giovedì 7 luglio 2016

ALTRO TERREMOTO NEL PD :EX SEGRETARIO PD ACCUSATO DI ADESCAMENTO DI MINORE

Antonio Maria Ricci, 50 anni, dirigente responsabile del servizio di gastroenterologia del reparto di pediatria del Policlinico San Matteo e dirigente dell'azienda Servizi alla Persona, si trova ai domiciliari. A chiedere la misura cautelare è stata la Procura di Pavia, che ritiene il pediatra «spiccatamente predisposto a commettere reati della stessa specie» con altri bambini. Molto pesante anche il giudizio del San Matteo, che ha immediatamente sospeso Ricci dall'incarico e ha avviato una procedura disciplinare parallela a quella giudiziaria: «Il quadro che emerge - spiegano al Policlinico - è di grave rilevanza criminosa e accerta un comportamento odioso, ancor più spregevole perché coinvolge, come vittima, una minore in condizione di fragilità». Le indagini sono durate mesi e tutto è nato, a un anno dalle molestie, da una denuncia dei genitori della ragazzina.
I colleghi del dottore sono sconcertati e non si capacitano ancora di come sia potuta accadere una cosa del genere in reparto, proprio in quelle stanze dove il via vai di medici, infermieri e genitori è continuo. Attorno ad Antonio Maria Ricci giravano da tempo voci poco belle, ma mai nessuno avrebbe pensato a una sua deriva da pedofilo. Semplicemente il pediatra si era fatto la fama di uno che non aveva una gran voglia di lavorare ma che riusciva sempre a farla franca. Si dice per i suoi agganci politici: era stato segretario comunale del Pd, a Pavia, fino al 2013 e presidente della clinica Santa Margherita. E la sua condotta da scansafatiche nel reparto di pediatria non gli aveva provocato alcun danno, nessuna rimozione, semplicemente un trasferimento in ambulatorio. Insomma, Ricci aveva la nomea di uno «blindato», di uno protetto. Ma delle sue frequentazioni di Facebook e dell'adescamento di una ragazzina nessuno aveva mai sospettato niente.L’indagine - ha spiegato la Questura - è durata parecchi mesi ed è nata dalla denuncia dei genitori di una 13enne affetta da una grave patologia che la rende «persona incapace di svolgere compiti e funzioni proprie della sua età». Per questa ragione la ragazzina da tempo era in cura nel reparto di gastroenterologia del Policlinico San Matteo, dove era sottoposta ad una terapia sperimentale. Secondo gli investigatori Ricci avrebbe svolto «un’attività di adescamento protrattasi per circa tre mesi» in cui l’uomo, con «inequivocabili scambi di messaggi su Facebook» teneva i contatti con la ragazza. Inizialmente si era posto come medico amichevole conquistando la fiducia della tredicenne, quindi si sarebbe dimostrato «molto interessato ed attratto anche fisicamente» da lei fino a ad arrivare a colloqui di natura sessuale nei quali si faceva promettere un «bacio». Non solo. In occasione di un ricovero della paziente, la scorsa estate, il medico, approfittando del fatto che la giovane fosse da sola in camera, secondo la Procura «poneva in essere atti sessuali nei confronti della giovane consistiti in baci sulla braccia e sulla bocca su di una minore che, in considerazione del contesto e delle motivazioni pur cui si trovava in quale luogo, era in balia degli eventi».
Il pm di Pavia, Chiara Giuiusa, ha quindi chiesto gli arresti domiciliari, concessi dal gip per il pericolo di reiterazione del reato «in considerazione dell’attività svolta e del livello culturale dell’indagato che non poteva non conoscere il gravissimo disvalore degli atti compiuti ai danni di una minorenne».
Intanto il Pd ha preso subito le distanze dall’ex segretario, mentre il sindaco Depaoli ha comunicato la decisione di revocare Ricci dal ruolo di presidente del Consiglio di indirizzo dell’Asp, l’Azienda servizi alla persona. Sempre oggi il Policlinico San Matteo di Pavia ha provveduto alla sospensione cautelare dal servizio di Ricci e ha già annunciato la volontà di costituirsi parte civile.
Durissima la reazione dell’assessore alla sicurezza regionale, la leghista Simona Bordonali, che ne ha proposto la castrazione chimica.
fONTE:http://www.ilgiornale.it

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