mercoledì 8 giugno 2016

LO STIPENDIO INTERAMENTE PIGNORABILE

Pignoramenti: la legge garantisce il minimo vitale solo per le pensioni e non per gli stipendi ai quali, comunque, resta fermo il limite di un quinto.
Nel pignorare il quinto dello stipendio, il creditore non incontra alcun limite, neanche se la busta paga è particolarmente bassa: non si applica, infatti, alle retribuzioni da lavoro dipendente la norma invece prevista per lepensioni in base alla quale il pignoramento deve comunque far salvo il cosiddetto minimo vitaleper la sopravvivenza. È quanto chiarito dal Tribunale di Messina con una recente ordinanza[1]. Ma procediamo con ordine.

Al centro del problema vi è, ancora una volta, la differenza di trattamento tra stipendi epensioni in caso dipignoramento: una disparità che, comunque, già la Corte Costituzionale ha avuto più volte modo di ritenere pienamente legittima [2]. In buona sostanza, tutte le volte in cui il creditore deve pignorare lo stipendio o la pensione non può andare oltre la misura di un quinto sulla singola mensilità (ossia il 20% dell’importo accreditato dall’azienda o dall’ente di previdenza); tuttavia, se per gli stipendi tale quinto viene calcolato sull’intera retribuzione al netto delle tasse (per esempio, se la retribuzione netta è di 1.000 euro, la quota pignorabile è 200 euro), per le pensioni non è così. Per queste ultime, infatti, la legge impone di garantire sempre, all’anziano, un minimo sostentamento (il cosiddetto minimo vitale), attualmente pari a 672,76 euro (per il calcolo bisogna aumentare della metà l’assegno sociale che, per il 2016, è pari a 448,51 euro); dunque, il quinto pignorabile si calcola solo dopo aver detratto, dal netto della pensione, il minimo vitale. La conseguenza è che la quota di pensione che va a finire nelle mani del creditore è inferiore rispetto a quella che si avrebbe se non vi fosse tale regola.
Facciamo alcuni esempi numerici.
Prendiamo un lavoratore con uno stipendio netto di 1.000 euro e un pensionato anch’egli con un assegno mensile, erogatogli dall’Inps, di 1.000 euro:
  • Pignoramento dello stipendio: 20% di 1.000 = 200 euro mensili che vanno al creditore;
  • Pignoramento della pensione: 20% di (1.000 – 672,76) 327,24 = 65,44 euro mensili che vanno al creditore.

Queste regole, peraltro, si applicano nel caso in cui il creditore pignori stipendio o pensione rispettivamente presso il datore di lavoro o l’ente di previdenza. Se, invece, le somme sono state accreditate direttamente in banca, valgono le seguenti regole (questa volta sono uguali sia per stipendio che per pensioni):

  • quanto i soldi già depositati in banca al momento della notifica del pignoramento, il creditore può pignorare solo la parte di giacenza che supera l’importo di 1.345,53 (ossia tre volte l’assegno sociale);
  • quanto alle mensilità che verranno accreditate successivamente a titolo di stipendio o pensione, il pignoramento si estende fino a massimo un quinto.

LA DIVERSITÀ DI TRATTAMENTO TRA STIPENDI E PENSIONI NON È ILLEGITTIMA

Il Tribunale di Messina prende atto di questa differenza di trattamento tra pensioni e stipendi: “si tratta – afferma il giudice – di un inconveniente che per quanto socialmente doloroso non dà luogo ad alcuna illegittimità costituzionale della normativa in questione, proprio in ragione dell’esigenza di non vanificare la garanzia del credito”. Una normativa che tenta di equilibrare due opposte esigenze: quella di sopravvivenza del debitore e quella del creditore di recuperare quanto gli è dovuto. La facoltà di escutere il debitore non può essere sacrificata totalmente, anche se la privazione di una parte del salario è un sacrificio che può essere molto gravoso per il lavoratore scarsamente retribuito.

Lo stipendio, insomma, non è assimilabile alla pensione e non gode delle stesse garanzie nell’attuale normativa. Non può essere, pertanto esteso ai crediti derivanti da retribuzione il trattamento di favore previso per il pignoramento delle pensioni.
[1] Trib. Messina, ord. del 18.06.2016.
[2] C. Cost. ord. n. 248/2015.

Autore immagine: 123rf com

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