sabato 30 luglio 2016

Vittorio Feltri su Maurizio Belpietro: "Il renziano è lui, vi mostro le prove"

Qua sotto pubblichiamo la lettera scritta da Vittorio Feltri al direttore de il FATTO QUOTIDIANO, Marco Travaglio, a commento di un articolo pubblicato ieri sullo stesso FATTO relativo all’uscita da LIBERO di Belpietro, Pansa e De Manzoni per presunti motivi ideologici. La rendiamo nota anche ai nostri lettori affinché siano informati sulle vicende del nostro giornale.

Caro Direttore, Marco Travaglio,

perdona l’intrusione nel tuo sapido quotidiano, ma sento la necessità di fare alcune precisazioni, dopo la pubblicazione, ieri a pagina 14 del Fatto, di un articolo in cui vengo dipinto come un renziano di ferro, soltanto perché incautamente ho dichiarato che voterò sì al referendum costituzionale. Nel pezzo in questione si racconta che Giampaolo Pansa si è dimesso da Libero perché, a differenza di Maurizio Belpietro, sarei appunto renziano. Cosicché, l’autore del Sangue dei vinti passerebbe al nuovo giornale che, imminentemente, il mio predecessore (nonché successore) fonderebbe allo scopo di osteggiare il premier.

Tutte cose suggestive e che hanno trovato credito nel mondo dei media. Peccato che i fatti siano diversi. Pansa è vero che si è dimesso, ma con me non ha parlato. Si è rivolto direttamente all’amministratore di Libero. Ha fatto bene. Perché io non sono che il direttore editoriale, cioè non conto un tubo. Però il motivo della sua partenza non può essere la mia trascurabile persona, che non lo ha mai infastidito, e sulla quale il famoso giornalista alcuni mesi orsono ha espresso la seguente dichiarazione, che riporto integralmente, avendola copiata da Italia Oggi: «Vittorio Feltri mi piace, dice quello che pensa in modo tale che tutti possano capirlo, anche in tv. Il fatto che la sinistra lo abbia sempre sottovalutato dimostra che al 95% è fatta di coglioni. Io gli do 9. Anzi 10, toh».

Le gentili frasi pansiane nei miei confronti apparvero anche su Panorama. Ma questo è niente. I lettori allaccino le cinture di sicurezza. Quando si dice che Belpietro è stato cacciato perché antirenziano e io ripreso a Libero perché renziano, si prende un granchio. Perché, caro direttore, Renzi non l’ho mai visto se non in tv. Mentre so con assoluta certezza - roba che non si può smentire - che Belpietro si è scomodato ben due volte, partendo da Milano per Roma, allo scopo di recarsi a Palazzo Chigi dove ha incontrato il Presidente del Consiglio in carica, con cui, in entrambe le circostanze, ha fatto colazione.

Spero che il concetto sia trasparente. Io renziano appassionato non ho mai stretto la mano a Renzi né ho stipulato patti con lui. Belpietro, nemico giurato di Renzi, si è intrattenuto due volte a colazione con lui in - suppongo amabile - conversazione. La verità è che io non sono mai stato culo e camicia con nessuno, neanche con Berlusconi, che in effetti mi detesta, o altri premier, mentre Belpietro - che pure stimo - da lustri tiene rubriche televisive (ben retribuite) per Mediaset e ha avuto due contatti fisici non so di quale tipo con Renzi. Chissà perché poi il renziano sarei io. Non ti sembra tutto abbastanza grottesco? Grazie. E scusa se ti ho importunato.

Fonte: Liberoquotidiano.it

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