su Libero si è già data notizia), la cosa avrebbe persino riflessi penali.
<<Vi sarebbero infatti responsabilità penali, oltre che politiche, in capo all’ex presidente del Consiglio ed eventuali ministri in concorso con lui. L’art. 243 del codice penale recita: «Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinché uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci ami. Se la guerra segue o se le ostilità si verificano, si applica l’ergastolo».
La finalità della condotta non deve essere necessariamente la guerra, ma un qualsiasi atto di ostilità verso lo Stato. E, a quanto pare, di accordi segreti si tratterebbe, visto che Renzi si difende parzialmente dichiarando che gli accordi Triton sono scritti nero su bianco, lasciando senza risposta l’altra parte del problema, quello dello scambio con la flessibilità di cui non si fa nessun cenno in tali accordi.
La norma del codice penale punisce la condotta di chiunque stipuli accordi con lo straniero, di qualsiasi tipo, al fine di indurre lo Stato estero (o più Stati esteri) a muovere guerra o comunque a compiere atti di ostilità verso lo Stato italiano, i quali non necessariamente debbono tradursi in atti di violenza. Quali sono quindi gli «atti ostili»? Le «cessioni di sovranità» rientrano nel novero degli atti ostili puniti dall’art. 243 del codice penale? Si parta dal presupposto che l’articolo citato punisce i delitti contro la personalità dello Stato, quindi contro i suoi tre elementi costitutivi: popolo, territorio e potestà di imperio. Venisse meno anche solo uno di essi, verrebbe meno anche lo Stato. Renzi, in cambio di una flessibilità sui conti, che tra l’altro di fatto non c’è stata, avrebbe ceduto una parte ulteriore della nostra sovranità nazionale. E se qualcuno cede porzioni di sovranità nazionale in segreto, senza accordi trasparenti, compie certamente atto ostile nei confronti e a danno dello Stato. In nome di chi avrebbe agito il governo Renzi per quello scellerato accordo (segreto) con lo straniero? Perché di straniero si tratta, parliamoci chiaro. In nome di chi o di cosa, e con chi, Renzi avrebbe barattato la questione migranti con una maggiore flessibilità sui conti pubblici? E a giovamento di chi?
Al fine di fare chiarezza urgono, a nostro avviso, due cose 1) un pubblico ministero che apra un fascicolo e indaghi sulla vicenda; 2) una commissione parlamentare d’inchiesta che faccia luce su questa brutta storia. La cosa più sorprendente è che tutti ne continuino a parlare, ma nessuno faccia veramente qualcosa. I pubblici ministri sembrano poco interessati e le forze politiche (tutte) anche. Tanto rumor per nulla, in fondo.


Fonte: https://paolobecchi.wordpress.com/2017/07/12/se-ha-fatto-il-patto-sui-migranti-renzi-va-processato/