venerdì 18 ottobre 2019

GIORGIA MELONI BECCATA DAI 5STELLE! ECCO COSA HA FATTO ACCANTO A BERLUSCONI


“Giorgia Meloni parla di lotta alla grande evasione fiscale seduta a fianco di Berlusconi, condannato per frode fiscale, e con lui scenderà in piazza contro il carcere per i grandi evasori delle multinazionali. CHE FACCIA TOSTA!”
E’ quanto si legge in un post sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle.
“La scelta da fare è chiara: o stai con i lavoratori italiani o con Meloni, Salvini, Berlusconi e le multinazionali che evadono miliardi nei paradisi fiscali. Un sistema marcio che ha spolpato vivo il nostro Paese!” concludono i pentastellati.
In un altro post sul social network, i 5Stelle hanno scritto: “IL CONDANNATO BERLUSCONI CONTRO IL CARCERE PER I GRANDI EVASORI – Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale, abbraccia Salvini in piazza per difendere chi ruba soldi agli italiani e li porta nei paradisi fiscali. Tutti noi dobbiamo scegliere: stare con i milionari che evadono le tasse o stare con chi vuole combattere per la legalità, con chi si spacca la schiena tutti i giorni per portare il pane a casa onestamente? STAI CON BERLUSCONI O CON I CITTADINI ONESTI? #IoStoConGliOnesti”

BLOCCHIAMO LE FOLLIE INSERITE DAL PD E DAL MINISTRO GUALTIERI SULLA MANOVRA CONTRO PARTITE IVA E COMMERCIANTI: BISOGNA COLPIRE I GRANDI EVASORI NON TARTASSARE I PICCOLI!



Di Maio domattina, al rientro dagli Usa, riunirà i ministri M5s a Palazzo Chigi sulla manovra. "Su molti temi voglio vederci chiaro. Tutto è stato approvato salvo intese perché non c'è ancora un accordo su tante cose e come prima forza politica del Parlamento dobbiamo fare le cose perbene", ha detto Di Maio ai suoi. A quanto si apprende, per M5s i principali problemi sono sulle partite iva "colpite dalla riduzione della flat tax" e sul pacchetto antievasione "che finisce per colpire di nuovo i commercianti".

La ‘famiglia’ di Forza Italia: figli e fratelli assunti come portaborse o membri di cda

La ‘famiglia’ di Forza Italia: figli e fratelli assunti come portaborse o membri di cdaUn albero genealogico politico, composto da posizioni fiduciarie e poltrone amministrative. Forza Italia cambia pelle nella sua direzione, ma nel capoluogo dell’Isola, sembrerebbe avere sempre gli stessi loop sistemici. Potremmo chiamarla la grande famiglia o comunque: “familia vale todo” diceva un detto spagnolo. Il raggio d’azione intercettato racchiuderebbe qualche parentela palermitana attorno ai politici Giuseppe Milazzo e Giulio Tantillo; due veterani del partito di Silvio Berlusconi i quali hanno condiviso numerose battaglie elettorali. Un aereo che parte da Palazzo delle Aquile e arriva diritto a Bruxelles passando per lo Iacp e l’Amap.

Ma procediamo con ordine. L’ex deputato all’Ars, Giuseppe Milazzo , vince le elezioni europee di maggio 2019. Milazzo fa parte del gruppo del partito popolare europeo insieme al suo leader Silvio Berlusconi con cui si immortala in qualche selfie. A quanto pare, stando al sito del parlamento europeo, piazza suo suocero, Pietro Matranga come “collaboratore” locale di Raffaelle Stancanelli. Anche lui deputato di Bruxelles, uomo di Fratelli di Italia membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei. Pietro Matranga è un navigato della politica palermitana. E’ stato assessore della Giunta Cammarata ed ex componente del cda di Amia Esseme. Oggi è un pensionato della Serit. Ma il garbo politico da parte di Stancanelli nei confronti della ‘Milazzo family’, a quanto pare è stato ricambiato, oppure è solo un caso di omonimia. L’ex senatore di Regalbuto pare abbia inserito il fratello Vincenzo nello staff di Milazzo a Bruxelles. Ma l’operazione di ‘switch’ parentale potrebbe essere già terminata dopo pochi mesi dall’elezione dei due deputati europei.

Ma nuovi arrivi da Palermo sino al nord Europa ed esattamente in Belgio, potrebbero dare manforte al lavoro del forzista Milazzo. Severino Moschetti, ex candidato al consiglio comunale in una lista a favore di Leoluca Orlando, dovrebbe accedere nelle stanze di Bruxelles come collaboratore. Severino è il figlio di Nunzio Moschetti. Moschetti senior a novembre del 2018 venne nominato presidente dell’Istituto Autonomo per le case popolari (Iacp) di Palermo dal governatore Nello Musumeci. Moschetti, uomo vicino a Forza Italia ed ex consigliere comunale, aveva in affitto un immobile (poi passato al figlio Severino) dell’ente e a cui doveva pagare – almeno sino al 2018 – 31mila euro di affitti. Una questione che avrebbe creato qualche problema al presidente della Regione Musumeci, che lo aveva nominato. Mandato che poi è stato bocciato in prima commissione all’Ars qualche mese dopo.

Ma la famiglia di Forza Italia attraverso delle nozze, ha rafforzato la sua prestanza politica nel capoluogo siciliano. Il genero di Moschetti, Gianfranco Arone di Valentino, pare che, dopo aver navigato per molti anni nel Pdl ed essere stato nell’entourage di Francesco Cascio, ad oggi siede in una poltrona di prestigio nel collegio sindacale dell’Amap. Una foto di famiglia che immortala un consolidamento del partito di Silvio Berlusconi a Palermo.

Ma ancora vanno aggiunti dei pezzi mancanti. Severino Moschetti è il genero di Giulio Tantillo, il consigliere comunale e vice presidente del consiglio, che pare abbia piazzato due suoi figli in ruoli istituzionali. Federica è stata protagonista delle cronache giornalistiche insieme all’esercito dei cosìddetti D6. Tecnicamente si tratta di una qualifica del personale dell’Ars (dirigente di sesta fascia economica) alla quale viene parametrata la disponibilità economica. Cinquantottomila euro circa la disponibilità annua lorda. Ma spesso i deputati non la usano per pagare una sola persona. Sono i nuovi collaboratori, portaborse e impiegati dei gruppi Parlamentari e dei singoli deputati. Per effetto di una norma voluta dal governo Monti, infatti, da questa legislatura non si può più procedere con i rimborsi ai deputati in busta paga, ma esiste una dotazione economica che ogni deputato può indicare all’Ars come usare per pagare i suoi collaboratori. Mentre il figlio Fabrizio sarebbe assistente parlamentare del deputato nazionale di Forza Italia, Francesco Scoma.

“I figli…so pezzi ‘e core” titolava il film del 1981 diretto da Alfonso Brescia. Ed è tutto un affare di f
amiglia.

La provocazione di Grillo: togliere il diritto di voto agli anziani

“Privare il diritto di voto agli anziani, ovvero eliminare il diritto di voto ad una certa età”, per garantire “che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale“. È la nuova provocazione lanciata da Beppe Grillo con un lungo post sul suo blog, dal titolo “Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?“. Il fondatore del Movimento 5 stelle si inserisce nel dibattito sulla possibilità di abbassare l’età per poter votare a 16 anni (dagli attuali 18) rilanciata da Enrico Letta sulla scia dei Fridays for Future e appoggiata dai principali leader della maggioranza, così come dallo stesso Grillo. Che però adesso prova ad andare oltre: “In un mondo sempre più anziano, esperti, studiosi e politici propongono di abbassare l’età del voto (così come proposi anni fa), ma cosa dovrebbero fare le democrazie quando gli interessi degli anziani sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni?”Il post di Grillo cita più volte gli studi del filosofo ed economista belga, Philippe Van Parijs. L’idea di privare gli anziani del diritto di voto, scrive Grillo, “nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani, e molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche. In tal caso, i loro voti dovrebbero essere eliminati del tutto“, si legge. “Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale, e l’affluenza relativamente bassa degli elettori più giovani può essere in parte causata dal sentirsi alienati da un sistema politico gestito da persone che non considerano della loro stessa natura”, scrive ancora Grillo.“Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perché può farlo chi questo futuro non lo vedrà?”, si chiede ancora il fondatore del M5s. Che poi sottolinea come, secondo i dati Istat, in Italia “le persone che hanno più di 65 anni, vicine all’età della pensione, o che hanno già smesso di lavorare, sono oggi oltre 13 milioni e mezzo“. Grillo cita i casi del voto per la Brexit e delle elezioni di Donald Trump, ma anche delle posizioni su matrimoni gay, legalizzazione della marijuana e salvaguardia del clima, per evidenziare che “sempre i dati ci dicono che gli anziani non amano particolarmente il progresso, scelgono risultati più ‘vicini’ al loro stile di vita”.“Questi dati dimostrano senza ombra di dubbio che le decisioni prese dalle generazioni più anziane influenzano gli interessi delle generazioni più giovani e non ancora nate. Ma privare il diritto al voto dei cittadini più anziani sarebbe giusto?“, si domanda Grillo. “La prima opposizione sarebbe quella della discriminazione, fondata sull’età. Ma è falso – sostiene – affinché vi sia discriminazione vi deve essere un trattamento diverso tra due o più gruppi/identità basato su alcune caratteristiche arbitrarie. In questo caso, le politiche differenziate per età non dividono la popolazione in due o più gruppi, poiché tutti, alla fine, diventiamo anziani. Quindi non c’è ingiustizia”. “Le generazioni non nate sono, sfortunatamente, incapaci di influenzare le decisioni che prendiamo qui ed ora. Tuttavia, possiamo migliorare il loro destino spostando il potere decisionale verso chi tra noi dovrà interagire con loro. Il dibattito è aperto“, conclude Grillo.LE REAZIONI – Il dibattito si è effettivamente aperto, con le critiche di Matteo Salvini: “Poi arriva lo scemo di Grillo che dice di togliere il voto agli anziani. Magari lo togliamo a chi è stato condannato in via definitiva. Nei sai qualcosa? Poi cosa facciamo? Sterminiamoli, cancelliamoli. Mamma che volgarità, che schifo“, ha detto il leader della Lega. Giorgia Meloni invece arriva perfino a invocare l’intervento di Sergio Mattarella: “Grillo non è un cittadino qualsiasi, ma è il capo del partito di maggioranza relativa del Parlamento e il principale azionista del Governo. Non è tollerabile liquidare la sua proposta di togliere il diritto di voto agli anziani come il delirio di un folle o la battuta di un comico. Fratelli d’Italia chiede al Presidente della Repubblica di intervenire in maniera netta contro una proposta che mette in discussione il suffragio universale, ovvero il presupposto della democrazia. E mi aspetto una presa di posizione ufficiale anche dal presidente del Consiglio Conte, dal ministro degli Esteri Di Maio e da tutto il M5S. Chi rimane in silenzio è d’accordo con Grillo”, afferma la leader di Fratelli d’Italia.

Renzi contro quota 100: Voglio cancellarla. È ingiusta. Cosa ne pensate?

Intorno alla manovra sale la tensione tra il premier Giuseppe Conte, impegnato a Bruxelles per il Consiglio Ue, e due forze della maggioranza. Conte dalle pagine di Repubblica, Stampa e Messaggero annuncia un progetto per ridurre l’Irpef sui redditi sotto i 28mila euro. Ma nel frattempo Italia viva cerca la sponda del Movimento 5 Stelle per cambiare i contenuti più indigesti, dalla stretta su flat tax e regime forfettario per le partite Iva ai nuovi “balzelli” anticipati nel Documento programmatico di bilancio. Matteo Renzi infatti è partito all’attacco proprio mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio riuniva i ministri del M5 a Palazzo Chigi per discutere degli aspetti che non lo convincono – dal pacchetto antievasione ai paletti per le partite Iva. Renzi ha annunciato per prima cosa “un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi”, anche se “temo sarà solo una battaglia di testimonianza visti i numeri”. Ma poi ha anticipato i temi che saranno al centro della battaglia vera: i “microbalzelli come la sugar tax o le imposte sulla casa” e “il desiderio di complicare la vita alle partite Iva“.Su questo “ci faremo sentire”, annuncia Renzi. “E sono certo che anche altre forze della maggioranza bloccheranno questi inutili microbalzelli”. Che non piacciono nemmeno ai 5 Stelle. Non a caso giovedì la viceministra al Tesoro Laura Castelli, durante un Focus sulla Manovra con Il Sole 24 Ore Radiocor, ha espresso riserve sul progetto di ritorno al calcolo analitico al posto della forfettizzazione dei costi per le partite Iva che hanno scelto la flat tax, dicendo che “è una proposta del ministro Gualtieri, di cui si discuterà in maggioranza”. Quella proposta però è già cristallizzata nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles martedì notte.La diversità di vedute rispetto al Pd è quindi alla luce del sole. Come le assonanze tra M5s e Italia viva. Maria Elena Boschi a L’Aria che Tira su La7 si dice “d’accordo con Di Maio, sembra strano a dirsi ma sul tema delle tasse ci troviamo in sintonia, sono troppe“. Quanto all’anticipo pensionistico caro alla Lega, che il governo giallorosso ha deciso di non toccare lasciando che la sperimentazione arrivi alla sua fine naturale nel 2021, Renzi presentando nella sua e news il programma della Leopolda che inizia sabato a Firenze annuncia: “Domattina partiamo con la presentazione del Family Act, con Elena Bonetti. E spiegheremo perché secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri“.Intanto Luigi Di Maio spinge per ridiscutere alcuni aspetti della manovra in consiglio dei ministri lunedì. Conte frena: la riunione di governo ci sarà, ma riguarderà solo un decreto legge per accelerare le procedure di ricostruzione nelle zone terremotate, ha fatto sapere il presidente del Consiglio. Che da Bruxelles venerdì mattina ha smorzato i toni: “Al di là delle singole dichiarazioni, ci confronteremo lavorando all’articolato definitivo quando torno a Roma. Ricordiamoci che abbiamo approvato salvo intese, c’è la possibilità di fare ulteriori verifiche, non mi sottrarrò, ci metteremo attorno a un tavolo e verificheremo”.

giovedì 17 ottobre 2019

Non ci Fermiamo! Revocati i vitalizi ai condannati Cosentino (FI) e Cavaliere (Lega).

L’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha revocato i vitalizi per Nicola Cosentino, ex sottosegretario di Forza Italia, e per Enrico Cavaliere, ex deputato della Lega Nord, entrambi condannati in via definitiva.

Mettiamo, finalmente, una pietra tombale su un privilegio assurdo!

Cosentino è stato eletto deputato con Forza Italia e con Il Popolo della Libertà per quattro legislature consecutive, dal 1996 al 2013 ed è stato condannato in differenti processi.

“Per l’ex sottosegretario, dopo una condanna in via definitiva a 4 anni per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano dove è stato detenuto, restano al momento due condanne in primo grado: una a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, un’altra a 5 anni per il tentativo di reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa” (Fonte l’Espresso).

Enrico Cavaliere è stato eletto alla Camera dei Deputati nel 1994 ed ha avuto il ruolo di vice capogruppo. Confermato nella XIII (1996-2000) nella circoscrizione Veneto 2. Dal 1996 al 2000 è stato vicepresidente del gruppo parlamentare della “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” alla Camera dei Deputati. È stato condannato alla pena di 2 anni e 3 mesi di carcere dal tribunale di Padova per il reato di bancarotta fraudolenta. La pena è stata condonata in forza dell’indulto.

Facciamo valere un principio di giustizia sociale: chi è stato condannato in via definitiva non può intascare i soldi delle tasse degli italiani.

Questa è una nostra battaglia identitaria e che abbiamo portato in Parlamento per la prima volta nel settembre 2014, in occasione della discussione del bilancio del Senato e, prima ancora, con una proposta di delibera dell’allora Questore Laura Bottici. Un provvedimento di onesto buonsenso per il quale ci siamo battuti con determinazione quando eravamo all’opposizione: oggi, da prima forza di maggioranza, possiamo essere orgogliosi di aver abolito i vitalizi agli ex parlamentari ed agli ex consiglieri regionali e di aver tolto l’assegno anche a Cosentino e Cavaliere.

Ci sono ancora tanti privilegi e sprechi da sforbiciare al più presto: andiamo avanti, non
ci fermeremo!

Ultim'ora: Marco Travaglio intervista Giuseppe Conte. Guardate cosa si sono detti e diteci cosa ne pensate?

di Marco Travaglio
Presidente, lei aveva annunciato una rivoluzione contro l'evasione fiscale, ma l'impressione dal testo uscito stanotte non è piuttosto quella di qualcosa che si avvicina di più alla manutenzione del compromesso, di uno slalom tra i veti incrociati dei partiti della maggioranza giallorosa?
«Sulla lotta all'evasione fiscale intendo andare fino in fondo. Oggi parte una rivoluzione culturale: per la prima volta lo Stato premia gli onesti senza peraltro penalizzare chi usa il contante. E una trasformazione radicale che coinvolgerà i comportamenti dei cittadini e andrà a beneficio di tutti, perché tutti potremo pagare meno tasse».
Persino sul limite dei pagamenti in contanti a 1.000 euro, osteggiato da Renzi, si dice che si è litigato in Cdm fino a notte fonda, fino al compromesso dei 2.000 euro subito e dei 1.000 dal 2022: come sono andate le cose?
«La misura sul contante è stata una mia proposta e senza la mia determinazione confesso che non sarebbe andata in porto. Averne ottenuto l'applicazione progressiva è per me un risultato soddisfacente. Dobbiamo favorire i pagamenti elettronici e agire con determinazione per contrastare l'evasione. Chi evade ruba il futuro agli altri cittadini, e questo non possiamo permetterlo. E mi rifiuto di credere che Renzi e Italia Viva possano pensarla diversamente».
Anche i 5 Stelle frenano sui limiti al contante per difendere i piccoli evasori fra artigiani e commercianti?
«Nessuna forza politica di questo governo intende difendere l'evasione, grande o piccola che sia. Piuttosto, è emersa una sensibilità trasversale: non possiamo penalizzare nessuna categoria di lavoratori, professionisti compresi. Ma il nostro piano di contrasto all'evasione è un grande progetto riformatore che vuole premiare e non punire, e che va valutato nel suo complesso, non considerando una sola misura».
Il suo sms a Gualtieri significa che non solo Renzi, ma anche il Pd tira il freno sulle manette agli evasori?
«Anche sul carcere ai grandi evasori mi sono speso personalmente. Ci sono però approfondimenti tecnici su queste norme che stiamo ancora effettuando. Ai miei ministri da subito ho chiesto coraggio perché gli italiani si aspettano risposte, attendono una svolta. Coraggio, in particolare, in questa storica lotta all'evasione fiscale. Perché o siamo tutti decisi ad andare fino in fondo in questa rivoluzione, oppure è tutto vano. Stiamo lavorando per portare l'Italia nel futuro, non per galleggiare nell'economia 'sommersa'».
È vero che ha dovuto contattare personalmente i tecnici del Mef per spronarli a misure più coraggiose di quelle del ministro?
«Abbiamo trovato 3 miliardi in più, che useremo per il meccanismo di cashback con cui distribuiremo all'inizio di ogni anno un superbonus a chi usa pagamenti digitali. Era esattamente quello che volevo».
Perché l'aumento delle pene riguarda solo la frode fiscale e non il reato altrettanto grave e diffuso di evasione?
«Stiamo lavorando proprio su questo, il progetto di lotta all'evasione fiscale è molto complesso e riguarderà senza dubbio i reati più gravi».
Perché non avete inserito gli aumenti di pena già nel decreto Fiscale?
«Sono emerse perplessità sull'inserimento in questo strumento normativo che è il decreto Fiscale, ma già da ieri abbiamo continuato a lavorare per completare questo tassello della riforma».
Quali aumenti di pena e quali riduzioni delle soglie di non punibilità (ora gigantesche, al punto che non si processa quasi nessuno) dobbiamo aspettarci in definitiva? Con quale strumento normativo? E in quali tempi? Non si rischia di rinviare alle calende greche?
«Come detto, ci sono valutazioni tecniche in corso e le forze di maggioranza stanno ancora discutendo. La linea del governo di una lotta senza quartiere all'evasione fiscale è fuori discussione, compreso il carcere ai grandi evasori».
Può impegnarsi sul suo onore che, quando le norme saranno operative, vedremo finalmente gli evasori sotto inchiesta, poi a processo e infine in carcere a scontare pene adeguate in proporzione alle risorse sottratte alla collettività?
«Siamo impegnati giorno e notte per questo. Il Piano antievasione va completato in tutti i suoi aspetti».
I 5Stelle sono preoccupati di penalizzare troppo le partite Iva, commercianti e artigiani. Come pensa di convincerli?
«Ho raccomandato io stesso alle strutture tecniche di non criminalizzare nessuna categoria di lavoratori, perché il nostro obiettivo è premiare i cittadini onesti e in questo modo far emergere automaticamente il sommerso, un principio che il Movimento 5 Stelle ha condiviso sin dall'inizio. È una soluzione positiva per tutti, che ci permetterà di abbassare il carico fiscale per tutte le categorie, professionisti compresi».
Qui prima Renzi, poi il Pd, poi i 5Stelle minacciano sfracelli, impongono veti anche sui media e alla fine ottengono qualcosa. Non è un metodo deleterio per un governo che vuole cambiare davvero le cose? Quanto può durare il governo con questo andazzo, che ricorda molto i veti incrociati Salvini-Di Maio? Lei allora impose un altolà: se continuate così, me ne vado. L'ha fatto anche stavolta con i giallo-rossi o lo farà presto?
«Ho già dimostrato di non tollerare che qualcuno metta al centro le proprie convenienze politiche prima dei bisogni reali degli italiani. Non consentirò che si blocchi l'azione del governo per veti o interessi particolari. Ogni giorno siamo chiamati a dare risposte concrete. Lo sono la lotta all'evasione, il pacchetto famiglia, l'abolizione del superticket in Sanità per favorire l'accesso alle cure».
A che punto sono le trattative con le banche per la riduzione delle commissioni per i pagamenti con carta? E con le Poste per le carte prepagate, a beneficio di anziani privi di bancomat e carta di credito?
«Ho sentito personalmente gli amministratori delegati dei principali gruppi bancari e mi hanno dato ampie rassicurazioni su questo. Dal settore bancario ci aspettiamo piena collaborazione per un progetto di grande modernizzazione del Paese. In un mondo digitalizzato, i volumi delle transazioni sono in costante aumento e questo crea opportunità per tutti gli intermediari. E per questo che anche i costi delle transazioni potranno scendere. E a breve saremo in grado di definire nei dettagli la riduzione delle commissioni. Sarà coinvolto anche il circuito alternativo al sistema creditizio».
Il taglio del cuneo fìscale non è troppo misero? Il fatto che vada a beneficio solo dei lavoratori e non delle aziende non consente a Salvini di far man bassa tra le partite Iva?
«Chi pensa che 500 euro in più all'anno di media nelle buste paga dei lavoratori siano insignificanti probabilmente non ha fatto i conti con la vita di tanti italiani. Parliamo anche di lavoratori e di famiglie che non avevano beneficiato di altri bonus in passato. Una boccata di ossigeno importante. Sinceramente penso ai lavoratori, non a Salvini. Per le imprese, abbiamo costruito un'autostrada per la crescita fondata sulla Green-Economy, fatta di bonus e incentivi. Puntiamo ancora sul sostegno per le imprese che innovano e acquistano nuovi macchinari».
Il cashback con gli sconti e le restituzioni a chi usa pagamenti tracciabili non è troppo basso? E perché - come pare - slittano addirittura al 2021? Mancano le coperture? Non è una sconfitta sua personale, visto che l'aveva presentata come una sua battaglia?
«Io piuttosto la considero una vittoria. All'inizio dell'anno daremo un bonus tra il 10 e il 19% delle spese a chi paga con la carta il ristorante, il meccanico, l'idraulico, l'elettricista, parrucchiere, il bar e altre categorie in via di definizione. Il superbonus 'della Befana' partirà da 200 euro per persona all'anno e potrà salire. In più ci saranno 50 milioni di premi con la lotteria degli scontrini. Su questo sono pronto anche ad andare allo scontro con chiunque voglia mettersi di traverso. Perché, nella lotta all'evasione, o si va fino in fondo oppure non servirà a niente».
Lei parla di un "patto con gli italiani, onesti ed evasori". Immagini di avere davanti un evasore fiscale: come lo convincerebbe a pagare le tasse, alla luce delle nuove norme?
«Il patto che ho in mente riguarda solo gli italiani onesti. Io non scendo a patti con gli evasori. A loro, però, dico che non sarà più conveniente fare i furbi. Garantiremo maggiore facilità nei pagamenti digitali e condizioni favorevoli per chi vuole pagare le tasse, ma allo stesso tempo saremo inflessibili con chi invece cerca scorciatoie. Una volta orientati i comportamenti di tutti gli italiani, avremo risorse sufficienti per abbassare le tasse a tutti».
Ora immagini di avere di fronte un contribuente onesto: che cosa gli direbbe, su quel che state facendo contro gli evasori, a proposito dei benefici che potrebbero riguardarlo?
«A tutti gli italiani rivolgo un appello: a breve sarà possibile avere carte elettroniche a costo zero. Usarle sarà conveniente per tutti, perché ogni anno vi torneranno indietro centinaia di euro. E tutti insieme saremo attori del cambiamento e della modernizzazione del Paese. D'ora in poi, essere onesti conviene».
Questa Finanziaria, secondo lei, disegna il nuovo patto 5Stelle-centrosinistra che lei ha in mente o siamo ancora lontani?
«Questa manovra finanziaria è il primo atto forte di una maggioranza che da subito ha iniziato a lavorare incessantemente, con coraggio e determinazione, per migliorare la qualità della vita degli italiani. Siamo solo all'inizio di questo cammino, ma i segnali sono positivi. Stiamo lavorando a un'Italia moderna, verde, digitale, con infrastrutture funzionanti e servizi di qualità».
Trump chiede a Mattarella di cancellare la Web Tax sui colossi del web. L'ha chiesto anche a lei? Oppure: se glielo chiedesse, lei che cosa risponderebbe? La Web Tax è non trattabile, oppure è anch'essa aperta a un compromesso?
«L'Italia è da tempo impegnata a formulare in sede Ocse, assieme a tutti i Paesi europei, un'ipotesi di provvedimento sulla Web Tax che risponda alle esigenze di tutti gli Stati coinvolti. Per il nostro Paese si tratta di una misura importante per garantire l'equità e la giustizia tributaria, ma stiamo partecipando in tutte le opportune sedi internazionali a un negoziato con gli Stati Uniti per trovare una soluzione condivisa».
Che si può fare per fermare la Turchia? Basta sospendere le forniture militari future? Si possono davvero bloccare i contratti già in essere? Ci sono altre iniziative che lei proporrà al Consiglio europeo? L'Europa sta facendo tutto il possibile o può fare di più, e cosa?
«La sospensione degli approvvigionamenti militari è un'iniziativa doverosa, ma non ci appaga. Proprio ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha firmato l'atto che dispone il blocco delle vendite future di armi alla Turchia e l'iter per avviare un'istruttoria sui contratti già in vigore. L'Italia è determinata a scongiurare iniziative militari che possano destabilizzare ulteriormente la regione. Per questa ragione il nostro Paese confida in un'azione congiunta a livello europeo e multinazionale. A tale proposito, sfrutterò l'occasione del Consiglio europeo per sottolineare i numerosi rischi che l'offensiva turca pone a livello internazionale: non solo la sorte di una popolazione come quella curda già duramente provata dal conflitto e i risultati ottenuti nella lotta al terrorismo, ma anche la potenziale compromissione del processo politico in Siria di cui dobbiamo preservare i recenti sviluppi ottenuti sotto l'egida dell'Onu».
Che ne pensa del faccia a faccia in tv fra i due Matteo, Renzi e Salvini?
«Non ho avuto modo ne tempo di seguirlo perché ero impegnato alla riunione del Cipe prima e in Consiglio dei ministri dopo, sino a notte fonda. Il confronto per me più importante è quello quotidiano con i cittadini. Alla fine di questo mandato, voglio tornare da loro e poter dire
che l'Italia sta finalmente cambiando».