mercoledì 4 settembre 2019

Ultima Ora: Ecco la lista dei ministri ufficiale. Da ora parte il Conte bis. Cosa ne pensate?

Luciana Lamorgese all’Interno. Roberto Gualtieri all’Economia. Luigi Di Maio agli Esteri. Nunzia Catalfo al Lavoro. Dario Franceschini alla Cultura. Francesco Boccia agli Affari regionali. Vincenzo Spadafora allo Sport. Alfonso Bonafede alla Giustizia. Lorenzo Guerini alla Difesa. Stefano Patuanelli allo Sviluppo. Teresa Bellanova alle Politiche agricole. Sergio Costa resta all’Ambiente. Paola De Micheli alle Infrastrutture. Lorenzo Fioramonti all’Istrizione. Roberto Speranza alla Salute. Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento. Paola Pisano all’Innovazione tecnologica. Fabiano Dadone alla Pubblica Amministrazione. Giuseppe Provenzano al Sud. Elena Bonetti alle Pari Opportunità. Enzo Amendola agli Affari Europei. E’ questa la lista dei ministri annunciata da Giuseppe Conte.

Il presidente del Consiglio incaricato è salito al Quirinale per incontrare Sergio Mattarella e ha sciolto la riserva con la quale aveva accettato l’incarico. Dopo il via libera incassato con il voto su Rousseau, il presidente incaricato ha chiuso l’accordo programmatico a Palazzo Chigi con i capigruppo M5s-Pd-Leu e si è recato al Colle con la lista dei ministri. Il nuovo governo arriva 27 giorni dopo la fine del vecchio. Solo l’8 agosto scorso, e quindi meno di quattro settimane fa, il comunicato della Lega annunciava la fine del primo esecutivo presieduto dall’avvocato pugliese. Adesso invece, il Conte due, sostenuto da M5s e Pd, sta per nascere. Al termini dell’incontro sarà il segretario generale della presidenza della repubblica, Ugo Zampetti, a comunicare la decisione di Conte, se quindi accetta o no l’incarico di formare l’esecutivo. A seguire uscirà il presidente del Consiglio per una dichiarazione e per leggere in caso la lista dei ministri. Per finire un breve saluto del presidente della Repubblica.

E' fatta: nasce il governo M5S-Pd. Tra i vincitori anche Di Maio. Cosa ne pensate?


Con l'ok plebiscitario della votazione online sulla piattaforma Rousseau parte ufficialmente il Conte bis o Conte II. La crisi di governo inopportunamente aperta al Papeete da Matteo Salvini l'8 agosto scorso si chiude nel segno della responsabilità verso il Paese e i cittadini. Come ha spiegato in conferenza stampa Luigi Di Maio, nasce un esecutivo che ha tra i punti principali del programma il taglio delle tasse sul lavoro, la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva, la riduzione del numero dei parlamentari, la tutela dell'ambiente e del territorio e molto altro.

Vince Giuseppe Conte, uomo garbato e raffinato. Come ha detto Gianfranco Rotondi a #laPiazza, un cattolico democratico simile a Giulio Andreotti, che ha saputo garantire l'Italia sui mercati finanziari (infatti lo spread è in continuo calo) e sui tavoli di Bruxelles, senza diventare lo yesman di Merkel e Macron.

Vince Nicola Zingaretti che, nonostante abbia subito il blitz anti-elezioni di Matteo Renzi, si è subito ripreso la scena facendo tornare il Pd protagonista.

Vince anche Di Maio che, dato troppo presto per suonato, si è dimostrato politico abile e leader indiscusso del Movimento 5 Stelle. Ha tenuto la barra dritta, rinunciando responsabilmente al ruolo di vicepremier, disinnescando così l'ultima, potenziale, mina sulla strada del governo giallorosso.

Quanto a Matteo Salvini, non gli resta che l'opposizione (ruolo che sa svolgere molto bene) con l'inevitabile discussione interna che si aprirà nella Lega dopo questa pazza crisi estiva.

In bocca al lupo al nuovo governo Conte e alla sua squadra. Affaritaliani.it seguirà in modo imparziale l'azione dell'esecutivo, pronto a sottolineare i provvedimenti utili al Paese ma anche ad evidenziare gli eventuali errori.

Istituzioni 1 - Papeete 0. Palla al centro.

martedì 3 settembre 2019

Ultima Ora: Luigi Di Maio, abbiamo garantito stabilità al paese. Siete d'accordo?

Un "voto plebiscitario". Così il capo politico M5s, Luigi Di Maio, commenta il voto sulla piattaforma Rousseau che ha detto sì a larga maggioranza a un'alleanza di governo M5s-Pd. "Voglio ricordare che in meno di un mese possiamo dire che si sia risolta una crisi di governo inedita, ma con un metodo diverso. non nelle segrete stanze, come si faceva prima", ha aggiunto Di Maio, sottolineando come nel programma siano inclusi "tutti i 20 punti sui cui ho alzato un po' la voce nei giorni scorsi".


"Siamo l'ago della bilancia, abbiamo garantito stabilità"
"Il M5s ha garantito la stabilità di questo Paese, noi siamo e resteremo sempre in una democrazia parlamentare come questa l'ago della bilancia di ogni legislatura", ha detto Di Maio, che ha ricordato come la crisi sia nata da "un gesto irresponsabile di Matteo Salvini" che nei prossimi giorni "avrà poco da lamentarsi di quello che faremo" dato che "al governo ci stava".

Di Maio ha ringraziato Giuseppe Conte affermando di essere legato a lui da una "grande amicizia", in risposta alle voci di tensioni nei giorni scorsi, e ne ha ricordato il ruolo di " garante super partes".

"Il governo delle poltrone dura poco, non possono scappare dal voto per sempre. A testa alta, pronti a difendere gli Italiani e a tornare a vincere! Onore e dignità valgono più di 100 ministeri", è la prima reazione di Matteo Salvini, affidata a Twitter.

Zingaretti: "Ora andiamo a cambiare l'Italia"
"Con la chiusura del lavoro programmatico si è fatto un altro passo avanti per un Governo di svolta. Ridurre le tasse sul lavoro, sviluppo economico, green economy, rilancio di scuola, università e ricerca, modifica radicale dei decreti sicurezza. Ora andiamo a cambiare l'Italia", scrive invece Nicola Zingaretti s
u Facebook.

Figuraccia per Salvini: SI scaglia contro Rousseau su Twitter, ma gli utenti lo sputtanato, ti ha salvato il culo.

"Arriverà il voto di 60 milioni di italiani, non di 60mila clic". Matteo Salvini, sui social, si scaglia contro il voto con cui Rousseau ha dato il via libera al governo M5S-Pd. Il tweet e le dichiarazioni del leader della Lega non sfuggono ai sostenitori del Movimento 5 Stelle, pronti a ricordare che anche Salvini, in passato, ha indirettamente fatto ricorso alla piattaforma. A febbraio, gli attivisti si espressero a favore dell'immunità per l'allora ministro dell'Interno in relazione al caso della nave Diciotti. In quel caso, a favore di Salvini votarono 30.948 utenti.Contro, invece, 21.469
I
60mila clic ti hanno salvato il c... sulla Diciotti!", fa notare un utente replicando ad uno dei tweet del leader del Carroccio. "Matteo, non ci legge nessuno, ma ti ricordo che quella piattaforma qualche mese fa, ti ha salvato il culo da un processo", scrive un altro seguendo lo stesso copione. "Hanno votato quasi 80.000 persone . E' un record mondiale. Si chiama democrazia diretta, quella che i partiti putrefatti (come il tuo) non usano con i loro elettori", scrive un'altra persona. "Quando la #piattaformaRousseau ti ha salvato per il caso Diciotti non mi pare tu abbia storto il naso. E all'epoca hanno votato solo in 50000", fa notare un utente.

lunedì 2 settembre 2019

Governo, l'ultima idea di Di Maio: un ministero a Di Battista. Cosa ne pensate?

Governo, l'ultima idea di Di Maio: un ministero a Di Battista

Sul nascituro Conte bis aleggia ancora l'incognita del voto sulla piattaforma Rousseau. Gli iscritti al Movimento Cinque Stelle dovranno decidere se dare il via libera (o meno) al governo con il Pd e il risulto si preannuncia tutto tranne che scontato.

Intnato il premier incaricato va avanti per formare la squadra di ministri da presentare a Sergio Mattarella. La trattativa tra Pd e M5S si è arenata sulla questione dei due vicepremier. Ieri Zingaretti ha fatto la sua mossa, aprendo all'ipotesi di non inserire alcun "vice" a Giuseppe Conte (fino ad ora la richiesta era quella di assegnare il posto ai dem, visto che il premier è considerato del Movimento Cinque Stelle). L'ipotesi non piace molto a Di Maio, che vorrebbe restare a Palazzo Chigi.

Per ora i grillini dicono di pensare più "al programma" che alle poltrone. Ma la trattaviva vera è sulle caselle del consiglio dei Ministri. L'ala di sinistra del M5S fa pressione su Di Maio affinché rimuova tutti gli ostacoli al governo col Pd, ma il leader pentastellato non vuole farsi sfuggire Movimento e leadership dalle mani. Per far fronte alla proposta piddina di non inserire nessun vicepremier, Di Maio pensa ad una contromossa che farà discutere. Secondo il Corriere, Gigino accarezza l'idea di inserire nella lista di un'ipotetica squadra di governo da presentare a Conte anche il nome di Alessandro Di Battista come ministro alle Politiche europee. Non è detto che il diretto interessato (contrario all'intesa col Pd) accetterebbe, ma di certo il suo nome potrebbe mettere in difficoltà il Pd. E forse l'intero governo ancor prima del suo giuramento

Ottima notizia: Svolta cuneo fiscale: verso maxi Bonus da 1.500 euro annui. Massima condivisione

La “dote” del matrimonio Pd-M5S potrebbe essere di ben 1.500 l’anno grazie al taglio del cuneo fiscale. La cifra è riportata oggi dal quotidiano La Repubblica. Addio ipotesi flat tax e focus sul taglio del cuneo fiscale a vantaggio prevalentemente dei redditi medio-bassi a sostegno di consumi, investimenti e assunzioni.

Il piano, rimarca Repubblica, fa leva sulle detrazioni fiscali, assorbendo anche il bonus di 80 euro varato dal governo Renzi e agendo su fasce di reddito fino ad oggi escluse dal bonus stesso, ovvero gli incapienti sotto gli 8000 euro (per i quali verrebbe previsto un credito d’imposta) e i lavoratori tra i 26.600 e i 35mila euro. Con beneficio decrescente anche per i redditi fino a 55mila euro.

Le simulazioni del Pd, che prevedono una platea di circa 20 milioni di contribuenti, calcolano un fabbisogno di 15 miliardi in tre anni.

FANNULLONE: I rimpatri di Salvini sono meno di quelli del governo Renzi



I rimpatri di Salvini sono meno di quelli del governo Renzi
In campagna elettorale Salvini aveva promesso seicentomila rimpatri, ma a un anno dall'entrata in carica del governo gialloverde siamo all'1% di quella cifra

«La priorità sono le espulsioni». Dalla fredda Helsinki, dove ha partecipato al vertice informale dei ministri dell'Interno
, Matteo Salvini ribadisce la volontà di rimandare indietro i migranti irregolari.
E tuttavia non lo sta facendo. In campagna elettorale Salvini aveva promesso seicentomila rimpatri, ma a un anno dall'entrata in carica del governo giallo-verde siamo all'1% di quella cifra.

Dati alla mano questo governo, al di là delle parole, sta rimpatriando meno persone del governo precedente. I dati che Il Sole 24 Ore ha ottenuto dal Viminale non vanno nella direzione indicata dal ministro: nei primi sei mesi del 2019 il governo ha portato a termine 3.299 rimpatri. Ipotizzando che nei prossimi sei mesi ne rimpatri altrettanti si arriverà a 6.598 rimpatri, meno dei 7.383 dell’anno 2017 e dei 7.981 nel 2018