domenica 17 aprile 2016

L'ITALIA DORME!!

Vincono i “sì” con l’86 per cento dei voti, ma non abbastanza elettori vanno alle urne: il referendum sulla durata delle concessioni alle trivelle non è valido. Il dato finale dell’affluenza alle 23 si ferma infatti al 32,16 per cento, lontano dal traguardo del 50 per cento più uno. Solo la Basilicata supera la soglia minima: nella regione recentemente travolta dall’inchiesta Petrolio, sono andati a votare il 50,43% degli aventi diritto e il 96 per cento ha detto “sì”.
Due sono state le rilevazioni della partecipazione nel corso della giornata. Alle 12 era all’8,35%, mentre alle 19 al 23,48 per cento: i dati, paragonati con il referendum del 1999 in cui si sfiorò il quorum, in un primo momento avevano fatto sperare i comitati no Triv che a fine giornata il risultato potesse essere a loro favore. La Farnesina ha fatto sapere che hanno votato il 19% degli italiani all’estero. In mattinata si sono presentati alle urne i presidenti di Camera e Senato, mentre il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha votato solo in tarda serata. Tra gli esponenti politici sono andati ai seggi il segretario del Carroccio Matteo Salvini, il leader M5s Beppe Grillo e l’ex premier Romano Prodi. Il Pd aveva dato indicazione di astenersi, ma non tutti gli esponenti hanno rispettato la direttiva.Pochi minuti dopo la chiusura delle urne, il primo a commentare è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi con un discorso da Palazzo Chigi. E ha attaccato, senza citarlo, il governatore dem della Puglia Michele Emiliano: “Ha perso chi voleva il voto per motivi personali”. Il presidente Pd, tra i sostenitori del referendum, aveva esultato dopo la prima rilevazione dell’affluenza alle 12 dicendo che “il quorum era un’impresa possibile”. Pochi minuti dopo la chiusura delle urne, il primo a commentare è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi con un discorso da Palazzo Chigi. E ha attaccato, senza citarlo, il governatore dem della Puglia Michele Emiliano: “Ha perso chi voleva il voto per motivi personali”. Il presidente Pd, tra i sostenitori del referendum, aveva esultato dopo la prima rilevazione dell’affluenza alle 12 dicendo che “il quorum era un’impresa possibile”. Poi in serata, quando sembrava difficile ottenere il risultato, aveva detto: “Sono soddisfatto, hanno votato 11 milioni di elettori come quelli che hanno espresso la preferenza per il Pd alle scorse Europee. Il governo dovrà tenere conto che milioni di italiani hanno un’idea delle politiche energetiche diverse”. Della stessa opinioni i comitati No Triv che hanno commentato: “E’ già un risultato straordinario quello ottenuto”.
I problemi, al di là del risultato, riguarderanno i contraccolpi all’interno del Partito democratico in vista delle amministrative, ma anche del referendum confermativo sulle riforme costituzionali. Infatti molti esponenti dem hanno deciso di andare contro la linea di non andare al voto e nel pomeriggio le polemiche sono scoppiate su Twitter. Il deputato renziano Ernesto Carbone ha canzonato i sostenitori del referendum scrivendo: “Quorum? Ciaone”, ed è stato sommerso dalle critiche. Poco dopo c’è stato un botta e risposta tra Emiliano e il membro dello staff comunicazione di Renzi Francesco Nicodemo.
Fonte:il fatto quotidiano

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