giovedì 17 gennaio 2019

Non solo Fazio e Littizzetto! Con la Rai targata Lega e Cinquestelle sarà fatto fuori anche il Re dei leccapiedi




Non c’è solo Fabio Fazio nel mirino di Lega e M5s. La nuova Rai gialloverde prevede “meno produzioni esterne e informazione divisa dall’intrattenimento”, scrive La Stampa. Di fatto, una condanna per il pagatissimo conduttore di Che tempo che fa (entrato spesso in rotta di collisione con Matteo Salvini) ma anche per altri big di viale Mazzini. Nell’agenda dei prossimi epurati ci potrebbe finire anche un decano come Bruno Vespa, che con il suo Porta a porta ha attraversato ere politiche, leader e governi restando sempre sulla cresta dell’onda, inaffondabile a ogni polemica e tempesta. È il metodo inaugurato da Roberto Fico quando era presidente di Vigilanza. Vespa rischia grosso in quanto dipendente esterno, con contratto in scadenza, e la commistione di giornalismo e spettacolo non piace ai grillini.

mercoledì 16 gennaio 2019

Lorella Cuccarini sta con Salvini: L'immigrazione va bloccata e attacca l'Unione Europea...



Lorella Cuccarini scende in campo a favore del governo, nel particolare condivide le linee guida in tema di immigrazione.
La cantante, poi, critica L'Ue, il Papa e va controcorrente sull'ambizione delle donne nel recuperare il gap con gli uomini dal punti di vista della carriera.
Così, intervistata dal settimanale Oggi, spiega che "la differenza non è più tra destra e sinistra ma tra chi pensa agli elettori e chi alle élite e alla finanza. Ci ritroviamo intrappolati nel pensiero unico, che ha un disegno dietro. Il mercato impone le leggi e tutto il resto. Prenda l'Europa: ce l’hanno raccontata come un’idea meravigliosa, ma quella che viviamo esiste solo attorno all’Euro, che ci ha impoveriti".
Lorella Cuccarini non ha dubbi e con estrema chiarezza esprime il suo punto di vista. "Siamo in austerity - continua - abbiamo un tasso di disoccupazione altissimo, 5 milioni di poveri. E mi dite che bloccare l’immigrazione è di destra? È sacrosanto. Savona sogna un’Europa che agisca davvero come uno Stato unico. Per prima cosa dovrebbero permetterci di decidere davvero chi ci rappresenta lì. Il Parlamento europeo non conta nulla e la Commissione decide al di sopra dei popoli sovrani. Se stare in Europa significa accettare regole che ammazzano l’economia, non vale la pena. Ci trattano da sorellastra".
Nella sua lunga intervista, la Cuccarini non teme nemmeno di apparire politicamente scorretta parlando del Papa: "Sarebbe bello che il Papa si esprimesse anche su altre situazioni, oltre che sui migranti. Ci sono rimasta male quando ha detto 'meglio atei e buoni, che cristiani e odiatori'. Per un cristiano, Cristo è fondamentale e il posto in cui lo incontri è la Chiesa e anche se sei un cattolico tiepido incontrare Cristo in quella eucaristia è la cosa più preziosa. Bisogna distinguere buoni e buonisti: i cattolici devono essere buoni, ma devono difendere i propri figli".
E su le donne? Ce n'è anche per loro. "Mai stata femminista e sempre stata contro le quote rosa. Le donne la credibilità devono guadagnarla sul campo… Io sono un’azienda, decido quando e come lavorare. Altrove e in politica, servono una determinazione e una 'cattiveria' che impongono anche di rinunciare ad alcune caratteristiche femminili. Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi, seppur complementari. Se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti".

martedì 15 gennaio 2019

Ue, Juncker: “Durante la crisi austerità avventata. Non siamo stati abbastanza solidali con la Grecia”



“Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci” durante la crisi del debito. Parola del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel suo intervento in aula a Strasburgo per la celebrazione dei vent’anni dell’euro a cinque mesi dalle elezioni europee. Non solo: Juncker ha anche riconosciuto che durante la crisi del debito “c’è stata dell’austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionarechi lavora e chi è disoccupato: le riforme strutturali restano essenziali”. E si è rammaricato che la Commissione abbia “dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale” perché “al momento dell’inizio della crisi molti di noi pensavano che l’Europa avrebbe potuto resistere all’influenza del Fmi”.
“Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono” al Fondo monetario internazionale e “noi avremmo dovuto fare altrettanto”, ha detto. Invece “c’è stata una mancanza di solidarietà“, “abbiamo coperto di contumelie la Grecia”. Ma “mi rallegro nel vedere che la Grecia e il Portogallo hanno ritrovato un posto, non dico un posto al sole, ma un posto tra le antiche democrazie europee”.
L’euro, secondo Juncker, è un progetto che ha avuto “successo“, cui all’inizio credevano in pochi. “Quando abbiamo lanciato il processo verso la moneta unica, ci prendevano per pazzi, dicevano che l’unione monetaria non avrebbe potuto funzionare”. “Ne sentiamo di meno oggi. Deputati, giornalisti, professori di diritto ed economisti, soprattutto in Germania, tutti dicevano che sarebbe stata un’avvenutra che avrebbe condotto l’Ue al bordo dell’abisso. Ebbene, siamo ben lontani dall’abisso, perché possiamo constatare che il percorso intrapreso da vent’anni è stato coronato da successo”. Anche se “la convergenza economica e sociale tra gli Stati membri lascia tuttora a desiderare“. Ci sono “dei punti deboli: è una grande debolezza che il coordinamento delle politiche economiche non sia perfetto. Non sarà mai perfetto, ma dobbiamo fare di più in materia di coordinazione delle politiche economiche, di bilancio e fiscali. E’ una debolezza che rimane e non possiamo abbassare la guardia”.

lunedì 14 gennaio 2019

VERGOGNOSO viaggi, contratti e consulenze (d’oro). Come ha speso i soldi il comitato organizzatore del Coni

La cifra dei 20 milioni di danno erariale che l'organizzazione guidata da Malagò sarebbe pronta a chiedere alla Raggi non è ricostruibile nei dettagli. Ma nel bilancio del Coni 2015 e in quello di previsione 2016 si trovano tracce di almeno 10 milioni di spese già stanziate o effettuate: dal rifacimento degli uffici, a 450mila euro di supporto tecnico legale, fino alle diverse figure professionali arruolate con contratti biennali da 200mila euro più "quote variabili". E ancora, 150mila euro di trasferte e 785mila euro di "altri costi per servizi"
Viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, contratti e consulenze d’oro. Anche da 200mila e passa euro all’anno. Vincere le Olimpiadi ha un prezzo. E per aggiudicarsi quelle di Roma 2024 il Comitato promotore ha già speso diversi milioni di euro. Su cui adesso che la candidatura sembra ormai arrivata a fine corsa, rischia di spostarsi la battaglia con il Campidoglio. Se il consiglio approverà la delibera di revoca della candidatura, Giovanni Malagò è intenzionato a rivolgersi alla Corte dei Conti per “danno erariale”: “Qualcuno dovrà rispondere del fatto che sono stati spesi dei soldi pubblici”. Già, ma come?
LA MINACCIA DEL DANNO ERARIALE – È questa la domanda che è stata posta da più parti, specie dal Movimento 5 stelle: “Visto che il presidente Malagò ha tirato in ballo la sindaca dicendo che chiederà questi 20 milioni di euro di danni, vorrei sapere come sono stati spesi e se ha intenzione di rendicontare”, ha detto il deputato Simone Valente. “Il Coni è un ente pubblico e tutte le spese sono online”, la replica del numero uno dello sport italiano. A inizio 2016 il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva stimato il costo complessivo della candidatura in 24,9 milioni di euro, di cui 5 privati. Di qui la cifra dei 20 milioni di cui si parla. Alcuni progetti non vedranno mai la luce, altri sono già stati realizzati: difficile quantificare con esattezza il totale, che poi è la cifra che potrebbe essere eventualmente contestata davanti alla Corte dei Conti. Forse superiore ai 10 milioni di euro: una rendicontazione al dettaglio, infatti, ancora non è disponibile. Sicuramente non sul sito del Comitato promotore (che però è solo una branca della Coni Servizi Spa). Ma cercando fra le pieghe del bilancio Coni 2015 e della previsione per il 2016 è possibile farsi un’idea di come siano stati spesi i soldi per promuovere una candidatura ormai quasi fallita.
LA SEDE AL FORO ITALICO E LE CONSULENZE D’ORO – Gli sforzi della Coni Servizi si sono mossi essenzialmente in tre direzioni: mettere a disposizione del Comitato una sede e uno staff, predisporre il dossier olimpico nelle sue varie fasi e step (lo stesso che è stato consegnato al Cio e bocciato dalla giunta M5s), realizzare le attività di comunicazione del progetto. Tutti e tre i punti hanno avuto i loro costi. Di viaggi in giro per il mondo per promuovere l’immagine di Roma e la sua candidatura, ad esempio, solo nel 2015 (ancora di rodaggio) se ne sono andati circa 150mila euro. Tra gli investimenti strutturali dello scorso anno ci sono anche 590mila euro, di cui una parte è servita per riqualificare l’immobile adibito a sede dell’unità operativa per Roma 2024. Malagò aveva promesso di fare tutto “in house”, e così è stato: la casa del Comitato è stata individuata all’interno del Parco del Foro Italico, già di proprietà del Coni. Uffici comunque nuovi di zecca. Ma a colpire l’attenzione sono soprattutto i costi del personale. Se Montezemolo ha svolto il suo incarico da presidente a titolo gratuito, lo stesso non si può dire degli altri rappresentanti e collaboratori vari del Comitato. La coordinatrice Diana Bianchedi, ad esempio, ha firmato un contratto biennale dal valore di 190mila euro (l’anno, ovviamente), a cui bisogna aggiungere altri 38mila euro di quota variabile. Per il direttore della Comunicazione Fabio Guadagnini, volto noto di Sky e Fox Sports, sono previsti 200mila euro, più 40mila di possibili premi (chissà se raggiunti, a questo punto). E ancora: 90mila euro per Roberto Daneo, advisor del dossier che aveva già svolto lo stesso incarico per Expo 2015; 100mila euro per il planning manager Simone Perillo, 45mila euro per il programma multimediale di valorizzazione artistico/sportiva della città. Ma anche 40mila euro per chi ha curato il progetto del bacino remiero, o 25mila euro per quello delle gare di vela (che non si disputeranno mai). Alcuni di questi contratti erano a progetto, altri sono già stati stipulati fino al 31 dicembre 2017. E salvo sorprese o rinunce dovranno essere onorati.
2,2 MILIONI NEL 2015, PIÙ DEL TRIPLO NEL 2016 – Dal punto di vista tecnico, funziona più o meno così: il governo stanzia dei fondi, il Comitato promotore di Roma 2024 spende quei soldi attraverso la Coni Servizi (la società per azioni che rappresenta il braccio operativo economico del Comitato olimpico). E quest’ultima al termine delle operazioni si fa riaddebitare dall’Ente i costi sostenuti. Il tutto ovviamente al di fuori del contratto di servizio, che vale da solo 124 milioni di euro di contributi pubblici l’anno. Nel bilancio 2015, già approvato e pubblicato, si legge che lo scorso anno sono stati spesi 2,2 milioni di euro per le attività di Roma 2024. La voce più alta è tutt’altro che definita nel dettaglio: 785mila euro di “altri costi per servizi”. Ma ci sono anche 450mila euro di supporto tecnico legale, 485mila euro di collaborazioni e prestazioni professionali, 150mila euro di viaggi e di trasferte, più altre uscite minori riconducibili a catering, convegni, materiali, merci. Solo un anticipo delle spese ben più consistenti del 2016: nel budget per l’anno corrente, infatti, sono segnati 7,5 milioni di euro di costi previsti. Un +5,1 rispetto al 2015, visto che le attività “avranno particolare impulso considerando che si tratta dell’anno precedente a quello in cui il Cio designerà la città ospitante l’evento”. Quando verrà approvato il consuntivo 2016 si saprà cosa e quanto è stato speso con precisione. Al conto, poi, manca anche il 2017: nell’ultima legge di stabilità il governo aveva stanziato 8 milioni di euro con vincolo di destinazione per le attività del Comitato promotore nel prossimo anno. Almeno questi verranno recuperati, anche se una parte potrebbe essere già stata impegnata. Come più volte ribadito dal Coni, sono tutte spese lecite, autorizzate dalla legge e da quella mozione con cui proprio il Campidoglio aveva presentato domanda di candidatura. La stessa che ora la Giunta guidata da Virginia Raggi deve revocare per chiudere ogni discorso su Roma 2024. Nell’ottica del Comitato solo un investimento (inferiore rispetto a quello sostenuto da Los Angeles e Parigi) per vedersi assegnata la manifestazione (e con essa 1,7 miliardi di contributi dal Cio). Adesso, però, la candidatura di Roma 2024 se ne va, i costi restano. In fondo è proprio questa la tesi del danno erariale.
Fonte : liberoquotidiano.it

BUFERA PD!! I 5 STELLE HANNO SCOPERTO UN REGALO ONEROSO DAL GOVERNO AL MINISTRO...



Riportiamo la denuncia della Senatrice pentastellata, Barbara Lezzi, in merito ad un REGALO ONEROSO, da parte del Governo all'ex ministro Melandri per la sua fondazione. Leggiamo di seguito così:
La fondazione Maxxi della Melandri percepisce dalle nostre tasse ben 5 milioni di Euro l'anno. Non le bastano e allora Renzi inserisce ancora una volta l'ex ministro sotto la pioggia di Euro, ben 500.000, scippati dalle tasche dei cittadini perbene. Questa è solo tra le più eclatanti mance concesse dal Governo in giro per l'Italia ai suoi amici mentre per i cittadini ci sono i tagli crudeli alla Sanità.
Nel frattempo,Renzi, sceglie una bella poltrona comoda per tentare di giusticare se stesso e il suo Governo in merito alla clamorosa truffa ai danni dei risparmiatori traditi dal suo decreto.Giura che chi ha sbagliato pagherà. Stanno, intanto, pagando i clienti ingannati e rapinati per i quali dichiara di concedere un risarcimento pari a meno di 1/3 delle perdita ma non dice che l'emendamento con cui stanzia quest'elemosina, è solo un rinvio del problema da qui a 90gg e la decisione sarà soggetta al "concerto" tra due Ministeri, economia e giustizia, che è garanzia, finora, di inefficacia.
Tradotto: entrambi i ministeri sono sollevati da responsabilità che potranno passarsi vicendevolmente per far sì che nessuno sarà colpevole in caso di inadempienza.

PERCHE' I GIORNALI NON NE PARLANO MAI? SCATTANO LE MANETTE PER COLUI CHE AVEVA DENUNCIATO LA RAGGI!



Francesco Alvaro, commissario straordinario di Farmacap, la municipalizzata di Roma Capitale che gestisce le 47 farmacie comunali, è agli arresti domiciliari.
È accusato di turbativa d'asta e falso con l'imprenditore Giuseppe Giordano, titolare della società Dragona Servizi, nell'ambito di un'inchiesta che riguarda l'affidamento degli appalti per la mensa di un asilo nido, nella zona dell'Infernetto a Roma.
Alvaro è stato direttore del dipartimento V del Comune di Roma, prima di essere nominato alla Regione Lazio nel 2007 nel ruolo di Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza. La Giunta Marino, nel 2014, lo ha messo a capo di Farmacap, la partecipata a capitale interamente pubblico che gestisce le farmacie.
L'indagine ha preso le mosse da un esposto presentato da un altro dirigente della società, che si lamentava dei presunti «atteggiamenti vessatori» posti in essere dal commissario straordinario, e da un secondo esposto dell'attuale sindaca di Roma Virginia Raggi, che aveva denunciato una serie di irregolarità

Precisiamo che la notizia si riferisce a quanto accaduto a settembre ma ci continuiamo a chiedere come mai non sia stata data la giusta importanza a questa notizia. Sarà stato fatto in buona fede? ci auguriamo di si.

CICCIOLINA CONTRO DI MAIO:”IL VITALIZIO ME LO MERITO, CHIEDI SCUSA O TI QUERELO”…



Oramai siamo a conoscenza di quanto Luigi Di Maio, vicepresidente pentastellato della Camera, è soggetto a critiche e insulti da parte di persone che sicuramente stanno avendo paura della battaglia contro i vitalizi condotta dallo stesso Di Maio e da tutto il Movimento 5 Stelle.
Questo perché anche lei ne prende uno. Infatti, Ilona Staller prende un vitalizio netto di 2000 euro, per aver fatto la parlamentare per 5 anni dal 1987 al 1992. Cicciolina venne eletta alla Camera nella X legislatura, per il gruppo parlamentare dei federalisti europei.
Alla Staller non è proprio andato giù il fatto che sia passata come una privilegiata tanto che con un post sul suo profilo Facebook ha attaccato Di Maio. Sul post possiamo leggere: “Non sai neppure e dichiari il falso che io ho fatto il deputato dal 1987-1992 per ben 5 anni !! Ho preso 20,000 voto ero seconda a Marco Pannella e per ben 5 anni ogni santo giorno andavo al parlamento”, Cicciolina ha attaccato in questo modo il vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio.
Non è finita qui, l’ex porno star aveva già attaccato Di Maio una settimana prima, sempre attraverso i social e per la stessa motivazione. Dunque, Ilona Staller ha preteso delle scuse pubbliche da parte di Luigi Di Maio minacciandolo anche di una querela. Come possiamo notare, questa battaglia sta dando fastidio a molte persone, noi però sosteniamo Di Maio!