mercoledì 16 maggio 2018

Ultima ora: Contratto di governo chiuso, mancano solo le firme. Guardate e diffondete!

La bozza del contratto di governo M5s-Lega è chiusa: il tavolo tecnico ha terminato i lavori e ora manca solo il via libera dei due leader che dovranno confrontarsi su alcuni dei punti critici. Poi bisognerà trovare l’intesa sui nomi, quindi la squadra dei ministri e naturalmente il presidente del Consiglio: “Saranno tutti politici, compreso il ministro dell’Economia”, ha assicurato Luigi Di Maio, mentre Matteo Salvini ha chiesto per il Carroccio di poter avere il Viminale. Seguirà il voto online per gli iscritti 5 stelle e quindi il confronto nei gazebo per la Lega, infine saliranno al Colle. Dopo i tormenti dei giorni scorsi quindi, l’aria sembra cambiata e per il momento l’intesa va avanti. “Ora indietro non ci si può tirare”, ha scritto Di Maio sul Blog delle Stelle nel pomeriggio. “Ora questo governo s’ha da fare. Ora l’Italia deve cambiare davvero”.
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Contratto di governo: 40 pagine, ci sono anche i vaccini
Il testo finale prevede oltre 40 pagine di documento con una serie di punti, moltissimi, che non erano inizialmente previsti e che sono entrati in occasione della fitta trattativa tra M5s e Lega. Tra questi anche un capitolo sui vaccini. Tutti i punti del contratto sarebbero formalmente chiusi e sarebbero solo 6 i punti che devono essere visionati dai leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Una prima bozza è stata pubblicata in esclusiva dall’HuffPostil 15 maggio: il testo ha fatto molto discutere perché prevedeva tra le altre cose l’uscita dall’Euro, ma gli interessati hanno smentito definendola una “vecchia versione”. Non è l’unica bozza ad essere circolata: una versione è stata consegnata anche al Quirinale lunedì scorso, ma il Colle ha scelto di non leggerla perché, ha fatto sapere, “Mattarella esamina solo testi definitivi”.
Tra le prime indiscrezioni sul contenuto del documento, ci sono alcune conferme rispetto alla prima bozza. Intanto il superamento e non l’abolizione della legge Fornero, come già visto. A confermarlo è stato lo stesso Salvini: “Abbiamo trovato un punto di incontro su come smontare la legge”, ha dichiarato. Di Maio ha invece detto che ci sarà “la riduzione del numero dei parlamentari“: “Si tratta di un grande tema da affrontare”.
Ministri e premier rigorosamente politici
Ancora pochissime le notizie per quanto riguarda i componenti della squadra. Salvini e Di Maio non fanno che ripetere di essere pronti a fare un passo indietro se serve. Intanto il leader del Carroccio ha detto: “Nel contratto c’è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega farà da garante” (in sostanza prenota ilViminale). In contemporanea il capo politico dei 5 stelle ha garantito che si cercano personalità politiche. E quindi anche per il Mef: “Non credo ai tecnici, ma solo a figure politiche”, ha detto. E poi aggiunto: “Tutti i nomi della squadra saranno politici”.
I due leader si vedranno in serata: devono sciogliere i nodi più complicati (sono 4-5, riferisce Danilo Toninelli e “poi la parola spetterà ai leader”) e soprattutto sul tavolo c’è ancora la questione irrisolta del presidente del Consiglio. I giornali hanno ricominciato a parlare dell’ipotesi della staffetta e non è stata ancora scartata dalle parti, ma con la grande incognita di chi parte per primo. In questo senso il segretario del Carroccio ha ripetuto quello che scandisce da settimane: “Se serve, sono pronto a un passo di lato”. “Se avessi la certezza che anche da premier potrei fare cose utili per il Paese mi metto in gioco – ragiona – e se serve faccio un passo di lato: io voglio cambiare questo Paese. Più ci minacciano, più ho voglia di partire con questa sfida”. Anzi, per Di Maio si va anche più in là: “Io mi auguro che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori”. L’annuncio di Salvini è che Cinquestelle e Lega potrebbero riferire al Quirinale già prima di lunedì, nonostante siano in programma entro domenica sia la votazione online degli iscritti M5ssulla piattaforma Rousseau sia la “gazebata” (così chiamata) per il referendum organizzato per la base del Carroccio.
Salvini, nella diretta facebook, attacca i soggetti principali del cosiddetto establishment. “Il Financial Times dice che siamo barbari – dice – Io dico meglio barbari che servi. Stanno usando i soliti trucchetti, lo spread… Ma noi andiamo avanti. Non son nato per tirare a campare”. Una replica al principale giornale economico britannico che segue quella già pronunciata ieri dal capo politico del M5s Di Maio. Rilancia Salvini: “Se i salottini che hanno spinto i nostri figli alla precarietà sono preoccupati allora sono spinto ad andare avanti: vuoi vedere che stiamo andando sulla strada giusta”. Insomma se lo spread sale sono “i soliti giochini della finanza, vuol dire che stiamo facendo bene…”. Sulla difesa di agricoltura e pesca e la tutela del made in Italy “l’impegno della Lega è sacro”.
Il tema dell’Europa si annuncia quello su cui la possibile maggioranza si ritroverà a discutere anche in futuro: “Posso capire che l’accordo” per un governo di cambiamento “spaventi un certo establishment europeo – riflette Di Maio parlando con i cronisti a Montecitorio – Con l’Europa ci sarà massimo dialogo ma non saremo subalterni a qualche eurocrate”. Di Maio spiega che grazie al dialogo con la Lega “abbiamo messo a punto nuove procedure per il dialogo con laUe sia per la delegazione tecnica da portare” a Bruxelles a supporto della delegazione politica.
Dice il capogruppo della Lega Gianmarco Centinaio, intervistato da InBlu Radio (le radio della Cei) che il confronto sul programma “debba terminare il più velocemente possibile in un modo o nell’altro. Sia che si tratti di un finale positivo sia che si tratti di una tragedia. L’obiettivo che abbiamo in queste ore è quello di non far disinnamorare gli italiani della politica”. Quanto alla pubblicazione sulla stampa di una bozza di programma che provoca qualche scossa sui tassi Btp e sullo spread, Centinaio ha spiegato che “qualcuno presente al tavolo ha voluto fare il fenomeno con un giornalista e gli ha rifilato una bozza. E confrontando quella bozza con quella che abbiamo oggi è come parlare dell’uomo preistorico e l’uomo dell’età moderna. È stato molto stupido passare una bozza del genere perchè non serve a nessuno. Quella era solo una bozza preistorica. Su questo mi sono molto arrabbiato perchè ha rischiato di far saltare tutto”.
Intanto dei tentativi di distensione arrivano anche da Bruxelles. E’ tornato a parlare il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos: “Non voglio interferire con la politica nazionale – afferma – C’è un processo in atto e ben presto speriamo l’Italia abbia un governo che sarà un interlocutore, anche per le questioni migratorie. L’Italia è un grande Paese democratico ed europeo. Noi contiamo sul ruolo, che vada avanti e che può avere su tutte le questioni, in particolare sulla migrazione. E’ un ruolo molto importante in Europa”. Più dialogante anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, dirigente di Forza Italia: uscire dall’euro “è pericoloso”, spiega, ed è “fortemente dannoso per le famiglie, i risparmi, i lavoratori e le piccole e medie imprese in tutta l’Ue”. “Noi dobbiamo riformarlo, non abbandonarlo” conclude.

1 commento:

  1. Voglio nutrirmi di cicorie selvatiche e di rospi fritti, ma voglio che il mio Paese, sia libero e sovrano!

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