domenica 10 giugno 2018

TONINELLI E SALVINI CONTRO MALTA, DEVONO RISPETTARCI CI HANNO ABBANDONATO! GUARDA E DIFFONDI



Il ministro dell'Interno chiude i porti e chiede ai maltesi di far attraccare l'imbarcazione, essendo il "porto più sicuro". Nota congiunta con Toninelli: "Malta rispetti le convenzioni internazionali". Il premier: "Italia lasciata sola dall'Europa. Ho chiamato Muscat, ma non garantisce neanche il soccorso umanitario". Lo strappo era cominciato venerdì con le accuse del leader leghista a La Valletta.

È scontro aperto tra Italia e Malta sul destino della nave con 629 migranti a bordo al centro del Mediterraneo. Non solo tra i due Paesi, anche sulla scena politica nazionale. Vertice di ore a Palazzo Chigi dopo che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dato l’ultimatum alle autorità maltesi che lo hanno rispedito al mittente dichiarandosi “non competenti” sul caso della Acquarius. Per il premier Giuseppe Conte, Malta si è dimostrata nuovamente “indisponibile” non dando rassicurazione nemmeno sul soccorso umanitario. Il ministro ha scritto una lettera urgente alle autorità de La Valletta, chiedendo di far approdare sulle loro coste la nave essendo quello il “porto più sicuro” e vicino. Un concetto ribadito poi anche in una nota congiunta con il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Riferendosi a Malta, i due attaccano: “Non può continuare a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati”. Il Mediterraneo, dicono, “è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l’Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine. Ecco perché chiediamo al governo di La Valletta di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo. Noi continueremo a salvare vite umane, altri restano nel torto”.
Durante un vertice a Palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e i vice-presidenti Salvini e Di Maio, il presidente del Consiglio ha spiegato di aver “disposto l’invio di due motovedette con medici a bordo pronti a intervenire al fine di garantire la salute di tutti gli occupanti dell’Aquarius che dovessero averne necessità”. In serata, ha detto Conte, “al premier maltese Joseph Muscat, che ho contattato personalmente, ho chiesto chiaramente che si facesse carico almeno del soccorso umanitario delle persone in difficoltà che si trovano sull’Aquarius”. Secondo quanto riferito dal premier, “Muscat, pur comprendendo la situazione, non ha assicurato però alcun intervento anche in chiave umanitaria”. Per questo, ammonisce Conte, “si conferma l’ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell’Europa, a intervenire e a farsi carico dell’emergenza”. E proprio all’Unione Europea si rivolge il presidente del Consiglio: “L’Italia si ritrova ad affrontare in totale solitudine l’emergenza immigrazione. Il problema è stato da me posto anche nel corso del G7 a tutti i partner europei in questi ultimi giorni dove ho anticipato che i flussi migratori devono essere gestiti in maniera condivisa anche per ciò che riguarda tutte le iniziative volte a prevenire le partenza – ha spiegato – Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato: abbiamo il dovere di modificarlo sia nell’interesse dei cittadini italiani sia nell’interesse delle tante donne, bambini e uomini che si ritrovano ad affrontare viaggi in situazioni così emergenziali da mettere a rischio la propria vita”.
L’Aquarius non è stata autorizzata ad approdare in Italia: i porti sono chiusi. A stretto giro però arriva la risposta delle autorità maltesi, riportata da Malta Today: “Il salvataggio (della nave Aquarius, ndr) è avvenuto nell’area di ricerca e soccorso libica ed è stato coordinato dal centro di coordinamento di soccorso a Roma. Malta non è né l’autorità coordinatrice né è competente per questo caso”. Il Times of Malta, da parte sua, scrive che i salvataggi sarebbero stati fatti soprattutto da navi della marina italiana in acque vicine alla Tunisia e “più vicine a Lampedusa che a Malta”. “Da oggi anche l’Italia comincia a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”, aveva detto Salvini annunciando la decisione di impedire lo sbarco.
Per Medici senza frontiere “ancora una volta la politica degli Stati europei” viene posta “al di sopra delle vite” delle persone: “La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo”, scrive Msf, il cui personale si trova sulla nave Aquarius, dopo aver ricordato che “l’Italia ha chiesto alla Guardia Costiera di Malta di poter sbarcare a Malta tutte le persone soccorse”. Alla chiusura di Salvini ha reagito anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte,bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli – ha scritto su Twitter – Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Palermo, la città che a partire dal proprio nome è ‘tutta un porto’, è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo”.  Salvini, ha aggiunto il sindaco del capoluogo siciliano “viola la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane. Ha dato ulteriore dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista”.
L’imbarcazione di Sos Mediterranee, con personale di Medici senza frontiere, ha partecipato a sei operazioni di salvataggio nella notte tra sabato e domenica, coordinate dalla Guardia costiera di Roma e che hanno coinvolto anche tre mercantili. Tutte le persone salvate in mare, compresi 40 migranti finiti in acqua dopo il ribaltamento del gommone su cui viaggiavano, sono state caricate sull’Aquarius: a bordo ci sono anche 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e sette donne incinte.
La nave ha impostato come destinazione della sua rotta il porto di Messina, come risulta dal transponder. Al momento da Malta non c’è stata alcuna risposta e intanto il Viminale ha deciso di impedire che l’ong possa scegliere come alternativa un approdo in Italia. Stando a quanto Salvini ha dichiarato anche nella lettera, se l’isola-Stato non le permetterà di attraccare scatterà lo stop
Le premesse dello scontro
Le autorità maltesi avevano impedito venerdì l’ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo: l’unità, di una Ong olandese, era in difficoltà per le cattive condizioni del mare, ma Malta ha solo proposto assistenza in mare, senza autorizzare l’ingresso in porto. E’ stato il comandante della nave a ricostruire l’accaduto alla squadra mobile della Questura di Ragusa che lo ha sentito come persone informata sui fatti. Era così intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare a Pozzallo, dove è arrivata sabato mattina.
Lo stesso Salvini da Como aveva attaccato Malta: “Non è possibile che risponda no a qualsiasi richiesta di intervento”. Dal governo di La Valletta era arrivata la netta replica: “Neghiamo di non dare assistenza ai migranti”. E Salvini aveva di nuovo risposto: “Ci dicano gli amici maltesi quante navi che trasportavano migranti hanno attraccato nei loro porti nel 2018, quante persone sono sbarcate, quante domande di asilo sono state esaminate e quante accolte”. “Oltre 750 morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo”, chiede Carlotta Sami, la portavoce dell’Unchr per i rifugiati per il sud Europa dopo aver appreso della lettera del ministro Salvini alle autorità di Malta. Nel pomeriggio era intervenuto sul tema, caldissimo delle politiche di accoglienza in mano al neoministro leghista Gino Strada che da Lucia Annunziata si è detto “sconcertato nel vedere ministri razzisti o sbirri alla guida del mio Paese“.
Il braccio di ferro e il quadro giuridico
Difficile, nel nuovo braccio di ferro, attribuire una ragione in punta di diritto. Il contesto giuridico sui salvataggi in mare è a dir poco complesso. Se a regolare i soccorsi in mare sono tutta una serie di convenzioni e linee guida resta un assunto della Convenzione di Ginevra (che la Libia non ha mai ratificato) che il Paese che riceve la chiamata di soccorso – se nessuna altro risponde – deve provvedere da solo.  Per l’Italia non è facile sfilarsi, giacché la Costituzione impone il salvataggio in mare, l’omissione dei naufraghi costituisce reati ai sensi del codice ella Navigazione. Per contro Paesi come Libia e Tunisia non hanno dichiarato quale sia la loro area di competenza da pattugliare, delegando di fatto all’Italia il controllo su un quinto del Mediterraneo (500 km quadrati). Dunque l’unico soggetto che presta realmente soccorso è l’Italia. Per quanto riguarda i porti in cui fare lo sbarco dei migranti la Convenzione Sar (recupero e soccorso) qualsiasi sia lo status di cittadinanza – devono essere trascinati nel porto “sicuro” più vicino. L’Italia può negare l’accesso ai suoi porti a imbarcazioni private, ma se lo nega a una nave che ha fatto un soccorso rischia di violare la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.

Fonte:https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/10/migranti-salvini-e-toninelli-malta-accolga-nave-aquarius-rispettando-convenzioni-internazionali-la-valletta-resiste/4417032/

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