giovedì 21 giugno 2018

Ultima Ora Vergognosa: Macron torna a insultarci, siete come la LEBBRA! Cosa ne pensate delle sue dichiarazioni?

Queste sono le parole che ha appena pronunciato Macron. Sono offensive e fuori luogo.
La vera lebbra è l'ipocrisia di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere una equa ripartizione dei migranti.
La solidarietà o è europea o non è.

Ultima Ora: Sequestrati 5 milioni a Formigoni. Condannato a 6 anni per corruzione! Guardate e diffondete!

(ANSA) - MILANO, 21 GIU - La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha eseguito un sequestro conservativo per un valore di 5 milioni di euro a carico di Roberto Formigoni, ex Governatore lombardo ed ex senatore, per la vicenda Maugeri, per il quale è già stato condannato in primo grado 6 anni per corruzione. I pm contabili hanno eseguito anche sequestri conservativi a carico di altri, tra cui l'ex faccendiere Pierangelo Daccò e l'ex assessore Antonio Simone, già condannati in sede penale. L'ammontare dei sequestri supera i 30 milioni.    

Ultim'ora nave fantasma: migranti in acque libiche, Toninelli: “Fuori da ogni regola”, Salvini: “Li portate in Olanda”!



Il salvataggio da parte del personale della ong olandese, che ha chiesto l'intervento delle navi italiane, ha scatenato la reazione dei due ministri già protagonisti del caso Aquarius. Il responsabile dei Trasporti annuncia un'indagine della Guardia Costiera, quello del Viminale dice: "Abbiamo scritto all'ambasciatore olandese".

Al momento stiamo salvando 300-400, è richiesto il supporto della Guardia costiera italiana o navi mercantili. Altre informazioni seguiranno”. Ore 8 e il tweet della Lifeline, nave della Ong tedesca, ha immediatamente attirato le attenzioni dei due ministri protagonisti dell’affaire Aquarius (la nave con i migranti che sono stati accolti dalla Spagna), Danilo Toninelli e Matteo Salvini. I migranti erano bordo di un gommone a largo delle coste libiche. La Lifeline, che batte bandiera olandese, è intervenuta in acque Sar (Search and Rescue) libiche ed sarebbe stato proprio la guardia costiera di Tripoli a coordinare l’operazione. Una motovedetta è stata inviata sul posto. “Ci aspettiamo – dicono dalla ong – comportamento professionale e che le forze libiche rispettino la legge internazionale”.
Alle 14 il primo commento è del ministro dei Trasporti su Facebook: “È notizia di queste ore che la nave Ong Lifeline sta agendo in acque libiche fuori da ogni regola, fuori dal diritto internazionale. Hanno imbarcato – scrive Toninelli che annuncia di aver chiesto alla Guardia Costiera italiana di avviare un’indagine. – circa 250 naufraghi senza avere i mezzi tecnici per poter garantire l’incolumità degli stessi naufraghi e dell’equipaggio”. L’indagine dovrà “verificare l’effettiva corrispondenza tra il vessillo battuto dalla nave e l’appartenenza a quella stessa nazionalità”. “Vi terrò aggiornati sugli sviluppi, ma di certo vi anticipo che il diritto del mare non permette la navigazione a navi non regolari”, dice ancora il ministro.Nel suo post il ministro Toninelli afferma anche che la Lifeline “non sta collaborando con la guardia costiera Libica che, dalle prime informazioni acquisite, stava intervenendo per salvare i migranti e riportarli su suolo libico. Operazione di sua stretta competenza, trattandosi di eventi accaduti in mare libico. Non abbiamo nulla contro le Ong ma siamo e continuiamo ad essere per il rispetto della legalità. Soprattutto quando si parla di vite umane”. “A ciò va aggiunto – afferma ancora il ministro- che ad oggi non abbiamo ancora riscontri sull’effettiva appartenenza all’Olanda della nave Ong Lifeline, come anche della Seefuchs, che pure batte bandiera dii batte bandiera dei Paesi Bassi”. 
Contemporaneanche anche Salvini ha postato un video sul social: “Questa nave battente bandiera olandese contravvenendo a tutte le regole e leggi, essendo una nave fantasma, ha spento le strumentazioni di bordo, ha caricato a bordo 224 clandestini su gommoni partiti dalla Libia in acque libiche. La Guardia costiera italiana ha scritto ‘non muovetevi, ci pensano le autorità libiche’; la Guardia costiera libica ha scritto ‘non muovetevi, ci pensiamo noi’. Ma questi disgraziati, anche mettendo a rischio la vita dei migranti su quei gommoni, non ha ascoltato le autorità libiche e italiane ed è forzosamente intervenuta per caricare il prezioso quantitativo di carne umana a bordo. Perché sono buoni? Lasciatemi il dubbio che lo fanno per interesse, perché se fossero buoni, con le motovedette libiche lì nei pressi, non sarebbero intervenuti. Ora questa nave di pseudovolontari batte bandiera olandese. Abbiamo scritto all’ambasciatore olandese, in ogni caso questa nave l’Italia la vede solo in cartolina, le regole se ci sono vanno rispettate, non si mettono a rischio le vite umane. Avete fatto un atto di forza non ascoltando la Guardia costiera italiana e libica? Bene, questo carico di esseri umani ve lo portate in Olanda, fate il giro un po’ largo. Porti italiani nisba”. Le navi “di queste pseudo-ong non toccheranno più il suolo italiano”, ha aggiunto.
Sempre nel post il responsabile del Viminale spiega che “ad ovest della Libia, a 18 miglia dalla costa, sono segnalati altri due gommoni con altri disperati a bordo. Hanno chiamato la guardia costiera italiana. Ma se ci sono imbarcazioni in difficoltà al confine tra Libia e Tunisia non si capisce perché deve intervenire la Guardia costiera italiana che sta più a nord e sta molto lontana. Abbiamo scritto – ha informato il ministro – chiedendo l’intervento delle autorità tunisine. Se i libici non possono esserci perché stanno litigando con questa pseudo-ong Lifeline, intervengano allora i tunisini o i maltesi che sono più vicini. Atteggiamento cattivista o egoista? No, se si vuole dare un taglio al business dell’immigrazione clandestina, bisogna far capire che i taxi del mare si fermano. Vogliamo stroncare la mafia dell’immigrazione clandestina che arricchisce pochi delinquenti causando migliaia di vittime”.

Sul caso è intervenuto anche il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio: “La legalità prima di tutto! Avviata l’indagine di bandiera sulla nave Ong Lifeline, che non sta collaborando con la Guardia Costiera Libica, per verificare la corrispondenza tra il vessillo battuto dalla nave e l’appartenenza a quella stessa nazionalità. Grazie ministro Danilo Toninelli!”.

mercoledì 20 giugno 2018

Clamoroso la Gabanelli ha scoperto un mega truffa del pd a danno dei cittadini!



La “tassa” sui sacchetti bio che ha suscitato polemiche ad inizio 2018 è solo la punta dell’iceberg di una serie di costi che incideranno sul budget delle famiglie italiane nell’anno in corso.

Tra i tanti rincari ci sono gas e luce, che aumentano rispettivamente del 5,3% e del 5%.

Si tratta di un’ulteriore costo di circa 80 euro all’anno che le famiglie italiane dovranno sostenere. E se pensate di consumare poca elettricità per risparmiare, dal 2019 non potrete più farlo.

Spiega Milena Gabanelli nella sua rubrica “Dataroom” per il Corriere della Sera

“La prossima bolletta della luce arriverà con un aumento del 5,3%, quella del gas del 5% , che fanno 80 euro a famiglia. Perché? Servono a dare incentivi, al risparmio energetico, a finanziare nuove infrastrutture? A cosa serve questo aumento?
L’Autorità per l’energia lo spiega bene.
Il prezzo del gas aumenta durante i mesi freddi, anche se finora abbiamo avuto un inverno piuttosto temperato. Poi c’è stata un’estate troppo calda e si è prodotto poco idroelettrico e c’è una dispersione sulle reti del Sud; che vuol dire: non è stata fatta la manutenzione. Una voce che paghiamo in bolletta e che ha avuto un aumento del 50% negli ultimi 7 anni”.

L’ex conduttrice di “Report” prosegue elencando le ragioni dei rincari:

“Detto ciò, se uno va a vedere bene dentro la delibera, le ragioni, il grosso di questo aumento è dovuto a ben altro.
Primo: un decreto silenzioso di fine dicembre ha stabilito che bisogna fare lo sconto a chi di energia ne consuma molta. Dal gruppo Mercegaglia a Pirelli, da Ilva a Lactalis (che tra l’altro è pure francese), Acqua Nepi, Uliveto, San Bendetto, gruppo Zegan, De Cecco, Rana. Insomma 2800 grandi imprese. E il conto, 1,7 miliardi, lo pagano le famiglie e le piccole imprese.
Secondo: incentivi alle rinnovabili. Giustissimo! Ma si danno anche agli impianti che producono elettricità con le schifezze (scarti industriali, oli pesanti), pratica che è stata vietata dalla Commissione europea dal 2003.
Terzo: finanziamento ai certificati bianchi. Servivano a fare efficienza. Ora servono a fare cassa alle società di distribuzione di energia elettrica. E non solo. Costano ai cittadini 7 milioni di euro al giorno”.
La mazzata ai cittadini arriverà però il prossimo anno: chi paga poco per l’elettricità si troverà in bolletta un aumento del 46%. Spiega Gabanelli:

“Da gennaio dell’anno prossimo arriva il bello! Scrive l’Autorità: ‘Con la riforma tariffaria, chi consuma poco si vedrà applicato un aumento fino al 46%’. Cioè tutte le famiglie!
Il che vuol dire: è inutile stare lì a risparmiare, tenete pure tutte le luci accese che tanto non fa differenza!
Ora, c’è una ragione per fare tutto questo: rendere più competitive le grosse imprese e incentivare all’uso dell’elettrico al posto del fossile.
Però, allora, ditelo dritto per dritto! Abbiamo deciso di favorire i grandi, qualcuno deve pagare questo prezzo e lo facciamo pagare ai piccoli. Invece di raccontare le storie dell’inverno freddo e dell’estate calda, no?”


GUARDA IL VIDEO INFORMATIVO DELLA GABANELLI QUI---- Video-Gabanelli


ULTIM'ORA - Brucia il secondo autobus in pochi giorni, ma ecco perché stavolta non ne parla nessuno..




Prima le fiamme e un'alta colonna di fumo nero, poi le sirene dei vigili del fuoco. Nel pomeriggio di mercoledì 20 giugno un incendio ha devastato un autobus Atm della linea 924 fermo al capolinea di via Viotti a Milano, vicino alla stazione di Lambrate.
Si tratta del secondo incidente in pochi giorni: nella serata di venerdì 15 giugno un altro incendio aveva distrutto un autobus della linea 924 in via Rombon a Milano, sempre in zona Lambrate. Ma se ad episodi analoghi avvenuti nella Capitale governata da Virginia Raggi e dal M5S è stata riservata la prima pagina della stragrande maggioranza dei quotidiani, lo stesso non si può dire per il capoluogo lombardo a guida Sala-Pd.


ECCO IL MOSTRUOSO TESORO SEQUESTRATO AL “CLAN FINI”: VILLE, IMMOBILI, CONTI E DENARO CONTANTE. TUTTO GRAZIE ALL’AMICO CHE GRAZIE A LUI EBBE LA CONCESSIONE PER LE ODIOSE SLOT MACHINES! DIFFONDIAMO TUTTI QUESTO SCHIFO!



La lista completa dei conti correnti e degli immobili, tra Roma, Sabaudia e l’Abruzzo,  sequestrati dalla Guardia di Finanza ai familiari dell’ex leader di An. Che dopo l’avviso di garanzia commenta: «Ho fiducia nella magistratura»


L’immobile di Alleanza nazionale fu comprato da Giancarlo Tulliani con i soldi del re delle slot Corallo. E ora l’arresto dell’imprenditore catanese e dell’ex parlamentare Laboccetta svela i conti esteri del suocero dell’ex presidente della Camera
E’ un vero tesoro l’elenco degli immobili e dei conti correnti sequestrati all’alba di oggi dallo Scico della Guardia di Finanza a Elisabetta, Giancarlo e Sergio Tulliani. La consorte di Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, è indagata con il fratello e il padre per riciclaggio e autoriciclaggio: secondo la Procura di Roma, i tre familiari hanno ricevuto profitti illeciti per sette milioni di euro da Francesco Corallo , l’imprenditore catanese diventato miliardario con la concessione statale per le macchinette mangiasoldi (slot e vlt). Corallo è stato arrestato il 13 dicembre nel paradiso fiscale di Sint Marteen con l’accusa di aver sottratto all’Italia oltre 250 milioni di euro.

L’inchiesta ora coinvolge anche Fini, indagato per concorso in riciclaggio. L’ex leader di An ha commentato così la notizia anticipata oggi dall’Espresso : «L’avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, ieri come oggi». Il riferimento è all’archiviazione dell’inchiesta del 2010 sul caso dell’appartamento di An a Montecarlo. Anche questa indagine ora è stata riaperta dopo la scoperta che Giancarlo Tulliani aveva acquistato quella casa, nel 2008, con soldi versatigli segretamente dalle società offshore di Corallo, per poi dividere il ricavato con la sorella Elisabetta, che ha incassato personalmente almeno 739 mila euro.

Ecco la lista completa dei conti e degli immobili sequestrati alla consorte di Fini, al fratello Giancarlo e al padre Sergio, impiegato in pensione dell’Enel.
Elisabetta Tulliani

800 mila euro su un conto bancario italiano.
Appartamento a Roma in via Sardegna.
Altro fabbricato nella capitale in via Orso Mario Corbino.
Altri due immobili da 167 e da 52 metri quadri a Rocca di Mezzo, in Abruzzo.


Giancarlo Tulliani

Due appartamenti di 247 e di 62 metri quadri in via Conforti a Roma.
Altro appartamento in un diverso palazzo di via Conforti.
Già sequestrati 520 mila euro sul suo conto italiano: soldi che Giancarlo Tulliani aveva tentato di trasferire a Dubai dopo l’arresto di Francesco Corallo.


Sergio Tuliani

175 mila euro su un conto italiano;
La sua quota (metà) della proprietà di un immobile a Capranica Prenestina (Roma):
Il 50 per cento di altri due appartamenti a Roma, in via Raffaele Conforti, con cantina e garage.
Metà di un altro immobile a Roma in via Roberto Ago con cantina e garage;
Il 50 per cento di un ulteriore appartamento a Roma in via Quattro Venti.
Casa al mare in via Caterattino a Sabaudia.

TANGENTI SULLA TAV, ARRESTATI FIGLI DI POLITICI E DI ALTI PAPAVERI. ECCO CHI SONO I PARASSITI DI QUESTO STATO INFAME E PARASSITA



Spiccano due nomi illustri nell’inchiesta della Procura di Roma su appalti e corruzione delle grandi opere. Uno è l’imprenditore Giandomenico Monorchio (figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio) arrestato stamattina dai carabinieri del Comando Provinciale di Roma. L’altro, che risulta indagato a piede libero, è invece Giuseppe Lunardi, anch’egli imprenditore, nonché figlio dell’ex potente ministro Pdl ai Trasporti e alle Infrastrutture del governo Berlusconi, Pietro Lunardi. Sono in totale ventuno gli arrestati tra Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria nell’indagine condotta dai carabinieri di Roma e denominata «Amalgama» (per simboleggiare i legami stretti). Ipotizza la corruzione per ottenere contratti di subappalto nell’ambito dei lavori per la realizzazione della tratta Tav «Av./A.C Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi» (Alta Velocità Milano-Genova), del 6° Macrolotto dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa. Agli indagati i procuratori aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino contestano, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione. Uno scambio di favori tra dirigenti e imprenditori. Falsi certificati sui lavori in cambio di subappalti. Ruolo «chiave» era quello del direttore lavori, l’ingegner Giampiero De Michelis, considerato il «promotore e organizzatore» della banda insieme all’imprenditore calabrese Domenico Gallo. Era proprio lui che, incaricato della direzione dei lavori dal «contraente generale», svolgeva compiacenti controlli di qualità e rilasciava certificati dove si affermava il falso, ottenendo come contropartita «commesse per beni e servizi» fatturati a ditte riferibili a parenti o amici. Il complesso meccanismo è spiegato dalle intercettazioni telefoniche con le quali i carabinieri, agli ordini del generale Antonio De Vita, hanno incastrato i due principali protagonisti e gli altri indagati coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta. Tantissime le telefonate ascoltate dagli inquirenti. C’è ad esempio quella dell’aprile 2015, nella quale Gallo dice a un coindagato: «Chi fa il lavoro… la stazione appaltante… i subappaltatori… deve crearsi l’amalgama, mo’ è tutt’uno… Perché se ognuno tira e un altro storce non si va avanti… Quando tu fai un lavoro diventi… parte integrante di quell’azienda là… E devi fare di tutto perché le cose vadano bene… è giusto?». I carabinieri annotano nel verbale, poco dopo, lo stupore dello stesso Gallo nell’apprendere che il suo interlocutore credeva che i controlli sui lavori venissero svolti secondo le regole: «Ah, perché pensavi che erano…». Quello risponde: «Io sì», e Gallo chiarisce: «Nooo… non pensare…. Chi pensa male fa peccato ma non sbaglia mai». FONTE: LA STAMPA

Ultima Ora: Governo, chiudere cartelle Equitalia sotto i 100 mila euro! Siete d'accordo?

Chiudere sa subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Ora tocca al governo - aggiunge - semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse".
Il ministro dell'Interno ha partecipato alle celebrazioni del 224° anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza e ha ringraziato il Corpo per i risultati raggiunti. "Dodicimila evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di 2 milioni di euro a testa - ha detto - onore alla Guardia di Finanza che li ha scovati, ora tocca al governo ridurre le tasse e semplificare il sistema fiscale".

Fisco, scoperti 1000 grandi evasori: sottratti 2,3 miliardi allo Stato. Irregolare il 40 per cento degli appalti! Guarda e diffondi


Mille grandi evasori che hanno sottratto al fisco 2,3 miliardi, più di due milioni a testa e appalti irregolari per 2,9 miliardi, danni all’erario per 5 miliardi. Sono i dati principali di 17 mesi di attività della Guardia di Finanza – dal 1 gennaio 2017 al 31 maggio 2018 – resi noti in occasione della festa del Corpo e rilanciati dall’agenzia Ansa.
1.000 GRANDI EVASORI – Due miliardi e 300 milioni, più di due milioni a testa: è quanto hanno sottratto al fisco i mille grandi evasori, soggetti che si avvalgono di una rete di connivenze e della consulenza di studi tributari, non certo piccoli commercianti, artigiani o imprenditori. Più della metà di questi soldi – 1,3 miliardi – sono però già stati confiscati e acquisiti in via definitiva al patrimonio dello Stato. Scoperti anche 12.824 evasori totali che hanno evaso 5,8 miliardi di Iva e contestati quasi 23mila reati fiscali – il 67% dei quali riguardano emissione di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento di documenti contabile – 30.818 sono invece i lavoratori in nero impiegati da 6.361 datori di lavoro.

APPALTI IRREGOLARI PER 2,9 MILIARDI, 40% GARE –Nel settore appalti la Guardia di finanza ha scoperto irregolarità sull’aggiudicazione del 40% delle gare esaminate. Oltre 6mila i denunciati per reati in quest’ambito e delitti contro la Pubblica amministrazione, 644 dei quali arrestati; 600 milioni di euro sequestrati. Su un totale di gare sottoposte a controllo per 7,3 miliardi, il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 2,9 miliardi.
DANNI ERARIO PER 5 MILIARDI – Sono 8.400 le persone responsabili di un danno erariale individuate, per un ammontare di 5 miliardi. Il dato si focalizza su un insieme di inefficienze e sprechi di risorse di cui si rendono colpevoli persone che operano nel settore pubblico procurando danni all’erario.
FRODI COMUNITARIE – Negli ultimi 17 mesi la Guardia di Finanza ha scoperto frodi in danno del bilancio nazionale e comunitario per oltre 1,5 miliardi di euro. Si attestano a 175 milioni le frodi nel settore della spesa previdenziale e sanitaria. I soggetti nel complesso denunciati sono stati 12.741, con l’esecuzione di oltre 40.000 interventi a tutela dei principali flussi di spesa pubblica.
SANITA’, FURBETTI TICKET OGNI 10 CONTROLLI – Le Fiamme Gialle hanno effettuato controlli mirati in ambito sanitario per scoprire i “furbetti” del ticket, settore nel quale sono state individuare “sacche” di irregolarità nel 90% dei casi: in pratica, ogni 10 persone controllate, almeno 9 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto. Per quanto riguarda poi gli aiuti economici e i servizi sociali di assistenza verso cittadini in condizioni economiche e sociali di disagio, il 39% dei controlli svolti ha evidenziato irregolarità.
MAFIA E TERRORISMO – Le indagini patrimoniali contro le mafie hanno portato alla confisca di beni e valori per 2 miliardi. Altri 3 miliardi sono stati sequestrati, mentre le richieste di sequestro in corso ammontano a 4,6 miliardi. Tre miliardi il valore del riciclaggio accertato, somme intercettate grazie a circa 1.300 indagini, da cui sono scaturite denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 2.508 persone, 284 delle quali poste agli arresti. Delle oltre 131.600 segnalazioni di operazioni sospette esaminate, 38.600 sono state sottoposte a indagini più approfondite e 756 sono risultate attinenti al finanziamento del terrorismo internazionale.
IL MERCATO DEL FALSO – Sono 264 milioni gli articoli sequestrati dalle Fiamme Gialle tra quelli contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy, quelli non sicuri e i prodotti alimentari con marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere su origine e qualità. Oscurati o sequestrati anche 521 siti internet, utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/20/fisco-scoperti-1000-grandi-evasori-sottratti-23-miliardi-allo-stato-irregolare-il-40-per-cento-degli-appalti/4439282/

martedì 19 giugno 2018

Rom, Di Maio senza freni: “Il censimento da fare è quello sui raccomandati della pubblica amministrazione. Controlli anche in Rai”! Guarda e diffondi


Non censire i rom ma i raccomandati della pubblica amministrazione. Anche quelli in Rai. È in questo modo che  Luigi Di Maio risponde a Matteo Salvini. E lo fa nello studio di Porta a Porta, quella che un tempo fu la “terza Camera del Parlamento”. “Ci sono altri censimenti politici da fare: il primo è quello dei raccomandati della Pa e tra questi anche quelli che ci sono in questa azienda, la Rai“, ha detto il vicepremier a Bruno Vespa. Aggiungendo subito dopo: “Nessuna azione intimidatoria però se c’e governo del cambiamento dobbiamo ristabilire un pò di meritocrazia”.
Quindi il leader del Movimento 5 stelle è tornato sulle parole del suo alleato di governo. “Quando Salvini ha detto ‘non faremo censimenti, non schederemo le persone, mi ha fatto piacere che abbia corretto il tiro, perché secondo la nostra Costituzione i censimenti su base razziale non si possono fare. Controlli per la sicurezza dei campi rom e dei bambini sono cosa diversa: il tema della sicurezza è importantissimo. Ma se si parla di censimenti su base razionale, no”. Già come aveva fatto ieri, dunque, il ministro dello Sviluppo Economico pone l’accento sulla smentita del titolare del Viminale. Ma bolla la sua prima proposta – una vera e propria offensiva razziale – come incostituzionale.

“Modificheremo Dublino. Soldi accoglienza vanno rendicontati” – Quindi Di Maio ha rilanciato l’alleanza col Carroccio soprattutto sul fronte dell’immigrazione. “Siamo compattissimi. È un tema che l’Italia ha affrontato con pazienza in questi anni, ma adesso la musica e cambiata. Nelle prossime settimane andremo ai tavoli europei, chiederemo una modifica del regolamento di Dublino. Nulla sarà più come prima. Ora ci sono porti aperti in Spagna e in Francia: ci hanno fatto la morale. Ora le Ong possono andare anche lì. È bastato dire qualche No ai tavoli europei. Con qualche sano No otterremo tanti Sì”.  “L’accoglienza dei migranti- ha ripetuto il leader del M5s – è diventata un business. Ora da una parte dobbiamo limitare le partenze dall’altra i soldi che si mettono sull’accoglienza devono essere rendicontati. Gli italiani mettono tanti fondi, parte dei quali sono al ministero del lavoro e che vengono assegnati alle coop che gestiscono l’accoglienza seguendo le prassi dell’emergenza: questi fondi vanno rendicontati, il tema è vero e serissimo”.
“Non ho complesso di Salvini. Conte fa sintesi” – E sulla superiore mediaticità del suo parigrado, il vicepremier ha poi ripetuto quanto dichiarato a Lucia Annunzia: “Quello di Salvini èun complesso che non ho. Abbiamo stili completamente diversi ma il presidente Conte sa fare la sintesi”. Quindi il vice presidente del consiglio ha nuovamente esposto la versione sul caso legato allo stadio della Roma che ha coinvolto Luca Lanzalone, ex presidente di Acea. “Conosco la vicenda Lanzalone. A Livorno con la sua professionalità ci ha permesso di risolvere il problema dei rifiuti” e sotto la sua presidenza “Acea ha superato il record di valore delle azioni. Non è una persona legata a M5S, ha dimostrato il suo valore sul campo”.
“Reddito di cittadinanza entro l’anno” – Dunque, il leader del M5s ha parlato di riforme da fare a partire da quella sul finanzialmento alla politica. “Ho già parlato con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, della legge sulla trasparenza dei partiti, chiedendo di portare la norma al più presto in Parlamento”. Il ministro dello Sviluppo Economico ha poi commentato due delle proposte che competono i suoi dicasteri: pensioni e reddito di cittadinanza. “Dobbiamo accelereare sul reddito di cittadinanza, spero di portarlo in legge di Bilancio a fine anno”. “La vera grande sfida – ha aggiunto – è mettere a posto i centri per l’impiego, che dipendono dalle Regioni. Voglio mettere assieme i singoli assessori al Lavoro delle Regioni, poi chi si prenderà il merito non mi interessa. Attualmente nei centro per l’impiego il personale è poco, a volte provenienti dalle vecchie Province, con problemi di differenze a livello regionale, e maldotati”. In mattinata, invece, Di Maio ha spiegato di aver incontrato “il presidente dell’Inps Boeri: la mia idea è di creare un fondo alimentato con tagli alle pensioni d’oro e vitalizi e lo destineremo alle pensioni minime. È una questione di giustizia sociale”. Ultimo passaggio sul jobs act: “Stiamo lavorando per ridurre il numero dei rinnovi dei contrati a termine”.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/19/rom-di-maio-il-censimento-da-fare-e-quello-sui-raccomandati-della-pubblica-amministrazione-controlli-anche-in-rai/4438682/

Travaglio elogia Di Maio, è stato bravo a portare tutti i punti storici del M5S nel contratto!



Si può dire tutto del contratto (finalmente) definitivo presentato ieri dalla maggioranza giallo-verde che si accinge (se troverà un premier) a fare il governo, oggi riassunto dal Fatto in un inserto che ne analizza i pro e i contro, tema per tema. Ma va riconosciuto a Di Maio di aver portato a casa quasi tutti i punti qualificanti del programma storico dei 5Stelle e a Salvini di aver dato prova di un certo pragmatismo, concentrandosi sulle cose più fattibili o meno impossibili e lasciando le sparate da Cazzaro Verde alla campagna elettorale e resistendo – almeno finora – alle minacce del Delinquente. Chi parla del “governo più a destra di sempre”, magari dopo aver chiuso gli occhi su governi infinitamente più destrorsi (tipo i tre governi B., il Monti, il Letta-B. e il Renzi-Alfano-Verdini), dovrebbe spiegare cosa ci sia di reazionario nel reddito di cittadinanza, nella riforma della Fornero col pensionamento anticipato a “quota 100”, nel tetto minimo ai salari, nella legge sull’acqua pubblica, nelle norme anti-corruzione, anti-prescrizione (che, com’è noto, è un’amnistia per ricchi e potenti), anti-mafia, anti-evasione e anti-conflitti d’interessi, nel ridiscutere opere pubbliche inutili, inquinanti e costose come il Tav Torino-Lione. E pure nell’annuncio della costruzione di nuove carceri, unico antidoto serio al sovraffollamento e alla promiscuità che impediscono la funzione rieducativa della pena.
Ovviamente nessuno può sapere se questi impegni verranno mantenuti, ma bollarli come premesse al fascismo fa semplicemente ridere. Di pari passo col bicchiere mezzo pieno, c’è ovviamente – come in ogni compromesso fra partiti opposti o molto distanti – il bicchiere mezzo vuoto. Gli asili nido riservati ai bambini italiani è una vergogna che si spera resterà sulla carta, il ritorno dei voucher e la scomparsa del ripristino dell’articolo 18 è una sconfessione delle campagne contro il Jobs Act. Ma scrivere – come fa su Repubblica il nostro amico Massimo Giannini – che “c’è da temere per le sorti della democrazia” è davvero fuori dal mondo. Se la nostra povera democrazia è sopravvissuta a chi – Craxi, Bicamerale D’Alema, Berlusconi e Renzi – voleva cestinare mezza Costituzione, se la caverà anche col Salvimaio che si accontenta di cambiare due o tre articoli (per giustamente abolire il Cnel e ridurre il numero dei deputati e dei senatori e per ingiustamente ingabbiarli nel vincolo di mandato). Certo, è sempre meglio un bicchiere tutto pieno. E forse lo sarebbe più di questo, se il Pd avesse cambiato leadership e linea dopo la batosta elettorale, sedendosi al tavolo coi 5Stelle.
Anziché spingerli fra le braccia di Salvini per poi godersi il presunto spettacolo coi pop-corn. Resta il fatto che in questi 25 anni, salvo rare parentesi, il bicchiere è sempre stato vuoto. Altrimenti non si spiegherebbe il trionfo elettorale delle sole due forze politiche rimaste all’opposizione degli ultimi quattro governi, che han fatto più danni di Attila fra gli applausi dei giornaloni e dei retrostanti padroni. Chi ha sposato il Sì alla controriforma costituzionale che trasformava il Senato in un dopolavoro per partitocrati inquisiti paracadutati dai Comuni e dalle Regioni, cioè dai partiti, chi non ha alzato un sopracciglio per le Camere esautorate a suon di decreti, fiducie, canguri e tagliole, e ora lancia l’allarme democratico, fa scompisciare dal ridere. “La voglia dei vincitori di saltare le regole” (quali? boh), si allarma sul Corriere Aldo Cazzullo, pretendendo “una squadra di prim’ordine” che non ricordiamo di aver sentito invocare quando diventavano ministri gli Alfano, le Boschi, le Fedeli, le Madia, e nemmeno i Previti, i Gasparri e i Giovanardi (più i leghisti bossiani). “Frenata sul Comitato-politburo, ma il Parlamento resta a rischio”, titola – restando seria – la Repubblica, terrorizzata dal putribondo “comitato di conciliazione”, previsto in una bozza del contratto e poi cancellato da quella definitiva, per dirimere le controversie fra gli alleati non previste dall’accordo programmatico: una roba che è sempre esistita fin dalla notte dei tempi, chiamata ora “vertice di maggioranza”, ora “consiglio di gabinetto”, ora “verifica di coalizione”, senza che nessuno vi scorgesse l’anticamera del Gran Consiglio del Fascismo (peraltro benemerito, visto che nel ’43 sfiduciò il Duce).
Non c’è giornale che, giustamente, non interroghi gli aspiranti governanti sulle misteriose coperture finanziarie alle costosissime riforme economiche. Oddio, questi vogliono spendere 65 miliardi senza dire dove li prendono! Saggia preoccupazione, se non venisse dagli stessi che non batterono ciglio quando Renzi gettò 4 miliardi per sospendere l’Imu sulla prima casa ai ricchi, ne bruciò 12 in incentivi alle imprese che assumevano senza art. 18 (con risultati miserrimi) e altrettanti in bonus da 80 euro che non spostarono i consumi di un millimetro, per non dire delle decine di miliardi regalati agli amichetti banchieri e confindustriali. Silenzio, peraltro, facilmente spiegabile: banche e Confindustria sono padrone dei giornaloni, i pensionati e i disoccupati no.
Ricapitolando: questo governo, sempreché veda mai la luce, è legittimo almeno quanto gli altri (forse anche di più, visto che ha una maggioranza vera in Parlamento e nel Paese, non finta e drogata come quelle figlie del Porcellum). E, se farà bene o male, lo giudicheremo quando e se farà qualcosa. Senza pregiudizi. E Dio sa quanto sia difficile liberarsi dal pregiudizio positivo che sorge spontaneo alla vista dei più schiumanti rosiconi, quasi tutti neofiti dell’opposizione: B., Ferrara, Sallusti, il rag. Cerasa, Renzi & C., Cicchitto, Confindustria, i giornaloni e perfino Macron.
Dimmi con chi non vai e ti dirò chi sei.

Fantastico! Via le scorte ai politici, ecco l'ennesima rivoluzione del governo M5S-LEGA! Guarda e diffondi



Nella denominata Terza Repubblica l'inizio del cambiamento viene dalle scorte. Nei giorni scorsi, a quanto risulta a "La Verità", quotidiano diretto da Belpietro, è arrivata dal Governo appensa insidiatosi la richiesta di abolire e ridurre la scorta.
In Italia attualmente gli scortati sono circa 800 tra politici, imprenditori e altre personalità, su cui vigiliano circa 3000 agenti. Il costo di taali dispositivi è di circa 250 milioni, ma adesso il taglio sarà più consistente visto che i politici del nuovo Governo hanno deciso di dare l'esempio. Barbara Lezzi, Ministro del Sud, e Marco Bussetti, Ministro all'Istruzione hanno già anticipato tutti chiedendo di propria spontanea volontà alla scorta insieme all'auto blu.

Bonafede zittisce la Gruber a Otto e mezzo e difende la Raggi smontando le balle... Guardate e diffondete tutti!



Bufera ad Otto e mezzo: la Gruber attacca Bonafede su Virginia Raggi, lui la zittisce così - IL VIDEO





Ultim'Ora: Luigi Di Maio boom da Vespa! Guardate cosa ha detto e diteci la vostra!

Salvini difende Raggi: "Roma è in difficoltà, ma la colpa non è della giunta M5s" „Salvini difende Raggi: "Roma è in difficoltà, ma la colpa non è della giunta M5s"! Da diffondere ovunque!


"Roma è una citta stupenda e in difficoltà ma non per la giunta attuale. L'immondizia per strada c'era anche prima, anche le buche...". Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, ospite di Otto e Mezzo, cambia tono. Con il varo del nuovo governo gialloverde, il tempo degli attacchi a Virginia Raggi è finito. 
"Io sono residente a Milano" premette a chi gli chiede se Roma è amministrata bene o no. "Certo si può fare meglio" osserva con necessario realismo, ma si allinea al leit motiv grillino: "Non è che chi c'era prima della Raggi abbia fatto miracoli". Insomma, "non è tutta colpa sua. Io organizzerei Roma in maniera diversa. Per esempio Ostia si sente comune diverso". 


Salvini difende Raggi: "Roma è in difficoltà, ma la colpa non è della giunta M5s"
D'altronde che l'aria fosse cambiata era già chiaro nei giorni concitati del famoso "contratto di governo". Salvini era finito al centro delle polemiche in rete per aver negato la presenza di buche sulle strade della Capitale, tra le maggiori criticità che l'amministrazione Raggi si sta trovando ad affrontare in questi mesi:  "Almeno nelle strade che ho percorso io, non le ho viste". 
Fonte: http://www.romatoday.it/politica/salvini-raggi-difesa-la7.html

Numeri spaventosi 4 migranti su 10 sono profughi, e la maggior parte non scappano dalla guerra!



I numeri parlano chiaro: sei migranti su dieci che nell'ultimo anno sono stati presi in esame dalle commissioni territoriali per le domande di asilo non erano da considerare "in fuga dalle guerre".
Sono, cioè, persone cui è stato negato lo status di rifugiato o una qualsiasi altra forma di protezione. Tradotto: sono irregolari.
Al 15 giugno infatti, il 61% delle domande sono state respinte, anche per irreperibilità dei richiedenti. A fornire i dati è la Commissione nazionale insediata al Viminale. La matematica non è un'opinione. Delle 44.233 richieste (31.367 presentate quest'anno e le restanti "avanzate" dall'anno scorso), meno della metà hanno portato ad un esito positivo: il 7% ha ottenuto lo status di rifugiato, il 4% la protezione sussidiaria e il 28% il permesso straordinario per "motivi umanitari".
Va considerato, ad onor del vero, che quest'ultimo permesso di soggiorno, quello umanitario, viene di fatto concesso solo dall'Italia, mentre altri Stati ne fanno un uso limitato. Dunque quelli che in altri Paesi sarebbero definiti "irregolari" o clandestini, sommando il 28% di permessi umanitari e il 61% di dinieghi, sono tantissimi: ovvero l'89% di quelli che, sbarcati in Italia, hanno poi fatto richiesta di asilo.
Non che l'anno scorso le cose siano andate diversamente. Delle 81.527 domande esaminate, infatti, solo l'8% è stato dichiarato rifugiato, appena il 10% ha ottenuto protezione sussidiaria e a un 25% è stato assegnato il permesso umanitario. I dinieghi erano stati invece il 57% delle domande, tra cui vanno considerati anche quelli che sono risultati non reperibili.

Ultim'ora dalle parole hai fatti:abbattute le case rom! Guarda e diffondi



I fatti si svolgono nella piccola Carmagnola, Comune alle porte di Torino. Qui il sindaco della Lega oggi (il tempismo è tutto, in politica) ha avuto la fortuna, o la capacità, di fare in modo che una casa abusiva in un campo Sinti non autorizzato venisse abbattuta.
A suon di ruspa.
La fotografia è sicuramente evocativa, soprattutto nei giorni in cui si discute tanto sulla questione rom, censimenti e via dicendo. "Dalle parole ai fatti", ha scritto su Facebook il ministro dell'Interno, rispondendo in questo modo alle critiche di chi lo ha attaccato (sinistra e Saviano in testa) per le sue parole sui nomadi. Ma Salvini tira dritto, lo ha detto e ripetuto (anche con questo post).
Il sindaco di Carmagnola si chiama Ivana Gaveglio ed è stata eletta in una coalizione di centrodestra due anni fa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/dalle-parole-ai-fatti-lega-abbatte-casa-rom-1542739.html

lunedì 18 giugno 2018

Ultima Ora: Condannato Roberto Maroni ex Governatore della Lombardia! Guardate cosa è successo e condividete!

A due anni e mezzo dalla prima udienza – il 30 novembre 2015 – i giudici della IV sezione penale del Tribunale sono riusciti a emettere la sentenza per l’ex governatore della Lombardia, Roberto Maroni. L’esponente leghista, già segretario federale, è stato condannato a un ann e a 450 euro di multa. L’ex ministro è stato condannato per un solo capo di imputazione con pena sospesa e all’interdizione dai pubblici uffici. Le toghe hanno riconosciuto Maroni – che oggi non era presente in aula per la lettura della sentenza – colpevole sdel reato di turbata libertà del contraente per l’affidamento di un incarico in Expo alla ex collaboratrice Mara Carluccio. Assolto “perché il fatto non sussiste” invece dal reato di induzione indebita per avere esercitato pressioni illecite finalizzate a far partecipare a una missione a Tokyo un’altra sua ex collaboratrice, Mariagrazia Paturzo, a cui, secondo l’accusa, Maroni sarebbe stata legato da una “relazione affettiva”.
Condanna a un anno anche perGiacomo Ciriello (assolto da reato di induzione), ex capo della segreteria politica di Maroni, per Andrea Gibelli, ex segretario generale del Pirellone la condanna è a dieci mesi e a sei mesi per la Carluccio  a cui sono state concesse le attenuanti generiche. Anche per gli altri tre imputati i giudici hanno sospeso la pena e hanno disposto la non menzione nel casellario giudiziario tranne che per Maroni. Il collegio presieduto dal giudice Maria Teresa Guadagnino, infine, ha disposto la trasmissione degli atti relativi alla testimonianzedella Paturzo, della portavoce di Maroni, Isabella Votino e del direttore generale di Eupolis Alberto Brugnoli e dell’avvocato Sabrina Rossella alla Procura per valutare eventuali profili di falsa testimonianza.Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza.
Maroni: “Vengo assolto e condannato al tempo stesso”
“Maroni è sollevato perché è caduto il reato più grave, ma io sono curioso di leggere le motivazioni della sentenza” commenta l’avvocato Domenico Aiello. Il processo è “fatto di prove, fatti e di una sentenza che in parte è condivisibile, ma è difficile comprendere la condanna per il capo B”, che riguarda l’episodio relativo a Mara Carluccio. “Sono deluso, ma non mi scoraggio: ribadisco la mia totale estraneità a qualsiasi comportamento illecito e – scrive su Twitter l’ex ministro –  proprio per questo sono certo che in appello verrò completamente assolto”. Pochi minuti prima aveva scritto: “Vengo assolto e condannato allo stesso tempo. Un colpo al cerchio e una alla botte. Mi va di commentare così, con una battuta, la decisione del tribunale che mi assolve dal reato più grave, l’induzione indebita, e mi condanna per una raccomandazione mai fatta. Vengo assolto e condannato allo stesso tempo. Un colpo al cerchio e una alla botte. Mi va di commentare così, con una battuta, la decisione del tribunale che mi assolve dal reato più grave, l’induzione indebita…”.
L’accusa: “Pressioni per il viaggio della Paturzo a Tokyo e per contratto con Eupolis”
Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco per l’imputato aveva chiesto due anni e sei mesi per induzione indebita e turbata libertà nel procedimento. Cuore del processo le “insistenze” dell’allora numero uno del Pirellone, come sostenuto in requisitoria, per ottenere che Expo si “accollasse le spese” della trasferta a Tokyo di Maria Grazia Paturzo, la temporary manager assunta dalla società incaricata di organizzare l’Esposizione universale con cui “aveva una relazione sentimentale”. E poi il suo ruolo di “sponsor”, “ispiratore” per garantire a Mara Carluccio un contratto con Eupolis, ente di Regione Lombardia, che lei stessa si sarebbe “ritagliata in base alle sue competenze”.
L’accusa aveva poi invocato anche anche 2 anni e 2 mesi per Ciriello, 1 anno e 800 euro di multa per Gibelli e 10 mesi e 800 euro di multa per Carluccio. “Sono tranquillo – aveva detto Maroni -. Le accuse formulate contro di me oggi dal pm Fusco sono ridicole, totalmente prive di riscontri in fatto o in diritto e sono già state giudicate infondate dalla corte di Appello di Milano, che ha assolto per gli stessi fatti Christian Malangone”, ex dg di Expo che era stato condannato in primo grado.
Il pm aveva “bocciato” il verdetto di secondo grado ritenendo invece che quella dell’allora numero uno della Regione fosse “una pressione, una induzione indebita” e non una “sollecitazione” per strappare, dopo un primo no di Giuseppe Sala, al suo bracco destro Malangone la “promessa” di un via libera” alle spese del viaggio a Tokyo per Paturzo la quale poi “scomparve” quando Maroni cambiò programma e scelse una nuova destinazione: Berna. Sentito in aula il primo cittadino di Milano aveva smentito di aver dato l’autorizzato alla trasferta. E sarebbero state “tutte balle” le spiegazioni date dall’ex presidente e dalle difese per cui la rinuncia alla missione in Giappone sarebbe stata dettata dall'”incongruenza” del programma con la sua agenda. Per il Fusco, il motivo sarebbe stato il “malessere” di Isabella Votino, la sua portavoce, che non vedeva di buon occhio la Paturzo. Il pm oltre a dire che Paturzo sarebbe stata assunta per via di una “raccomandazione” di Maroni “accettata” da Sala (anche se poi il suo ruolo in Expo sarebbe stato “tendente all’insignificante, praticamente zero”), aveva puntato il dito anche contro il contratto con Eupolis di Mara Carluccio, anche lei “sponsorizzata” dall’ ormai ex inquilino del Pirellone.  Anche se e due donne, “in tutta questa storia non si sono mai mosse e sono rimaste sempre a Roma, in piazza del Gesu'”, dove ha sede un distaccamento di Regione Lombardia, “andando in ufficio quando volevano”. Fusco aveva chiuso il suo intervento chiedendo la trasmissione degli atti in procura per falsa testimonianza per Paturzo, Votino e per la sua amica l’avvocato Cristina Rossello, neo eletta a Montecitorio nelle file di Forza Italia perché hanno negato al Tribunale la relazione sentimentale “inconfutabile”, tra Maroni e la Paturzo, che se solo fosse stata “ammessa avrebbe rafforzato l’assunto accusatorio”.
La difesa: “Assoluzione con la formula più ampia. Fatti inesistenti”
Durante l’arringa la difesa aveva chiesto l’assoluzione “con la formula più ampia”, perché i fatti contestati non sono “mai esistiti”. Per l’avvocato Domenico Aiello “se non fossimo stati a Milano  questo processo sarebbe abortito prima e invece noi qua l’abbiamo subito, perché il pm ha cercato di curare il malato di cancro che è questa indagine con l’aspirina della presunta relazione sentimentale“. Riguardo al reato di induzione indebita ha anche sottolineato che il messaggio in cui l’allora capo della segreteria politica dell’ex governatore,  Ciriello -per cui la difesa ha chiesto l’assoluzione con formula piena – chiedeva a Malangone che Maria Grazia Paturzo fosse inserita tra i partecipanti della delegazione e Tokyo (“il Pres. ci tiene…”) e viaggiasse pure lei in business class e alloggiasse come gli altri in un albergo di lusso, “non ha alcun carattere ultimativo come richiede il reato“.
Il legale, a proposito invece del contratto di assunzione di Carlucci ha spiegato, in sintesi, che mancano le prove per dimostrare che si sia trattato di una turbata libertà di scelta. E poi che non ci sono intercettazioni di Maroni, “descritto dal pm – aveva detto ironicamente – come ispiratore, una nuova figura introdotta nel codice penale” e che non c’è stato alcun accordo per la sua assunzione. Ma soprattutto l’avvocato Aiello ha citato una sentenza della Cassazione per dire che “la raccomandazione, la segnalazione non costituiscono reato“.  Per la difesa a Maroni sarebbe stato riservato un “trattamento ad personam” ricordando che non è stata impugnata dalla procura generale l’assoluzione in appello dell’ex dg di Expo Cristian Malangone e coimputato. “Il ragionamento è stato – aveva sostenuto il legale – ‘salvo Malangone e me la prendo con Maroni e Ciriello'”, anche lui sotto processo. “Ditemi voi se questo non è un trattamento ad personam. Le cose che ho sentito anni fa su Berlusconi erano robaccia. Questo – ha concluso – è un trattamento ad personam”. Il legale in uno dei passaggi aveva anche dichiarato: “Le sentenze non è detto che siamo sempre fruttuose. A volte arrivano quando il malato è morto, la carriera di un uomo politico distrutta. Volete degli esempi? Vita, Alemanno, Errani, spariti dalla vita politica nonostante
le assoluzioni. Devo ringraziare la statura di questo uomo che ha scelto consapevolmente di non ricandidarsi”. Anche perché in caso di condanna, se fosse stato ancora governatore, per lui sarebbe scattata la sospensione dalla funzione in base alla legge Severino.
Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio Fusco aveva replicato davanti ai giudici sostenendo che era chiaro “a tutti” che  Paturzo “era considerata in Expo, da Sala e da tutti, una figura a disposizione personale del presidente Maroni, altro che una figura di raccordo tra la Regione e Expo”.  “A voi consegno la storia di un uomo – ha detto ai giudici Aiello concludendo le sue repliche parlando di “suggestioni”, “illazioni” o argomenti “deboli” della difesa  – e quello che leggeremo nella cronaca di domani. Un uomo con alle spalle 25 anni di carriera nelle istituzioni, da uomo di Stato. Voi ne deciderete per domani la cronaca e per il prossimo futuro la storia, il suo passato. Spero che giudichiate solo sui fatti”.

7 ITALIANI SU DIECI SONO SODDISFATTI DEL NUOVO GOVERNO! TU DA CHE PARTE STAI?



Forse c'era da aspettarselo, dato il successo alle ultime elezioni del 4 marzo dei partiti che compongono l'esecutivo appena nato.
Ma la popolarità (o, meglio, il livello di approvazione) per il nuovo governo Conte risulta particolarmente alta, superiore all'insieme dei consensi ottenuti nelle urne e anche a quelli registrabili dai sondaggi sulle intenzioni di voto per le singole forze politiche. Quasi sette intervistati su dieci (69,4%) dichiarano di giudicare «positivamente» l'esecutivo che ha appena ottenuto la fiducia dalle Camere.
È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Eumetra Mr di Milano, intervistando un campione nazionale, rappresentativo dei cittadini al di sopra dei 17 anni di età. In particolare, il 19,7% (vale a dire quasi un rispondente su cinque) si spinge addirittura su una valutazione «molto positiva», mentre il restante 49,7% (cioè di fatto la metà dell'elettorato) si limita a giudicare il governo «abbastanza positivamente». Solo meno del 9% considera l'esecutivo guidato da Conte «molto negativamente», mentre il 20% ne dà una definizione «abbastanza» negativa, temperando così il giudizio sfavorevole.
Insomma, almeno sino a questo momento, il governo incontra l'approvazione dell'elettorato, inaugurando così la «luna di miele» con l'opinione pubblica che classicamente si manifesta all'inizio dell'attività degli esecutivi. Appaiono più di altri in sintonia (79% di giudizi positivi) con Conte e i suoi ministri gli appartenenti alle fasce di età più giovani (dai 18 ai 24 anni) che, come si sa, caratterizzano fortemente l'elettorato del Movimento Cinque Stelle. Ciò accade in particolare tra gli studenti (80% di giudizi positivi). Più negativa (ma sempre in misura minoritaria, 33%) la classe di età media (dai 35 ai 44 anni) specie se dotata di titoli di studio più elevati: è tra chi dispone di una laurea, infatti, che si rileva il massimo dissenso relativo (36%) col governo.
Riguardo alle professioni esercitate, si manifestano particolarmente favorevoli all'esecutivo i commercianti e, in generale, i lavoratori in proprio, ma si registra anche una accentuazione di pareri marcatamente positivi tra le casalinghe. Sul piano della distribuzione territoriale, è nel Nord-Est (area di grande concentrazione leghista) che si trovano i maggiori plausi (73%) al nuovo governo.
Ma quelle che possono essere considerate le sorprese maggiori emergono analizzando l'intenzione di voto di chi si dichiara favorevole al nuovo governo. Era scontato aspettarsi una approvazione plebiscitaria tra gli elettori della Lega (99% di giudizi favorevoli) e Cinque Stelle (90%). Tuttavia, il dato forse più significativo è che il governo registra molti consensi anche tra i votanti per i partiti di opposizione. Tra gli elettori di Forza Italia, una lieve maggioranza (52%) si esprime positivamente nei confronti del governo. E persino tra coloro che manifestano l'intenzione di voto per il Pd, il 43% dichiara di vedere con favore l'avvio dell'esecutivo guidato dal professor Conte assieme a Salvini e Di Maio. A cosa si deve tutto questo consenso trasversale tra i partiti per il nuovo governo? Al fatto che molti elettori dichiarano di vedere, a torto o a ragione, nell'insediamento del governo un elemento di forte cesura col passato. La voglia di «nuovo» ha sempre caratterizzato fortemente l'elettorato italiano. Oggi il «nuovo» viene visto nella Lega e nel Movimento Cinque Stelle. I prossimi mesi ci diranno se queste aspettative così diffuse verranno soddisfatte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/scoppia-luna-miele-sette-italiani-su-dieci-soddisfatti-1537600.html