lunedì 24 luglio 2017

PARAGONE UMILIA MARIA ELENA BOSCHI CI RACCONTA SOLO BALLE! GUARDATE COSA E' SUCCESSO E DIFFONDIAMO OVUNQUE!

L' altra sera l' ex ministro Maria Elena Boschi, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha parlato a Milano alla festa del Pd e, come fosse in una seduta psicanalitica, è tornata sul tema della sconfitta referendaria. Ammetto che mi fa un po' di tenerezza: non è agevole superare certe botte.
Il guaio è che fingendo una specie di mea culpa la figlia di mister Etruria ha scaricato sulla gente il non aver capito i miracoli di certe azioni. Soprattutto i giovani.
La Boschi infatti è ancora convinta che il Jobs Act sia una riforma vincente, un incubatore di posti di lavoro: non siamo stati bravi - è stato in soldoni il predicozzo della dirigente Pd - a spiegare politicamente quello che stavamo facendo come governo. Aggiungendo che loro invece si sarebbe incistati nel discutere nel merito la riforma.
Ovviamente non sono vere entrambe le tesi. Il confronto nel merito è stato discusso e ridiscusso tanto da vedere impegnati autorevoli costituzionalisti, i quali alla prova dei fatti sono stati più convincenti degli slogan prodotti da Renzi e dal suo spin doctor arrivato dagli States, Jim Messina. (Roba che il partito dovrebbe chiedere i danni o a Renzi per la scelta o allo spin doctor per la manifesta incapacità di arrivare a un risultato positivo.)
Quanto alle altre riforme che avrebbero dovuto essere portate alla discussione politica, su tutte quella del lavoro, vorrei informare la Boschi che forse soltanto nelle trasmissioni dove andava lei non se n' è parlato perché altrove è stato un tema politico accessorio alla questione; non fosse altro perché il lavoro è un tema costituzionale oltre che un diritto previsto dalla stessa. Devo dedurre, sicuramente sbagliando, che la Boschi ha preferito trasmissioni ben apparecchiate dove si bypassassero alcune questioni.
Ecco, suggerisco a lady Maria Elena di provare a frequentare qualche salotto in meno e di farsi la pellaccia politica dove l' anestesia del confronto non si pratica. In quei luoghi scoprirebbe che il Jobs Act non produce lavoro, che la flessibilità introdotta è stata una costosa scorciatoia fiscale priva di robustezza strutturale, che il contratto a tutele crescenti è una specie di tessera fedeltà che umilia i lavoratori. E infine che i giovani sono stati i più penalizzati, tanto da spaccarli in precari, in invisibili, in neet e in emigranti. E chiudo ricordando alla stessa sottosegretaria che il ministro del suo governo si chiamava Giuliano Poletti. Esattamente come quello che, con Gentiloni, si "occupa" della materia.
Non ci voleva molto a mappare l' Italia del 4 dicembre.
Quell' Italia ancora oggi è convinta delle ragioni di quel No.
Ma la politica considera i No un fastidio, una incomprensibile chiusura a ciò che fanno i manovratori.
Quei No, che sono tanti e tutti ad alta densità politica, un giorno torneranno e occuperanno la stessa piazza, prima di andare a votare per spazzare via questo governo e questa classe dirigente.
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13205854/paragone-sculaccia-maria-elena-boschi---quante-balle-che-dici--.html


2 commenti:

  1. HA DEI MAESTRI,CHE LE RACCONTANO BENE LE BALLE ,QUANDO VAI A SCUOLA DICONO SEMPRE CHE X ANDARE BENE OCCORRE LE BASI.LEI ACCANTO HA LE PEGGIORI ,COME FA A DARE LA PARTE CHE NON CONOSCE,

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