mercoledì 7 settembre 2016

ULTIM'ORA Caso Raggi, l’idea di Casaleggio: togliere a Di Maio la delega enti locali

Beppe Grillo, il presente e il futuro del direttorio, l’ira dei senatori, la posizione di Davide Casaleggio: quello che si dipana nelle sue diverse tessere è un domino complicato, un equilibrio sottile che i Cinque Stelle cercano dopo ore convulse. Fin dalla mattina di ieri si tessono le trame per superare la crisi. A Milano si riuniscono i vertici dell’Associazione Rousseau: si cerca di tenere dritta la barra del Movimento. Davide Casaleggio, già da giorni, chiede un richiamo forte ai valori che il padre riteneva fondanti del M5S.
A Roma, contemporaneamente, va in scena l’ultimo atto della guerra di tutti contro tutti. A Palazzo Madama i senatori danno vita a una riunione infuocata: si parla della fuga di notizie e messaggi privati che ha toccato i pentastellati con rimpalli di accuse. Ma soprattutto a finire sul banco degli imputati è il direttorio: i senatori sono compatti, schierati all’unisono, chiedono verifiche, scuse, chiarimenti. «Non possiamo stare nelle mani di un gruppo di immaturi», sbotta qualcuno. Non è solo Luigi Di Maio sotto attacco, ma tutta la struttura. Dopo mesi di malcelate tensioni, i senatori passano al contrattacco.Che la giornata del direttorio non sia delle più semplici diventa lampante quando i cinque deputati — insieme a Paola Taverna — incontrano Grillo. Il garante, dopo alcuni contatti diretti anche con Casaleggio jr., è netto nella linea. «Ora decido io», spiega. «Datevi una calmata o rischiamo di distruggere il Movimento», continua a muso duro Grillo, che impone le sue tre condizioni a Virginia Raggi: i ripensamenti sui ruoli di Raffaele Marra e Salvatore Romeo e la necessità di chiarire il no dei Cinque Stelle alla candidatura di Roma2024. Il garante (che per tutta la giornata di ieri ha cercato di eclissarsi dalle telecamere), poi, redarguisce i parlamentari sul diktat imposto il giorno prima alla sindaca. «Non potete intervenire sugli assessori, non è materia di vostra competenza», ammonisce. Ma il piano è chiaro: Raggi (nel caso accetti le condizioni) sarà blindata e il direttorio al tempo stesso verrà tutelato. Una tregua. Anche se i malumori restano e c’è chi giura tra i pentastellati che l’armistizio avrà vita breve.

Fonte : http://www.corriere.it/politica/16_settembre_07/caso-raggi-l-idea-casaleggio-togliere-di-maio-delega-enti-locali-1ce19714-753f-11e6-86af-b14a891b9d65.shtml

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