domenica 18 marzo 2018

VERGOGNOSO! ECCO VIRGINIA RAGGI CONTRO TUTTI VIENE ANCHE RICATTATA!



“Pressioni sui dirigenti delle aziende capitoline e, indirettamente, sul Campidoglio stesso affinché Atac non ricorresse al concordato preventivo. Pena, per il Comune di Roma, la rimessa in discussione di tutti i rapporti finanziari con la Banca Nazionale del Lavoro.”
“L’operazione fallimentare, infatti, non solo avrebbe messo a rischio la totalità degli importi vantati dall’istituto, fra i principali creditori della società romana dei trasporti, ma avrebbe anche interrotto il “sistema” che si era creato e che permetteva alle società pubbliche ad ottenere nuovi finanziamenti dagli istituti di credito sebbene non ve ne fossero le condizioni economiche. Motivo per il quale le pressioni si sono spostate poi sull’advisor privato scelto da Atac, la società Ernst & Young”.
“Emergono particolari inquietanti sul fronte romano nell’inchiesta della Procura di Bari che indaga per bancarotta fraudolenta in relazione all’operazione che ha portato alla procedura fallimentare per l’azienda pugliese Ferrovie Sud Est, procedimento a carico di 3 funzionari della Bnl e dell’amministratore unico della società Fes”.
“Proprio uno di questi funzionari, Giuseppe Maria Pignataro – secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri – avrebbe cercato per settimane di evitare che Atac portasse i libri in tribunale, un’opera di convincimento perpetrata nei confronti della direttrice amministrazione e finanza dell’azienda capitolina, Maria Grazia Russo, ma anche verso l’ad di Ama, Lorenzo Bagnacani, altra società del Comune di Roma verso la quale la Bnl detiene un’altra importante linea di credito”.
“La Procura, infatti, trova delle forti analogie fra i casi di Atac e di Fes: l’obiettivo sarebbe stato quello di “scongiurare con ogni mezzo il rischio che la banca risulti sottoporsi alle regole della par condicio creditorum, concorrendo con gli altri creditori nel rispetto delle sole garanzie di legge. Un intendimento apparentemente non andato a buon fine, sebbene precedentemente le banche creditrici abbiano ottenuto – come risulta dal piano concordatario e dal bilancio di Atac – “la postergazione (al 2019, ndr) dei crediti dell’azionista rispetto a quello dei creditori terzi”.Fonte:www.ilfattoquotidiano.it


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