martedì 26 settembre 2017

VERGOGNOSO ARRESTATO PER CORRUZIONE IL SINDACO DI FORZA ITALIA! DA DIFFONDERE ASSOLUTAMENTE...

Sono 27 le misure cautelari disposte nell'ambito dell'inchiesta, una costola dell'indagine "Infinito" sulle Locali 'ndranghetiste in Lombardia. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso all'estorsione. In cambio di voti il primo cittadino Edoardo Mazza avrebbe aiutato Antonino Lugarà a ottenere una convenzione per realizzare un centro commerciale. Indagato anche l'ex vicepresidente della Lombardia Mario Mantovani.

In cambio di voti avrebbe favorito gli affari di un imprenditore edile legato alle cosche, che voleva ottenere una convenzione per realizzare un centro commerciale nel Comune brianzolo. Per questo martedì mattina è finito ai domiciliari con l’accusa di corruzione il sindaco di Seregno Edoardo Mazza, avvocato 38enne eletto nel 2015 con Forza Italia. È uno dei 24 arrestati, per reati che vanno dall’associazione di tipo mafiosoall’estorsione, nell’ambito di un’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Lombardia. Una costola dell’indagine Infinitosulle Locali dell’organizzazione criminale. Secondo gli investigatori l’uomo d’affari Antonino Lugarà è stato “determinante” per l’elezione di Mazza, che nel 2015, ex assessore all’Urbanistica della giunta precedente, si è candidato con Fi e il sostegno dalla LegaNord e di due liste civiche. Lo stesso imprenditore avrebbe intrattenuto rapporti con altri politici del territorio e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalità organizzata. Tra gli indagati c’è l’ex vicepresidente della Lombardia, ora consigliere regionale di Forza Italia, Mario Mantovani, già arrestato due anni fa in un’altra inchiesta, è indagato per corruzione (non gli vengono contestati reati di mafia). Da quanto si è saputo, l’accusa riguarda i suoi rapporti con l’imprenditore Antonio Lugarà, lo stesso che ha intrattenuto rapporti con il sindaco di Seregno.

Inchiesta di due procure dalla mafia alla corruzione
In tutto sono 27 le misure cautelari – 21 delle quali in carcere, tre ai domiciliari e tre sospensioni dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio – firmate dai gip di Monza e Milano Pierangela Renda e Marco Del Vecchio e eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Milano. Le accuse sono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armilesionidanneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per un atto d’ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Monza e dalla Procura di Milano, porta la firma dei pm monzesi Salvatore Bellomo, Giulia Rizzo e del Procuratore di Monza Luisa Zanetti e dei pm della Dda Alessandra Dolci, Sara Ombra e dell’aggiunto Ilda Boccassini ed è una costola dell‘indagine “Infinito”, che nel 2010 aveva inferto un duro colpo alle Locali ‘ndranghetiste in Lombardia. È iniziata dagli approfondimenti avviati nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano sui summit di ‘ndrangheta tenutisi a Legnano (Milano) e a Paderno Dugnano(Milano). L’investigazione ha consentito di identificare gli elementi di vertice della locale di Limbiate (Monza e Brianza) e di individuare un sodalizio dedito al traffico di cocaina, con base nel comasco, composto prevalentemente da soggetti originari di San Luca (Reggio Calabria), legati a cosche di ‘ndrangheta di notevole spessore criminale.
Il rinfresco elettorale di Mazza nel bar in odor di ‘ndranghetaNel maggio 2015, in piena campagna per le amministrative, Mazza aveva offerto un rinfresco elettorale al bar “Tripodi pane & caffè” di Antonino Tripodi, che nel 2010 era stato arrestato nell’inchiesta Infinito, accusato anche di associazione mafiosa. Questa imputazione era caduta, ma non quella per detenzione di armi. Che gli era fruttata una condanna definitiva comminata dalla Corte di Cassazione. Di fatto, stando alle indagini, era l’armiere dei boss. Nel 2016 il Comune ha revocato la licenza al bar Tripodi “per pericolo di infiltrazione mafiosa”. All’evento del maggio 2015, comunque, accanto a Mazza sedeva proprio Lugarà, che nel 1989 fu oggetto insieme ai due fratelli di un agguato a colpi di pistola nell’ambito di quella che secondo gli investigatori era una guerra per aggiudicarsi appalti.
“Vogliamo mettere in piedi San Luca a Milano”Una guerra in cui la mentalità da criminali organizzati era ben radicata: “Vogliono mettere in piedi San Luca (…) San Luca a Milano … al nord” diceva uno. Il riferimento è a San Luca, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, noto per una faida delle cosche in relazione ad un grosso traffico di cocaina nel Comasco. In altre telefonate captate dagli investigatori i presunti affiliati alla ‘ndrangheta parlavano anche di “mitra” e “kalashnikov“. Nell’inchiesta, tra l’altro, sono coinvolti anche altri due politici locali di Seregno: un consigliere comunale è stato posto agli arresti domiciliari, mentre per un assessore, Gianfranco Ciafrone, è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici.
Individuata e arrestata anche una talpaCome in ogni inchiesta importante è stata individuata una talpa. Un dipendente dell’ufficio affari semplici della Procura di Monza è stato arrestato. “Attraverso le sue credenziali accedeva alla nostra banca dati e rispondeva alle domande dell’imprenditore di Seregno indagato – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti – viene ascoltato mentre elenca gli indagati davanti alla nostra schermata, poi abbiamo una fotografia che inquadra l’imprenditore con il nostro dipendente”. Il procuratore poi ha aggiunto: “Giuseppe Carello, ai domiciliari, ha violato la fiducia del procuratore e del personale giudiziario ed amministrativo che sono totalmente estranei ai fatto. Ha violato il giuramento alle istituzioni”.
Il governatore lombardo Roberto Maroni ha commentato dicendo che “la ‘ndrangheta è l’associazione mafiosa più pericolosa perché si insinua nel tessuto economico e ha rapporti con le istituzioni” e “chi rappresenta il popolo nelle istituzioni deve ovviamente stare lontano e rifiutare ogni rapporto con queste persone. Se poi qualcuno ci casca, è giusto che venga estromessoimmediatamente dalla politica alle istituzioni”.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/26/ndrangheta-arrestato-sindaco-di-seregno-per-corruzione-favori-a-imprenditore-legato-alle-cosche/3878010/

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