sabato 14 maggio 2016

LA COERENZA DEL PD! #MANTIENILAPAROLA

Benito Mussolini, lasciato il Partito socialista, ripeteva agli ex compagni che lo accusavano di incoerenza che «nella vita bisogna essere sempre quello di dopo, non mai e soltanto quello di prima» perché se «tu rimarrai sempre quello di prima, t'accorgerai d'aver vissuto un solo istante della tua vita, delle mille che avresti potuto vivere».
In fondo la senatrice del Pd Monica Cirinnà, "mamma" del testo sulle unioni civili approvato dal Governo Renzi e che cambierà il costume italiano, è sulla coerenza, a suo modo, mussoliniana. Soprattutto per il c'era una volta la stepchild adoption nella versione originale, poi uscita dal testo, e sul lasciare o non lasciare, in caso di legge trasformata. La Cirinnà di prima.
6 dicembre 2015. «Nessun passo indietro su "stepchild» Non mi risultano altri accordi. Tesi Ncd? Sarebbe inaccettabile. Oggi un autorevole quotidiano riporta con grande evidenza una notizia totalmente infondata. La versione depositata in aula del ddl sulle unioni civili contiene nell’art 5 la stepchild adoption che a tutt’oggi è parte integrante del testo (..) Siamo sempre stati impegnati come Pd ad approvare un testo sulle unioni civili secondo il modello tedesco con stepchild adoption (..) un passo indietro credo sarebbe inaccettabile».
15 dicembre 2015. «Nel momento in cui sulla stepchild adoption la giurisprudenza è andata avanti e oltre, il Parlamento non può mettere le dita negli occhi ai magistrati ma anche a tutti noi».
5 Gennaio 2016 «Alla conferenza di fine anno Renzi ha detto chiaramente che l’adozione del figlio del partner è la linea del Pd. Chi è contrario farà voto di coscienza, sapendo di spostarsi dalla posizione ufficiale». E ancora: «In Italia l’utero in affitto è vietato.
Voglio comunque ricordare a tutti che ci sarà sempre un magistrato del tribunale dei minori che deciderà sulla richiesta di una coppia di uomini o di donne di estendere la responsabilità di genitore sul proprio figlio al partner».
17 febbraio, dalla cronaca di repubblica.it. «Cirinnà verso l’addio. Amareggiata la senatrice del Pd, Monica Cirinnà: «Mi sono fidata del Movimento 5 Stelle e ne pagherò l’errore», si è sfogata. «Mi prendo la responsabilità di questo errore e la mia carriera politica la chiudo con questo scivolone». Chiusa la carriera? Non proprio, diciamo.
Sempre il 17 febbraio 2016 , ospite del Tg3. «Non penso di lasciare ma non lascio il mio nome su una legge porcata. Ma questo non accadrà. Non penso di lasciare perché ho messo la mia funzione al servizio di una causa. Sono estremamente amareggiata» anche perché «ho condiviso per 2 anni un percorso con il M5S e poi sapere che telefonata notturna di Di Maio sia bastata a far mandare a monte anche i rapporti umani fa male» (era successo, in quei giorni, che la Cirinnà contasse sui voti dei grillini, poi saltati).
Questa la Cirinnà del prima. Veniamo adesso alla Cirinnà del dopo.
11 maggio 2016. «Questo è un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra democrazia. Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l'ha avuta». E la stepchild? Sparita. Per ora. Uno stralcio giudicato «inaccettabile e difficile da giustificare anche pubblicamente» dalla deputata Michela Marzano che con una lettera si congeda dal gruppo Dem alla Camera. La Cirinnà (assieme ad altri parlamentari Pd) la invita a ripensarci.
Difficile che accada. Magari Monica potrebbe provare a inviare alla Marzano quelle parole di Mussolini sulla coerenza: «Infelice mortale! Mi permetterai di non invidiare la tua sorte e soprattutto di non seguire il tuo esempio. Io ci tengo ad essere l'uomo (ndr, in questo caso sarebbe donna, ma in fondo chissenefrega del genere) del dopo». Step by step.
Massimiliano Lenzi
Fonte_http://www.iltempo.it/

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