giovedì 13 ottobre 2016

IL PRESIDENTE DEL TAR CHE GIUDICHERA LA REGOLARITA DELLA SCHEDA DEL REFERENDUM? E LA COMPAGNA DI NITTO PALMA, CHE SPONSORIZZA IL SI

L’ex ministro e senatore di Forza Italia conferma i suoi rapporti con Elena Stanizzi, ma minimizza la questione: “E’ una vicenda che non mi riguarda”. Anzaldi (Pd) archivia la questione: “Il problema non sussiste”. Ma la collega Morani: “Fiducia nella magistratura,  valutare l’opportunità che sia lei a decidere è un’altra cosa”. Nessun problema per Toninelli (M5S), ma il compagno di movimento Colletti è categorico: “Fossi stato io il giudice mi sarei astenuto”. E da Sinistra italiana De Petris non ha dubbi: “Quella sezione ha già dato prova di assoluta imparzialità”
La partita si chiuderà il 17 ottobre. Quando la seconda sezione bis del Tribunale regionale amministrativo (Tar) del Lazio emetterà la sentenza sui ricorsi presentati dal Movimento 5 Stelle e da Sinistra italiana. Il collegio dovrà stabilire se, come sostengono i ricorrenti, il quesito referendario che sarà sottoposto agli italiani per dire Sì o No alla riforma costituzionale, nasconde “una sorta di ‘spot pubblicitario’, tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del governo”. Ma nelle ultime ore, la vicenda si è arricchita di un ulteriore elemento di discussione. Chi è il presidente del collegio che dovrà pronunciarsi sui ricorsi di M5S e Sinistra italiana? Si tratta di Elena Stanizzi, compagna di Francesco Nitto Palma, già ministro della Giustizia e senatore in carica di Forza Italia.
Una coincidenza sulla quale i pareri sono contrastanti, anche tra esponenti della medesima forza politica. Insomma, il magistrato farebbe meglio ad astenersi? Nel Partito democratico, “la questione non sussiste” per il renziano Michele Anzaldi: “Credo nel sistema, la sfera privata è la sfera privata. Le regole sono regole e se vengono rispettate il problema non si pone”. La collega, pure lei renziana, Alessia Morani, conferma ma con riserva: “Come in altre circostanze ribadisco tutta la mia stima e la mia fiducia nella magistratura – assicura –. Certo è, però, che valutare l’opportunità di giudicare su una materia così delicata, visti i rapporti intercorrenti tra la giudice e un autorevole esponente di un partito di opposizione schierato per il No, è un’altra questione”. Ancora più marcate le distanze all’interno del M5S. “Non mi pare un problema, siamo nella sfera delle opinioni personali”, archivia la questione il grillino Danilo Toninelli. Ma il collega di movimento Andrea Colletti la vede diversamente: “Fossi stato il giudice mi sarei astenuto per evitare qualsiasi sospetto sulla decisione, qualunque essa sia – taglia corto il deputato M5S –. Anche perché si sta trattando una questione delicata che riguarda le sorti del Paese. Non dico che il giudice non sia terzo, ma Calamandrei diceva che occorre anche che appaia terzo”.
Non ha dubbi, invece, la capogruppo al Senato di Sel-Sinistra italiana Loredana De Petris. “E’ la stessa sezione che ha giudicato il ricorso contro l’esclusione della Lista Fassina alle comunali di Roma – ricorda –. E i giudici che la compongono hanno dato prova di assoluta imparzialità. Senza contare che a decidere sarà il collegio e non solo lei”. E lui, il senatore Nitto Palma compagno della Stanizzi cosa ne pensa? “Non conosco la vicenda, non mi interessa e non è una cosa che mi riguarda”, risponde, contattato da ilfattoquotidiano.it, confermando i suoi rapporti con la giudice.
FONTE:
http://www.ilfattoquotidiano.it/

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