giovedì 12 maggio 2016

CHI ARMA L'ISIS?

La fonte della notizia è autorevole. Una nota ufficiale dell’International mine-clearing Center delle Forze Armate russe ci informa che durante le operazioni di sminamento - completate da pochi giorni in questa antica città romana ora liberata dal Califfato per opera dei russi - sono state ritrovate armi prodotte in vari Paesi, tra cui l’Italia: “Gli ordigni esplosivi più moderni utilizzati dallo Stato islamico per minare Palmira”, si legge nelle nota “sono stati realizzati in quattro nazioni: Italia, Usa, Russia e Cina”.
Lo Stato islamico (o Daesh in arabo) è un mostro: siamo d’accordo. Nell’area di Palmira i suoi miliziani avevano disseminato qualcosa come 180.000 esplosivi! Da dove vengono tutte queste armi? Sentite cosa ha detto il fondatore di EMERGENCY, Gino Strada, in una intervista recente: “Nei territori controllati dall’Isis esistono fabbriche di armi? Mi pare proprio di no: gliele vendiamo noi!”.
Basta dare un’occhiata ai numeri. Per esempio, i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) ci dicono come negli ultimi anni si assista ad un aumento dell’export di armi verso il Medio Oriente, Arabia Saudita e Emirati Arabi in testa. Un flusso enorme di armi proveniente da Usa, Russia, Germania Francia e ovviamente Italia che poi magari finisce in mano all’Isis…
Ecco appunto. E’ proprio per questo che sono arrabbiato e amareggiato. E che voglio combattere contro l’export di armi. E contro l’ipocrisia dell’Occidente che arma l’Isis nei fatti anche se a parole dice di combatterla.
fONTE:http://www.lantidiplomatico.it/

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