lunedì 10 dicembre 2018

FAZIO CENSURA IL M5S: SONO PERICOLOSI DICONO LA VERITÀ! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE INDIGNATI!



L'Agcom aveva chiesto un riequilibrio dopo la puntata con Renzi e gli autori di Che tempo che fa avevano chiesto la disponibilità a Grillo, Raggi o Appendino: "Una proposta irricevibile" secondo i Cinquestelle. "Di Maio e Di Battista non vanno bene perché sono troppo pericolosi, dicono la verità"Grillo o magari Raggi e Appendino. Non Di Maio o Di Battista. In mancanza di alternative, l’ospite scelto da Che tempo che fa per rappresentare il No sarà il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. La decisione del programma della domenica sera di Rai3 fa arrabbiare Beppe Grillo che sul suo blog definisce il conduttore Fabio Fazio un “militante Pd“. Il post è accompagnato dall’hashtag #FazioDimettiti. “Prima ha invitato Matteo Renzi – si legge sul blog – nell’orario di punta degli ascolti e poi ha ignorato completamente il M5S, principale forza d’opposizione e prima forza politica del Paese”. Secondo Grillo la trasmissione di Rai3 non ha voluto come ospiti alcuni parlamentari come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio o il deputato Alessandro Di Battista perché “sono troppo pericolosi perché dicono la verità”. Se Fazio vuole continuare a fare il militante piddino – conclude il post – si dimetta e vada a lavorare per l’Unità, la tv pubblica è per giornalisti imparziali e onesti”. Quello di Che tempo che fa, aveva già detto nei giorni scorsi, il presidente della commissione Vigilanza Rai Roberto Fico (M5s) è stato un “aut aut” assurdo. E’ l’ennesima polemica politica su questioni di par condicio legate al referendum costituzionale. Ieri il Comitato per il No ha annunciato un esposto all’Agcom per via della presenza ritenuta eccessiva del governo nei telegiornali della Rai. In precedenza era stato il Comitato Basta un Sì a chiedere addirittura di conteggiare non solo gli interventi dei politici, ma anche dei giornalisti (soprattutto quelli del Fatto Quotidiano e in particolare su La7).
Tornando alla polemica contro Fabio Fazio, sul blog di Grillo il M5s insiste spiegando che “se non avessimo mandato un esposto all’Agcom tre giorni fa con il nostro presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, Fazio non avrebbe nemmeno invitato un esponente del no per rispettare la par condicio. Dopo il nostro esposto ha continuato ad ignorare il M5S e ha invitato l’avversario più comodo per il governo: Matteo Salvini“. Così, infatti, per i Cinquestelle il presidente del Consiglio avrà “gioco ancora più facile a identificare il no al referendum con la vecchia politica e gli estremisti, mentre al M5s non sarà data voce sul servizio pubblico. Per mettere le mani avanti, Fazio ha giocato ancora più sporco“. Secondo il racconto dei vertici del Movimento i responsabili della trasmissione hanno contattato i Cinquestelle “per imporci le loro condizioni: o viene uno tra Grillo, Casaleggio, Raggi e Appendino o non se ne fa nulla. Una proposta irricevibile, dato che nessuno dei quattro ha seguito in Parlamento la riforma costituzionale”. Si tratta, secondo i Cinquestelle, di “un atteggiamento ignobile e censorio, indegno del servizio pubblico”.
E’ verosimile che la richiesta da parte degli autori del programma fosse quella di avere figure più “spendibili” dal punto di vista dell’audience. Fico nei giorni scorsi aveva spiegato che “sappiamo benissimo che chi conduce un programma di ‘infotainment’ (informazione spettacolo, ndr) ha le sue esigenze e deve scegliere liberamente quali ospiti invitare. Ma questa situazione è diversa”. Fico ricorda che “siamo in par condicio, c’è un ordine di riequilibrio sul tema del referendum, e nel momento in cui ci si confronta con una forza politica per individuare un ospite, si devono comprendere la natura e le peculiarità del soggetto politico. Non può l’azienda decidere unilateralmente chi dovrà parlare per una forza politica”. I media, aggiunge il presidente della Vigilanza Rai, continuano a non capire il Movimento: “Il Movimento è una forza politica corale che mette al centro i temi sostenuti e difesi dai portavoce nelle istituzioni, ciascuno per la sua competenza; non i personaggi”.



Ecco il vergognoso piano della Merkel che va contro l'Italia...



"La migrazione porta prosperità", parola di Angela Merkel. La cancelliera sarà anche dimissionaria ("lascio la politica", ha detto), ma non fa passi indietro e si (ri)prende la scena politica internazionale cavalcando l'accordo di Marrakech sulle migrazioni.
Un balzo in avanti che tira in ballo l'Italia, il governo Conte e in particolare il ministro Salvini.
Per riaffermare una certa centralità tedesca in Europa, Merkel non poteva che sfruttare il Global Compact di cui è sempre stata grande sponsor. "Le migrazioni - ha sottolineato di fronte ai 163 delegati dell'Onu - quando sono legali sono anche una cosa positiva". Non è un caso se, proprio nel giorno in cui le Nazioni Unite hanno adottato il patto sul "diritto a migrare", Berlino e Parigi abbiano presentato (l'ennesimo) piano comune per la riforma del regolamento di Dublino.
L'ultimo tentativo era naufragato sotto i colpi del blocco di Visegrad e dell'Italia. Anche la Merkel fu costretta ad alzare bandiera bianca, ma ora torna all'attacco e insieme alla Francia sottopone agli Stati membri dell'Ue alcune modifiche ai trattati sulla gestione dei richiedenti asilo. "Il meccanismo di solidarietà - si legge nel documento fatto trapelare in questi giorni a Bruxelles - dovrebbe essere basato sui ricollocamenti come regola (al fine di creare prevedibilità e certezza per gli Stati membri in prima linea) con la possibilità per uno Stato membro, su base giustificata, di derogare non ricollocando e mettendo in opera misure alternative di solidarietà".
Uscendo dal linguaggio burocratico, si tratta di un compromesso che non accontenta nessuno e che rischia di ritorcersi nuovamente contro il Belpaese. Il governo italiano, come noto, da tempo chiede che venga messo nero su bianco l'obbligo di redistribuzione dei migranti sbarcati nei Paesi di primo approdo. Diversi Stati Ue si oppongono e ancora non si è arrivati ad una sintesi. La proposta franco-tedesca renderebbe i ricollocamenti obbligatori una "regola", ma manterrebbe viva una scappatoia per chi non intende farsi carico dei profughi. Basterà "motivare" la richiesta di deroga e assicurare alternative "significative", fermo restando che l'Ue deve assicurarsi che "un gruppo sufficiente di Stati membri prendano parte ai ricollocamenti obbligatori". Senza contare che il paese di primo ingresso dovrebbe comunque assumersi la responsabilità degli stranieri per un periodo di 8 anni. Otto anni. Quindi redistribuzione sì, ma solo in un futuro (molto) incerto.
Tra gli obiettivi di Berlino e Parigi c'è anche quello di "salvare" la missione Sophia. L'operazione navale rischia di saltare il 31 dicembre: forse verrà prorogata per tre mesi, ma Salvini continua a chiedere la revisione delle regole di ingaggio. Se così non sarà, Sophia chiuderà i battenti. È (anche) su questo punto che il progetto firmato Merkel-Macron troverà probabilmente le resistenze del Viminale: per i profughi salvati in mare da navi che partecipano a una missione Ue, infatti, il piano prevede che "gli sbarchi" debbano "avvenire nel porto sicuro più vicino". Quindi Malta o l'Italia.
Roma aveva chiesto (senza successo) di scindere tra "porto sicuro di sbarco" e Stato "competente ad esaminare le richieste di asilo", ma la proposta franco-tedesca non va in questa direzione. Anzi. L'Italia si ritroverebbe comunque meta di sbarco sia degli immigrati salvati dalle navi europee (anche se sono una minoranza) che di quelli recuperati da altri natanti (Ong, Guradia costiera, mercantili). Inoltre, se passasse la riforma di Berlino, il governo nostrano dovrebbe poi assumersi la responsabilità dei migranti per otto lunghi anni senza la certezza di ottenerne la redistribuzione in Ue. Tradotto: una fregatura.

IL CLAMOROSO SERVIZIO DELLA GABANELLI, SVELA LE PORCATE SCHIFOSE DI QUESTI LURIDI PARASSITI! SOLO UNA VERA GIORNALISTA POTEVA TIRARE FUORI UNA COSA DEL GENERE...MASSIMA CONDIVISIONE!! ASCOLTATE VOI STESSI QUANTO FANNO SCHIFO E DIFFONDETE OVUNQUE, DOBBIAMO SVERGOGNARLI!!!

Massimo Cioffi è il Direttore generale dell’Inps da febbraio 2015, ma fino al 2014 è stato Direttore del personale di Enel. Il problema è che al momento della nomina Cioffi non ha detto al Presidente Tito Boeri che proprio in Enel era in corso un’ispezione Inps, su ordine della Guardia di Finanza, per accertare contributi non versati per 40 milioni di euro, relativi a prepensionamenti e incentivazioni all’esodo.
Cioffi a Report, così come ha ripetuto durante un’audizione alla Camera dei Deputati, nega il conflitto di interessi e l’interferenza con la vicenda Enel: “Il motivo per cui non ho informato Boeri dell’ispezione in Enel è che la consideravo chiusa, mentre poi ne hanno aperta un’altra proprio quando io arrivo in Inps, ed è lì che nasce il conflitto d’interesse, ma non è un reato e io mi sono sempre astenuto sulle questioni che coinvolgono Enel ”.
Eppure come riportato dall’inchiesta di Giovanna Boursier a Report, l’ispezione Inps aveva già accertato i primi 5 milioni di contributi non versati, ed era ancora in corso quando Cioffi riceve l’incarico da Boeri, pertanto il conflitto c’era già. Inoltre da marzo Cioffi è indagato a Nocera Inferiore, pertanto il conflitto si accentua. Ma, soprattutto, dalle carte dell’inchiesta emerge che come Dg di Inps non si sarebbe astenuto sugli accertamenti in Enel. Appena nominato in Inps avrebbe incontrato il capo della Vigilanza Inps Vitale proprio per discutere della questione e gli avrebbe detto: “Fai attenzione con l’accertamento. Rischi di prendere una sportellata. Enel ha operato bene”.
Le indagini accerteranno la verità, ma nel frattempo Milena Gabanelli ha rinfrescato la memoria sulla situazione che si era creata con l’ex presidente dell’Inps Mastrapasqua: dopo anni che tutta la stampa è andata avanti a raccontare i suoi 2 piedi in 40 scarpe, è stato costretto a dimettersi e non ha lasciato un buon ricordo. «Se c’è una cosa che non vorremmo più vedere dentro all’ente previdenziale - ha detto la conduttrice ieri sera a Report - è dirigenti coinvolti in storie di contributi non versati.»

BUFERA SU GENTILONI! SONO ARRIVATI I CARABINIERI. ECCO COSA STA SUCCEDENDO

"GENTILONI INAUGURA E I CARABINIERI SEQUESTRANO.
Circa un mese fa il Presidente del Consiglio dei Ministri ha inaugurato la stazione dell'alta velocità di Afragola.
Gli avevamo detto di non farlo. Era ancora un cantiere aperto e tra le altre cose è oggetto di una faida di camorra.
Ma non ci ha ascoltati. Ha voluto tagliare per forza il nastro. Poi dopo qualche giorno si è scoperto che:
- Bar e parcheggio non potevano essere aperti, poiché il Comune di Afragola ha rigettato la richiesta di Scia. Per il bar, che è stato chiuso, è stata emessa una multa pari a 5 mila euro.
Il parcheggio incassava in assenza di autorizzazione ed è stato inibito.
- L'impianto di climatizzazione e riciclo d'aria era sprovvisto del motore.
- Le uscite di sicurezza davano sull'area del cantiere ancora aperto.
- La stazione non era dotata di kit pronto soccorso nè defibrillatori.
- Il servizio taxi non poteva essere effettuato in mancanza di un bando di concorso per il rilascio delle concessioni.
- Il sottopasso è stato chiuso per mancanza di collaudo di pompe di sollevamento delle acque piovane.
Non vengano a dirci che sono stupiti. Lo sapevano e gli era stato detto. Hanno preso in giro i cittadini con l'ennesimo spot.
Ora si sbrighino a terminare i lavori (davvero) e ci risparmino l'ennesima farsa del taglio del nastro."

Ecco il servizio scioccante delle iene sul padre di Renzi censurato da tutti! Guardate e diffondete



“Ieri sera tanti hanno passato la serata a vedere le Iene. Sapevano che avrebbero dovuto fare il servizio sui lavoratori in nero di Tiziano Renzi. Lo stesso Tiziano ha raccontato con dovizia di particolare la sua intervista con Filippo Roma in un post. Anche noi abbiamo aspettato e aspettato, ma voi lo avete visto il servizio? Eppure dalla redazione ci avevano detto che sarebbe andato in onda. Allora abbiamo chiesto informazioni e abbiamo scoperto che Tiziano Renzi ‘ha mandato una diffida'”.
Lo ha scritto il Movimento 5 Stelle su Facebook.
“Ah ecco!” prosegue il post “Basta una diffida per bloccare un servizio sgradito? E la libertà di stampa con cui Renzi quotidianamente si sciacqua la bocca dove è finita? E l’ordine dei giornalisti non dice nulla? Tra l’altro è la seconda volta che viene bloccato un servizio delle iene da parte di Renzi. Ricordate lo scandalo sugli scontrini di Renzi sindaco mai andato in onda?”.
“Ps. La stagione delle Iene finisce domani. Ci auguriamo che mediaset e le Iene non si facciano intimidire da chi vuole nascondere la verità,” conclude il M5S.

TRAVAGLIO SMASCHERA MATTARELLA IN DIRETTA! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA!



TRAVAGLIO SMASCHERA MATTARELLA IN DIRETTA! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA!!

Jean-Paul Fitoussi si scaglia contro Macron è solo un imbecille...



L'economista francese al Fatto: "A Parigi non capiscono cosa accade in Francia, il presidente ha aiutato i ricchi e dimenticato poveri e sinistra".


Un aggettivo per definire Emmanuel Macron? "Imbecille". Jean-Paul Fitoussi non fa giri di parole. L'economista francese, di origini tunisine, ha sostenuto il presidente francese, ma ora lo boccia senza appello. "Lo ritenevo in gamba" dice in un'intervista al Fatto Quotidiano, ma "i francesi si sono accorti della verniciatura, neppure fatta bene, di un muro pieno di crepe". Fitoussi demolisce l'azione del leader di En Marche all'Eliseo.
"Parigi non conosce la Francia e chi abita a Parigi non sapeva che milioni di francesi vivono difficoltà più estreme di quelle ipotizzabili. Ci si sveglia stupiti di questa rabbia, ma un politico che non conosce il suo Paese, che dirigente è?".
La Francia è sconvolta dalla protesta dei gilet gialli e il presidente francese dovrebbe parlare stasera, dopo tanto silenzio.
"Macron aveva annunciato che il suo programma era costituito da due parti. Apriva alla destra, all'elite, alla borghesia imprenditoriale, garantendo la riduzione delle tasse sul capitale finanziario. E offriva però alla sinistra, al popolo, un miglioramento delle condizioni economiche. L'aiuto alla destra c'è stato subito. I ricchi e i ricconi si sono visti alleggerire le tasse sui capitali, ha lasciato intatte solo quelle sul patrimonio immobiliare. Ai poveri invece ha servito il nulla". [...] "L'aumento della benzina è stata una vera provocazione" [...] "Quella provocazione, frutto dell'ignoranza sulle condizioni del territorio, ha scatenato la protesta. La gente ha pensato: questo qui toglie le tasse ai ricchi e le mette a noi poveri".
La marcia indietro a Parigi è arrivata "troppo tardi", secondo Fitoussi. Il futuro di Macron è però ancora nelle sue mani.
"La Francia ha le spalle solide e il presidente della Repubblica può dormire sonni tranquilli. Se vuole resterà fino al compimento dell'ultimo giorno del suo mandato. Altrimenti si può dimettere, se intuisce di non avere sufficiente caratura e forza politica".