mercoledì 8 giugno 2016

DECLASSIFICATI DOCUMENTI AMERICANI

I sostenitori del Brexit avrebbero dovuto essere preparati all’intervento dirompente degli Stati Uniti. L’Unione Europea è sempre stata un progetto americano.
E’ stata Washington a guidare l’integrazione europea alla fine degli anni ’40, e a finanziarla di nascosto sotto le amministrazioni Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson e Nixon.Anche se a volte si sono innervositi, fin da allora gli Stati Uniti hanno fatto affidamento sulla UE come l’ancora degli interessi regionali americani assieme alla NATO.
La Dichiarazione Schuman che ha dato il tono alla riconciliazione franco-tedesca – e avrebbe portato a tappe verso la Comunità Europea – è stata cucinata dal segretario di Stato Dean Acheson in una riunione a Foggy Bottom. “Tutto è cominciato a Washington”, ha detto il capo dello staff di Robert Schuman.
E’ stata l’amministrazione Truman ad intimidire i francesi per far loro raggiungere un modus vivendi con la Germania nei primi anni del dopoguerra, anche minacciando di tagliare il piano Marshall in un furioso incontro con i recalcitranti leader francesi nel settembre 1950.Il movente di Truman era evidente. L’accordo di Yalta con l’Unione Sovietica si stava incrinando. Voleva un fronte unito per scoraggiare il Cremlino da un’ulteriore espansione dopo che Stalin aveva inghiottito la Cecoslovacchia, a maggior ragione dopo che la Corea del Nord comunista aveva attraversato il 38 ° parallelo invadendo il Sud.
Né molti sono a conoscenza dei documenti declassificati degli archivi del Dipartimento di Stato che mostrano che lo spionaggio degli Stati Uniti ha finanziato di nascosto il movimento europeo per decenni, e ha lavorato in modo aggressivo dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna nel progetto.
Come ha riportato per primo questo giornale quando il tesoro è stato reso disponibile, un memorandum del 26 luglio 1950 ha rivelato una campagna per promuovere un Parlamento europeo a tutti gli effetti. È firmato dal Generale William J. Donovan, capo dell’Office of Strategic Services (OSS) americano al tempo di guerra, precursore della Central Intelligence Agency (CIA).
La facciata chiave della CIA è stato l’American Commitee for United Europe (ACUE) [Comitato Americano per l’Europa Unita, ndT], presieduto da Donovan. Un altro documento mostra che nel 1958 questo organismo ha fornito il 53,5 per cento dei fondi del Movimento europeo. Il consiglio direttivo includeva Walter Bedell Smith e Allen Dulles, direttori della CIA negli anni Cinquanta, e una casta di funzionari ex-OSS che si si muovevano dentro e fuori dalla CIA.I documenti dimostrano che l’ACUE ha trattato alcuni dei ‘padri fondatori’ della UE come braccianti, e ha attivamente impedito loro di trovare finanziamenti alternativi che avrebbero spezzato la dipendenza da Washington.I sostenitori del Brexit traggono conforto dal candidato repubblicano Ted Cruz che vuole che una Gran Bretagna post-Brexit salti “in prima linea per un accordo di libero scambio”, ma sta semplicemente mettendo fieno in cascina alla propria campagna. Il signor Cruz si conformerà agli imperativi di Palmerston secondo Washington – qualunque essi possano essere in quel momento – se mai entrerà alla Casa Bianca.E’ vero che l’America ha avuto dei ripensamenti sull’UE quando ideologi fanatici salirono alla ribalta nei tardi anni ’80, rielaborando l’Unione come una superpotenza rivale con l’ambizione di sfidare e superare gli Stati Uniti.Un alto funzionario degli Stati Uniti è stato registrato due anni fa in una intercettazione telefonica mentre congedava Bruxelles con parole lapidarie durante la crisi ucraina, “si fotta l’Unione Europea”.
È forse troppo aspettarsi un piano coerente da un gruppo disparato, tirato artificialmente insieme dagli eventi. Eppure molti di noi che sono in sintonia con il campo del Brexit, che vogliono riprendersi anche il nostro autogoverno sovrano e sfuggire alla supremazia fasulla e usurpata della Corte Europea di Giustizia, devono ancora sentire come i sostenitori del Brexit pensano che possa avvenire questo divorzio senza colossali danni collaterali e in modo coerente con l’onore di questo paese.
Si può litigare con l’Europa, oppure si può litigare con gli Stati Uniti, ma litigare con tutto il mondo democratico, allo stesso tempo, è sfidare il destino.
TRATTO DA :
 http://vocidallestero.it

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