domenica 27 maggio 2018

Lettera aperta di Paolo Savona a Sergio Mattarella! Guardate tutti!



Caro Presidente,    per il rispetto che porto all’istituzione che presiede e a Lei personalmente, è con molta ansia che Le indirizzo questa lettera aperta riguardante una scelta che considero fondamentale per il futuro dell’Italia: la cessione della sovranità fiscale per far funzionare la sovranità monetaria europea, dato che questa è stata ceduta dagli Stati-membri senza stabilire quando e come si dovesse pervenire all’indispensabile unione politica necessaria per rendere irreversibile l’euro, né attribuire alla Banca Centrale Europea il potere di svolgere la funzione  di lender of last resort in caso di attacchi speculativi come quelli che abbiamo vissuto dopo la crisi finanziaria americana del 2008.Invece di affrontare questi due problemi vitali per il futuro dell’Europa si chiede di sottoscrivere un accordo per cedere la sovranità fiscale residua che, per pudore, viene chiamata “gestione in comune”. Il Presidente della Bundesbank ha riproposto e precisato i contenuti in un recente discorso.
Leggo sui giornali che Lei avrebbe concordato con il Presidente della BCE e il Ministro dell’economia e finanza italiano una strategia in attuazione del previsto accordo. Non credo di dovere spiegare a Lei perché nomino istituzioni e non persone. Penso che queste notizie siano suggerimenti di persone scriteriate (l’aggettivo è di un Suo illustre predecessore, Luigi Einaudi) che, non fidandosi più del Paese, ammesso che mai se ne siano fidate, lo vogliono colonizzare; una sorta di fastidio per i disturbi che provengono per i loro interessi. Spero che la notizia sia infondata, perché se non lo fosse, sarebbe Suo dovere smentirle, secondo un insegnamento che mi ha dato Ugo La Malfa: se un notizia è falsa, non si smentisce, se è vera, si deve farlo; e, aggiungeva che, se i contenuti della notizia erano particolarmente importanti – come sarebbe la cessione della sovranità fiscale che marcherebbe la fine della democrazia italiana senza che ne nasca un’altra – non si doveva solo smentire, ma farlo in modo energico.
A ogni buon conto, se una tale scelta maturasse, Lei non potrebbe ratificarla, perché  l’art. 11 della Costituzione dice chiaramente che l’Italia … consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.Naturalmente diranno che la decisione risponde a queste condizioni (pace, giustizia e parità con altri Stati) ma, sulla base dell’esperienza fatta con la cessione all’Unione Europea della sovranità di regolare i mercati e di battere moneta, queste sono pure ipotesi, una vera truffa per taluni e un’ingenuità per altri, che né la scienza economica (mi passi il termine), né la politica, che pretese di scienza non ha mai avuto, possono asseverare.
I trattati internazionali sono contratti giuridici tra nazioni e l’oggetto del Patto stipulato a Maastricht in attuazione dell’Atto unico e ribadito a Lisbona nel 2000 parla chiaro: all’art. 2, punto 3, afferma che L’Unione …. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L’Unione combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.
Le chiedo, caro Presidente, se Lei ritiene che questo impegno sia stato adempiuto e quali siano, anche dopo l’esperienza della crisi greca, le probabilità che lo possa essere anche ipotizzando di cedere la parte residua della sovranità nazionale in cambio (il termine è già un eufemismo) di un’assistenza finanziaria accompagnata da vincoli che violano il dettato della nostra Costituzione che Lei è deputato da tutelare. Invece di uscire dal paradosso di un non-Stato europeo formato da non-Stati nazionali si intende approfondire questa strana configurazione istituzionale, perché appare vantaggiosa a pochi paesi capeggiati dalla Germania.Poiché la tesi del vantaggio che potremmo ricavarne è priva di fondamento, da tempo si insiste nello spargere terrore su quello che avverrebbe se l’euro crollasse, trascinando il mercato unico, aggiungendo la ciliegina della speranza che in futuro le cose andranno meglio e che si va facendo di tutto affinché ciò avvenga.Vivere nel terrore del dopo e nelle speranze che le cose cambino, senza attivare gli strumenti adatti affinché ciò avvenga, non è posizione politica dignitosa. L’Italia non si è tirata indietro quando è stato chiesto di pagare un costo elevato in termini di vite umane per giungere all’unità e per uscire dalla dittatura nazifascista perché sapeva valutare il costo di rimanere nelle condizioni in cui si trovava, spero che la nuova classe dirigente non si tiri indietro e sappia chiedere e far accettare un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.Per l’Italia non esiste alternativa al chiedere il rispetto congiunto del dettato costituzionale e dell’oggetto del Trattato europeo vigente e Lei ne è garante…….Paolo Savona

Fonte: https://www.5stellenews.com/lettera-aperta-di-paolo-savona-a-sergio-mattarella/

4 commenti:

  1. E' inconcepibile che il popolo italiano possa ancora una volta accettare le ingerenze politico-economiche di Paesi e poteri economici esteri senza reagire con decisione e veemenza. Se due partiti politici, peraltro con posizionamenti politici non proprio settari come tanti altri, hanno deciso di nominare il Sig.Paolo Savona come candidato a ministro dell'economia del nuovo governo, il veto di Mattarella giunge inappropriato e dannoso alla dignita' di tutti.

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  2. abbiamo i migliori cervelli in italia e dobbiamo mandarli altrove x gente che non capisce nulla savona e un grande economista e dovremmo averlo come un diamante, curarlo e e verne cura , perche noi italiani abbiamo fatto la grande storia del mondo , e nessuna altra nazione a fatto cio che ha fatto l'italia un paese bello il giardino dell mondo ricordo che era chiamato oggi si e ridotto a non avere piu parola nel parlamento , ma il popolo e sovrano e lo restera poiche noi italiani siamo sanguini e l'italia non sara mai comandata da un altra nazione, ora caro presidente risponda a questo grande uomo, non perche lei non sia stato un grande studioso ma credo che qualcosa può imparare e sopratutto a supportare l'italia e gli italiani, e anche a far valere cio che gli italiani vogliono x la nazione, siamo in democrazia, e ci resteremo, dittatori ne abbiamo gia avuti e nonne vogliamo, con questo chiudo , grande professor SAVONA siamo con te

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  3. Concordo pienamente con quanto scritto da Giuseppe Parmegiani. Il popolo italiano non può accettare ingerenze da paesi stranieri sulle questioni interne, gli italiani hanno votato per un governo del cambiamento e questo si deve realizzare, anche se la Germania e altri paesi non sono d'accordo. Non ho sentito, ne letto che in questi ultimi anni gli italiani abbiano mai posto veti o esercitato ingerenze nelle decisioni dei popoli europei che hanno fatto le loro scelte in piena libertà. Viva la democrazia e il popolo sovrano che vota e decide. Mattarella non doveva mettersi di traverso, lui che non ha mai fatto sentire la sua voce quando certi governi tecnici (sic) hanno approvato decreti legge che hanno colpito i lavoratori (vedi legge fornero, minuscolo voluto)ma hanno invece salvato le banche (e i loro amministratori) che hanno agito in un modo che negli Stati Uniti li avrebbe portati direttamente in carcere, mentre da noi ricevono pure il premio di produzione e compensi milionari. Basta siamo stufiiiiiiiiiiiiii.

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