giovedì 23 febbraio 2017

VITALIZI, UNA VERGOGNA SENZA FINE: IL PD BOCCIA LA MOZIONE DEL M5S E LA MOTIVAZIONE FA ESPLODERE LA RABBIA DEL PORTAVOCE


PD senza ritegno, si oppone anche alla riduzione dei vitalizi. Non riuscirete a credere alle vostre orecchie, state a sentire dal consigliere Gabriele Bianchi quello che sono stati in grado di dire pur di difendere questo insopportabile privilegio della casta. Diffondiamo!


ECCO IL MOSTRUOSO TESORO SEQUESTRATO AL “CLAN FINI”: VILLE, IMMOBILI, CONTI E DENARO CONTANTE. TUTTO GRAZIE ALL’AMICO CHE GRAZIE A LUI EBBE LA CONCESSIONE PER LE ODIOSE SLOT MACHINES! DIFFONDIAMO TUTTI QUESTO SCHIFO!

La lista completa dei conti correnti e degli immobili, tra Roma, Sabaudia e l’Abruzzo,  sequestrati dalla Guardia di Finanza ai familiari dell’ex leader di An. Che dopo l’avviso di garanzia commenta: «Ho fiducia nella magistratura»


L’immobile di Alleanza nazionale fu comprato da Giancarlo Tulliani con i soldi del re delle slot Corallo. E ora l’arresto dell’imprenditore catanese e dell’ex parlamentare Laboccetta svela i conti esteri del suocero dell’ex presidente della Camera
E’ un vero tesoro l’elenco degli immobili e dei conti correnti sequestrati all’alba di oggi dallo Scico della Guardia di Finanza a Elisabetta, Giancarlo e Sergio Tulliani. La consorte di Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, è indagata con il fratello e il padre per riciclaggio e autoriciclaggio: secondo la Procura di Roma, i tre familiari hanno ricevuto profitti illeciti per sette milioni di euro da Francesco Corallo , l’imprenditore catanese diventato miliardario con la concessione statale per le macchinette mangiasoldi (slot e vlt). Corallo è stato arrestato il 13 dicembre nel paradiso fiscale di Sint Marteen con l’accusa di aver sottratto all’Italia oltre 250 milioni di euro.

L’inchiesta ora coinvolge anche Fini, indagato per concorso in riciclaggio. L’ex leader di An ha commentato così la notizia anticipata oggi dall’Espresso : «L’avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, ieri come oggi». Il riferimento è all’archiviazione dell’inchiesta del 2010 sul caso dell’appartamento di An a Montecarlo. Anche questa indagine ora è stata riaperta dopo la scoperta che Giancarlo Tulliani aveva acquistato quella casa, nel 2008, con soldi versatigli segretamente dalle società offshore di Corallo, per poi dividere il ricavato con la sorella Elisabetta, che ha incassato personalmente almeno 739 mila euro.

Ecco la lista completa dei conti e degli immobili sequestrati alla consorte di Fini, al fratello Giancarlo e al padre Sergio, impiegato in pensione dell’Enel.
Elisabetta Tulliani

800 mila euro su un conto bancario italiano.
Appartamento a Roma in via Sardegna.
Altro fabbricato nella capitale in via Orso Mario Corbino.
Altri due immobili da 167 e da 52 metri quadri a Rocca di Mezzo, in Abruzzo.


Giancarlo Tulliani

Due appartamenti di 247 e di 62 metri quadri in via Conforti a Roma.
Altro appartamento in un diverso palazzo di via Conforti.
Già sequestrati 520 mila euro sul suo conto italiano: soldi che Giancarlo Tulliani aveva tentato di trasferire a Dubai dopo l’arresto di Francesco Corallo.


Sergio Tuliani

175 mila euro su un conto italiano;
La sua quota (metà) della proprietà di un immobile a Capranica Prenestina (Roma):
Il 50 per cento di altri due appartamenti a Roma, in via Raffaele Conforti, con cantina e garage.
Metà di un altro immobile a Roma in via Roberto Ago con cantina e garage;
Il 50 per cento di un ulteriore appartamento a Roma in via Quattro Venti.
Casa al mare in via Caterattino a Sabaudia.

FONTE;
DAGOSPIA

BUFERA A BALLARÒ: DI BATTISTA UMILIA GIANNINI DAVANTI A TUTTI! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!


ALESSANDRO DI BATTISTA INCAZZATISSIMO CON GIANNINI A BALLARÒ!
GUARDATE COSA È SUCCESSO IN DIRETTA E DIFFONDETE!
GRANDE DIBBA!

"Mi ha invitato per parlare male del M5S ma non lo farò mai" Bufera in studio: l'ospite sputtana il conduttore


Brutte notizie per l’Italia sul fronte della libertà di stampa. Nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres il nostro Paese perde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016. L’Italia è il fanalino di coda dell’Ue (che è comunque l’area in cui c’è maggiore tutela dei giornalisti), seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria.

Classifica: ecco le prime 10 posizioni (Fonte: rsf.org)


GIORNALISTI NEL MIRINO
Fra i motivi che - secondo l’organizzazione con base in Francia - pesano sul peggioramento, il fatto che «fra i 30 e i 50 giornalisti» sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Nel rapporto vengono citati anche «procedimenti giudiziari» per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato

DIETRO BENIN E BURKINA FASO
Per farsi un’idea dell’allarmante situazione italiana basta dare un’occhiata alla classifica: ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana.

SERVIZIO CONTRO IL M5S MAI NESSUNO ERA ARRIVATO A TANTO! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI QUESTA VERGOGNA!

Fabio Fucci, sindaco 5 Stelle di Pomezia, sbugiarda il TG5 facendo chiarezza sulle spese reali del Comune per "carta, cancelleria e stampanti". Il telegiornale di Canale 5 ha mandato in onda una grafica totalmente sbagliata, attribuendo al Comune 5 Stelle il primato delle spese di cancelleria: 1,4 milioni. La realtà è ben diversa, come scrive ‪Fabio Fucci. Le spese ammontano ad appena 55 mila euro.
Leggiamo il messaggio del sindaco 5 Stelle:
Spese‬ di ‪‎cancelleria‬ a ‪‎Pomezia‬ ‪‎verità‬: i dati reali. Altro che 1,4 milioni! 55.000 € nel 2014 ed era già tutto rendicontato sul sito del Comune di Pomezia. I giornalisti troppo "pigri" si sono affrettati a pubblicare la notizia secondo cui Pomezia sarebbe la città in Italia con le maggiori spese per la cancelleria. Una notizia talmente inverosimile da indurre alla prudenza ogni "incauto" informatore. La realtà, come accade spesso, è diversa. Il nostro comune ha ridotto le spese di cancelleria da 369.000 € (2013) a 55.000 € (2014).
E' importante chiarire che il Comune di Pomezia ha ridotto in questi mesi tutte le spese e ha provveduto al pagamento dei fornitori che attendevano soldi da parte del Comune da anni. In particolare, l'azione dell'Amministrazione è stata volta fin dal nostro insediamento alla riduzione delle spese legate alla cancelleria, alla carta, alla rappresentanza. Abbiamo centralizzato le stampanti in tutti gli edifici comunali, abbiamo ridotto l'uso della carta attraverso la progressiva digitalizzazione dei documenti, abbiamo eliminato la carta stampata con gli abbonamenti ai giornali on line (la spesa per "Pubblicazioni, giornali e riviste" è scesa da € 11.334,20 del 2013 a € 929,74 nel 2014, ndr). Riduzione che risulta evidente anche nella voce incriminata: del totale della spesa di cancelleria nel 2014, la somma realmente spesa per l'annualità appena conclusa non arriva a 55 mila euro, la somma restante è da addebitare al pagamento di debiti pregressi.
" I dati - spiega il dirigente ai Servizi Finanziari Dott. Giovanni Ugoccioni - sono tratti dal sistema SIOPE (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) che aggrega i pagamenti giornalieri delle diverse PA attraverso una serie di codici gestionali. La tesoreria comunale comunica i dati alla Banca d'Italia che li trasmette a tale sistema. La classificazione economica SIOPE (introdotta per gli Enti locali gradualmente in base al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 10 ottobre 2011 con decorrenza 1° gennaio 2012, che ha sostituito i decreti del 14 novembre 2006 e del 18 febbraio 2005, ndr), si va ad aggiungere a quelle previste dalla contabilità degli Enti locali stabilite con il TUEL. Nel caso di Pomezia, il software di contabilità non ha aggiornato i codici relativi agli impegni di spesa esistenti precedentemente all'introduzione della classificazione SIOPE.
Nel 2014 l'Amministrazione comunale, utilizzando i fondi relativi al DL 35, ha proceduto al pagamento di debiti pregressi il cui codice SIOPE non era stato quindi aggiornato, causando errori nella comunicazione delle singole voci di spesa. Dalla revisione effettuata sui pagamenti risulta che la spesa effettuata nel 2014 per il codice SIOPE 1201 "Carta, cancelleria e stampati" risulta pari a € 164.504,91 di cui soltanto € 54.722,91 relativi all'anno di competenza 2014. Si è trattato quindi di un errore legato al mancato aggiornamento dei suddetti codici: abbiamo trasmesso i dati aggiornati alla tesoreria comunale e da venerdì 23 gennaio prossimo saranno pubblicati corretti sul sito ministeriale".

mercoledì 22 febbraio 2017

CLAMOROSO LA BOSCHI NE COMBINA UN'ALTRA DELLE SUE SCOPPIA IL CAOS! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI QUESTA ENNESIMA VERGOGNA!

Una famiglia di talenti, non c'è più alcun dubbio. Anche Pier Francesco Boschi, l'ultimo rampollo di casa diventato «famoso» per aver accompagnato la sorella Maria Elena al ricevimento del Quirinale dello scorso 2 giugno, è stato così bravo da aver trovato lavoro a 27 anni. Grazie al curriculum, ovviamente, e alla sua laurea in Ingegneria (conseguita con un voto alto, 106 su 110) che gli ha spalancato le porte di una delle più importanti coop rosse, il colosso dell'edilizia della Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna che da mesi fa incetta di contratti e di appalti pubblici, da ultima quella della costruzione della metro leggera di Cosenza.
Il terzo dei fratelli Boschi, secondo le ultime notizie, è stato trasferito in un cantiere di Caltanissetta, come ha rivelato qualche mese fa il Fatto quotidiano. «Se io fossi un raccomandato non mi farei trasferire in Sicilia», disse uno stupito direttore generale della coop Roberto Macrì al giornale diretto da Marco Travaglio: «Non so come sia stato selezionato ma escludo che sia stato raccomandato da qualcuno». La certezza che nonostante la crisi Boschi jr si sia guadagnata l'assunzione a tempo indeterminato col sudore della fronte arriva dall'ex amministratore delegato della coop Cmc, Dario Foschini, che quella assunzione la controfirmò. «Solo dopo la sua assunzione, parlando con i miei collaboratori, ho scoperto che il fratello del ministro Boschi lavora con noi», disse al Fatto.
Con un padre banchiere nella semidefunta Banca Etruria, d'altronde, perché stupirsi se il fratello maggiore, Emanuele, oggi a 33 anni lavori nello studio legale di Umberto Tombari, il più importante di Firenze in tema di diritto societario. La sua gavetta Emanuele l'ha fatta proprio in Banca Etruria assieme al padre Pierluigi subito dopo la laurea nel 2007. Un'esperienza esaltante per lui, non certo per i correntisti, ahiloro. Un altro ragazzo prodigio, non c'è dubbio. Quello di Tombari peraltro è uno studio «caro» alla famiglia Boschi, visto che lì lavorava anche l'attuale tesoriere Pd Francesco Bonifazi, al tempo fidanzato della Boschi e ancora oggi suo carissimo amico. Tu guarda le coincidenze.
Fonte: il GIORNALE.it

Virginia Raggi (M5S) restituiremo ai cittadini 45 nuovi Filobus! DIFFONDIAMO OVUNQUE ALTRO GESTO STREPITOSO DELLA RAGGI!

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22 feb 2017 - Quarantacinque filobus nuovi di zecca, pagati con i soldi dei cittadini, fermi da quasi due anni in un deposito a prender polvere. Siamo venuti qui a farveli vedere: ecco cosa ci ha lasciato in eredità chi ha governato Roma.

Non è una storia solo di sprechi ma anche di malaffare. Perché i filobus acquistati nel 2009 per il corridoio della mobilità Laurentina-Tor Pagnotta sono al centro di un’inchiesta per una presunta tangente da 600mila euro. Un’inchiesta finita poi in quella di Mafia Capitale.

Questi 45 filobus sono mezzi già collaudati ed immatricolati ma mai utilizzati. Uno spreco doppio: non solo perché sono stati spesi 20 milioni di euro per acquistarli ma anche perché si continuano a buttare altri soldi per la manutenzione di mezzi fermi. Uno schiaffo per i cittadini romani che vogliono nuovi bus per le strade della Capitale per un trasporto pubblico più efficiente.

In Campidoglio si sta cercando di voltare pagina da quella stagione di illegalità e sprechi. Si lavora affinché questi filobus possano essere finalmente utilizzati dai cittadini. Vogliamo metterli in servizio per collegare la periferia nord di Roma con la stazione Termini. Nel frattempo abbiamo stanziato oltre 15 milioni di euro per completare finalmente i lavori dei corridoi della mobilità Laurentina-Tor Pagnotta ed Eur-Tor de Cenci.

Scandalo banche, Mentana: “Il governo nasconde i nomi dei grandi debitori ma adesso li facciamo noi”. E nella lista spunta l’imprenditore della cricca del G8

Dopo aver svelato i nomi dei debitori eccellenti della Banca popolare di Vicenza, il telegiornale di La7 ha rilanciato, rivelando una lista di 50 nomi di insolventi di Banca Marche. Fra di loro l'imprenditore che inguaiò Del Turco.


La Commissione Finanze del Senato, su richiesta di governo e Pd, ha deciso di non rendere pubblici i nomi di chi ha avuto milioni di euro in prestito dalle Banche e non li ha restituiti. In attesa che qualcuno chiarisca chi ha contribuito ad affossare Montepaschi, dopo aver svelato i nomi dei debitori eccellenti della Banca popolare di Vicenza, il telegiornale di La7 ha rilanciato, rivelando una lista di 50 nomi che non avrebbero saldato i loro debiti con Banca Marche: l’elenco contiene nomi e aziende insolventi per cifre che vanno da un massimo di 126 milioni a gli 11 milioni di Società sportiva romana, quella di Diego Anemone.
L'impresa più esposta, secondo quanto si legge nei documenti pubblicati dal telegiornale di Mentana, è Fortezza srl, la società del gruppo Lanari.  Una vicenda, questa, che si intreccia ovviamente con le note vicende dell’istituto di credito marchigiano da tempo molto esposto con le società legate all’imprenditore anconetano. Scorrendo l’elenco, si nota anche la presenza di la Novafin Spa, da poco dopo fallita, appartenente a Vincenzo Angelini, il "re delle cliniche" abruzzesi, il grande accusatore dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco.  Interessante anche il riferimento alla società Capo Caccia resort srl, per il quale è in corso un processo nel tribunale di Sassari per il reato di bancarotta in concorso. Somme importanti anche quelle attribuite al Gruppo Santarelli (110 milioni di euro), ai Minardi (130), ai Ciccolella (80), la famiglia pugliese che con i suoi vivai ha subito lo scorso anno un crac finanziario, Vittorio Casale (70) e Davide De Gennaro (70).
Enrico Mentana, aveva anticipato su Facebook lo scoop del suo tg: “Se il governo - aveva scritto - nasconde il nome dei grandi debitori una parte della stampa ha deciso di comportarsi diversamente. Chi ci governa e chi sostiene il governo in parlamento sono liberi di farsi male da soli: ma a volte non si ravvisa il metodo di questa follia. Noi e tanti altri, e perfino il presidente dell'Abi, abbiamo chiesto che venissero ufficialmente rese pubbliche le liste dei maggiori debitori di Mps e delle altre banche messe nei guai dagli Npl (crediti deteriorati). Invece la Commissione Finanze del Senato ha bocciato tutti gli emendamenti che chiedevano la lista dei nomi dei grandi debitori delle banche in difficoltà e ha approvato la proposta di modifica del relatore che prevede una relazione in cui vengano indicati i profili di rischio ma non i nominativi dei soggetti insolventi. Come tgla7 - in mezzo a un clima di omertà e senza nessuna sponda negli istituti interessati - ci abbiamo lavorato per settimane e abbiamo già cominciato a fare alcuni nomi per la banca senese, e tutti i principali per la Popolare di Vicenza. Stasera facciamo il punto, e magari ci aggiungiamo la lista di Banca Marche”. 
Uno schiaffo, per l’ex rottamatore Matteo Renzi, i vertici del Pd, inclusi Gentiloni e i ministri hanno deciso che gli italiani devono pagare il crac di Monte Paschi di Siena e delle altre banche, ma senza sapere, senza aver il diritto di conoscere, i nomi dei debitori responsabili del buco. Fra le tante dichiarazioni rilasciate in queste ultime ore dai politici sull’amara vicenda delle Banche, qualcosa in più parrebbero contenere le uscite di Roberto Calderoli, in genere ben informato sui movimenti dei maneggioni di professione.
La bocciatura, ha detto l’ex ministro per la Semplificazione Normativa nel governo Berlusconi IV, è avvenuta in commissione Finanze al Senato, "con il mio emendamento al decreto 'salva-risparmio' - prosegue - chiedevo di derogare eccezionalmente alla legge 196/2003 sulla privacy 'nei casi di ricapitalizzazione mediante intervento statale di qualsiasi istituto di credito operante sul territorio nazionale' e di obbligare la Banca d'Italia e la Presidenza del Consiglio a pubblicare, sui propri siti istituzionali, 'l'elenco dei debitori insolventi per i crediti concessi dai medesimi istituti' e di indicare 'i nominativi delle persone fisiche e giuridiche insolventi per debiti superiori a 1 milione di euro' e di indicare 'i nominativi dei partiti politici e delle fondazioni e associazioni loro collegate, insolventi per debiti di qualsiasi importo".
Insomma, non c’è bisogno di fare particolari collegamenti, per Calderoli, fra gli insolventi potrebbero esserci anche partiti politici e movimenti a loro collegati. E che per questo si tenta di zittire la stampa.  Dal cilindro delle banche potrebbe venire fuori qualcos’altro di inatteso.
fonte: http://www.gazzettadellasera.com/grande-mentana-sfida-le-censura-del-governo-nomi-dei-grandi-debitori-delle-banche-fallite-ladroni-del-pd-volevano-coprire-norma-legge/

+++ BAGLIONI SPIAZZA LA GRUBER +++ GUARDATE COSA HA DETTO IN DIRETTA IL FAMOSO CANTANTE ITALIANO AD OTTO E MEZZO! LA GRUBER INCAPACE DI REAGIRE DOPO LE PAROLE DI BAGLIONI CHE ESALTANO IL NOSTRO GRANDE BEPPE! CONDIVIDETE SE LA PENSATE COME LUI!


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BECHIS FURIOSO CON IL PD E GIACHETTI ADESSO HO CAPITO CHI VOTARE! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!

E' una porcata del Pd di Roberto Giachetti quella fatta a Virginia Raggi
Avendo scritto tutte le perplessità che avevo sulla reazione di Virginia Raggi all'articolo del Fatto Quotidiano, non posso non segnalare che oggi poco prima dell'ora di pranzo è stato presentato contro di lei un esposto in procura di Roma che ha dell'incredibile. E' la più grande porcata che abbia mai visto in campagna elettorale a poche ore dal voto. Doppiamente porcata, perché è stata nascosta sotto la veste neutra di un associazione (con cui ho appena parlato), la Anlep (associazione nazionale libertà e progresso). Come mi ha confermato il presidente della associazione, l'esposto porta la firma del vicepresidente Anlep, che è un dirigente del Pd romano con un incarico ufficiale. Non ho mai visto fare la guerra in questo modo a 24 ore dal voto, per potere dire "l'hanno iscritta per atto di ufficio in un fascicolo della procura", senza manco si sappia il reato. Una ipocrisia pazzesca, sia per il travestimento, sia perché ora macchia anche la figura di Roberto Giachetti, che pubblicamente aveva detto di non volere usare questo tipo di colpi bassi in campagna elettorale. Non l'ha fatto lui, ma uno dei suoi e in questo modo. C'è qualche differenza? Ero incerto se domani andare a votare. Ora ci andrò.

martedì 21 febbraio 2017

+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ MANIFESTANTE CONTRO IL GOVERNO CENSURATO IN DIRETTA: QUESTA È LA RAI


+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ MANIFESTANTE CONTRO IL GOVERNO CENSURATO IN DIRETTA: QUESTA È LA RAI!
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Così Myrta Merlino lo ha demolito. Napolitano incastrato: le prove! Guardate e diffondete tutti!

"No, non è giusto riformare la Costituzione a colpi di maggioranza. Credo però che la riforma del titolo V operata dalla maggioranza del centrosinistra sia stata preceduta da consultazioni, in modo particolare con le Regioni, che erano interessate al federalismo. Anche se alla fine non ci fu accordo in sede politica. La legge di revisione costituzionale approvata di recente, e che è sottoposta a referendum confermativo, è stata invece davvero un colpo di maggioranza, non c' è stato nessun dialogo, nessun confronto, e io credo che in generale occorre cercare la più larga intesa per qualsiasi modifica della Costituzione". A parlare è Giorgio Napolitano in una intervista a Myrta Merlino il15 aprile 2006 ripresa e pubblicata ora sulFatto Quotidiano. Dieci anni fa, insomma, il presidente emerito della Repubblica allora senatore a vita commenta il referendum sulla riforma costituzionale di Berlusconi e Bossi. E si dice contrario.
Secondo Napolitano "non deve passare una eccessiva amplificazione dei poteri del Capo del Governo. Non deve passare una riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica come figura garante della Costituzione e dei valori costituzionali e credo che non debba passare l'enorme pasticcio che si è combinato tra il Senato, più o meno battezzato federale e la Camera, che provocherebbe la paralisi del procedimento legislativo".


Fonte : http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11914891/giorgio-napolitano-intervista-myrta-merlino-referendum-costituzionale-fatto-quotidiano.html

Stanno per riassegnarsi il vitalizio. Ecco l'ultima porcata della casta politica.

Presentata una proposta di legge bipartisan che istituisce la pensione per i consiglieri regionali. Che avranno diritto anche a una liquidazione d'oro. Per una spesa aggiuntiva di 660mila euro all'anno a carico dei calabresi. Torna il privilegio abolito la scorsa legislatura


REGGIO CALABRIA È il passato della Casta che ritorna. Sono i privilegi storici di una classe politica che proprio non ce la fanno a scomparire. Tenetevi forte: i consiglieri regionali della Calabria stanno per riassegnarsi il vitalizio. Solo che non lo chiamano più così. Adesso il termine giusto è pensione, come se fossero lavoratori normali con anni e anni di contributi alle spalle. Ma c'è anche di più: stavolta gli eletti calabresi, oltre a poter usuifruire di una pensione a vita a fronte di uno o più mandati elettorali, potrebbero anche maturare il diritto al "trattamento di fine mandato". A una liquidazione, insomma. Uno scherzetto che alle casse del consiglio regionale, in totale, potrebbe costare qualcosa come 660 mila euro all'anno in più per ogni anno. E pensare che il vitalizio, sulla scorta del principio della spending review in voga durante il governo Monti, era stato abolito nella scorsa legislatura, cioè solo un paio d'anni fa.
LA LEGGE Lo scorso 9 febbraio, alla chetichella e senza alcun annuncio pubblico, è stata infatti depositata una proposta di legge che recita così: "Disciplina del sistema previdenziale di tipo contributivo e del trattamento di fine mandato per i consiglieri regionali". Non è una sortita della sola maggioranza e non è un tentativo non programmato di qualche eletto dell'opposizione: il testo è rigorosamente bipartisan. Lo hanno firmato in 20. Ecco chi: Mimmo Battaglia (Pd), Giuseppe Aieta (Pd), Giovanni Arruzzolo (Ncd), Domenico Bevacqua (Pd), Arturo Bova (Democratici progressisti), Francesco Cannizzaro (Casa delle libertà), Francesco D'Agostino (Oliverio presidente), Mauro D'Acri (Oliverio presidente), Baldo Esposito (Ncd), Giuseppe Giudiceandrea (Dp), Giuseppe Graziano (Cdl), Orlandino Greco (Op), Michele Mirabello (Pd), Ennio Morrone (Forza Italia), Sebi Romeo (Pd), Antonio Scalzo (Pd), Franco Sergio (Op), Giuseppe Neri (Dp), Giovanni Nucera (La Sinistra) e Vincenzo Pasqua (Op). Particolarità: nella relazione era stato trascritto l'elenco di tutti i consiglieri in carica, poi però qualcuno ha deciso di non firmare e il suo nome è stato cancellato con un tratto di penna. La proposta, comunque, sta seguendo con velocità l'iter previsto: è già stata assegnata alla commissione Affari istituzionali per l'esame di merito e alla commissione Bilancio per il parere finanziario.
L'ALIBI Il grimaldello usato allo scopo è la legge nazionale 213 del 2012, che istituisce e disciplina un sistema previdenziale di tipo contributivo per i presidenti della Regione, i consiglieri e gli assessori regionali. Il testo di riferimento sono invece le deliberazioni dell'Ufficio di presidenza della Camera che, dopo aver superato il tanto vituperato vitalizio, ha introdotto, a partire dall'1 gennaio 2012, un trattamento pensionistico basato sul sistema di calcolo contributivo, analogo a quello in vigore per i dipendenti pubblici. Come i deputati, quindi, anche i consiglieri calabresi – una volta approvata la legge – conseguiranno la pensione al compimento dei 65 anni di età, in seguito a un esercizio del mandato di almeno 5 anni effettivi. Per ogni anno di mandato ulteriore, l'età richiesta per avere accesso al novello vitalizio è diminuita di un anno, con il limite a 60 anni. Detto in parole povere: mentre i cittadini "normali" potranno andare in pensione a 67 anni o dopo aver versato contributi per 40 anni, i consiglieri calabresi (e non solo loro) potranno beneficiare di una ricca pensione due o più anni prima, anche dopo solo un mandato, e intascare una congrua liquidazione. Mica male. Contemplata anche la reversibilità: in caso di morte del consigliere beneficiario, gli stessi benefici pensionistici spetteranno ai suoi familiari.
L'entità dell'assegno di fine mandato, invece, sarà pari a una mensilità dell'indennità di carica e di funzione (circa 8 mila euro), percepite al momento della cessazione dell'incarico «per ogni anno di servizio svolto e sino al massimo di 10 anni».
«Allo stato attuale – è scritto nella relazione alla proposta di legge – nella X legislatura per i consiglieri regionali eletti e gli assessori in carica non esiste alcun sistema contributivo previdenziale essendo stato abrogato il vecchio sistema di corresponsione dei vitalizi nella precedente legislatura. Pertanto con la presente proposta che consta di 11 articoli si intende istituire il sistema previdenziale di tipo contributivo e reintrodurre l'assegno di fine mandato solo per chi ricopre la carica di consigliere regionale secondo le modalità già attuate dalla Camera dei deputati e di altre Regioni».
I DATI TECNICI La pensione sarebbe appannaggio di 31 consiglieri (incluso il presidente della Regione) e 7 assessori. È prevista, dunque, una (piccola) trattenuta mensile dell'8,80%, con una (grande) quota di contributo a carico del consiglio regionale pari al 24,20%. Il calcolo è presto fatto: 562 mila euro in più (562.795,20, per l'esattezza) a carico dei contribuenti ogni anno. A cui si dovranno aggiungere anche i 101mila euro per gli assegni di fine mandato (solo per i consiglieri), da sborsare a partire dalla prossima legislatura. Il totale supera i 663 mila euro ogni 365 giorni. Soldi che l'assemblea calabrese avrebbe potuto usare per contrastare la disoccupazione giovanile in costante crescita o per sostenere le famiglie povere, e che invece ha scelto di usare per se stessa.
LO STORICO È forse solo il caso di ricordare che, attualmente, la Calabria ha sul groppone il vitalizio di circa 138 ex consiglieri regionali, per una spesa annuale che si aggira sui sei milioni di euro. La nuova legge, se approvata definitivamente, potrebbe dunque decretare un robusto ritocco al rialzo della spesa pubblica. Con un risultato: nonostante l'abolizione del vitalizio, nessun consigliere calabrese tra quelli in carica si ritroverebbe nel limbo degli esodati. Una pensione (d'oro) non si nega a nessuno. È l'ostinazione dei privilegi. Il passato che non passa mai.
Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/politics/item/54718-stanno-per-riassegnarsi-il-vitalizio

La notizia che imbarazza il governo: Ecco cosa hanno scoperto i 5 stelle.

Il deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista e il collega Frusone "incastrano" il ministro della difesa Roberta Pinotti. Pare infatti che la Pinotti sia salita a bordo di un aereo di Stato, pagato coi soldi dei cittadini, per tornare a casa.

Scrive oggi Marco Lillo sul Fatto:

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha usato un Falcon 50 dell'Aeronautica militare italiana per farsi accompagnare a casa a Genova, il 5 settembre scorso, approfittando di un volo di addestramento programmato dal 31esimo stormo dell'Aeronautica proprio in coincidenza con le sue necessità.

Due deputati del M5S, Alessandro Di Battista e Luca Frusone, hanno depositato ieri un'interrogazione parlamentare al ministro stesso e al presidente del Consiglio nella quale si scagliano contro quella che considerano una violazione delle regole sull'uso degli aerei di Stato. Secondo Di Battista e Frusone, le normative e le circolari sull'uso degli aerei di Stato sono state aggirate con l'escamotage del volo di addestramento e vogliono sapere in quanti altri casi si è fatto ricorso a questa 'motivazione' su quella rotta.

L'aereo in questione è un Falcon 50 del 31° Stormo dell'Aeronautica Militare di solito utilizzato per voli di Stato, trasporti sanitari d'urgenza di ammalati, di organi per trapianti, per esigenze umanitarie, ma che, per quanto risulta al Movimento 5 Stelle, mentre scarrozzava la Pinotti stava effettuando un volo di addestramento.

Resta da chiarire se l'aereo stesse facendo un volo di addestramento o se si è trattato di un volo di Stato vero e proprio: in ogni caso con l'interrogazione i 5 Stelle lo hanno chiesto al Presidente del Consiglio ed alla Pinotti stessa.

Se fosse un volo di Stato sarebbe necessaria una specifica autorizzazione perché i voli di Stato sono di regola limitati alle 5 più alte cariche dello Stato (Pres Repubblica, Pres Consiglio, Pres Camera e Senato, Pres Corte Cost.) e poi l'autorizzane viene rilasciata solo in presenza di "comprovate, imprevedibili ed urgenti esigenze di trasferimento connesse all'efficace esercizio delle funzioni istituzionali" richieste dalle norme.

Se fosse un volo di addestramento la faccenda sarebbe ancora più grave perché il Ministro avrebbe aggirato la normativa ed utilizzato un aereo destinato al trasporto di solo personale militare per l'addestramento appunto.

+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ DI MAIO SBOTTA CONTRO IL DOPPIOPESISMO E LE BALLE DEI GIORNALI SUL M5S

Fantastico Luigi Di Maio da Bianca Berlinguer: "Lo vogliamo dire che la storia delle polizze è una bufala? Si fa sembrare che ci siamo intascati 30mila euro di polizze, invece abbiamo restituito 20 milioni di euro di stipendi e abbiamo fatto partire 4mila imprese e creato 10mila posti di lavoro. Si fanno due pesi e due misure: su di noi si spacca il capello, a Firenze e in Sicilia si fanno i rimpasti e nessuno l'ha saputo. Noi siamo gli incompetenti, mentre quelli che si sono fatti bocciare tutto, dal referendum all'Italicum, li chiamiamo ancora statisti. Del padre di Renzi non se n'è parlato proprio, noi siamo in prima pagina da 7 mesi e quelli che chiedono a noi di cambiare le cose in 7 mesi nello stesso tempo non sono riusciti a dare le casette ai terremotati. Sull'sms i direttori si giustificano dicendo di aver ricevuto solo la parte frammentata. Mi potevano chiamare e avrei fornito loro l'sms originale, invece mi hanno sbattuto in prima pagina: questo è vergognoso!". Pure la Berlinguer è costretta a dargli ragione, diffondiamo!


+++ ACCERCHIATO +++Uno scatenato PIF si scontra con Crocetta: "Adesso basta, o fai o ti dimetti!" GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!

Faccia a faccia del presidente della Regione con il regista palermitano. Incontro teso nella Sala Alessi di Palazzo d'Orleans. Crocetta ha promesso che entro un mese si attiverà per risolvere la situazione di coloro che versano in condizioni peggiori, in particolare di quelli che non hanno nessuna assistenza familiare.

Pif: "Se entro due mesi non ha mantenuto le promesse si dimetta". Crocetta: "Sei venuto per fare politica?", mentre ai fratelli Pellegrino: "Avete fatto bene"

lunedì 20 febbraio 2017

VERGOGNA! Alemanno VS Raggi: "Non è bellissima, se la vedete di persona rimanete d...


Alemanno VS Raggi: "Non è bellissima, se la vedete di persona rimanete d...
GUARDATE COSA E ' SUCCESSO E DIFFONDETE TUTTI!VERGOGNA!

DI MAIO ILLUMINA AGORÀ: È SUCCESSO IN DIRETTA! GRECO SPIAZZATO! GUARDATE E DIFFONDETE!


DI MAIO ILLUMINA AGORÀ: È SUCCESSO  IN DIRETTA! GRECO SPIAZZATO!

CASINI: "LA GENTE SE NE FOTTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE" E VIENE SUBITO AMMUTOLITO DA GIARRUSSO!



E' vero che la gente se ne fotte del Movimento 5 Stelle, come urla Casini a Porta a Porta, mentre confessa che loro (i politici di professione - ndr) "battono il marciapiede da 30 anni"? O è vero invece che la gente se ne fotte di Casini, che per non scomparire con il suo UDC ha dovuto fondersi con Scelta Civica, che ora sta scomparendo a sua volta? Con chi si fonderà al prossimo giro Casini, autoproclamatosi "vecchio battone", pur di credere che ci sia ancora in giro qualcuno disposto a votarlo?

+ + + SCANDALOSO + + + ORGE OMOSEX ECCO LE ASSOCIAZIONI FINANZIATE DAL PALAZZO CHIGI! PER FAVORE DIFFONDIAMO OVUNQUE, FACCIAMO DIVENTARE QUESTO VIDEO VIRALE SUL WEB !


La Boschi (che non parla dalla batosta del referendum) ha qualcosa da dire su questo? La Boschi è stata "promossa" a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle pari opportunità. L'avrà visto questo servizio? E voi l'avete visto? Vi consiglio di vederlo. Il M5S nelle prossime ore depositerà un'interrogazione parlamentare.

RENZI ATTACCA IL MOVIMENTO 5 STELLE IN DIRETTA, MA PAOLA TAVERNA LO DISTRUGGE! DA GUARDARE E DIFFONDERE ASSOLUTAMENTE!


RENZI ATTACCA IL MOVIMENTO 5 STELLE IN DIRETTA, MA PAOLA TAVERNA LO DISTRUGGE! DA GUARDARE E DIFFONDERE ASSOLUTAMENTE!
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domenica 19 febbraio 2017

VIRGINIA RAGGI ESPLODE CONTRO IL GOVERNO! SE VOGLIONO LA GUERRA AVRANNO LA GUERRA!

GIÙ LE MANI DALLA NOSTRA ATAC
Vogliono togliere l’Atac ai romani ma noi non lo permetteremo!
L’Atac non si tocca perché è dei cittadini che l’hanno profumatamente pagata con le loro tasse. Per anni.
La strana alleanza Pd-Fi – sì, sono proprio quelli del Patto del Nazareno - ha votato una mozione in Senato per chiedere che l’azienda di trasporto pubblico romano venga commissariata.
Questa mozione della vergogna, che è un insulto a tutti romani, è stata presentata proprio da quei partitucoli che dopo aver spolpato per anni la nostra azienda, dopo averla sovraindebitata, dopo averla  abbandonata, senza manutenzioni, senza servizi degni di tale nome, adesso vogliono chiuderla regalandola ai privati.
E lo fanno adesso perché vedono che i romani hanno dato fiducia ad un movimento che da quello scempio sta facendo rinascere un'azienda: 150 nuovi bus in arrivo, riordinare i conti, biglietti elettronici, corsie preferenziali e tanto altro per il rilancio.
I loro giochi sono finiti e allora, per evitare che qualcuno possa scoprire tutto il marcio, vogliono riprendersela ancora una volta.
E, soprattutto, mentre lo fanno scappano dalle loro responsabilità di governanti: avrebbero potuto dare un bel segnale con la riduzione degli stipendi e invece distolgono ancora una volta l'attenzione dalle loro responsabilità.
Ma stavolta non glielo permetteremo: se vogliono la guerra, la guerra avranno.
Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, Atac è nostra.
Vergognatevi
Dal profilo Facebook di Virginia Raggi

CLAMOROSO LA BOSCHI NE COMBINA UN'ALTRA DELLE SUE SCOPPIA IL CAOS.

Una famiglia di talenti, non c'è più alcun dubbio. Anche Pier Francesco Boschi, l'ultimo rampollo di casa diventato «famoso» per aver accompagnato la sorella Maria Elena al ricevimento del Quirinale dello scorso 2 giugno, è stato così bravo da aver trovato lavoro a 27 anni. Grazie al curriculum, ovviamente, e alla sua laurea in Ingegneria (conseguita con un voto alto, 106 su 110) che gli ha spalancato le porte di una delle più importanti coop rosse, il colosso dell'edilizia della Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna che da mesi fa incetta di contratti e di appalti pubblici, da ultima quella della costruzione della metro leggera di Cosenza.
Il terzo dei fratelli Boschi, secondo le ultime notizie, è stato trasferito in un cantiere di Caltanissetta, come ha rivelato qualche mese fa il Fatto quotidiano. «Se io fossi un raccomandato non mi farei trasferire in Sicilia», disse uno stupito direttore generale della coop Roberto Macrì al giornale diretto da Marco Travaglio: «Non so come sia stato selezionato ma escludo che sia stato raccomandato da qualcuno». La certezza che nonostante la crisi Boschi jr si sia guadagnata l'assunzione a tempo indeterminato col sudore della fronte arriva dall'ex amministratore delegato della coop Cmc, Dario Foschini, che quella assunzione la controfirmò. «Solo dopo la sua assunzione, parlando con i miei collaboratori, ho scoperto che il fratello del ministro Boschi lavora con noi», disse al Fatto.
Con un padre banchiere nella semidefunta Banca Etruria, d'altronde, perché stupirsi se il fratello maggiore, Emanuele, oggi a 33 anni lavori nello studio legale di Umberto Tombari, il più importante di Firenze in tema di diritto societario. La sua gavetta Emanuele l'ha fatta proprio in Banca Etruria assieme al padre Pierluigi subito dopo la laurea nel 2007. Un'esperienza esaltante per lui, non certo per i correntisti, ahiloro. Un altro ragazzo prodigio, non c'è dubbio. Quello di Tombari peraltro è uno studio «caro» alla famiglia Boschi, visto che lì lavorava anche l'attuale tesoriere Pd Francesco Bonifazi, al tempo fidanzato della Boschi e ancora oggi suo carissimo amico. Tu guarda le coincidenze.
Fonte: il GIORNALE.it

QUESTO E' IL PARTITO CHE HA ROVINATO IL PAESE. Questo è il partito che ora vuole riorganizzarsi per cosa? Per fare ancora danni?


QUESTO E' Il partito degli amici degli amici, il partito degli inquisiti, il partito di MAFIA CAPITALE, IL PARTITO DELLE RIFORME FALLIMENTARI, il partito del REFERENDUM PERSO, il partito del RECORD del DEBITO PUBBLICO. 
IL PARTITO DA NON VOTARE PIU'
+++ DIFFONDI SE LA PENSI COME ME ++

BEPPE GRILLO: "HANNO UNA PAURA FOTTUTA DELLA NOSTRA VITTORIA, LI MANDEREMO TUTTI A CASA"


Beppe Grillo: "Stiamo per arrivare alla scena finale del film 'Le Iene', quando i gangster si sparano. Adesso si tratta di andare subito alle elezioni: hanno una paura fottuta della nostra vittoria. Vogliamo attuare il nostro programma, dalle PMI al reddito di cittadinanza. Li manderemo tutti a casa: ora ne abbiamo l'opportunità, passa una volta sola questo treno. Basta con questa gente che ha disintegrato il Paese ed è in televisione a sorridere e dire che forse s'intravede qualcosa. Non li vogliamo più sentire, neanche se dovessero prometterci il miracolo dei miracoli. Devono andarsene tutti a casa: un voto, un calcio in culo". Diffondiamo!

IL PD SI SFASCIA, MA RENZI DELIRA SULLA RAGGI E SUL M5S! MASSIMA DIFFUSIONE!

Ecco di cosa sta parlando Renzi all'assemblea nazionale del PD: mentre il suo partito si sfascia per una manciata di poltrone, lui delira su Virginia Raggi e sul Movimento Cinque Stelle. Raggiungiamo il 40% e mandiamoli a casa. A voi i commenti!

sabato 18 febbraio 2017

+++ DI BATTISTA FA I NOMI DELLE MULTINAZIONALI CHE CONTROLLANO LA STAMPA, GRUBER NEL PANICO! +++


Fantastico Alessandro Di Battista, fa in diretta i nomi di alcune delle multinazionali che controllano i giornali: "L'Eni ha un'agenzia di stampa. Potrà mai questa dare notizie sulle tangenti Eni in Nigeria?". Lilli Gruber va nel panico e tenta più volte di interromperlo. Diffondiamo!

"Appartamenti gratis ai politici, da Verdini alla Pivetti". La confessione choc del re di roma! diffondiamo tutti facciamolo vedere a chiunque!


"Appartamenti gratis ai politici, da Verdini alla Pivetti". La confessione choc del re di roma! diffondiamo tutti facciamolo vedere a chiunque!

BEPPE GRILLO RIVELO' IN DIRETTA LE PENALI PREVISTE DAL CONTRATTO SE DICE CHE I SOCIALISTI CHE RUBANO


BEPPE GRILLO RIVELO' IN DIRETTA LE PENALI PREVISTE DAL CONTRATTO SE DICE CHE I SOCIALISTI CHE RUBANO

SE PARLO IO CADE IL GOVERNO! DICHIARAZIONI CLAMOROSE DEL MASSONE SU BANCA ETRURIA! GUARDATE E DIFFONDETE!

SE DICO LA VERITA’ SU BANCA ETRURIA CADE IL GOVERNO”: PARLA FLAVIO CARBONI, IL FACCENDIERE MASSONE CHE SIN DAI TEMPI DEL BANCO AMBROSIANO E’ PROTAGONISTA DELLE MALEFATTE ITALICHE
Flavio Carboni mette nei guai la Boschi e Renzi: “Se parlo cade il governo”
Il noto faccendiere sardo, già coinvolto nella morte del banchiere Calvi e nella P3, parla dei suoi rapporti con i padri della Boschi e di Renzi e fa rivelazioni scottanti su Banca Etruria
“Questa cosa qui è una bomba atomica se esplode è un casino e nientepopodimeno cadono tutti e due (Renzi e la Boschi ndr) e appresso a loro il governo…”.
Parola del faccendiere Flavio Carboni che, in un’intervista a Libero racconta i suoi rapporti con Pier Luigi Boschi, Tiziano Renzi e l’amico Valeriano Mureddu, imprenditore di origini sarde, cresciuto a pochi passi da casa Renzi a Rignano sull’Arno e poi stabilitosi ad Arezzo.
Nell’estate del 2014, infatti, si sarebbe tenuto a Roma un summit tra Mureddu e il padre della Boschi a cui avrebbe partecipato anche Lorenzo Rosi, ex presidente di Banca Etruria, con lo scopo di trovare un nuovo direttore generale e nuovi patner esteri per ripianare il buco della banca. “Ma non ho partecipato a quelle riunioni, non avrei portato nessun contributo e allora ho lasciato che parlassero loro. Io gli ho messo a disposizione l’ufficio… La mia era veramente solo ospitalità”, precisa Carboni, già coinvolto nell’inchiesta sulla morte di Guido Calvi e nel processo sulla P3.Carboni conferma anche al Fatto Quotidiano di aver incontrato per bene tre volte il papà della Boschi e di avergli fatto il nome di Fabio Arpe, fratello di Matteo Arpe, come direttore generale per la sua banca. Il nome di Fabio Arpe viene fatto a Carboni da un altro massone, l’ex leghista Gianmario Ferramonti. Pier Luigi Boschi, poi, sarebbe intervenuto attivamente cercando di inserire sull’assetto bancario cercando di inserire l’amico comune Mureddu che diventa di fatto l’intermediario di tutta l’operazione, come racconta lui stesso con una telefonata al Fatto. “Non c’è nulla di male a rivolgersi alle persone che si ritengono intelligenti e affidabili”, premette Mureddu. “Quando Boschi, parlando a tavola del più e del meno, mi ha chiesto se per caso conoscessi qualcuno da inserire in banca, ho pensato di rivolgermi a chi sapevo avere una rete affidabile di persone”. Quindi contatta Carboni, “che stimo profondamente”, spiega. Mureddu, poi, conferma di conoscere benissimo Matteo Renzi e suo padre Tiziano ma precisa di non averli più sentiti da quando lui è diventato premier “per non dare adito a strani pensieri”, mentre con Pier Luigi Boschi divenne amico quando andò ad Arezzo per occuparsi di agricoltura. Ma Boschi padre “non mi ha dato alcun incarico, chiariamo”, chiarisce Mureddu. “Semplicemente mi ha chiesto un consiglio come si fa tra persone che si stimano”.
Dalle pagine di Repubblica traspare, invece, la posizione del padre della Boschi che ha rilasciato a Bankitalia la sua versione dei fatti in una memoria difensiva in cui spiega di aver sempre agito in accordo con la Vigilanza e che la mancata verbalizzazione di certi incontri della Commissione “è pienamente giustificata dal carattere informale, e comunque solo consultivo e di raccordo della stessa, nonché dal fatto che è stata solo in rarissime circostanze convocata collegialmente. Avevamo l’obbligo, puntualmente adempiuto, di riferire al cda. Non si comprende dunque il cenno degli ispettori alla mancanza di trasparenza”. Ora Le dichiarazioni di Carboni e Mureddu sembrano smentire questa versione.

Luigi di Maio: 80 miliardi di debito pubblico. E QUESTI PENSANO ALLE OLIMPIADI!!! MASSIMA DIFFUSIONE!

FICARRA E PICONE DEMOLISCONO IL PD IN UN MINUTO: "PER TENERLI TUTTI UNITI BASTEREBBE UNA RETATA"


Strepitosi Ficarra e Picone, demoliscono il Pd parlando del rischio scissioni: "Renzi ha detto che non è tipo che accetta ricatti: vero, lui è più il tipo che i ricatti li fa. Secondo l'ex ministro Fioroni per tenere tutti uniti all'interno del Pd ci vorrebbe l'attaccatutto. Oppure una retata". Diffondiamo!

venerdì 17 febbraio 2017

+ + + INCONTENIBILE + + + ADESSO TREMANO BANCHIERI E POTERI FORTI, LI HA FATTI INFURIARE! ORA CAPISCI QUESTO ATTACCO CONTRO LEI?

Francesco Gaetano Caltagirone è infuriato.
Da un lato l’ascesa di Virginia Raggi al Campidoglio, che scompagina i meccanismi di tutela dei suoi interessi, in testa Acea, la multiservizi romana attiva nel settore dell'acqua, dell'energia e dell'ambiente.
Dall’altro l’investimento in Unicredit (circa l’1%) che gli ha procurato perdite ingenti (dall’inizio del 2016 il titolo si è deprezzato del 70%) e una rabbia incontenibile per la scelta, cui ha inutilmente cercato di opporsi, di Jean-Pierre Mustier come nuovo amministratore delegato al posto di Federico Ghizzoni.
Questi, in sintesi, i motivi del pessimo stato d’animo del costruttore ed editore romano.
VOGLIA DI ESPATRIARE. Un umore così negativo da pensare di voler lasciare l’Italia per proseguire all'estero la sua attività, come ha confidato agli interlocutori che ha incontrato in questi giorni.
Ma è davvero così o è solo lo sfogo del momento?
Non è la prima volta che ''Calta'' (come ormai tutti lo chiamano) reagisce in questo modo alle cose che non gli piacciono (e sono tante), ma poi, da uomo con i piedi per terra qual è, finisce per cercare soluzioni concrete ai problemi.
ATTRITI COL SUO GIORNALE. Per esempio, su Roma ha capito che una delle cose sbagliate cui porre subito rimedio è stata la linea del quotidiano di cui è editore, Il Messaggero, che prima e durante la campagna elettorale ha attaccato la Raggi a testa bassa anche quando era chiaro che avrebbe vinto.
Per questo ha messo nel mirino il direttore Virman Cusenza, accusato di essere stato più realista del re nell’eseguire gli ordini del padrone.
Ma, linea a parte, ''Calta'' imputa a Cusenza soprattutto di non essere capace di aprirgli strade che lo portino alla sindaca.
«Mi sto sbattendo io, che senso ha?», ha confidato a un amico al quale ha poi rivelato di aver trovato un pertugio per il tramite di un professionista che potrebbe essere un buon viatico alla corte della grillina nonché la fonte di future commesse.
GIRO DI POLTRONE AI VERTICI. Intanto a Il Messaggero tira aria di cambio al vertice.
E gli altri direttori del gruppo si agitano.
A cominciare dal direttore de Il Mattino di Napoli, Alessandro Barbano (forte di non essersi messo contro il rieletto sindaco Luigi De Magistris), che vorrebbe tornare a Roma, e Osvaldo De Paolini, il vice di Cusenza che scalpita da tempo per succedergli (ma tiene d’occhio anche la direzione de Il Sole 24 ore in vista di possibili futuri cambiamenti che potrebbero toccare la poltrona di Roberto Napoletano).
Ma ''Calta'' non vuole fare una scelta affrettata e sull'onda del momento, e ha intenzione di pensarci bene.
PIACCIONO BECHIS E PORRO. Soprattutto ha bisogno di capire se altrove c’è qualche giornalista, tipo Franco Bechis di Libero, più adatto alla piazza romana in salsa populista.
Senza contare che sua figlia Azzurra gli ha già detto che la sua personale preferenza è per Nicola Porro, l'ex conduttore di Virus epurato dal nuovo corso Rai.

Nella vicenda Unicredit sotto accusa lo spin doctor Fabio Corsico

Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit.
(© Ansa) Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit.

Nell’attesa di trovare una nuova guida per il quotidiano romano, Caltagirone si sta leccando le ferite riportate nella battaglia in Unicredit, dove aveva sposato la causa di Fabrizio Viola, che in effetti è andato a un millimetro dalla nomina.
ERA UNA SFIDA A TRE. Viola faceva parte di una terna, che oltre a lui e Mustier comprendeva anche il numero uno della Deutsche Bank Italia, Flavio Valeri, e sul suo nome c’era la convergenza di Luca Cordero di Montezemolo e Fabrizio Palenzona, dopo che lo stesso Caltagirone e Montezemolo avevano preso atto della non presentabilità della candidatura di Corrado Passera (Banca centrale europea e Bankitalia sono state nette, Palazzo Chigi ha fatto sapere che non avrebbe gradito).
Ma Luchino e Fabrizio, all’ultimo momento, sul nome del numero uno di Montepaschi si sono sfilati.
Il primo a farlo è stato il rappresentante della Fondazione Crt, che ha negoziato una sua personale partita con il francese su cui poi ha virato.

La canzone-parodia di Dado e Marco Morandi su Caltagirone.

PALENZONA IL ''TRADITORE''. Palenzona aveva bisogno di essere tranquillizzato sulla sua permanenza alla vicepresidenza di Unicredit, almeno fino alla prossima assemblea (poi ci sarà il problema dell’influenza esercitata dalla neo sindaca Chiara Appendino sulla fondazione torinese), e come sua abitudine non ci ha pensato neppure un attimo a “tradire” l’amico ''Calta''.
Al quale non è rimasto che segnalare la sua contrarietà facendo astenere suo figlio Alessandro, che siede nel consiglio di amministrazione di Unicredit, in sede di votazione finale.
Anche in questo caso, come sua abitudine, ''Calta'' ha rotto con Palenzona e ha cercato un capro espiatorio.
Che nella fattispecie non poteva che essere il suo spin doctor Fabio Corsico.
UN GARANTE INEFFICACE. «Era lui il garante del rapporto con Fabrizio, gli ho lasciato fare quello che vuole, e poi va a finire così?», sembra che l'ingegnere abbia detto ai suoi figli, lamentando anche i numerosi interessi e incarichi che Corsico ha collezionato al di fuori del perimetro del gruppo, cui per altro ha sempre dato semaforo verde.
Corsico comunque deve aver sentito puzza di bruciato, se è vero che da tempo coltiva un rapporto con l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, con il malcelato obiettivo di trovare nel cane a sei zampe una possibile alternativa.
ARIA DI (UN ALTRO) DIVORZIO. Però, anche in questo caso, come per Il Messaggero, ''Calta'' vuole pensarci bene prima di arrivare al divorzio da Corsico, uomo che in molte occasioni gli è stato ambasciatore nei palazzi del potere.
L’estate, trascorsa sulla sua amata barca dove vive come un pascià, gli porterà consiglio. Ma si sa: quando si mette in testa una cosa non gli fa cambiare idea nessuno.

Insomma: aria di divorzi in casa Caltagirone, dopo quello tra Azzurra e Pier Ferdinando Casini.

fonte: http://www.lettera43.it/politica/roma-caltagirone-furioso-per-colpa-di-raggi-e-unicredit_43675252113.htm