giovedì 3 novembre 2016

ULTIM'ORA Referendum, ancora 10 giorni per decidere sul ricorso Onida

Non sarà sciolta prima di una decina di giorni la riserva del giudice del Tribunale civile di Milano sul ricorso presentato dal giurista Valerio Onida e su un secondo ricorso firmato da un gruppo di avvocati che chiedono di investire la Consulta circa l'incostituzionalità della legge che istituisce il referendum laddove non prevede lo "spacchettamento"
Ci vorranno ancora dieci giorni prima di conoscere la decisione del Tribunale civile di Milano sul ricorso presentato dal giurista Valerio Onida e su un secondo ricorso firmato da un gruppo di avvocati che chiedono di investire la Consulta circa l'incostituzionalità della legge che istituisce il referendum laddove non prevede lo "spacchettamento" del quesito. Lo si apprende dalla presidenza della prima sezione civile del tribunale di Milano. L’ex presidente della Corte Costituzionale, insieme alla professoressa Barbara Randazzo, ha chiesto di sollevare davanti alla Consulta l’eccezione di legittimità della legge 352 del 1970 istitutiva del referendum laddove non prevede l’obbligo di scissione del quesito quando riguarda più temi, come nel caso di quello sulla riforma costituzionale, in calendario per il 4 dicembre prossimo.
Il professor Onida contesta la chiarezza e l’omogeneità del quesito, il quale, a suo avviso, violerebbe la libertà di voto dell’elettore in quanto lo fa decidere su "un intero pacchetto senza poter valutare le diverse componenti". Il giudice, inoltre, si dovrà pronunciare anche su un altro ricorso sempre sul referendum, presentato dagli avvocati Claudio e Ilaria Tani, Felice Besostri, Emilio Zecca e Aldo Bozzi. Il pool di legali, che ha già vinto la battaglia davanti alla Consulta sul sistema elettorale definito Porcellum, ha chiesto al giudice di sollevare davanti alla Corte Costituzionale l’eccezione di legittimità della legge che regola l’indizione del referendum, "laddove non prevede l’articolazione dei quesiti in caso di referendum approvativo".
I due ricorsi differiscono per alcuni aspetti tecnici ma in sostanza chiedono la medesima cosa: rimandare gli atti alla Consulta. L’avvocato dello Stato Gabriella Vanadia ha chiesto il rigetto di entrambi i ricorsi: "Se lo scopo finale di queste domande è quello di incidere sulle prerogative politiche non è lecito e va respinto, in quanto un procedimento di questo tipo non può incidere sulla politica", aveva dichiarato in occasione delle udienze di discussione.
Fonte:
http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/03/referendum-ancora-10-giorni-per-decidere-sul-ricorso-onida/1326659/

1 commento:

  1. PER CHE VOTARE E PERCHE' VOTARE NO. [NTERVISTA A PAOLO FERRARO. CDD.
    [https://youtu.be/7f206jz_9LU]
    VOTARE NO affinchè non si instauri un regime autocratico che resa debole la Costituzione attraverso il dominio instaurato sugli organi costituzionali, con il supporto efficace della legge elettorale ITALICUM incostituzionale a sua volta, cambierà poi definitivamente l'assetto democratico e pluralista del nostro paese.
    VOTARE E VOTARE NO per arginare sul Piave la distruzione della nostra Costituzione, ultima tappa di un percorso eversivo durato 25 anni, che la ha accerchiata con trame eversive, isolando e ponendo all'angolo le altre forze eversive che lavorano sotterraneamente.
    VOTARE E VOTARE NO per ricostruire democrazia ed una svolta e progetto economico sociale che dia una speranza all'Italia ed ai nostri figli.
    Paolo Ferraro​ "Due o tre sono i nemici della TERZA VIA tra mondialismo e nazionalismo subalterno e nazi-komm. Il primo che abbiamo di fronte tutti verrà sconfitto per la prima volta con il NO, il primo e il secondo che opera sotterraneamente e con metodologie "indifferenti" a qualunque forma di potere e governo e militari e di infiltrazione sotterranea titolare di una strategia nazional militarista e neo NAZI-KOMM, unitamente al terzo, la componente parcellizzata delle vecchie micro casticelle politiche e che impersonifica un sovranismo nazional perdente e nazional subalterno, verranno sconfitti A PARTIRE DAL NO alla distruzione della Costituzione.
    Occorrerà dopo il no UNA UNICA E GRANDE STRATEGIA DI INDIPENDENZA VERA NAZIONALE E DI RICOSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA ECONOMICO SoCIALE, prendendo atto della crisi strutturale della crisi capitalistica nell'ancient occidente e del ruolo cui è destinata l'Italia. SOLO UNA LUCIDA POLITICA E SOLO UN NO FORTE CONSAPEVOLE E STORICO POTRA' VINCERE NEL LUNGO PERIODO. . Gli inutili idioti del che voto a fare, le inutili cassandre del tanto peggio tanto meglio, gli scherani pagati della disinformazione anche nella versione complottistoide e nichilista, vanno "schiacciati" con la logica, la consapevolezza e con la denuncia del loro trolleggiare per conto o "nell'interesse di terzi" . Continuare a LOTTARE PER UNA VERA ALTERNATIVA e passare alla vera democratica e legale guerra alle casematte del potere ( secondo) saltando più pari il nazionalismo imberbe e piccolo borghese massonico "neogiuridico" (terzo) sarà la vittoria storica del NO che ha cominciato a vincere già nel REFERENDUM : una lunga marcia si vede dal passo dalla forza e dalla determinazione. Essa va crescendo ora dopo ora giorno dopo giorno. Paolo Ferraro
    L'INQUINAMENTO DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA' ANCHE CON METODOLOGIE CERTAMENTE MILITARI E' ORMAI UN DATO REALE E CONCRETO. TUTTO QUESTO HA PRECISE CONSEGUENZE POLITICHE, DI METODO E DI MERITO, ANCHE SE MOLTI NICCHIANO. Quando una esagerata iniziativa ed il bloccare un video in tutti i paesi, aiutano ad aprire le meningi ....
    http://grandediscovery.webnode.it/linquinamento-della-politica-e-della-societa-anche-con-metodologie-certamente-militari-e-ormai-un-dato-reale-e-concreto/"
    #iovotono
    #iodifendoilno
    Paolo Ferraro
    C.D.D. - Comitato Difendiamo la Democrazia

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