giovedì 5 maggio 2016

ULTIM'ORA BISOGNA FERMARE RENZI CI STA PORTANDO ALLA ROVINA DIFFONDIAMO...

Il magistrato di Md, membro del Consiglio superiore, partecipa alla campagna del No al referendum: "Rischio democrazia autoritaria, bisogna bloccare il premier". Il Guardasigilli chiede un incontro "formale" al vicepresidente del Csm Legnini che dice: "Inaccettabili attacchi al governo". Ermini (Pd): "Sarei terrorizzato a farmi giudicare da uno come lui".

ROMA - Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto al vice presidente del Csm Legnini "un incontro formale per un chiarimento" sulla vicenda dell'intervista del consigliere del Csm Piergiorgio Morosini pubblicata dal Foglio e smentita dal consigliere. Lo ha detto lo stesso Legnini durante il plenum del Consiglio superiore della magistratura che ha discusso la vicenda. "Sono inaccettabili gli attacchi a esponenti di governo e parlamento - dice Legnini -. Noi pretendiamo rispetto per le nostre funzioni, ma per farlo dobbiamo prima di tutto assicurare rispetto ai rappresentanti dei poteri dello Stato". Il vicepresidente del Csm prende atto della rettifica di Morosini, ma evidentemente, per lui, non basta.

Parlando con il Foglio, Morosini, ex Gip a Palermo oggi consigliere del Csm in quota Magistratura democratica, la corrente di sinistra, annuncia che parteciperà attivamente alla campagna per il No al referendum costituzionale. Girerà per le città, ha già pronto un tour. "Bisogna guardarsi bene dal rischio di una democrazia autoritaria. Un rapporto equilibrato tra Parlamento e organi di garanzia va preservato. Per questo occorre votare No ad ottobre". Quindi, l'obiettivo è fermare Renzi, anche se Morosini precisa: "Non vedo l'ora di tornare in trincea", ovvero a fare il magistrato. "Al Csm è tutto politica. Correnti, membri laici...".
Durante il plenum del Csm, Morosini si difende: "Mi sento ferito. Le mie parole sono state travisate". Giovanni Legnini però non molla. Critica anche la partecipazione del consigliere alla campagna referendaria. Definisce "inaccettabili" anche i suoi giudizi sui colleghi Gratteri e Cantone, che nell'intervista vengono definiti "uomini Mondadori". Annuncia che porterà il caso anche al presidente della Repubblica che guida anche il Consiglio superiore. Interviene pure il primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio: "Delegittimare i poteri dello Stato, denigrare i magistrati anch'essi servitori dello Stato lede l'immagine del Csm e l'indipendenza della magistratura". 
Era già scoppiato il caso politico con la dura reazione del responsabile Giustizia del Pd David Ermini. Ma la presa di posizione di Orlando e Legnini sposta ora il terreno sul piano istituzionale.

"Avrei terrore a farmi giudicare da uno così", è la replica di Ermini alle parole di Morosini. Ennesimo atto dello scontro tra i democratici e le toghe. Durante la trasmissione Omnibus, Ermini critica le dichiarazioni del magistrato e si preoccupa per il suo ritorno in Procura. "Avrei terrore a farmi giudicare da uno così". Così politicizzato, intende.
Fonte: 
http://www.repubblica.it/politica/2016/05/05/news/il_pd_contro_morosini_membro_del_csm_fa_politica_come_puo_essere_un_giudice_imparziale_-139123757/?ref=m%7Chome%7Capertura%7Cpos_1

2 commenti:

  1. è bene che, nella discussione/presentazione/spiegazione del prossimo referendum, si inseriscano tutte le voci di gente che ne sa di più; è un vantaggio per tutti, far sentire tutte le campane. Non bisogna, semmai, farlo in competizione con altri, o per secondi/personali fini, ma solo per l'utilità arrecata a chi, per diversità di lavoro e differente livello di cultura,è lontano dal nocciolo della questione.

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