venerdì 16 novembre 2018

Savona: “L’Ue va contro un iceberg, Se ci boccia la manovra, deciderà il popolo”



Il ministro agli Affari europei per oltre due ore ha risposto alle domande dei giornalisti alla sede della stampa estera a Roma. E se da una parte ha dato garanzie di stabilità, dall’altra ha lanciato un avvertimento. Dopo “le preoccupazioni” espresse dalla commissione per la nota al Def del governo italiano, ha ribadito che si tratta secondo lui di un programma “cauto e moderato” e se dovesse essere respinto lui si “metterà da parte”. Ha anche criticato la scelta di mettere quattro tecnici in posizioni chiave dell’esecutivo: ”


La responsabilità deve prendersela il popolo”. “Lega e M5s? Forze rivoluzionarie che sono entrate in Parlamento e ora devono governare”

Salvatore Borsellino scrive una lettera al M5S: "Il vostro impegno e l'onestà vi ha portati in alto



(Salvatore Borsellino – ilfattoquotidiano.it) – Gentili Luigi Di Maio e probiviri del M5S, in questi anni avrete compreso quanto complicato e pieno di insidie sia non solo il lavoro che vi siete assunti l’onere di portare avanti ma anche l’animo umano. Vi siete trovati tra le vostre fila mele marce, banderuole, ipocriti e scorretti, tutti con giustificazioni più o meno umanamente comprensibili. Allo stesso tempo, per fortuna, avete conosciuto il senso dello Stato, l’impegno e l’onestà di tanti altri vostri colleghi deputati, che hanno portato alti i valori sui quali si basa il vostro Movimento.
Giulia Sarti è una di queste persone. Seguendo il suo lavoro da vicino, per ovvie e comprensibili ragioni, abbiamo avuto contezza della preparazione, della perseveranza, del coraggio e dell’etica di questa giovane donna, che ha reso onore al sacrificio di tanti uomini e donne di Stato, stando vicino ai familiari delle vittime lasciati soli da quello stesso Stato per il quale avevano dato la vita i loro cari, continuando con tutta se stessa la battaglia per la verità e la giustizia. Giulia Sarti, per quelli come noi che l’hanno conosciuta e avuto al fianco, incarna i valori fondamentali come l’onestà, la lealtà, l’impegno, la voglia di combattere per questo Paese. Estrometterla dal Movimento minerebbe la fiducia delle persone come noi che hanno la presunzione di conoscere i veri valori e, nel nostro piccolo, propagarli.

Comprendiamo la delicatezza del momento e della situazione in cui vi trovate. Ci rendiamo conto che il cavallo di battaglia sul quale avete scelto di puntare maggiormente, nella competizione elettorale che si accinge a svolgersi, è l’etica e la presa di distanza da qualsiasi familismo possa intaccarla. Comprendiamo le ragioni che vi hanno portati ad allontanare chi si è scoperto non aver rispettato le promesse fatte, prima che con voi, con gli elettori. Allo stesso modo, però, sappiamo anche riconoscere una vittima e siamo assolutamente consapevoli, per averlo sperimentato sulla nostra pelle, dell’importanza di non isolare le vittime, facendole diventare, in un perverso gioco di omertà e silenzi, doppiamente vittime.

Giulia Sarti è una vittima. Giulia Sarti non si è intascata quel denaro, lo sapete benissimo anche voi, altrimenti l’avreste espulsa sin dall’inizio assieme agli altri otto deputati.

Ora apprendiamo dalla stampa la decisione di Giulia di autosospendersi. Come si sono autosospesi coloro i quali erano stati accusati di aver falsificato le firme per le elezioni comunali di Palermo; come coloro i quali erano stati indagati, dopo aver assunto funzioni pubbliche, per diversi reati e in diversi comuni e regioni, nell’arco di questi cinque anni. E apprendiamo, sempre dalla stampa, di voci che la vorrebbero espulsa a breve. Giulia, che è stata la prima a denunciare, che non è mai stata raggiunta neanche dalla voce di un’indagine nei suoi confronti (a differenza di altri suoi colleghi, parlamentari o sindaci, che sono rimasti, però, giustamente al loro posto), che in tutta questa storia è la parte lesa. Oltre il danno, la beffa, verrebbe da dire.

Il silenzio che, in questo momento, la circonda è assordante.

Comprendiamo l’importanza del viso pulito che il Movimento deve mostrare per le prossime elezioni. Allo stesso tempo riteniamo fondamentale che un partito che mira a governare questo disgraziato Paese si assuma il dovere – ma anche il diritto – di difendere le proprie vittime e il loro status di vittime, che non si giri dall’altra parte, che non le isoli, che non le lasci in pasto all’opinione pubblica (che ovviamente ha meno informazioni di voi per farsi un’opinione) solo perché questo potrebbe portare meno grane.

Nonostante il momento per lei ricco di sofferenze, in questi giorni Giulia ha continuato a spendersi senza remore – come potrete ben verificare dai lavori della Commissione – per l’antimafia e per gli ideali che voi dite di voler portare avanti.

Martin Luther King disse: “Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare, ma bisogna prenderla perché giusta”.

Per questo chiediamo a Giulia Sarti di continuare a rendere onore al proprio movimento e al Paese proseguendo le sue battaglie come parlamentare dello Stato italiano e chiediamo a Luigi Di Maio e ai probiviri di respingere l’autosospensione di Giulia, prendendo così, come insegnò il reverendo King, la decisione giusta.

Salvatore Borsellino
Paola Caccia
Angela, Gino e Gianluca Manca
Stefano Mormile
Vincenzo e Augusta Agostino

DE LUCA MINACCIA: VI FAREMO RINGOIARE TUTTO! DA FANPAGE OPERAZIONE CAMORRISTICA SECONDO IL GOVERNATORE CAMPANO.



Aggressione mediatica pseudogiornalistica contro di noi alla vigilia di una campagna elettorale delicata. Una operazione camorristica e squadristica che parte dal tema della gestione dei rifiuti”. Ha scelto il suo profilo Facebook Vincenzo De Luca per attaccare Fanpage e l’inchiesta giornalistica che ha portato alle dimissioni di Roberto De Luca, assessore al Bilancio del Comune di Salerno, secondogenito del governatore della Campania nonché protagonista della seconda puntata del servizio della testata webnapoletana. L’ex sindaco di Salerno, quindi, per l’ennesima volta ha accusato la stampa di operazioni camorristiche contro la sua amministrazione. Oggi, però, il politico del Pd ha corredato al suo attacco anche una minaccia: “Vi faremo ringoiare tutto” ha detto nel video di 10 minuti pubblicato sul social network. Obiettivo dell’avvertimento? “Chi ha messo in piede questa aggressione mediatica e a quelli che si sono prestati” ha specificato il diretto interessato.
“OPERAZIONE DI VIOLENZA PRIVATA” – Nel filmato, inoltre, De Luca ha ricordato come “noi stiamo buttando fuori la camorra e tutti gli interessi oscuri”, per poi sottolineare che “il significato di questa operazione è esattamente il contrario di quello che vogliono fare apparire: è la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un’operazione di pulizia che stiamo facendo in Campania, dove per la prima volta stiamo cacciando la camorra in relazione ai rifiuti”. Secondo De Luca, l’inchiesta di Fanpage “è una vergogna nazionale“. “Ma quale giornalismo? – ha detto il governatore – Viene ingaggiato un camorrista, uno che si presenta mascherato, un signore che fa un’intervista a mio figlio e parla solo lui di cose che non c’entrano niente, cerca di tirare in ballo la Regione, le ecoballe e le gare. È una cosa vergognosa – ha aggiunto – ci dovremmo vergognare in Italia per il fatto che ci sia spazio per operazioni di vero squadrismo. A che punto è ridotta la democrazia italiana? Siamo arrivati al punto che una persona perbene deve vivere nella paura di sabotaggi, di manovre occulte. Ti può arrivare in casa un camorrista con telecamera nascosta – ha aggiunto – che viene a fare una registrazione, un’operazione di violenza privata“.
“IN CAMPANIA STIAMO VIVENDO UNA RESISTENZA” –Per De Luca, inoltre, l’inchiesta giornalistica non produrrà nessun tipo di conseguenza: “Cosa ha portato alla luce? Parla solo lui per cercare di confondere le acque – ha attaccato – La gente normale ormai se ne scappa dalle istituzioni e dalla vita pubblica per questo sistema di aggressione mediatica continua al quale fai fatica a rispondere in tempi brevi con migliaia di titoli diffamatori”. De Luca ha spiegato che in Campania “stiamo vivendo una resistenza, ci sentiamo partigiani in difesa dei valori di dignità e libertà umana. Sono anni che va avanti una vita pubblica fatta di calpestamento della dignità delle persone senza che ci sia una reazione adeguata. Su questo piano l’Italia arriva davvero alla barbarie“.
DE LUCA INVITA DI MAIO E GRASSO A CONFRONTO PUBBLICO – Nel video di Vincenzo De Luca, infine, non sono mancate le accuse ai suoi avversari politici, in particolare a Luigi Di Maio (uno dei suoi obiettivi preferiti) e a Piero Grasso. Il primo è stato invitato (ma forse sarebbe meglio dire sfidato) a “un dibattito pubblico dove, come e quando vuole e sulla materia che vuole lui. Mi piacerebbe avere un dibattito con questo giovanotto che intasca 15mila euro al mese e parla contro la casta”. Un invito esteso anche al presidente uscente del Senato: “Ho visto le sue dichiarazioni e c’è da vergognarsi” ha detto Vincenzo De Luca, secondo cui Piero Grasso non ha speso una “parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattitopubblico in diretta – ha aggiunto – rigorosamente senza registrazioni e tagli, sui temi della moralità pubblica”. De Luca, come detto, ha concluso il messaggio video promettendo di “far ringoiare tutto a chi ha messo in piedi e a quelli che si sono prestati a questa aggressione mediatica”.
FORZA ITALIA E M5S: “DOVE SONO LE DIMISSIONI DI ROBERTO DE LUCA?” – Nel frattempo c’è una sorta di polemica parallela sull’esistenza o meno delle dimissioni di Roberto De Luca. Il figlio del governatore le ha annunciate ieri mattina dal palco della manifestazione organizzata per presentare la candidatura alla Camera del fratello Piero. Forza Italia Salerno, tuttavia, vuole le prove. “Roberto De Luca ed Enzo Napoli (sindaco di Salerno, ndr) mostrino rispetto per le Istituzioni, non le usino per calcoli politici. Roberto protocolli le dimissioni, al momento una trovata solo mediatica, e le renda pubbliche. Il Sindaco le accetti e riconsegni le deleghe” ha detto Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno. Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, ha organizzato una manifestazione per chiedere al sindaco di Salerno Vincenzo Napoli (ex vice sindaco di De Luca) di “di accettare le dimissioni di Roberto De Luca. Non ci può pensare fino al 5 marzo. Bisogna avere il coraggio di fare delle cose, essere conseguenti” ha detto Andrea Cioffi, esponente grillino. La polemica è stata spenta in serata dal sindaco che annuncia di aver ricevuto una lettera mediante posta certificata e pubblica su Facebook il testo. Napoli aveva già spiegato stamane di voler avocare a sé le deleghe di De Luca in attesa di incontrarlo nei prossimi giorni “per chiarire i termini delle sue determinazioni”.

Juncker adesso insulta l'Italia: "Lavorate di più, meno corrotti"



Il presidente della Commissione EuroepaJean Claude Juncker ha messo nel mirino gli italiani.
In questi gioprni di altissima tensione tra Bruxelles e Roma, arrivano ancora parole di fuoco che scatenano ancora una volta le polemiche. Juncker ha attaccato l'Italia durante una conferenza a Bruxelles, "New Pact for Europe": "Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l’Ue per tutti i problemi dell’Italia". Poi il capo della Commissione Ue ha inoltre esortato gli italiani a "smettere di guardare all'Ue per salvare le regioni più povere del Paese". E ancora: "Gli italiani devono prendersi cura delle regioni povere d’Italia. Ciò significa più lavoro, meno corruzione, serietà".

Poi ha aggiunto: "Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto. Ma non si faccia il gioco di scarico di responsabilità con l’Ue. Un Paese è un Paese, una nazione è una nazione. Prima i Paesi, l’Europa in secondo luogo". Insomma con queste parole si riapre il fronte tra Bruxelles e Roma. Le parole di Juncker arrivano due giorni dopo l'attacco del Commissario Ue, Oettinger sul voto degli italiani che sarà indicato da quanto accaduto sui mercati in questi giorni. Il braccio di ferro tra l'Italia e l'Ue non è affatto finito. A Juncker ha risposto Matteo Salvini: "Italiani corrotti e fannulloni? Parole vergognose e razziste, col prossimo governo vedremo di fare rispettare i diritti e la dignità di 60 milioni di italiani che dall’Europa si aspettano collaborazione e non insulti". Durissimo infine il commento del presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani: "Chiedo al Presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker di smentire immediatamente le frasi che gli vengono attribuite, perché se fossero vere sarebbero inaccettabili". E la Commissione ha poi precisato le parole di Juncker: "Le parole attribuite al presidente Juncker sull’Italia sono state riportate fuori dal contesto. Si riferiva ai problemi strutturali delle regioni del sud Italia, dove l’Ue ha fatto molto per mobilitare i finanziamenti dell’Ue per spronare crescita e posti di lavoro", si legge nella dichiarazione. Ma la Commissione ricorda che le decisioni e l’attuazione delle politiche per le regioni "rimarranno responsabilità delle autorità italiane". Inoltre, "la lotta contro la corruzione è una priorità massima in tutta Europa e deve essere affrontata a tutti i livelli", ha sottolineato il portavoce della Commissione.

Paolo Savona: ‘Grazie a questa manovra l’Italia crescerà’



“La manovra è espansiva perché se lo Stato spende il 2,4 per cento – circa 40 miliardi di euro – in più dello scorso anno, anche la domanda aggregata crescerà. Coloro i quali sostengono che la manovra non consentirà una crescita dello 0,5 per cento – poco più di 8 miliardi – nel 2019 per riportare il Pil reale ai livelli ancora insoddisfacenti del 2018 a causa dei mutamenti del clima internazionale, devono aver studiato su libri di economia rari, di cui è difficile procurarsi copia” ha spiegato Savona.
“Sono d’accordo che non ci siano abbastanza investimenti e perciò ho sostenuto che questa deve essere la sfida politica che il Governo si è data.” Ma “se riusciamo a portare la crescita degli investimenti del’1 per cento nel prossimo anno e al 2 nel successivo biennio, si potrà crescere ancora di più, riassorbendo il costo delle spese sociali e accelerando la riduzione del rapporto debito pubblico/Pil” ha aggiunto il ministro, che sul difficile rapporto dell’Italia con l’Europa, ha osservato: “Resterà difficile finché non vengono apportate le correzioni all’architettura istituzionale e alle politiche seguite, divenute di stampo conservatore, che ignorano la spinta al cambiamento proveniente dagli elettori. È pur vero che queste spinte sono di natura diversa – la Germania pensa diversamente dell’Italia e così via – ed è perciò che sostengo la necessità di una ‘europeizzazione’ del cambiamento; ossia il bisogno di incanalare l’eterogeneità delle spinte entro una logica europea”.
E alla domanda se il governo di cui fa parte è in guerra con l’Europa, il ministro ha risposto “La nostra concezione di un’Europa di pace e di benessere che mosse i Padri fondatori della Comunità, poi l’Unione, e trovò grande consenso presso la pubblica opinione non ha retto alla prova delle vicende che sono seguite alla firma del Trattato di Maastricht”.

VERGOGNA SENZA PRECEDENTI: La rivolta choc degli studenti: impiccato il fantoccio di Salvini...



Bandiere della Lega bruciate e un manichino col volto di Matteo Salvini appeso da un ponte. Così si sta svolgendo a Milano, Roma e in altre 70 città italiane la manifestazione 'No Salvini day' degli studenti che sono scesi in piazza contro il decreto sicurezza.
Milano molti indossano le magliette della nave Mediterranea, comprata da una piattaforma ampia di associazioni, ed è il tema dell'immigrazione a scaldare i cuori degli studenti. Le difficoltà della scuola pubblica italiana vengono messe in secondo piano davanti alla necessità di difendere i migranti, anche gettando le uova contro le vetrine di Zara. Poco importa se tra un negozio di abbigliamento e il salvataggio in mare di nordafricani non vi sia alcun nesso. Quel che conta è gridare "Tutti tutti con Mediterranea". "disobbedienza morale al clima di xenofobia, obbedienza al diritto, all’umanità, alle leggi del mare", sono le parole d'ordine gridate dagli studenti dai microfoni. In uno dei cartelli esposti durante la manifestazione si legge: "Saperi liberi e senza confini, no al decreto Salvini". E poi: "Basta alternanza sfruttamento", a proposito dell'alternanza scuola/lavoro per gli studenti.
Due giorni fa, ricorda il Corriere, un gruppo di studenti ha inscenato una breve protesta all’ingresso del provveditorato agli studi, dove sono stati accesi fumogeni e sono state depositate un cumulo di macerie. Nei giorni scorsi, invece, sono stati affissi dei manifesti con Salvini nei panni di un topo e altri con il vicepremier colpito con un libro da uno studente.
Roma, invece, il corteo è partito da piazzale Ostiense e arriverà fino al ministero dell'Istruzione per protestare contro il governa per la mancanza di fondi alla scuola pubblica nella legge di Stabilità. Gli antagonisti hanno poi in programma un flash mob alle 15.30 in Piazza Montecitorio, mentre un manichino con la maglietta verde e l'immagine di Matteo Salvini è stato calato con un cappio al collo sul ponte Sublicio. In molti ballano e saltano sulle note di 'Bella ciao' e gridando cori del tipo: "Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 manifestazioni!" a "Che tristezza la vostra sicurezza". "Non è questo il cambiamento", si legge sullo striscione di apertura degli studenti medi romani, come testimonia il Messaggero.
Il ministro dell'Interno, invece, ha condiviso dei video sulla manifestazione sulle manifestazioni in corso. Questo il suo commento:"Altre dirette degli "studenti" amici dei centri a-sociali: Roma, Napoli, Milano. Bandiere rosse, canzoni sovietiche, "Salvini vaffanculo", "Uccidere Salvini non è reato", ecc. E poi sarei io che "semino odio"... Si sfoghino per questo giorno di "vacanza", convinto come sono che solo un'estrema minoranza di "kompagni" pensa davvero tutto questo. Trovo però particolarmente idiota bruciare la bandiera della Lega, o di qualsiasi altro movimento politico, o dare FUOCO a un manichino con la mia faccia, non pensate anche voi? Qualcuno dovrebbe imparare un po' di RISPETTO".

Paolo Savona: “Se ci attaccano, addio Bce. Ecco il piano contro il golpe finanziario



Tra le fila del governo si aspetta autunno con l’elmetto in testa, nella convinzione che prima o poi una tempesta finanziaria potrebbe scatenarsi sull’economia italiana e con l’impennata dello spread, mettere in difficoltà la prossima manovra economica. Giancarlo Giorgetti da settimane agita lo spauracchio del “bunker anti-atomico” da preparare, Matteo Salvini e Luigi Di Maio gli fanno eco, fermi sulla linea di voler insistere sull’introduzione di flat tax e quel che si potrà del reddito di cittadinanza. Ma i conti comunque dovranno tornare.
Il ministro delle Politiche europee Paolo Savona ha le idee chiarissime su cosa si dovrà mettere in pratica per fronteggiare la tempesta. Dal faccia a faccia con il governatore della Bce, Mario Draghi, è emerso chiaro che in quel caso dovrà essere Francoforte ad aprire il portafoglio acquistando titoli italiani. Ma Draghi ha anche provato a convincere Savona che quella mossa della Bce giustificherebbe un vero e proprio attentato alla stabilità dell’Eurozona.
L’alternativa secondo Savona è “esterna”, per esempio sottoforma di una garanzia russa, un’ipotesi che riporta un retroscena della Stampa il governo “sta valutando”. In caso di attacco all’economia italiana, sarebbe un fondo sovrano di Mosca a tutelarci. Savona però ammette che la mossa creerebbe “seri problemi di politica estera”, considerando che l’Italia è un paese ancora ben ancora all’Occidente e strettamente legato ai parametri dei Paesi nell’area euro.
Savona insiste che l’economia italiana non sia in disequilibrio strutturale, anche se c’è chi lo contesta numeri alla mano. L’offensiva dei mercati produrrebbe uno sbilanciamento della liquidità, facilmente rintuzzabile dalla Bce. Il premier Contee il ministro dell’Economia Giovanni Tria sperano ancora di seguire la linea più difficile, ma meno guerrigliera, dell’equilibrio di bilancio, cercando magari nuove entrate e riducendo le spese. Ma nella maggioranza del governo l’attrazione per Mosca potrebbe prendere il sopravvento.

Juncker va in conferenza stampa con due scarpe diverse una scarpa marrone, una nera . E viene deriso


Il presidente della Commissione europea, infatti, si è presentato in conferenza stampa con due scarpe di colore diverso. Una nera e una marrone. Appena se ne sono accorti i membri dello staff hanno provato a rimediare al danno, provocando però l'effetto opposto: qualcuno ha ripreso la scena con un cellulare e il video è rapidamente finito sui social.
"Juncker si presenta in pubblico con una scarpa nera e una marrone - scrive ironico il grillino Massimo Baroni - Deve aver avuto una nuova ricaduta di sciacalgia". Il riferimento, ovviamente, è al video rilanciato a suo tempo da Giorgia Meloni e diventato virale in cui si vede il presidente della Commissione Ue barcollare durante un vertice nato. "Ubriacone", disse a quel tempo la leader di Fratelli d'Italia.
I fatti risalgono a ieri, quando il presidente era alle prese con la conferenza stampa del settimo vertice UE-Sud Africa con il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il Presidente del SudAfrica Cyril Ramaphosa. La nuova gaffe di Juncker arriva proprio nei giorni in cui l'Ue e l'Italia sono ai ferri corti per la bocciatura della manovra decretata da Bruxelles. Il ministro Tria e il governo hanno spedito la loro risposta alla Commissione. Dal presidente già nei giorni scorsi erano arrivati durissimi attacchi all'Italia, accusata di aver già avuto abbastanza deroghe sui conti.
Ora, però, a finire nella bufera sarà probabilmente lo stesso Juncker. I social si sono già scatanati, deridendo l'ultima apparizione del lussemburghese. "Avete notato la reazione dello staff di Juncker quando si sono accorti che aveva le scarpe spaiate? - scrive Cesare su Twitter - Quella non è la reazione di uno staff politico. È la reazione di uno staff di badanti. La domanda a questo punto è d'obbligo: chi è il vero presidente della Commissione Europea?". Ancor più duro l'affondo di Rinaldi, economista vicino al ministro Savona: "Il bravo Juncker con una scarpa nera e l’altra marrone...- scrive - la lettera della manovra del governo italiano l’avrà letta al contrario?".
ECCO IL VIDO: CLICCA QUI

CASO ESCORT: Silvio Berlusconi “Pagò Tarantini per mentire ai magistrati”, rinviato a giudizio...


Un altro rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia sarà processato per induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria sull’inchiesta escort. Stando all’ipotesi dell’accusa, l’allora presidente del Consiglio ha fornito all’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euroin denaro, perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle escort portate nelle residenze estive dell’ex premier fra il 2008 e il 2009 e sui suoi interessi in Finmeccanica.
Secondo i pm Pasquale Drago e Eugenia Pontassuglia il tramite delle elargizioni che da Arcore finivano a Tarantini era rappresentato dall’ex direttore de L’Avanti, Valter Lavitola. Al termine dell’udienza preliminare il gup di Bari, Anna Depalo, ha dichiarato però la propria incompetenza territoriale nei confronti di Lavitola, disponendo la trasmissione degli atti ai magistrati di Napoli.

Nel procedimento contro Berlusconi è costituita parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha rilevato il danno d’immagine causato dalle condotte dell’ex premier, accusato di aver pagato le bugie di Tarantini. “Siamo tranquilli che a dibattimento in tempi rapidi il presidente Berlusconi sarà completamente assolto“, ha dichiarato l’avvocato Nicolò Ghedini, difensore di Berlusconi insieme al collega barese e senatore di Fi Francesco Paolo Sisto. “Il rinvio a giudizio è giustificato dall’imponente materiale che legittima, secondo il giudice, l’esperimento dibattimentale – ha spiegato Sisto – Il dibattimento sarà la fotografia di una difesa che secondo noi è più che sufficiente per ottenere l’assoluzione del presidente Berlusconi”.
Proprio a causa degli impegni in parlamento dei due legali, l’udienza preliminare barese di Berlusconi rischia di battere ogni record: era in corso dal 14 novembre 2014. Nel corso degli anni è stata rinviata per le elezioni del Presidente della Repubblica, per esaminare le intercettazioni telefoniche e le testimonianze delle ragazze oppure per i motivi di salute dell’ex premier. E dire che la richiesta di rinvio a giudizio era stata avanzata dalla procura di Bari giò quattro anni fa. Negli ultimi mesi, inoltre il procedimento è stato rinviato più volte per la situazione di emergenza che sta vivendo la giustizia barese, costretta in una tendopoli dopo la dichiarazione di inagibilità del Tribunale di via Nazariantz.
Parallelamente resta in stand by anche l’altro processo per il caso escort, quello in secondo grado sulle donne accompagnate fra il 2008 e il 2009 da Tarantini nelle dimore dell’allora presidente del Consiglio. Lo scorso 6 febbraio la III sezione della corte di Appello di Bari ha accolto la richiesta della difesa di inviare gli atti alla Corte costituzionale: per la prima volta a 60 anni dall’approvazione della legge Merlin del 1958, la Consulta è chiamata a esprimersi sulla incostituzionalità di alcune norme in essa contenute. Nel dettaglio i giudici costituzionali dovranno decidere sull’attuale costituzionalità della pena per chi recluta donne che volontariamente si prostituiscono. L’istanza era stata rigettata nel processo di primo grado.

FONTE: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/16/caso-escort-silvio-berlusconi-rinviato-a-giudizio-a-bari-i-pm-pago-tarantini-per-mentire-ai-magistrati/4769773/?fbclid=IwAR2X4hMivdCvHiAvYbUno19ljVrnxZ1xdCO8pJJS1Vn1mKz6OEchsoathNU

mercoledì 14 novembre 2018

MAI VISTO 2 RAGAZZI COSÌ BRAVI ! STANNO DIFENDENDO L' ITALIA E GLI ITALIANI COME FOSSE LA LORO FAMIGLIA !



I lavoratori hanno occupato lo stabilimento della #Pernigotti per protestare contro il rischio di licenziamenti.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato di voler aprire il tavolo di crisi il prossimo 15 novembre, convocando azienda e sindacati per discutere sulla situazione produttiva e occupazionale.
Qui la notizia completa: https://bit.ly/2JQhvPU
Lo hanno attaccato, infangato, definito un incapace...Luigi Di Maio ha chiuso l’accordo per il salvataggio dell’Ilva di Taranto ottenendo tutto ciò che come Governo ci eravamo prefissati e cioè un grande miglioramento del piano ambientale unito alla tutela occupazionale totale rispetto alla situazione attuale, accontentando anche in toto le richieste delle parti sindacali coinvolte.
E come se non bastasse i lavoratori saranno riassunti con articolo 18 e non soggetti a jobs act!!
È un risultato incredibile che chi c’era prima di Luigi non ha saputo ne immaginare e nemmeno raggiungere ma non solo...ha passato il tempo ad insultare su Twitter un ministro dal quale oggi sappiamo che ha solo da imparare.
Il cambiamento è arrivato ed è arrivato in meglio.
GOVERNO DEL CAMBIAMENTO IN AZIONE
Ci avevano raccontato in questi anni che per creare lavoro era necessario svendere i diritti, abbiamo provato che non è così. Con la Manovra del Popolo aiutiamo le persone: lavoratori, imprenditori e professionisti. Per le imprese soggette ad Ires, prevediamo un taglio strutturale di 9 punti dell’imposta, con l’aliquota ordinaria del 24% che scende al 15% sugli utili che l'azienda reinveste per ricerca e sviluppo, macchinari e assunzioni stabili. Per le partite IVA estendiamo il regime forfettario del 15 per cento fino ai 65.000 euro di fatturato, con uno scaglione al 20% fino ai 100.000 euro.
LUIGI DI MAIO STA SALVANDO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO NEL TOTALE SILENZIO DEI MEDIA , DIFESA DEL MADE IN ITALY E AIUTI ALLE IMPRESE.

ANCHE AI CANI È COMPRENSIBILE QUESTO PIANO DIABOLICO ! GIORDANO SMASCHERA I BUGIARDI DEL COMPLOTTO



Dopo la 'bocciatura' della #manovra L'Euro è una moneta costruita male che non può stare in piedi: l'idea di creare l'Europa attraverso la moneta è stata un'idea profondamente sbagliata'
Luigi Di Maio #Diffondete
C'è un tentativo di "far cadere il nostro governo il prima possibile", dietro l'avviso di bocciatura della manovra M5s-Lega. Artefici: il "sistema europeo", il "sistema mediatico" e le opposizioni, che "tifano" per "lo spread e il default dell'Italia".
È ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPRENDERCI QUELLO CHE CI HANNO TOLTO 💪
Con la #ManovradelPopolo l'Italia riparte!
Reddito e Pensione di Cittadinanza porteranno risorse fresche nell'economia reale, rilanciando i consumi e creando un ambiente ideale per la crescita economica.
Le imprese faranno nuovi investimenti, e per quelle che assumeranno ci saranno sconti sull'Ires. Chi assumerà con contratto stabile avrà uno sconto anche maggiore.
 Le assunzioni saranno anche favorite dal ricambio generazionale che seguirà al superamento della legge Fornero: 400.000 posti di lavoro in più.
Posti di lavoro verso i quali verranno indirizzate le persone iscritte ai centri per l'impiego, che nel frattempo saranno state formate dallo Stato.
LUIGI DI MAIO
Reddito di cittadinanza, siamo pronti anche a garantire delle borse di studio a chi parteciperà alla formazione attraverso i Centri per l'impiego." Queste parole sono di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la principale banca italiana, uno che di economia reale se ne intende e che ha chiari i benefici che ci possono essere da questa misura. Quando le banche si occupano di economia reale svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle nostre piccole e medie imprese, per la nascita di nuove e per la creazione di posti di lavoro. Il Reddito di Cittadinanza è una politica attiva del lavoro, ma è anche una vera e propria manovra economica che finalmente farà circolare un po' di soldi perchè aumenta il potere d’acquisto di chi che ne ha più bisogno e ha una maggiore propensione al consumo, innescando un virtuoso processo di crescita di cui beneficeranno anche commercianti e artigiani. Ringrazio Messina per la disponibilità a supportare i centri per l'impiego che saranno il fulcro della rivoluzione per il lavoro: abbiamo stanziato un miliardo per rifarli da cima a fondo. Mi auguro che anche altre imprese partecipino a questo percorso. Abbiamo bisogno di sapere dagli imprenditori le competenze di cui hanno bisogno per poter intervenire nel processo di formazione al lavoro e andare incontro alle loro esigenze. Ci sono tanti nuovi lavori, tante nuove competenze richieste e tanti giovani che non vedono l'ora di dare il proprio supporto al Paese. Se camminiamo insieme con l'obbiettivo di dare un futuro all'Italia otterremo tanti successi!

Il Governatore Pugliese Emiliano: Se oggi non ci fossero i Cinque Stelle questo Paese sarebbe in una crisi senza speranza

Non un’alleanza vera e propria, ma un’intesa di volta in volta. Il candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, ha rilanciato la volontà di dialogo con il Movimento 5 Stelle sui singoli temi. “I capilista bloccati sono una vergogna, vogliamo farli saltare assieme? Vogliamo scrivere assieme una legge sul reddito di cittadinanza? Possiamo abbattere privilegi e vitalizi, possiamo mettere ordine nei rapporti tra politici e lobbisti”, ha affermato il presidente della Regione Puglia, in un colloquio pubblicato dal Corriere della Sera.
Emiliano ha sottolineato che il Pd non deve cercare nuove alleanze con il Centrodestra, a cominciare da Forza Italia: “Se ci alleiamo con Berlusconi il Pd scenderà sotto il 10 per cento e non ci voteranno più nemmeno le nostre famiglie”. La soluzione? “Non penso a coalizioni o intese di sistema. Di questi tempi esistono solo alleanze di programma, con temi condivisi su cui si puo’ lavorare di concerto. È il metodo giusto, lo stesso che ho applicato in Puglia dove la commissione Antimafia è presieduta da una consigliera pentastellata”, ha sostenuto il leader pugliese del Pd. E infine Emiliano si sgancia dalla polemica continua tra Matteo Renzi e il M5S: “Il Pd la smetta di dare a loro la colpa di tutto. Se oggi non ci fossero i Cinque Stelle questo Paese sarebbe in una crisi senza speranza”.


Bomba clamorosa. La denuncia di Di Maio può far saltare davvero tutto, quello che ha denunciato è un atto gravissimo senza precedenti. Dobbiamo condividerlo all'istante per farlo sapere a chiunque e svergognarli.



“Oggi abbiamo incontrato a Bruxelles il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Ci ha confermato, dopo averlo chiarito anche in audizione al Parlamento Ue, che Triton, voluta da Renzi, prevede che tutti i migranti siano portati in Italia. Questa è la verità: Renzi e il Pd ci hanno svenduto per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa, convinti che saremmo rimasti in silenzio. Non solo: ci hanno mentito e pensano di farla franca. In qualsiasi Paese del mondo chi dice bugie ai cittadini si dimette, è tempo che questa pratica venga introdotta anche in Italia. Abbiamo chiesto oggi a Gentiloni, che quando è stato firmato questo accordo era il ministro degli Esteri, di venire a riferire immediatamente in aula.

Sulle Ong siamo stati molto chiari: la Libia è un tema di sicurezza nazionale, massimo rispetto per i volontari, ma a chi non rispetta le regole dobbiamo chiudere i nostri porti. Bilanci trasparenti e una stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria italiana sono per il MoVimento 5 Stelle due punti imprescindibili. Abbiamo depositato una legge a prima firma Bonafede che prevede la presenza di ufficiali a bordo delle imbarcazioni battenti bandiere straniere che trasportano migranti. Chi non si trova d’accordo, non attracca sulle nostre coste. Chi arriva a entrare in acque libiche per portare i migranti in Italia, non attracca sulle nostre coste.
Non possiamo più aspettare. L’Europa prima si è preso tutto dall’Italia, grazie all’accondiscendenza dei governi degli ultimi anni, e poi ci ha sbattuto la porta in faccia. Noi chiediamo di chiudere la rotta mediterranea così come è stato fatto con quella balcanica, ma se nessuno ci ascolta allora facciamo da noi, sottraendo parte del contributo italiano al budget Ue e re-investendolo nella gestione dei rimpatri. E’ assurdo che l’Ue riesca a stringere accordi per importare l’olio tunisino e poi non sia in grado di stringere accordi per i rimpatri con i Paesi di transito in Africa. Manca, la volontà politica da parte di tutti, ma non da parte nostra. Adesso ci presentano questo pseudo-Codice sulle Ong, solo fumo negli occhi. Noi crediamo nelle leggi dello Stato non nei codici. E se, come ha sottolineato oggi nuovamente Frontex, in Italia la maggior parte degli ingressi riguarda i migranti economici, allora devono essere rimpatriati, in sicurezza, nei Paesi da dove provengono con i soldi dell’UE.
Ci domandavamo come fosse possibile l’arrivo di 12.000 migranti in Italia in sole 48 ore, più di quanti non ne siano arrivati in Spagna in un anno intero. Lo abbiamo capito. Renzi, Gentiloni, Alfano, tutto il Pd ma anche una buona parte del centrodestra hanno siglato accordi indicibili con i burocrati UE mettendo in ginocchio la nazione. Hanno trasformato l’Italia in un grandissimo campo profughi, per far contenti anche i loro amici nel coop, in cambio di qualche spicciolo. Di poche briciole. Che loro chiamano flessibilità. I giochi però sono finiti. E a giudicarli saranno prima di tutto gli italiani.”

L'Europa dichiara guerra al vino italiano: ok ai falsi made in Italy



L'Europa attacca ancora una volta l'Italia. E questa volta, a farne le spese, è il vino.
Dopo lo spumante, la Commissione europea ha dato il via libera alla cancellazione dell'obbligo di indicare l'origine delle uve per le bottiglie di Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz.
Per il settore vinicolo, un colpo mortale. Nel 2018, l'export italiano ha segnato un nuovo record, con un aumento del 4% soltanto nei primi sette mesi dell'anno. La Coldiretti è già sul piede di guerra. Secondo l'associazione, l'Italia deve opporsi con tutte le forze alla modifica del regolamento 607/09 sull'etichettatura dei vini. Il pericolo è gravissimo: rendendo obbligatorio solo il luogo della spumantizzazione ma non quello di origine delle uve, di fatto qualsiasi Paese può dire di produrre vino "italiano" con vini o mosti proveniente di altri Paesi. Ed è per questo che Stati europei o con cui l'Unione europea ha accordi commerciali nel settore agricolo, già festeggiano.
"Lo fa per agevolare il consumatore? Ma neanche per sogno", spiega La Verità. La scelta dell'Unione europea è come al solito quella di penalizzare un Paese, l'Italia, che ha un export maggiore e di qualità, rispetto ad altri Paesi comunitari che hanno vini e mosti generici in quantità industriale ma senza riuscire a utilizzarli per venderli e guadagnare. E adesso, per Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche Agricole, è tempo di passare all'attacco. Per lui come per tutto il governo, specialmente in un periodo di negoziati sul bilancio e sulla manovra economica.
Il vino italiano è sotto attacco. Come denunciato dalla Coldiretti, questo nuovo regolamento Ue conferma la tendenza a penalizzare l'agricoltura del nostro Paese. Un trend chiarito anche dalla decisione in sede europea di ammettere lo zuccheraggio dei mosti nei Paesi del Nord, la produzione di vino da frutta nei Paesi dell'Europa dell'Est, e che si è palesata anche nella scelta di con contrastare in modo netto la produzione di vino in polvere che punisce l'eccellenza italiana utilizzando finti marchi Made in Italy.
Inoltre, spiega sempre la Coldiretti, la nuova stagione di accordi fra Unione europea e altri grandi potenze commerciali (Canada, Giappone Cina in primis) rischia di minare nel profondo le potenzialità economiche del vino italiano. "Se il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) non protegge dalle imitazioni dall'Amarone all'Ortrugo dei Colli Piacentini insieme a molti altri vini, quello siglato con il Giappone esclude dalla tutela ben il 95% delle 523 denominazioni di vini riconosciute da Nord a Sud del Paese e la situazione è ancora più preoccupante nella trattativa in corso con i Paesi del Mercosur dotati di un forte potenziale vitivinicolo che già producono copie dei vini italiani, dal Prosecco brasiliano al Bordolino argentino".
Se si calcola che il settore vinicolo è il maggiore comparto dell'agricoltura italiana, con 15 miliardi di fatturato e 1,2 milioni di posti di lavoro, la notizia della modifica del regolamento Ue non va sottovalutata. Secondo La Verità, se è vero che "circa il 70% delle uve raccolte in Italia serve a produrre vini certificati", è anche vero che "il 30% della produzione di uve è destinata a vini comuni che con il nuovo regolamento europeo sarebbero spazzati via. Senza contare che anche l'Igt, a seconda di come sarà licenziato questo regolamento, potrebbe essere attaccato dal virus del falso". Basta per lanciare l'allarme. E ora il governo deve battere un colpo.
FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/leuropa-dichiara-guerra-vino-italiano-ok-ai-falsi-made-italy-1601829.html