lunedì 24 aprile 2017

+ + + ULTIM'ORA CLAMOROSA + + + Matteo Renzi umiliato in diretta: la coltellata sulle primarie Pd

Un cartonato. Le Iene hanno scelto il modo più diretto per umiliare Matteo Renzi. Il programma di Italia1 ha mandato in onda un'intervista doppia dedicata alle Primarie del Pd. Da una parte Michele Emiliano, dall'altra Andrea Orlando. E in mezzo lui, Renzi, il candidato stra-favorito. Versione cartonato, appunto, perché l'ex premier ha declinato l'invito al confronto e così gli autori, anziché rinunciare al servizio, hanno preferito far parlare gli sfidanti, con la foto di Renzi a far da palo.
"Nonostante il segretario uscente Matteo Renzi avesse dichiarato al microfono di Filippo Roma che avrebbe accettato volentieri l'invito all'intervista tripla delle Iene - spiega una nota di Mediaset -, quando l'inviato ha contattato il suo ufficio stampa, quest'ultimo non ha più dato la disponibilità dell'ex premier". La sagoma di cartone di Renzi dà spazio alle accuse di Emiliano e Orlando: "Mah, io credo che scappare sia sempre un errore", attacca il governatore pugliese. "Fa male a non confrontarsi", aggiunge Orlando. E a una settimana dal voto, ci pensa anche Fabio Fazio a tirare una coltellata a Renzi, ospitando a Che tempo che fa su Raitre proprio Orlando. Demolito in tv, mollato dagli amici. Forse è per questo che Matteo ha preferito consolarsi sul divano guardando Macron.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12365681/matteo-renzi-cartonato-le-iene-fazio-intervista-orlando-coltellata-pd-primarie-umiliazione-.html

domenica 23 aprile 2017

PIERACCIONI SCATENATO:LETTERA A RENZI CHE COINVOLGE LA BOSCHI E BENIGNI! GUARDATE E DIFFONDETE!

Un affondo mascherato da satira. Un bel "siluro" dedicato da Leonardo Pieraccioni a Matteo Renzi, Roberto Benigni e Maria Elena Boschi. Il comico toscano, dopo il risultato dei ballottaggi, spara a briglia sciolta sul suo account Facebook, dove scrive: "Il marito della Raggi gni scrive una lettera pubblica? E allora io la scrivo attè amato Renzino! Non li ascoltare questi gufacci che se te voi ti ripigli Roma, Torino, la pajata ei pernigotti! Certo hai fatto solo l'errore di far telefonare casa pe' casa alla Boschi pe' suggerire 'votaRobertoVotaRoberto' quella cià la vocina della bambina di The Ring, si son presi paura! Ma a te Renzino, errore a parte, non ti manca nulla! Loro ci hanno Grillo e te fai un duo di cabarè con Maria Elena: 'la bimba e i' bomba', tu sbanchi!".
Parole di fuoco, quelle riservate al premier e al ministro delle riforme. Ma non è tutto. Perché Pieraccioni poi guarda anche al prossimo futuro, al referendum sulla riforma costituzionale, e picchia ancor più duro contro Roberto Benigni, il guru della sinistra che sul voto di ottobre ha cambiato idea nel giro di pochi giorni: "Referendum - riprende Pieraccioni -! Facciamo prima un tour insieme come i pu! Io, te, la Boschi, Benigni! L'ho chiamato: 'Roberto ci vieni a fare i tur co' ragazzi?' Mà risposto: "No... si... no... si...". A Benigni e a Renzi fischieranno le orecchie.


GASPARRI INSULTA DI MAIO: "CONIGLIO, DICE FESSERIE". LUI GLI RISPONDE COSÌ


GASPARRI INSULTA DI MAIO: "CONIGLIO, DICE FESSERIE". LUI GLI RISPONDE COSÌ
Myrta Merlino legge in diretta la proposta del M5S per eliminare i privilegi dei parlamentari equiparando le loro pensioni a quelle di tutti gli altri lavoratori dipendenti e Gasparri sclera: "Luigi Di Maio dice fesserie, è un coniglio che parla da solo. 1000 euro dopo una legislatura non mi sembrano una cifra enorme". Ecco come gli ha magistralmente risposto lo stesso Di Maio pochi minuti dopo, diffondiamo!
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"Mi ha invitato per parlare male del M5S ma non lo farò mai" Bufera in studio: l'ospite sputtana il conduttore



Brutte notizie per l’Italia sul fronte della libertà di stampa. Nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres il nostro Paese perde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016. L’Italia è il fanalino di coda dell’Ue (che è comunque l’area in cui c’è maggiore tutela dei giornalisti), seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria.

Classifica: ecco le prime 10 posizioni (Fonte: rsf.org)


GIORNALISTI NEL MIRINO
Fra i motivi che - secondo l’organizzazione con base in Francia - pesano sul peggioramento, il fatto che «fra i 30 e i 50 giornalisti» sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Nel rapporto vengono citati anche «procedimenti giudiziari» per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato

DIETRO BENIN E BURKINA FASO
Per farsi un’idea dell’allarmante situazione italiana basta dare un’occhiata alla classifica: ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana.


Scandalo banche, Mentana: “Il governo nasconde i nomi dei grandi debitori ma adesso li facciamo noi”.

Dopo aver svelato i nomi dei debitori eccellenti della Banca popolare di Vicenza, il telegiornale di La7 ha rilanciato, rivelando una lista di 50 nomi di insolventi di Banca Marche. Fra di loro l'imprenditore che inguaiò Del Turco.


La Commissione Finanze del Senato, su richiesta di governo e Pd, ha deciso di non rendere pubblici i nomi di chi ha avuto milioni di euro in prestito dalle Banche e non li ha restituiti. In attesa che qualcuno chiarisca chi ha contribuito ad affossare Montepaschi, dopo aver svelato i nomi dei debitori eccellenti della Banca popolare di Vicenza, il telegiornale di La7 ha rilanciato, rivelando una lista di 50 nomi che non avrebbero saldato i loro debiti con Banca Marche: l’elenco contiene nomi e aziende insolventi per cifre che vanno da un massimo di 126 milioni a gli 11 milioni di Società sportiva romana, quella di Diego Anemone.
L'impresa più esposta, secondo quanto si legge nei documenti pubblicati dal telegiornale di Mentana, è Fortezza srl, la società del gruppo Lanari.  Una vicenda, questa, che si intreccia ovviamente con le note vicende dell’istituto di credito marchigiano da tempo molto esposto con le società legate all’imprenditore anconetano. Scorrendo l’elenco, si nota anche la presenza di la Novafin Spa, da poco dopo fallita, appartenente a Vincenzo Angelini, il "re delle cliniche" abruzzesi, il grande accusatore dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco.  Interessante anche il riferimento alla società Capo Caccia resort srl, per il quale è in corso un processo nel tribunale di Sassari per il reato di bancarotta in concorso. Somme importanti anche quelle attribuite al Gruppo Santarelli (110 milioni di euro), ai Minardi (130), ai Ciccolella (80), la famiglia pugliese che con i suoi vivai ha subito lo scorso anno un crac finanziario, Vittorio Casale (70) e Davide De Gennaro (70).
Enrico Mentana, aveva anticipato su Facebook lo scoop del suo tg: “Se il governo - aveva scritto - nasconde il nome dei grandi debitori una parte della stampa ha deciso di comportarsi diversamente. Chi ci governa e chi sostiene il governo in parlamento sono liberi di farsi male da soli: ma a volte non si ravvisa il metodo di questa follia. Noi e tanti altri, e perfino il presidente dell'Abi, abbiamo chiesto che venissero ufficialmente rese pubbliche le liste dei maggiori debitori di Mps e delle altre banche messe nei guai dagli Npl (crediti deteriorati). Invece la Commissione Finanze del Senato ha bocciato tutti gli emendamenti che chiedevano la lista dei nomi dei grandi debitori delle banche in difficoltà e ha approvato la proposta di modifica del relatore che prevede una relazione in cui vengano indicati i profili di rischio ma non i nominativi dei soggetti insolventi. Come tgla7 - in mezzo a un clima di omertà e senza nessuna sponda negli istituti interessati - ci abbiamo lavorato per settimane e abbiamo già cominciato a fare alcuni nomi per la banca senese, e tutti i principali per la Popolare di Vicenza. Stasera facciamo il punto, e magari ci aggiungiamo la lista di Banca Marche”. 
Uno schiaffo, per l’ex rottamatore Matteo Renzi, i vertici del Pd, inclusi Gentiloni e i ministri hanno deciso che gli italiani devono pagare il crac di Monte Paschi di Siena e delle altre banche, ma senza sapere, senza aver il diritto di conoscere, i nomi dei debitori responsabili del buco. Fra le tante dichiarazioni rilasciate in queste ultime ore dai politici sull’amara vicenda delle Banche, qualcosa in più parrebbero contenere le uscite di Roberto Calderoli, in genere ben informato sui movimenti dei maneggioni di professione.
La bocciatura, ha detto l’ex ministro per la Semplificazione Normativa nel governo Berlusconi IV, è avvenuta in commissione Finanze al Senato, "con il mio emendamento al decreto 'salva-risparmio' - prosegue - chiedevo di derogare eccezionalmente alla legge 196/2003 sulla privacy 'nei casi di ricapitalizzazione mediante intervento statale di qualsiasi istituto di credito operante sul territorio nazionale' e di obbligare la Banca d'Italia e la Presidenza del Consiglio a pubblicare, sui propri siti istituzionali, 'l'elenco dei debitori insolventi per i crediti concessi dai medesimi istituti' e di indicare 'i nominativi delle persone fisiche e giuridiche insolventi per debiti superiori a 1 milione di euro' e di indicare 'i nominativi dei partiti politici e delle fondazioni e associazioni loro collegate, insolventi per debiti di qualsiasi importo".
Insomma, non c’è bisogno di fare particolari collegamenti, per Calderoli, fra gli insolventi potrebbero esserci anche partiti politici e movimenti a loro collegati. E che per questo si tenta di zittire la stampa.  Dal cilindro delle banche potrebbe venire fuori qualcos’altro di inatteso.
FONTE: GAZZETTA DELLA SERA

sabato 22 aprile 2017

La notizia che imbarazza il governo: Ecco cosa hanno scoperto i 5 stelle. GUARDATE...

Il deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista e il collega Frusone "incastrano" il ministro della difesa Roberta Pinotti. Pare infatti che la Pinotti sia salita a bordo di un aereo di Stato, pagato coi soldi dei cittadini, per tornare a casa.

Scrive oggi Marco Lillo sul Fatto:

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha usato un Falcon 50 dell'Aeronautica militare italiana per farsi accompagnare a casa a Genova, il 5 settembre scorso, approfittando di un volo di addestramento programmato dal 31esimo stormo dell'Aeronautica proprio in coincidenza con le sue necessità.

Due deputati del M5S, Alessandro Di Battista e Luca Frusone, hanno depositato ieri un'interrogazione parlamentare al ministro stesso e al presidente del Consiglio nella quale si scagliano contro quella che considerano una violazione delle regole sull'uso degli aerei di Stato. Secondo Di Battista e Frusone, le normative e le circolari sull'uso degli aerei di Stato sono state aggirate con l'escamotage del volo di addestramento e vogliono sapere in quanti altri casi si è fatto ricorso a questa 'motivazione' su quella rotta.

L'aereo in questione è un Falcon 50 del 31° Stormo dell'Aeronautica Militare di solito utilizzato per voli di Stato, trasporti sanitari d'urgenza di ammalati, di organi per trapianti, per esigenze umanitarie, ma che, per quanto risulta al Movimento 5 Stelle, mentre scarrozzava la Pinotti stava effettuando un volo di addestramento.

Resta da chiarire se l'aereo stesse facendo un volo di addestramento o se si è trattato di un volo di Stato vero e proprio: in ogni caso con l'interrogazione i 5 Stelle lo hanno chiesto al Presidente del Consiglio ed alla Pinotti stessa.

Se fosse un volo di Stato sarebbe necessaria una specifica autorizzazione perché i voli di Stato sono di regola limitati alle 5 più alte cariche dello Stato (Pres Repubblica, Pres Consiglio, Pres Camera e Senato, Pres Corte Cost.) e poi l'autorizzane viene rilasciata solo in presenza di "comprovate, imprevedibili ed urgenti esigenze di trasferimento connesse all'efficace esercizio delle funzioni istituzionali" richieste dalle norme.

Se fosse un volo di addestramento la faccenda sarebbe ancora più grave perché il Ministro avrebbe aggirato la normativa ed utilizzato un aereo destinato al trasporto di solo personale militare per l'addestramento appunto.



VIRGINIA RAGGI ESPLODE CONTRO IL GOVERNO! SE VOGLIONO LA GUERRA AVRANNO LA GUERRA!

GIÙ LE MANI DALLA NOSTRA ATAC
Vogliono togliere l’Atac ai romani ma noi non lo permetteremo!
L’Atac non si tocca perché è dei cittadini che l’hanno profumatamente pagata con le loro tasse. Per anni.
La strana alleanza Pd-Fi – sì, sono proprio quelli del Patto del Nazareno - ha votato una mozione in Senato per chiedere che l’azienda di trasporto pubblico romano venga commissariata.
Questa mozione della vergogna, che è un insulto a tutti romani, è stata presentata proprio da quei partitucoli che dopo aver spolpato per anni la nostra azienda, dopo averla sovraindebitata, dopo averla  abbandonata, senza manutenzioni, senza servizi degni di tale nome, adesso vogliono chiuderla regalandola ai privati.
E lo fanno adesso perché vedono che i romani hanno dato fiducia ad un movimento che da quello scempio sta facendo rinascere un'azienda: 150 nuovi bus in arrivo, riordinare i conti, biglietti elettronici, corsie preferenziali e tanto altro per il rilancio.
I loro giochi sono finiti e allora, per evitare che qualcuno possa scoprire tutto il marcio, vogliono riprendersela ancora una volta.
E, soprattutto, mentre lo fanno scappano dalle loro responsabilità di governanti: avrebbero potuto dare un bel segnale con la riduzione degli stipendi e invece distolgono ancora una volta l'attenzione dalle loro responsabilità.
Ma stavolta non glielo permetteremo: se vogliono la guerra, la guerra avranno.
Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, Atac è nostra.
Vergognatevi
Dal profilo Facebook di Virginia Raggi