venerdì 28 luglio 2017

MARCO TRAVAGLIO SI SCHIERA ANCORA CON LA RAGGI! GUARDATE COSA HA APPENA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO CON LUI!

Non ruba: prendetela! di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano, 17 settembre 2016.
Ma che scriverebbero i giornaloni se Virginia Raggi fosse sorpresa a rubare, come un normale amministratore di FI, o Ncd, o Lega, o Pd?
Stanno sprecando tutti gli aggettivi della black list e, nell’eventualità che anche lei si facesse comprare, se ne troveranno sprovvisti. Tant’è che, al posto suo, non resisteremmo alla tentazione di inscenare un falso scambio di mazzette in piazza del Campidoglio, o magari sul balcone, o meglio ancora davanti al portone di casa presidiato h24 da giornalisti, fotografi e telecamere. Così, per vedere l’effetto che fa. Invece, diversamente da tanti politici, amministratori e dirigenti che hanno infestato e in parte infestano il Comune di Roma, non risulta che la Raggi rubi, e neppure i suoi assessori e collaboratori. I quali però vengono dipinti ogni giorno come putribondi figuri. Paola Muraro, grande esperta di compostaggio dei rifiuti, è stata per 12 anni consulente di Ama e di molte altre aziende pubbliche e private del settore. Appena è entrata in contatto con la Raggi, è diventata una via di mezzo fra Totò Riina e Jack lo Squartatore: complice del re della monnezza Manlio Cerroni (pur avendo gestito la chiusura della sua mega-discarica a Malagrotta, dopo che destra e sinistra gli avevano consegnato per 30 anni le chiavi dello smaltimento rifiuti), di simpatie destrorse (quand’era sempre stata di centrosinistra, molto stimata da Laura Puppato), favoreggiatrice della banda Alemanno (peccato che all’Ama fosse entrata sotto Veltroni e ci fosse rimasta anche sotto Marino).
Il fatto che abbia mentito – unico peccato accertato, più che sufficiente per imporne le dimissioni in un paese meno bugiardo del nostro – è secondario: bisogna dimostrare che è disonesta. Poi ieri Cerroni racconta al Corriere di aver finanziato le campagne di “tutti i partiti, esclusi i 5Stelle”, ma chi se ne frega.
Raffaele Marra, ex finanziere plurilaureato, è un dirigente pubblico passato dal ministero dell’Agricoltura all’Unire, dal Comune alla Regione, dalla Rai di nuovo al Comune. Ha collaborato con le giunte Alemanno e Polverini, come pure con Zingaretti e di Marino, almeno finché non lo cacciavano, il che avveniva regolarmente perché troppo “giacobino” (parola di Alemanno), cioè perché denunciava un sacco di porcherie in Procura. Appena la Raggi l’ha chiamato come vicecapo di gabinetto, è diventato il paria, l’appestato, l’uomo nero. Per smorzare la tensione, la sindaca l’ha spostato al Personale. Invano: Marra continua a occupare ogni giorno una o due pagine dei giornaloni.
Roberta Lombardi, in un tweet, lo definisce “un virus”? Il tweet finisce su tutte le prime pagine, col contorno di notizie inventate di sana pianta (la Raggi che chiama in lacrime Grillo e Casaleggio per chiedere protezione e minacciare di andarsene e dire sì alle Olimpiadi: telefonata mai avvenuta, lacrime mai versate, minacce mai pronunciate; o la Raggi che nasconde i pareri negativi di Cantone sulle nomine di Marra e Romeo: il parere su Marra non esiste e quello su Romeo è positivo). E dire che il Comune di Roma ne ha 200, di dirigenti, di cui 8 tra indagati e condannati, ma mai rimossi né citati sui giornali. Marra invece è incensurato, e questo forse è il problema: però il Messaggero assicura che, siccome comprò casa dal costruttore Scarpellini allo stesso prezzo stimato da una perizia della banca Barclays che gli erogò il mutuo, senza mai firmare un atto riguardante Scarpellini (all’epoca si occupava di incremento delle razze equine), “la Procura sembra voler fare chiarezza”. Ergo, è il mostro di Lochness.
Raffaele De Dominicis fino a 6 mesi fa era il celebrato Pg della Corte dei conti del Lazio, onusto di glorie grazie ai giornaloni che magnificavano le sue relazioni e le sue indagini sugli sprechi della Capitale. Poi è andato in pensione e la Raggi l’ha nominato assessore. E, dalla sera alla mattina, s’è tramutato in un mezzo matto che pronuncia sprìd lo spread (orrore) e soprattutto in un emissario di Previti (l’avvocato Pieremilio Sammarco, il civilista presso cui lavorava la Raggi dai tempi dell’università, che non fa parte dello studio Previti e non ha mai difeso Previti, gli ha telefonato per sondarne la disponibilità). La Raggi è peggio dell’alta tensione: chi la tocca, muore. Il che spiega perché nessun big vuole più saperne di fare l’assessore a Roma: per non ritrovarsi nel trinciapollo di tg e giornali.
In compenso, se la sindaca dice no a qualcuno o a qualcosa, questo diventa subito bellissimo e aulentissimo. Vedi le Olimpiadi. Tutti sanno che sarebbero una catastrofe per la città, che si ritroverebbe indebitata per altri miliardi (in aggiunta ai 13 o 15 del buco attuale), com’è accaduto per tutte le Olimpiadi degli ultimi 50 anni (a parte quelle di Los Angeles, realizzate da privati). Lo disse chiaro Mario Monti, nel 2012, rinunciando a Roma 2020: “Non sarebbe coerente impegnare l’Italia in un’avventura che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti”. Anche al netto dei ladri, i Giochi lasciano una lunga scia di debiti, cioè di tasse in più da pagare per i cittadini che hanno la sfiga di ospitarle. Infatti tutti i giornaloni plaudirono unanimi il saggio e sobrio Monti.
Ma ora che il No lo dice la Raggi, in perfetta coerenza con gli impegni elettorali, le Olimpiadi diventano una grande occasione di sviluppo, pace, fratellanza, prosperità e altre cazzate. Quindi, gentile Virginia, dia retta. Visto che, senza rubare un euro, è trattata come una delinquente matricolata, faccia come gli altri: dica di sì alle Olimpiadi e, appena arrivano i miliardi, se li metta in tasca. Vedrà che la lasciano in pace. Anzi, se ruba tanto, ci scappa la standing ovation.


NOTIZIA CLAMOROSA: IL PD SFIDUCIA IL SINDACO, LUI SPUTTANA TUTTO! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA DEL PD!

Il Pd siracusano “sfiducia” il sindaco renziano Giancarlo Garozzo. Con 58 voti su 59, la direzione provinciale del Partito democratico ha approvato una mozione con cui si disconosce l’amministrazione comunale. Una sconfitta amara per il primo cittadino della città aretusea, fedelissimo di Faraone, nel corso della lunga, e animata, riunione alla quale ha preso parte anche il segretario Fausto Raciti. D’altronde, in casa Pd a Siracusa non c’è mai stata pace e ieri sera è stato ratificato il documento redatto a luglio dal segretario provinciale Alessio Lo Giudice (appartenente all’area Riformista con Marziano, Zappulla e Raiti), con il placet di Raciti, che di fatto isola Garozzo e la sua giunta.
Le ragioni della “sfiducia” sono legate al mancato coinvolgimento del Pd da parte del sindaco nel rimpasto di giunta nei mesi scorsi. “Non abbiamo notato alcuna inversione di rotta rispetto a comportamenti che hanno denotato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti della comunità del Pd – si legge nel documento firmato dal segretario Lo Giudice -. Il Pd questo infatti è, e deve essere: una comunità al servizio del territorio e non uno strumento funzionale a interessi e ambizioni di pochi, umiliato con ultimatum, a cui chiedere sbrigativamente qualche nome da mettere in giunta. A questo punto, credo che il Partito debba andare oltre. Dinanzi alla crisi amministrativa e politica evidente nel Comune di Siracusa, di fronte alla sempre più palese fragilità politica della maggioranza, il sindaco e i suoi sostenitori hanno deciso di voler fare a meno del partito, hanno deciso di considerare insignificante il mandato della direzione. Il Partito Democratico della provincia di Siracusa, di conseguenza, per il bene delle nostre comunità e delle nostre istituzioni, per liberare un potenziale politico che ci può condurre a ricostruire un orizzonte di centrosinistra insieme ai tanti soggetti politici e civici che ci hanno sollecitato in questi giorni, deve ritenere, a partire da oggi, la guida politica dell’amministrazione comunale di Siracusa non più riconducibile al Partito democratico”.
Non si è fatta attendere la replica del sindaco: "Al di là del fatto che un segretario provinciale mediocre si e' preso la responsabilità di spaccare esattamente in due il partito, non posso che stigmatizzare il solito metodo (a questo punto è vizio), quello di barare, portando e imponendo in maniera come sempre scomposta un nuovo elenco degli aventi diritto al voto non concordato con nessuno.
Sono sinceramente divertito nel vedere concretizzarsi quello che denunciavo da tempo, la nobile intesa  Foti-Raiti-Zappulla. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, da tre anni vado dicendo che prima viene la città e poi il Pd. Esattamente quello che ha detto Renzi, riferito all'italia, domenica scorsa a Catania".
A nulla è valso il tentativo dei garozziani di difendersi e abbandonare l’aula al momento del voto, tentando di far cadere il numero: la maggioranza del Pd ha comunque trovato i numeri, seppur di misura, per votare il documento. Su 106 votanti, dopo l’abbandono dell’aula dei 47 garozziani, 58 hanno votato sì mentre il vicesegretario Giansiracusa si è astenuto. “Abbiamo preso atto da tempo che Garozzo e la sua giunta non abbiano alcun rapporto con il Partito democratico provinciale – dice Turi Raiti, componente della direzione provinciale – e votato di conseguenza. Il Pd valuterà con spirito critico, positivo, tutti gli atteggiamenti del sindaco partendo dal presupposto che da questo momento agirà in maniera autonoma. Siamo ben consci che la politica sia un fatto dinamico e dunque che, se dovessero esserci ripensamenti da parte di Giancarlo Garozzo,  allora il Pd sarà disponibile a riprendere il dialogo”.
Oggi, dunque, il Pd siracusano risulta così composto: i riformisti (38%), i renziani spaccati in due con l’ala Garozzo e l’altra capeggiata dal suo ex capo di gabinetto Giovanni Cafeo; e poi l’area Dem (con i deputati Marika Cirone Di Marco e Sofia Amoddio).


La legge per tagliare i vitalizi è passata alla Camera. Un risultato straordinario di tutti i cittadini italiani. Ora manca l'ultimo passo, deve essere approvata al Senato, non molliamo! Teniamo alta l'attenzione e tagliamo i vitalizi subito!



La legge per tagliare i vitalizi è passata alla Camera. Un risultato straordinario di tutti i cittadini italiani. Ora manca l'ultimo passo, deve essere approvata al Senato, non molliamo! Teniamo alta l'attenzione e tagliamo i vitalizi subito!


UN EPICO DISCORSO CHE PORTA LE PAROLE DI UN POPOLO INTERO, LE PAROLE DI 20 MILIONI DI CITTADINI CHE HANNO VOTATO NO!! +++ QUESTO DISCORSO DELLA CORAGGIOSA SENATRICE Michela Montevecchi DEL MoVimento 5 Stelle CONTRO IL GOVERNO, ENTRERÀ' NELLA STORIA!!



IL GOVERNO GENTILONI HA OTTENUTO 169 VOTI IN SENATO ED E' UFFICIALMENTE AL GOVERNO
Vi chiediamo di DIVULGARE QUESTO VIDEO OVUNQUE, SU FACEBOOK, FARLO VEDERE A AMICI E PARENTI!! DEVE RAGGIUNGERE MILIONI DI PERSONE LA NOSTRA INDIGNAZIONE!! PER FAVORE CONDIVIDETE
NO A QUESTO GOVERNO FOTOCOPIA!




MENTANA ATTACCA DE LUCA! CHIEDI SCUSA AI 5 STELLE! GUARDATE E DIFFONDETE!



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NOTIZIA CLAMOROSA MIRACOLO A ROMA ELIMINATI TUTTI I PARASSITI MASSIMA CONDIVISIONE!

Roma, miracolo nell'azienda Atac dei trasporti: dopo le visite mediche imposte l'80% dei malati è guarito...
"Miracolo" a Roma: dopo una visita decine e decine di dipendenti Atac ritenuti "malati" sono miracolosamente guariti. La storia è raccontata dal Messaggero che spiega come l'azienda di trasporti romana abbia recentemente visitato, tramite medici aziendali e del Cispi, buona parte dei 160 dipendenti (su 11mila) che avevano dichiarato di avere problemi fisici tali da rendere impossibile il lavoro come conducenti o operai delle officine. Di questi, dopo le visite mediche, l'80% è "miracolosamente risultato ideoneo".
"Neanche a Lourdes succedono cose del genere", scherza un funzionario dell’Ufficio personale dell’Atac. Una cosa è certa: nella sede della partecipata romana dei trasporti, anche chi diffida dei miracoli avrebbe modo di ricredersi. È successo infatti che quasi tutti i dipendenti che per anni avevano evitato i faticosi turni alla guida di un bus o di un treno della metro grazie al certificato di «inidoneità», dopo la visita medica finalmente pretesa dall’azienda, sono risultati completamente «riabilitati». Le disabilità temporanee? Sparite. Ci sarebbe da organizzare pellegrinaggi, se non fosse che l’ormai ex capo del Personale della municipalizzata, Francesca Rango (dimissionaria anche lei, insieme al direttore generale Marco Rettighieri e all’amministratore unico Armando Randolese) abbia creduto poco a queste guarigioni di massa. Anzi, a dirla tutta ha sospettato una truffa ai danni di Atac e dell’Inps. Per questo, insieme a Rettighieri, qualche settimana fa ha presentato un esposto alla Procura di Roma" scrive il Messaggero.
Sempre il quotidiano romano fornisce le cifre:
Tra gli oltre 11mila dipendenti di Atac, in 160 avevano problemi fisici tali da rendere impossibile il lavoro come conducenti o operai delle officine.
"Per questo l’azienda li aveva ricollocati dietro una scrivania, decisamente più confortevole rispetto al sedile di un bus.
Fino a quando, i vertici di Atac (che in settimana verranno sostituiti dall’assemblea dei soci) hanno deciso di avviare una serie di controlli straordinari. Mettendo in campo sia i medici aziendali sia quelli del Cispi e ricorrendo a tutti gli strumenti previsti dal decreto ministeriale 88/1999, quello che prevede l’«accertamento dell’idoneità fisica e psicoattitudinale del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto».
Alle visite mediche si sono sottoposti oltre cento dipendenti con «inidoneità temporanee». E l’80% è risultato in perfetta forma, tanto da tornare subito in cabina o in officina"

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2016/09/12/atac-visite-malati_n_11970984.html




GRANDE BEPPE GRILLO GUARDATE IL MESSAGGIO DI BEPPE DEDICATO A RENZI! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI IL VIDEO...



"Renzi, non mollare, io sono con te: spargerò la voce in rete che non hai mai raccontato storie in vita tua e che hai un papà meraviglioso. Non andare via, il Paese ha bisogno di un tuo aiuto per l'ultimo centimetro prima di sprofondare nell'abisso".
Un grande Beppe Grillo ironizza su Matteo Renzi.