martedì 31 maggio 2016

SIETE IGNORANTI? BENE, ALLORA NON VI ACCORGERETE DI NULLA!

Lo scopo fondamentale del CETA è quello di ridurre la regolamentazione sulle aziende, con l’idea che questo renderebbe più facile le esportazioni. Ma farà più di questo. Attraverso la “cooperazione normativa” (che suona una cosa così bella), gli standard verranno ridotti in tutti gli ambiti sulla base del fatto che rappresentano “ostacoli al commercio”. Ciò potrebbe coinvolgere gli standard sulla sicurezza alimentare, sui diritti dei lavoratori e sulle regolamentazioni ambientali.
Considerate la regolamentazione finanziaria. La possibilità dei governi di controllare le banche e i mercati finanziari verrà ulteriormente ridotta. Il tentativo di limitare la crescita delle banche che sono “troppo grandi per fallire” potrebbe portare un governo davanti a un tribunale segreto.
L’assalto è appena iniziato. L’estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose è uno dei procedimenti che causa la maggiore distruzione ambientale al mondo, e molto di questo petrolio viene estratto nell’Alberta, in Canada. Attualmente si fa poco uso di petrolio da sabbie bituminose in UE, ma questa situazione è destinata a cambiare. Quando la UE propose dei nuovi regolamenti per fermare l’importazione di questo petrolio da sabbie bituminose, il Canada usò il CETA come merce di scambio per bloccare la proposta. Se il CETA viene ratificato, quei regolamenti saranno cancellati – e sarà un disastro per i cambiamenti climatici.
Infine, attraverso una cosa chiamata “clausola del lucchetto”, gli attuali livelli di privatizzazioni saranno bloccati [nel senso di garantiti] su tutti i servizi che non saranno esplicitamente esenti. Se il governo canadese o un governo dell’Unione Europea volesse riportare certi servizi sotto il controllo pubblico, dovrebbe dunque infrangere i termini dell’accordo.
Ma perché così poche persone hanno sentito parlare del CETA? In larga parte perché canadesi ed europei pensano di essere molto simili. Non temono che venga preso il controllo della propria economia nello stesso modo in cui lo temono quando firmano un accordo con gli Stati Uniti. Ma questo è un grosso errore, perché questi trattati commerciali non sono dei trattati che mettono i cittadini europei contro i cittadini americani o quelli canadesi. Questi trattati mettono invece le grandi aziende contro i cittandini.
Se volete una prova che questi attuali trattati commerciali non sono altro che una scusa delle grandi aziende per prendere il potere a nostro scapito, vi basti guardare il CETA. Non sorprende che siano in crescita le proteste pubbliche e che l’opposizione al TTIP stia diventando anche opposizione contro il trattato con il Canada.
Quando alla fine di giugno il CETA passerà al Consiglio Europeo (il Consiglio di tutti i governi dell’UE) per la ratifica,la Romania – che attualmente sta avendo una controversia col Canada per delle questioni legate ai visti – potrà minacciare il veto. Il parlamento vallone ha votato una mozione critica su questo accordo che potrebbe legare le mani al governo belga e costringerlo all’astensione. Il parlamento olandese ha anch’esso approvato una mozione che impedisce l’applicazione temporanea del trattato, in modo da impedire che venga implementato prima che il parlamento possa esprimere un voto su di esso.
David Cameron ha la posizione più aggressiva rispetto al CETA, ed è completamente a favore. Sta anche spingendo affinché entri in vigore da subito a titolo provvisorio nel Regno Unito. Di conseguenza, il CETA potrebbe già essere in vigore in Gran Bretagna all’inizio del prossimo anno, senza nemmeno la necessità di un voto del parlamento di Westminster. In realtà, anche se il parlamento britannico votasse contro il CETA, il sistema del tribunale aziendale sarebbe comunque in vigore per tre anni. I ribelli della Brexit non lo apprezzano molto.
I problemi del G7 mostrano che molti di noi hanno capito che i trattati commerciali hanno trasformato il mondo in un parco giochi per i super-ricchi, che sono parte delle enormi disuguaglianze economiche. Ma il G7 non può pensare ad altro che agli interessi delle élite dominanti del mondo. Dobbiamo essere noi come cittadini a rivendicare la democrazia, e i movimenti contro il TTIP e il CETA sono le attuali linee del fronte.
fonte:http://vocidallestero.it

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