martedì 5 aprile 2016

M5S deposita la mozione di sfiducia. Giovedì Guidi dai Pm

L'ex ministra dello sviluppo economico Federica Giudi - secondo quanto apprende l'ANSA -, sarà sentita giovedì pomeriggio, 7 aprile, come persona informata sui fatti, negli uffici della Questura di Potenza dai pm titolari dell'inchiesta sul petrolio. 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale si accettano le dimissioni della dottoressa Federica Guidi da Ministro dello Sviluppo Economico, e si affida l'interim del dicastero al Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi.

Il ministro Boschi ha assicurato che "Se i giudici hanno ancora bisogno posso rispondere di nuovo alle loro domande". ha spiegato che ieri è stata la prima volta nella sua vita ad essere accostata come persona informata dei fatti. "Sinceramente - ha detto - stavo facendo il mio dovere nel rispondere ai magistrati". "Quando domenica ho sentito che i magistrati volevano ascoltarmi io stessa ho telefonato per farmi ascoltare. Poi di mezzo c'era una domenica e loro hanno usato la cortesia di venirmi a sentire a Roma". Boschi ha quindi spiegato che il colloquio con i magistrato è durato "circa dieci minuti". La responsabile dei Rapporti con il Parlamento ha nuovamente assicurato che "Da parte del governo non c'è stato un interesse chissà di che tipo" a proposito dell'emendamento di Tempa Rossa.

Il M5S ha appena depositato in Senato la mozione di sfiducia al governo per la vicenda sul progetto Tempa Rossa che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico. "Chiediamo a Grasso di convocare subito la conferenza dei capigruppo - spiega Nunzia Catalfo, capogruppo M5S in Senato - così da calendarizzare l'esame della mozione in Aula il più presto possibile. Vogliamo che questo governo amico dei petrolieri e nemico della salute dei cittadini e dell' ambiente vada a casa".

De Giorgi, presto mia situazione sarà chiarita - "Considero la libertà di informazione un pilastro essenziale della democrazia e ritegno vada tutelata a ogni costo. Auspico che la stessa rilevanza attualmente dedicata al sottoscritto sia riservata quando, spero al più presto, la mia situazione sarà completamente chiarita".Così il capo di Stato maggiore della Marina, amm. Giuseppe De Giorgi, commenta all'ANSA, a margine della cerimonia per i 93 anni dell'Aeronautica, il suo coinvolgimento nell'inchiesta dei pm di Potenza sul petrolio in Basilicata.

Dopo la bufera giudiziaria causata dall'inchiesta di Potenza sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, l'attività investigativa si è spostata a Roma dove i pm lucani - prima dell'inizio degliinterrogatori di garanzia, previsti oggi nel Tribunale di Potenza - hanno sentito per circa due ore, come persona informata sui fatti, la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.

Alla direzione nazionale del Pd il premier Matteo Renzi ha consesso ampio spazio della sua relazione proprio all'inchiesta lucana. "Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi", ogni quattro anni, "e non si è mai arrivati a sentenza", ha detto. Che il ciclone andasse verso Roma, lo si era intuito già ieri, quando Renzi - intervistato da Lucia Annunziata a "In 1/2ora" - ha dato la sua disponibilità ad essere ascoltato dai pm: "Se i magistrati vogliono mi interroghino", aveva detto. Ma il "pool" investigativo - di cui fanno parte i pm Francesco Basentini, Laura Triassi ed Elisabetta Pugliese, coordinati dal Procuratore di Potenza, Luigi Gay - non aveva preso in considerazione, almeno fino a ieri pomeriggio, l'idea di ascoltarlo. "Non pensavamo di sentirlo", hanno detto. Era prioritario sentire la versione della Boschi (non è stata invece ancora fissata la deposizione della Guidi), e quindi stamani i magistrati si sono diretti verso Roma per raggiungere la ministra. "Era necessario farlo", ha poi detto Gay ai giornalisti accorsi davanti agli uffici della presidenza del Consiglio di largo Chigi, dopo due ore di conversazione con Boschi. E nulla più. Nessun riferimento ai contenuti dell'incontro, e nemmeno un commento sulle parole del premier, anche se da Napoli il pm John Henry Woodcock, che in passato ha indagato su illeciti legati alle attività petrolifere in Val d'Agri, ha espresso "viva soddisfazione" per l'esito, proprio oggi, del processo 'Totalgate' agli ex vertici della Total, condannati in riferimento ai lavori per la costruzione del centro oli di "Tempa rossa". 

Le indagini di Potenza proseguono comunque nel massimo riserbo, così come un muro di silenzio è stato alzato dai magistrati sul filone "siciliano", che vede indagato, tra gli altri, anche il capo di Stato maggiore della Marina militare, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Su delega della Procura, la Polizia nei giorni scorsi è andata in Sicilia, ad Augusta, per acquisire dall'Autorità portuale alcuni atti, in copia, relativi alle concessioni demaniali marittime. E altri documenti sono stati acquisiti nel Comando militare marittimo autonomo. Le concessioni rilasciate riguarderebbero cantieri navali, società che si occupano di servizi, imprese portuali, pontili e le aree a terra di alcune multinazionali del petrolio (da Esso a Lukoil

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