venerdì 20 luglio 2018

Dopo il sacrosanto NO della Raggi alle Olimpiadi, la Corte dei conti indaga sul Coni per danno erariale..


Giovanni Malagò lo spauracchio del danno erariale lo aveva agitato più volte: nei giorni convulsi di settembre in cui Virginia Raggi si preparava ad affossare definitivamente la candidatura di Roma 2024era stata una delle ultime carte con cui il Coni aveva provato (invano) a far cambiare idea al Movimento 5 stelle,paventando la possibile responsabilità dei consiglieri che avessero votato per una mozione contraria. Ora, a distanza di nove mesi, l’indagine della Corte dei Conti è arrivata davvero. Ma a innescarla è stato un esposto firmato dall’Adusbef di Elio Lannutti, in passato senatore dell’Italia dei Valori, oggi amico e consulente di Beppe Grillo e i suoi. Che ovviamente non attacca l’amministrazione capitolina, ma mette nel mirino proprio il Comitato olimpico e la premiata coppia Malagò-Montezemolo.


A riportare la notizia sono l’edizione romana del quotidiano la Repubblica e il Tempo: la procura del Lazio della Corte dei Contiha aperto un fascicolo sul bilancio del comitato promotore di Roma 2024, affidato al pm Bruno Tridico. L’organo di vigilanza indagherà per capire se effettivamente c’è stato danno erariale per i tanti milioni di euro di soldi pubblici spesi a sostegno del progetto olimpico. Quanti non è possibile dirlo con precisione: per lavorare in house a Coni Servizi spa (la vera cassa dello sport italiano), non è mai stato costituito un vero e proprio Comitato promotore autonomo, solo una “unità operativa” della società, senza un bilancio completo. Solo rovistando fra i conti del Coni, ilfattoquotidiano.it era stato in grado di ricostruire una parte delle spese sostenute in questi due anni di candidatura: viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, appalti, contratti e consulenze d’oro anche da 200mila e passa euro all’anno. Altre tracce sono contenute nell’ultima relazione della Corte dei Conti sulla Coni Servizi (relativa però ancora al 2015), che si conclude sottolineando che “ad oggi in relazione all’attività di chiusura del progetto di candidatura non si è verificato alcun tipo di contenzioso”. Il totale dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro.
Proprio gli articoli de ilfatto.it sono al centro dell’esposto dell’Adusbef da cui si origina l’inchiesta, datato al 27 settembre 2016. Sono i giorni della mozione del M5s contro il progetto olimpico, che avrebbe poi costretto il Coni a staccare la spina. Sancendo che tutti quei milioni sono stati sprecati per nulla. La tesi del Comitato è sempre stata che loro i soldi li avevano spesi sulla base di precisi atti amministrativi, e che di un eventuale danno erariale avrebbe dovuto rispondere chi ha cambiato le carte in tavola; ovvero la Raggi e la sua giunta, che hanno annullato la delibera di Ignazio Marino. Ora, però, l’Adusbef mette in discussione non tanto il perché, ma il come siano stati utilizzati quei fondi pubblici: l’associazione “chiede – si legge nel documento – di verificare se le condotte del Comitato Promotore di Roma 2024 nella scelta dei beneficati dei contratti di consulenza, spese per il personale, collaborazioni e prestazioni professionali, ecc., siano state effettuate secondo le vigenti normative volte alla trasparenza ed alla pubblica evidenza”. I ruoli di accusato e accusatore, insomma, sembrano ribaltati. E infatti Malagò ha commentato: “È una storia surreale, una cosa divertente e per certi versi curiosa”. Dalle parti del Foro Italico, comunque, la notizia del fascicolo (aperto per il momento come semplice atto dovuto), non è stata accolta del tutto negativamente: in fondo quello che il Coni minacciava qualche mese fa era proprio di portare le carte del Comitato alla Corte dei Conti. Ed è quello che succederà adesso, anche se la ragione forse non è proprio quella che si aspettavano.

Monti il curatore fallimentare mandato da Troika UE e forze SOVRANAZIONALI che ha già distrutto il nostro paese è senza vergogna.



Monti il curatore fallimentare mandato da Troika UE e forze SOVRANAZIONALI che ha già distrutto il nostro paese è senza vergogna.
L'ex premier replica al discorso di Conte per la fiducia in Senato: "Non è escluso che l’Italia possa poter subire questa umiliazione"
Mario Monti prova a riprendersi la scena. Lo fa davanti ad un governo che è esattamente agli antipodi rispetto a quel suo esecutivo tutto austerity. L'ex premier interviene in Aula e prova ad incutere timore alla maggioranza gialloverde nella sua replica al discorso del premier Giuseppe Conte: "Noi abbiamo fatto di tutto per risparmiare all’Italia la Troika, che è stata evitata con uno sforzo del paese e grazie ad un lungo braccio di ferro con la Germania. Non è escluso che l’Italia possa poter subire l’umiliazione che è stata evitata con l’arrivo della Troika. Evitata grazie alle misure prese dal governo da me guidato". Insomma l'ex premier si lancia in una profezia nefasta sul nostro Paese.
Monti vede già all'orizzonte l'arrivo della Troika e manda un messaggio al nuovo esecutivo: "Io non confido nell'insuccesso di questo governo. Si è detto che lei sarebbe un capo di governo dimezzato, perchè ha al suo fianco due leader politici a tutto tondo. Credo che non lo sarà, spero che non lo sarà. Sono certo -ha aggiunto- che il governo otterebbe un credito maggiore se iniziasse la sua vita con un atto di modestia e realismo". Insomma dall'ex premier arriva una forte critica al nuovo governo. Il Prof, rimasto senza un partito, scatena le sue buie profezie dal suo seggio di senatore a vita...
Governo Monti – Valutazione finale: il peggior Governo della 2 Repubblica (Valutazione analitica delle Performance dell’Italia rispetto alla UE di tutti i governi)
Napolitano, il tuo tradimento alla Repubblica sarà nei libri di scuola.
Monti dovrebbe VERGOGNARSI e ESPATRIARE e solo un TRADITORE DELLA PATRIA

Governo Conte: Lotta alle slot e azzardo, fino alla messa al bando! Condividete se siete d'accordo!



IL NUOVO GOVERNO E I GIOCHI, ENDRIZZI (M5S): "LE SLOT VANNO RIDOTTE PROGRESSIVAMENTE, FINO ALLA MESSA AL BANDO"
Limitare la distribuzione e l'accessibilità ai giochi dove la puntata precede di pochi minuti l'esito, una strategia d'uscita graduale per le slot (fino alla loro messa al bando), programmi per il contrasto alla criminalità organizzata e alle forme di azzardo non autorizzate o illegali, abolizione della pubblicità del gioco: sono questi gli obiettivi del Governo che si è appena insediato, dichiarati ad Agipronews dal senatore del Movimento 5 Stelle Giovanni Endrizzi, al suo secondo mandato a Palazzo Madama e da anni impegnato nel contrasto al gioco patologico.
Cosa significa «strategia d’uscita dal machines gambling (slot e VLT)»?
«Per il machine gambling (slot e VLT a bassisima latenza, con puntate ogni 4 secondi, ripetute, spesso meccanicamente, senza limiti di tempo per ore e ore) dobbiamo definire un'uscita graduale. Si tratta di un genere nato nei casinò e diventato invece oggi forse il più pervasivo, fin dentro locali pubblici, in ambienti di vita quotidiana. Per questo settore prevediamo una progressiva riduzione, fino alla messa al bando; con la parte bassa della filiera siamo disponibili a discutere per valutare opportunità di riconversione».
Cosa si intende, nel contratto di Governo, per «forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute»? Quali giochi riguarderanno e come saranno applicate?
«Sappiamo che le forme di azzardo a bassa latenza, ovvero con ridotto intervallo di tempo tra la puntata ed il suo esito e che consentono una immediata nuova puntata, hanno una maggiore pericolosità rispetto allo sviluppo di compulsività e dipendenza patologica. Mi riferisco ai classici giochi - come la roulette - presenti nei casinò che, non a caso, erano autorizzati in poche località e non disseminati nei quartieri e non erano collocati in ambienti di vita quotidiana, anzi presentavano precisi limiti di accesso. Addirittura nei casinò, un tempo, era persino vietato l'accesso ai residenti locali. Ma penso anche alle cosiddette “virtuali”, al 10eLotto e agli “innocui" Gratta e Vinci, dove la puntata precede di pochi minuti l'esito e che oggi troviamo in ogni dove: per queste forme di azzardo, dovremo necessariamente limitare la distribuzione e l'accessibiltà. I regolamenti comunali e le leggi regionali sono un presidio fondamentale per i cittadini».
Le misure previste dall'accordo del 7 settembre in Conferenza Unificata (il dimezzamento dei punti gioco) secondo lei sono ancora realizzabili o eventualmente superabili?
«La limitazione dei punti di offerta contenuta nell'accordo Stato-Regioni dello scorso settembre non appare sufficiente. Peraltro, essa si accompagna purtroppo a criteri che garantiscono una distribuzione più mirata, efficace e razionale (ovviamente per la filiera medesima), quindi potenzialmente forieri di una maggiore raccolta. Che questa misura non sia stata pensata per obiettivi di contenimento è dimostrato da tre considerazioni: la riduzione delle AWP (slot da bar) inizia da quelle meno redditizie; nessuna limitazione è prevista per le VLT che hanno una raccolta molto superiore rapportata al numero di apparecchi; il Governo uscente ha sempre rifiutato di indicare dei benchmark per le politiche annunciate, in pratica non ha mai dichiarato di volersi misurare su una effettiva riduzione della raccolta. Le misure di contenimento devono ovviamente accompagnarsi allo sviluppo di programmi e mezzi di contrasto alla criminalità organizzata e alle forme di azzardo non autorizzate o illegali».
«Nell'immediato - prosegue il senatore Endrizzi - va infine abolita la pubblicità. Così facendo non si agisce sull'offerta, che in certa parte è ormai fidelizzata o addirittura legata a compulsione e dipendenza patologica, bensì sulla nuova domanda: si smette di incentivare e promuovere un settore peraltro vietato ai minorenni, alla cui reclame vengono tuttavia esposti; un adolescente su due ha già iniziato ad azzardare e sappiamo che una precoce esposizione è correlata a un maggior rischio di patologie e in forme più gravi e difficili da curare. Le sponsorizzazioni sportive arrivano a un pubblico di giovani e giovanissimi che deve essere invece protetto. Abolire la pubblicità è anche un mezzo efficace per frenare l'azzardo online, che attraverso popup, banner a discesa e varie forme di ads si propone in modo pervasivo ed invasivo nei dispositivi mobili e computers di giovani e giovanissimi. Abolire la pubblicità libera infine la stampa dai condizionamenti impliciti derivanti dagli investimenti pubblicitari sulle testate giornalistiche e televisive. In diversi Paesi già la pubblicità è vietata e le normative europee consentono, anzi raccomandano ai Paesi membri di adottare una legislazione rispondente alle condizioni nelle diverse nazioni: l'Italia è il primo mercato di azzardo in Europa.
Queste misure comporteranno un decremento delle entrate erariali? Eventualmente come saranno compensate?
«Dobbiamo innanzitutto ricordare come negli anni la raccolta è costantemente aumentata, con punte del 30% in un solo anno, nel 2011. Le misure adottate avranno come primo obiettivo arrestare questo trend. In successione, si dovrebbero fissare obiettivi graduali per la sua riduzione. Le coperture per le misure del programma di governo sono state volutamente sovradimensionate proprio per anticipare il programmato calo del gettito. Ma è presumibile che la spesa si orienti su altri consumi; la propensione all'azzardo è maggiore nelle Regioni con minor reddito pro-capite, segno che verosimilmente si sposteranno ingenti risorse per un miglior benessere delle famiglie e a vantaggio di filiere alternative di piccole e medie imprese, che attendono la ripartenza dei consumi interni. Oltre all'occupazione che si potrà generare in settori a più alto indice di occupazione, lo Stato recupera l'IVA su tali consumi, cui oggi rinuncia».


TITO BOERI PRENDERÀ UNA DOPPIA PENSIONE D'ORO! NON È UNA BUFALA! LUI CHE CHIEDE SACRIFICI AGLI ITALIANI.Non vuole abolire la Fornero e fa politica contro il governo Conte...



Sul taglio delle pensioni d'oro proposto dal governo Lega-M5s, il presidente dell'Inps TitoBoeri è stato a dir poco freddo. Una posizione che diventa quasi sospetta dopo i dubbi sollevati sulla sua "doppia pensione d'oro" che il manager prenderà quando avrà finito di lavorare.

A sollevare la questione è stato il senatore di Fratelli d'Italia Franco Zaffini, che in un'interrogazione parlamentare ha chiesto di "verificare se l'Università Bocconi di Milano, nella quale insegnava il presidente dell'Inps Tito Boeri, ottenga contributi pubblici". Il motivo dietro la domanda lo spiega lo stesso senatore: "Boeri, pur avendo congelato il rapporto con l'ateneo, essendo in aspettativa, continua a percepire contributi reali proprio come se insegnasse ancora. È la doppia morale del prof. Boeri - aggiunge Zaffini - Non si possono abolire le pensioni d'oro? D'Altronde cosa possiamo aspettarci da un manager che eroga pensioni minime da fame e afferma la necessità di aumentare i flussi di immigrazione per salvare le pensioni".

Il senatore umbro ha chiesto quindi al ministro del Lavoro Luigi Di Maio di fare chiarezza: "Deve prendere provvedimenti immediati dinanzi a questo genere di comportamenti, nonostante le policy aziendali dell'ateneo che considerano talmente prestigioso l'incarico di Boeri da continuare a versargli i contributi perfino a fronte dello stop delle lezioni". Il dubbio finale è se quindi "i contributi reali e non figurativi versati dalla Bocconi a Boeri siano da ricollegare in qualche modo alle rette pagate dagli studenti, ma anche se è possibile, per un ente che gode di contributi pubblici, non applicare quanto previsto dalle leggi in vigore in tema di aspettativa dei professori ordinari".






http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13358618/tito-boeri-il-sospetto-del-senatore-di-fdi-zeffini-avra-una-doppia-pensione-d-oro-con-i-soldi-degli-italiani.html

la Marina libica sta con il governo Conte: “Finalmente l’Italia si è svegliata”!



La Marina libica commenta positivamente le decisioni del governo italiano  sulla nave Aquarius con la chiusura dei porti e il divieto di attraccare per l’imbarcazione con a bordo 629 migranti. “Grazie a Dio l’Italia si è finalmente svegliata, siamo molto contenti di questa decisione”, afferma il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem, intervistato dall’Ansa. “Alla fine – commenta – l’Italia ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo”.

Il portavoce del corpo che controlla la guardia costiera libica sostiene l’Italia nella sua scelta, tanto da chiedere al governo di proseguire su questa strada: “L’Italia ha subito le malefatte dell'immigrazione clandestina, tutti i suoi misfatti, compreso evidentemente l'arrivo di terroristi. Insistete su questa decisione, tenete testa alla Francia, alla Spagna e alle Ong”. E non risparmia, durante il suo colloquio con l’Ansa, un attacco esplicito ad alcune Ong: “Alcune organizzazioni non governative sono la lunga mano di altri soggetti in Europa e in Africa che compiono ‘riciclaggi' e altre azioni illegali sotto la copertura della protezione dei migranti e dei diritti umani”.

Tornando sull’Italia, Ghasem spiega: “Raccoglierà i frutti della propria decisione anche attraverso la riduzione del numero di migranti che vengono dal sud: ciò avrà pure effetti positivi in Libia per quanto riguarda l'ingresso di migranti nel Paese”. Compito dell’Italia, secondo il portavoce della Marina libica, sarà quello di “proseguire nel sostegno alla Libia nelle proprie scelte politiche, aiutandola a uscire dalla crisi politica dato che l’Italia è storicamente il Paese più vicino alla Libia”.

E sulla chiusura dei porti ai migranti ribadisce l’appello all’Italia: “La nostra seconda richiesta è di mantenere la vostra decisione”. Un’altra richiesta è quella di “sostenere la guardia costiera libica e levare l’embargo sulle armi affinché la Marina e le sue navi da guerra possano contrastare la migrazione illegale”.

continua su: https://www.fanpage.it/aquarius-la-marina-libica-sta-con-il-governo-conte-finalmente-litalia-si-e-svegliata/
http://www.fanpage.it/

2,7 MILIONI DI ITALIANI MANGIANO ALLE MENSE DEI POVERI, 5 MILIONI IN POVERTÀ ASSOLUTA E ALTRI 18 SONO A RISCHIO POVERTÀ



Dopo le Magliette Rosse per aprire i porti ora minacciano lo sciopero della fame? Guardate cari SINISTRI già ci stanno gli Italiani POVERI a digiunare!

DATI ISTAT
Il 30% degli italiani è a rischio povertà o esclusione sociale. A dirlo è l’Istat, per cui c’è da crederci.
L’Istituto nazionale di statistica, infatti, ha scritto nel suo ultimo rapporto che il quasi un terzo della popolazione italiana – per l’esattezza 18.136.663 individui (in aumento rispetto all’anno precedente) – corre questo pericolo.
Insomma, rimane un miraggio l’obiettivo di Europa 2020, il programma dell'Ue per la crescita e l'occupazione per il decennio in corso, che pone l'accento su uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo. Già, perché la povertà nel Vecchio Continente si mantiene stabile, ed è pari al 23,5% della popolazione continentale (118 milioni di persone).

http://m.ilgiornale.it/…/listat-lancia-lallarme-so…/1549804/

Costretti a mangiare alle mense dei poveri. È questa la punta dell’iceberg della situazione di disagio in cui si trovano 2,7 milioni di persone che in Italia nel 2017, che non hanno cibo per nutrirsi. A dirlo il rapporto Coldiretti «La povertà alimentare e lo spreco in Italia» presentato alla giornata conclusiva del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino. Ad avere problemi economici che si trasformano in difficoltà a mangiare sarebbero dunque - dice la Coldiretti - oltre la metà dei 5 milioni di persone che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta.

https://www.corriere.it/…/coldiretti-27-milioni-italiani-no…



Ultima Ora: Altra vittoria del Governo Conte! Incredibile quello che è successo! Questo è il cambiamento!

Sul fronte immigrazione oggi abbiamo fatto un altro importante passo in avanti. La risposta del Presidente Juncker, che ringrazio, di fatto accoglie il principio secondo cui l’immigrazione è una sfida europea, che riguarda tutti i 28 Paesi e che quindi richiede soluzioni europee e non di un singolo Paese.
È un principio per cui - è cosa nota - ci siamo battuti con forza all’ultimo Consiglio europeo e che oggi, giorno dopo giorno, stiamo facendo diventare realtà.
Sono felice di leggere che la Commissione Europea lavorerà con impegno e determinazione per attuare questo e gli altri principi che l’Italia ha fatto mettere nero su bianco nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno e che segnano indiscutibilmente un cambio di passo. E sono altrettanto soddisfatto che sia stata pienamente accolta anche la nostra proposta di creare un "gabinetto di crisi" coordinato dall’Unione europea, proprio per gestire in maniera unitaria, coordinata e stabile l’emergenza immigrazione.
Qui potete leggere la risposta integrale del Presidente Juncker.
Vi accorgerete da soli che passo dopo passo stiamo realizzando quel cambiamento che, anche sul fronte della gestione dell’immigrazione, avevamo promesso.