martedì 17 maggio 2016

NUOVA NORMA ANTIGRILLO

Ok alle norme "salva-Pizzarotti" e "anti-Grillo". La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato un emendamento al testo base della legge sui partiti, cosiddetta "salva Pizzarotti", perché impone a partiti e movimenti l'applicazione almeno del codice civile nell'organizzazione interna, ivi comprese per le sanzioni agli iscritti.
Non solo: il simbolo di un partito o di un movimento politico non potrà più essere di esclusiva proprietà di un singolo ma sarà di tutti gli iscritti. E' quanto prevede un altro emendamento approvato in commissione Affari costituzionali della Camera durante le votazioni sul testo unificato per l'attuazione dell'articolo 49 della costituzione.
L'emendamento, a firma del presidente della Commissione Mazziotti Di Celso (SC), stabilisce che il "partito, movimento o gruppo politico organizzato ha l'esclusiva titolarità della denominazione e del simbolo di cui fa uso" e che "ogni modifica e ogni atto di disposizione o di concessione in uso della denominazione e del simbolo è di competenza dell'assemblea degli associati o iscritti". Un caso come quello di Beppe Grillo, che ha l'esclusiva sul simbolo M5S, non sarà più possibile.
In pratica, spiega Mazziotti Di Celso, "abbiamo approvato una norma che regolamenta l'uso del simbolo che è spesso uno degli oggetti di polemica costante e di discussione, stabilendo da un lato una cosa già detta dalla giurisprudenza e cioè che al simbolo e al nome del partito si applica la disciplina dell'articolo 7 del codice civile sul nome, mentre prima si tentava di applicare la disciplina sui marchi commerciali, ora si chiarisce quali norme si applicano e che a decidere non sarà più uno solo. Nessuno correrà più il rischio di vedersi privato del simbolo sotto il quale si era candidato, ogni decisione sarà di competenza non del fondatore del partito o del movimento ma dell'assemblea. Ci sono stati casi di partiti, anche in passato, in cui il simbolo era di individui e quando litigavano si creava un problema".
L'emendamento aggiunge un comma all'articolo 2 del testo unificato proposto dal relatore Richetti (Pd) sulle norme in materia di partecipazione politica. Si premette che "la denominazione e il simbolo usati dai soggetti politici organizzati sono regolati dall'articolo 7 del codice civile. Salvo diversa disposizione dello statuto o dell'accordo associativo".
TRATTO DA :http://www.huffingtonpost.it

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