lunedì 30 maggio 2016

DIECI MILIONI DI VITTIME ALL'ANNO?QUELLO CHE SUCCEDERA' SE NON CHIEDIAMO DI AGIRE

Negli Stati Uniti gli scienziati hanno individuato il primo caso di ‘batterio’ che resiste a tutti gli antibiotici e che non può essere sconfitto nemmeno dai medicinali di ultima generazione. Un caso che può non essere isolato e che alimenta il rischio di una pandemia. Il tema sarà al centro della puntata di Report di domenica 29 maggio con il servizio Resistenza passiva di Sabrina Giannini, che parla dell’allarme lanciato dalla politica mondiale “sull’apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione”. Ma la politica, al di là degli annunci, cosa sta facendo, realmente, per sradicare il problema alla radice? Poco o niente. Per esempio non si mettono in discussione una delle cause principali: gli allevamenti intensivi dentro cui finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo.L’Unione Europea ha analizzato gli intestinidegli avicoli al macello provenienti dagliallevamenti intensivi e ha trovato percentuali dibatteri resistentipreoccupanti. Batteri che ritroviamo nel piattoperché le linee dimacellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione. Comunque, laCommissione Europea si è accorta del problema tardi e si limita a fare pochi controlli. Secondo un rapporto commissionato dal governo Cameron all’economista Lord O’Neil, siamo ormai a un passo dalla pandemia, ovvero un’epidemia estesa a livello globale, che nel 2050 rischia di fare dieci milioni di vittime all’anno, più delcancro. Il conto per l’economia mondiale sarebbe devastante. La Danimarca, e soprattutto i Paesi Bassi, hanno ridotto il rischio di infezione negli ospedali facendo progressi importanti, e in Italia? Nonostante gli esperti conoscano le cause non si mette mano seriamente al problema, anzi: non sembra esserci interesse a renderlo noto. Eppure, il tasso di resistenza è tra i più elevati d’Europa, per i batteri più pericolosi.Cosa fare
Non ci sono rimedi pratici che servono a superare la resistenza all’antibiotico. E’ sempre utile sentire il parere del medico, che può consigliare il medicinale più giusto contro dei batteri in particolare. Sarà proprio il medico a valutare l’età del paziente, l’eventuale concomitanza di altre malattie, la possibilità di incorrere in delle allergie o le interazioni con altri farmaci. E’ conveniente chiedere al proprio medico anche se si può prendere il sole sotto antibiotico, perché in alcuni casi la terapia potrebbe anche risultare inefficace. Comunque è essenziale la prevenzione, per unutilizzo consapevole degli antibiotici. Bisogna seguire in maniera precisa laposologia e le indicazioni del medico. E’ inopportuno interrompere in anticipo la cura, anche se i sintomi sono passati e ci si sente meglio.
Agendo in questo modo non si fa altro che lasciare spazio ai batteri più resistenti e quindi si può arrivare ad un ripresentarsi dell’infezione. Si dovrebbe, inoltre, limitare l’assunzione di antibiotici ad ampio spettro, specialmente quando si è in presenza di infezioni comuni. C’è chi usa ilsapone antibatterico, ma anche in questo caso si deve fare molta attenzione, perché gli ingredienti antibatterici nel tempo possono favorire la resistenza ai farmaci.
fONTE:www.tantasalute.it ed il fatto qutidiano

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