giovedì 24 maggio 2018

Un appello per abolire l'inquadramento dei sacerdoti nell'esercito con gradi e stipendio da generali



Il 3 febbraio 2018 il Consiglio dei Ministri in scadenza di mandato ha deliberato lo stanziamento di 10 milioni di euro per mantenere i cappellani militari nell’inquadramento delle forze armate. Ma ora è la stessa Chiesa, dal basso, a chiedere a Papa Francesco di intervenire per bloccare questo provvedimento. Alex Zanotelli, missionario comboniano, dalle pagine di ‘Mosaico di Pace’, rilancia l’appello che chiede l’abolizione dell’inquadramento dei sacerdoti nell’esercito: “Che senso hanno le stellette, se l’obiettivo fosse davvero quello di fare pastorale? Se l’Intesa verrà confermata dal nuovo Governo, l’ordinario militare, assimilato a un generale d’armata, andrà a incassare 126 mila euro all’anno, il vicario generale (generale di divisione) 104 mila euro, il cappellano capo (maggiore) 48 mila euro e per il cappellano (capitano) 43 mila, è una vergogna”.
Incontriamo padre Alex Zanotelli nella Genova di don Andrea Gallo, dove l’attuale arcivescovo è Angelo Bagnasco, “che fu ordinario militare con il grado di generale d’armata proprio negli anni più duri della guerra in Iraq, con uno stipendio di 190 mila euro all’anno, mentre migliaia di cristiani scendevano in piazza in Italia e nel mondo per fermare quel conflitto e lo stesso Papa gridava ai ‘potenti della terra’ di non intervenire, coerente con il messaggio di amore disarmato e la direzione della non violenza attiva indicata da Gesù – dichiara a ilfattoquotidiano.it – Negli scorsi mesi Papa Francesco è stato a Barbiana in pellegrinaggio sulla tomba di don Lorenzo Milani, duro contestatore dei cappellani militari quando ancora fare obiezione alla naja era un reato, poi si è recato nelle terre di don Tonino Bello… questa intesa, che integra i cappellani in un esercito sempre più impegnato a fare guerra ‘ovunque i nostri interessi vitali siano minacciati’, com’è avvenuto nelle guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, non solo è in chiaro contrasto con il Vangelo, ma anche contro il magistero di Francesco”.
“Dopo anni e anni di contestazione dei cappellani militari – si legge nell’appello lanciato con Zanotelli dall’Arcivescovo di Altamura Giovanni Ricchiuti, don Renato Sacco e Sergio Paronetto di Pax Christi – sia da parte laica come da parte ecclesiale (preti e vescovi inclusi!), riteniamo uno scandalo per il popolo dei fedeli vedere sacerdoti inseriti nel sistema militare con i gradi di generale, maggiore, capitano. Chiediamo che venga abolito l’inquadramento militare dei cappellani e che l’assistenza spirituale al personale militare sia data alla pastorale ordinaria”.

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