Una villa in via Tacca a Firenze, 276 metri di superficie catastale, 11,5 vani, due livelli con salotto triplo, grande cucina abitabile, studio, tre camere e tre bagni, terrazza. Costo: un milione e trecentomila euro. Acquirenti: il senatore Matteo Renzi e la moglie Agnese Landini. L’ex presidente del consiglio ha comprato una nuova casa. O meglio sta per comprare: lo scrive il quotidiano La Verità che racconta come Renzi abbia firmato un preliminare d’acquisto nello studio fiorentino del notaio Michele Santoro per una villa da 1.230.000 più altri 70.000 per un terreno agricolo di 1.580 metri quadrati adiacente al giardino. Due settimane fa – ricostruisce il giornalista Giacomo Amadori  – l’ex segretario del Pd ha versato una caparra da 400mila euro con quattro assegni circolari da 100mila euro l’uno, emessi il 12 giugno scorso dal Banco di Napoli, l’istituto a cui si affidano i parlamentari. Il resto, e cioè circa 900mila euro, Renzi proverà a trovarli con un mutuo, il quarto che si andrebbe a sommare alla rata mensile da 4.250 euro che paga del 2012.

Insomma, un’uscita fissa pesante anche per un senatore. Soprattutto perché, come ricorda sempre il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, solo pochi mesi fa Renzi aveva assicurato in televisione di avere un conto corrente molto più modesto. “Non ho niente da nascondere, da premier non mi sono arricchito. Ecco il mio conto corrente. Il 30 giugno 2014, quando ho cominciato a fare il presidente, avevo 21.895 euro e oggi ho 15.859 euro. Sempre se mia moglie nel frattempo non ha fatto qualche spesa. C’è l’ idea che chi fa politica magari sia un po’ traffichino, uno che mette il naso in tante vicende”, aveva detto a Matrix il 18 gennaio del 2018.
Sei mesi dopo, però, ecco che l’ex sindaco di Firenze ha comprato casa dalla signora Natalia Gajo, classe 1928, e dai suoi due figli: Giusto Puccini, 68 anni, docente di Istituzioni di diritto pubblico, tra i giuristi favorevoli al  al referendum costituzionale, e la sorella Oretta, 61 anni, dal 1987 dipendente dell’ex Provincia di Firenze, guidata da Renzi tra il 2004 e il 2009. La villa di via Tacca era stata messa in vendita originariamente a un milione e mezzoma l’ex premier è riuscita a ottenerla offrendo duecentomila euro in meno. Non è l’unico colpo di fortuna di questa storia.

Il 23 aprile del 1986  (dopo l’entrata in vigore della legge sui condoni edilizi del 1985 ) i proprietari presentano domanda di sanatoria edilizia per “alcuni ampliamenti e modifiche interne ed esterne”. Quando arriva la risposta del comune di Firenze? Più di trent’anni dopo. Alla richiesta, infatti, “ha fatto seguito il rilascio da parte del sindaco della concessione edilizia in sanatoria numero 3150/2017”. “Come mai ci sono voluti 31 anni e l’ attuale giunta per ottenere risposta?”, attacca Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio comunale. “A Firenze evidentemente esiste un metodo infallibile per uscire dalle sabbie mobili della burocrazia: avere Matteo Renzi come prossimo acquirente. Di tutto questo, ovviamente, chiederemo spiegazioni al sindaco Nardella”. Ma non solo. Perché il consigliere comunale del partito di Giorgia Meloni racconta anche altro. “Pochi giorni fa i residenti della zona mi hanno chiamato per ringraziarmi per la battaglia condotta negli ultimi 4 anni per consentire che questa “strada privata” fosse dotata di una sbarra – dice Torselli – Dal 2014 a oggi si erano rivolti senza fortuna ai vari assessori alla Mobilità e avevano persino presentato esposti in Tribunale. Ma ora sembra che l’ autorizzazione alla chiusura da parte del Comune sia arrivata. Purtroppo, visto il nome del nuovo residente, temo di non potermene intestare il merito”.
E visto che adesso Renzi è a caccia di un mutuo da 900mila euro, La Verità ne approfitta per fare i conti in tasca all’ex premier, già titolare di tre finanziamenti. Uno è del 2004: 300mila euro restituibili in vent’anni a 1.600 euro al mese per la villa comprata dall’allora presidente della provincia di Firenze a Pontassieve e mai venduta. Un altro è del 2009, da 160mila euro – 800 euro ogni trenta giorni – sempre per lo stesso immobile. Il terzo era arrivato nel 2012 quando il padre e la madre di Renzi avevano venduto la loro casa a Rignano sull’Arno ai quattro figli. Che per comprarla avevano dovuto accendere un mutuo da 1,3 milioni di euro:all’allora primo cittadino del capoluogo toscano era toccata una rata da 325mila euro, cioè 1.850 euro al mese. In totale sono 4.250 euro di mutui che dal 2012 escono ogni trenta giorni dal conto corrente di Renzi per estinguere i vari finanziamenti. A questi si andrebbe a sommare una nuova, sostanziosa, rata se alla fine il mutuo per la villa di via Tacca dovesse essere concesso.