mercoledì 15 febbraio 2017

IL POPOLO UNITO CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO! GUARDATE E DIFFONDETE!

Ottavo giorno di mobilitazione, il blocco delle raffinerie e dei depositi di carburante, da ieri losciopero anche in 19 centrali nucleari. La riforma del lavoro rischia di paralizzare la Francia per le proteste dei lavoratori e dei sindacati. Così ora il governo va apparentemente in ordine sparso. Da una parte c’è il premier Manuel Valls che a Bmf-Tv dice che se il ritiro della riforma “non è possibile”, ammette però che “possiamo sempre apportare delle modifiche, dei miglioramenti”: esclude modifiche all’articolo 2, il punto più controverso perché prevede di far prevalere gli accordi aziendali su quelli di categoria per ferie e orari di lavoro. E dall’altra parte c’è il ministro delle Finanze Michel Sapin, intervistato a una radio, che sostiene il contrario: “Forse bisognerà ritoccare l’articolo 2 su alcuni punti”. Una situazione di imbarazzo dalla quale lo stesso Valls, ancora in diretta, è uscito ribadendo che “non toccheremo l’articolo 2″. Il premier francese ha evocato la possibilità di “modifiche” e “miglioramenti”. Ma non ci sarà nessun ritiro della riforma. “Ritirare la riforma significherebbe impossibilità di governare – ha detto il capo del governo socialista – Questo Paese muore dell’impossibilità di riformarsi“.Valls ha definito “irresponsabile” l’azione della Cgt, il principale sindacato francese alla guida delle proteste, garantendo che il governo continuerà nelle opere di sgombero delle istallazioni petrolifere e industriali bloccate dalle proteste. Alla domanda se si potrà ricorrere a misure di precettazione in caso di forza maggiore, il primo ministro ha spiegato che “tutte le possibilità sono sul tavolo”. Secondo Valls il progetto di legge verrà approvato quest’estate e non si può scartare la possibilità di ricorrere al voto di fiducia, proprio a causa delle spaccature interne al partito socialista. “Come si può pensare che io voglia minare il modello sociale francese?”.
Due giorni fa la Cgt aveva lanciato un appello al personale di Edf – il colosso energetico della Francia – a bloccare o rallentare la produzione nelle centrali nucleari, oggi, in occasione di un’ennesima mobilitazione. “Ma siamo responsabili: non lasceremo l’Europa al buio”, assicura un sindacalista. Quanto alle raffinerie e ai depositi di carburante, il presidente François Hollande ha garantito che “sarà fatto tutto il possibile per garantire l’approvvigionamento” di benzina. “Il governo non ritirerà la riforma del lavoro. Il sindacato non detta le leggi di questo Paese” aveva rincarato Valls, sottolineando a chiare lettere che l’esecutivo non cederà al “ricatto”. Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Elabe per Bfm-Tv, 7 francesi su diecivorrebbero il ritiro della contestata legge “per evitare la paralisi”. Fino a ieri le immagini degli automobilisti in fila davanti ai benzinai per il terrore di rimanere a secco hanno dominato media e canali all news.
Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it

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