lunedì 25 luglio 2016

+++ULTIM'ORA CLAMOROSA+++ CRISI EUROPA monti attacca l'Europa: "Così ruba i soldi dai conti correnti"

«Parliamo solo di cose serie: l' Europa, la crisi. Niente gossip e politica. La gente in questo momento mi pare interessata alle cose serie». Parte così l'intervista che l'ex ministro Giulio Tremonti ha rilasciato al direttore Pietro Senaldi sull'edizione di Libero in edicola oggi. E la conversazione entra subito nel vivo toccando il cuore delle ragioni della crisi degli ultimi anni: le banche. Tremonti ripercorre le tappe principali: "Tutto ha avuto inizio nel 2008 negli Stati Uniti con la crisi dei mutui subprime, che subito dopo, di riflesso, ha investito le banche del Centro e del Nord Europa, le quali, essendo già da prima in difficoltà, avevano cercato di aggiustare i loro conti e i loro bilanci investendo su titoli ad alto rendimento ma anche ovviamente ad alto rischio, come quelli greci e spagnoli". È sulla gestione di quella fase che secondo Tremonti ci sono i germi della malattia che si è diffusa in Europa: "È stato operato il più colossale trasferimento di ricchezza dalle tasche delle famiglie ai forzieri della speculazione. Il trasferimento è passato dai bilanci pubblici degli Stati, per arrivare alle "banche sistemiche" che hanno così trovato i mezzi finanziari per pagare le controparti speculative".

Dopo la bolla dei subprime, gli italiani si sono ritrovati a fare i conti con l'ultima iniziativa europea che promette di infilare le mani nelle loro tasche: il bail in. Tremonti sull'argomento è netto: "Non potendo più usare i soldi dei contribuenti, si è pensato di usare i soldi dei risparmiatori. Questa è la base di pensiero che ha ispirato il bail-in". Il provvedimento Ue però, ricorda Senaldi, è stato votato da tutti gli ultimi governi italiani: "Mi permetto di segnalarle - ha risposto l'ex ministro dell'Economia - che contro il bail-in non solo ho scritto definendolo come un mostro europeo in arrivo, ma ho anche votato in Senato. Altri hanno votato diversamente. Il bail-in è comunque una regola demenziale: è come se per fermare uno che guida come un pazzo, anziché abbassare il limite di velocità, gli si alzasse il costo della polizza Rc auto, con il particolare che l' Rc auto non la pagano i guidatori ma i risparmiatori.

Fonte : Liberoquotidiano.it

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